Lasagne e pasta al forno

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Pasta al forno con zucca e formaggio vegan

pasta al forno vegan

Com’è bella la vita che cambia e ti sorprende, sempre, a ogni morso, quando meno te l’aspetti. Com’è bella la vita che proprio quando credevi di averci capito qualcosa, rimescola le carte in tavola e ti fa ripartire da zero. Com’è bella la vita con le sue strade impervie, le sue curve a gomito e i suoi precipizi.

Chissà se è proprio per colpa di quelle strade che ho odiato prendere la patente, imparare a guidare, affrontare una cosa che non sapevo fare. L’ho odiato tantissimo, fortissimo.

Poi sono diventata grande e mi sono resa conto di come quell’esperienza fosse state importante per la mia vita, di come fosse stata solo un esempio banalissimo dei meccanismi della vita. Uno stampo in cui il resto delle mia vita si sarebbe plasmata, allargata, gonfiata, la mia vita sarebbe lievitata dentro quello stampo come un bel muffin al cioccolato perfetto per la colazione.

Ho capito che ancora mille e mille altre volte avrei dovuto affrontare qualcosa di sconosciuto o inaspettato, qualcosa che non sapevo fare e gestire, che sarei stata spaventata e mi sarei abbattuta. Che avrei dovuto sbatterci la testa e affrontarlo, un passo alla volta, con coraggio e determinazione, fra le lacrime e la rabbia per non essere più brava di così. E che poi a un certo punto quel mostro si sarebbe ridimensionato, sarebbe diventato più piccolo e docile, gestibile, avrei potuto prenderlo in mano e provare a farci amicizia. E anche se il ricordo di quei giorni duri sarebbe rimasto per sempre, io avrei saputo conviverci e un giorno avrei potuto raccontare a qualcun altro com’era andata e me.

Com’è bella la vita che cambia e ti fa cambiare ogni giorno, com’è bella la vita che ti sorprende sempre, a ogni boccone.

Così come questa pasta al forno vegan ricca e saporita, ogni boccone differente, ogni morso un po’ di gioia.

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Lasagna pomodoro ricotta e basilico

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Ieri sera sono uscita alle 20.30 e c’era ancora luce. La giornata non era finita e mentre guardavo il sole lasciare posto alla luna ho sentito una nuova energia, una serenità diversa. Le giornate si sono allungate e sebbene si siano anche riempite di cose da fare sento meno affanno, sono stanca ma ringrazio per queste ore regalate.

Ogni inverno, ogni anno, aspetto con ansia l’arrivo della bella stagione. Sogno il momento in cui i piatti si coloreranno del rosso dei pomodori e del verde del basilico, le erbe aromatiche sul balcone prenderanno nuova vita e le melanzane diventeranno protagoniste della mia tavola. C’è qualcosa dentro a quei sapori che mi riporta alle radici, sono sapori che riconosco sempre e comunque come miei, come vicini, come affini. Rappresentano la mia zona di confort in cucina, quello spazio entro il quale mi sento comoda e libera di sperimentare perché so che quegli ingredienti non mi tradiranno e sapranno mostrarsi ogni volta con una veste nuova. Come la pasta con il sugo di pomodoro che prepara nonna tutti i giorni che è sempre diversa eppure sempre uguale, che sa di casa e di cura, sa di rituali e di unione, rassicura.

Non lo so se ognuno di noi abbia degli ingredienti affini o se sia una cosa tutta mia, ma so che quando metti insieme una lasagna e alcune delle cose che ami di più allora il gioco è fatto e tu puoi goderti quell’esplosione di sapore.

Che sia un buon fine settimana per tutti!

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Lasagna con crema di zucca e ricotta di capra

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Se qualche mese fa mi avessero detto che presto avrei preparato, mangiato e poi pubblicato una ricetta preparata con una ricotta di capra, avrei riso e risposto giammai!

Il mio primo incontro con il latte/lo yogurt/il formaggio di capra risale a millenni fa quando dopo un’eruzione sulla schiena e uno strano test mi avevano confermato la mia intolleranza ai latticini. All’epoca la soia era lontanissima e mi avevano suggerito di provare saltuariamente prodotti a base di latte di capra, per qualche motivo – che non ho indagato molto all’epoca e che a oggi risulta poco sensato – migliore per me. Avevo comprato, assaggiato e buttato uno yogurt di capra che avrebbe fatto risuscitare i morti. Anni dopo mi ero avvicinata al feta – che a volte è preparato con latte di pecora e capra insieme – con moderato successo e poi, più di recente, in vacanza e mangiando un po’ in giro, ho assaggiato qualche formaggio e mi sono incuriosita.

Così un giorno ho deciso di provare a comprare una ricotta di pecora per fare qualche dolce d’ispirazione siciliana ma non l’ho trovata, c’era solo una ricotta sarda di capra. Aiuto, che paura. Che faccio? Anche se consumo pochi latticini, in generale, mi sono fatta coraggio e l’ho comprata. Ho scoperto una ricotta dalla grana sottile e liscia, dolce all’inizio ma con un finale strong capace di dare carattere ai piatti se dosata correttamente. L’ho usata qui e là e poi ho deciso, avevo in mente da un po’ questa ricetta e volevo abbinarla con la dolcezza della zucca, in netto contrasto. Il piatto è nato strada facendo e il risultato è del tutto inaspettato, un mix equilibrato e sorprendente, nuovo. Il profumo dell’arancia rende tutto speciale. Consigliata a chi non ha paura di osare e di sperimentare sapori nuovi.

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Pasta al forno con topinambour zafferano e nocciole

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La mia mamma, da buona piemontese, mi ha introdotta anni fa al mondo dei topinambour (topinambur) e me ne sono innamorata. Si sa che io per i ‘brutti ma buoni’ ho un debole e questi tuberi bitorzoluti che sono sempre piaciuti un sacco a lei sono stati subito simpatici anche a me, ecco perché ancora mi stupisco quando al mercato sento chiedere “ma quelli cosa sono?” o quando chiedo i topinambour e mi rispondono “ne vuoi solo due o tre vero? Non li vuole nessuno”.

FERMI TUTTI: coltivatori di tutto il mondo di topinambour, se non li vuole nessuno dateli a me!

La verità secondo me è che sono ancora pochi quelli che conoscono questi tuberi e la maggior parte delle persone sono sconfortate dall’aspetto e dalla rottura che costa pulirli. Ci vuole un po’ di pazienza, è vero, ma ne vale la pena. Poi c’è chi fatica a digerirli e a voi suggerisco di non mangiarli interi ma di frullarli e di non abbinarli a legumi o patate. Potete farci una vellutata, delle polpette, dei tortini, degli gnocchi oppure condirci una pasta al forno come ho fatto io, golosa e filante.

Sarà che qui la pasta al forno non la mangiamo quasi mai e a me sembra tanto un piatto delle feste, ma secondo me dovreste provarla 🙂

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Lasagna con carote e besciamella al prezzemolo

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Ciao. L’autunno è arrivato, lo so. Ho ricominciato a preparare le zuppe e, mio malgrado, ho accettato la scomparsa di peperoni e melanzane dalla cucina e dalla tavola. Mi sono buttata sulla zucca per riprendermi dallo shock e ho mangiato tanti, troppi dolci. Un po’ il rientro, un po’ la pioggia, un po’ che sono tutte scuse.

E niente, per fortuna è tornata anche la stagione delle lasagne. Quelle che prepari la domenica che c’è più tempo, quelle che quando ci pensi ti viene il sorriso. Per me pranzare con le lasagne è come cenare con un panino, vuol dire che la giornata sta prendendo la piega giusta.

Certo di solito quando pensi a una lasagna non pensi alle carote, I know. Eppure…eppure ho fatto un tentativo per una ricetta ultra-veloce (certo, c’è la sfoglia da fare però poi è un attimo eh), di quelle che di solito preparo quando ho della sfoglia che avanza e ho finito gli ingredienti per la farcitura e allora decido di improvvisare con quello che ho a disposizione. E le carote ci sono, spesso. Erano di quelle con il ciuffo a cui non so resistere. E poi avevo del bel prezzemolo riccio, molto più delicato del classico, con le foglie verde scuro tanto fru fru.

Insomma il risultato è stato davvero sorprendente, buono, delicato ma non piatto, non banale.

E per chi ama i sapori più decisi ho un’aggiunta da proporvi, io ho fatto due teglie dunque le ho sperimentate entrambe 🙂

PS: c’era una luce strana, lo so, perdonatemi.

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