Senza latticini,  Senza uova,  Vegan,  Zuppe e minestre

Crema di ceci e patate alla curcuma

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Sono arrivate le zuppe e io sono partita con la storia del comfort food, perdonatemi. Non è che io ci tenga a essere alla moda e infatti, pensandoci bene, sta moda del comfort food forse è anche un po’ passata. Meglio. Perché per me è un trend che non passa mai ed è un concetto che mi è molto caro, soprattutto in questa stagione. E perché anche i piatti vegetariani (o vegan) sanno essere comfort food. Giuro.

Il cibo è conforto. Non per tutti forse, immagino di no, ma per me lo è. Non solo perché ci appaga, ci rincuora, ci sazia. Con il cibo ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri. Grazie al cibo ci prendiamo del tempo per noi o lo dedichiamo alle persone che amiamo, ci sediamo intorno a un tavolo, ridiamo, chiacchieriamo. Il cibo è sempre stato importante nella mia vita, ha sempre avuto un ruolo centrale, ma è sempre stato trattato con rispetto e con buon senso, senza eccessi. Non è così scontato. Nutrirsi in modo corretto è un modo per volersi bene. Ma a volte anche sgarrare, è un modo per volersi bene. Non si tratta di essere magri o grassi o alti o bassi. Non si tratta di essere rigidi o fissati. Non si tratta di essere onnivori, vegetariani o vegani. Si tratta di rispetto. Non sono una guru, una nutrizionista, una gourmet o chennesoio. Sono una ragazza qualsiasi che ha dovuto – suo malgrado all’inizio ma per fortuna, con il senno di poi – affrontare un percorso che l’ha portata a modificare in parte la sua alimentazione.

A volte nella vita si scopre di aver fatto degli errori, di aver preso delle decisioni sbagliate, di aver perseverato con abitudini scorrette. A volte è il corpo a dircelo, a volte no. Ma c’è tempo per fermarsi e decidere di cambiare. E questo non vuol dire fare scelte estreme, vuol dire anche semplicemente fare dei minuscoli passi ogni giorno. Sto parlando di cibo, di alimentazione, sì, ma mica solo di questo.

Ma se parliamo di cibo allora la sfida per me è riuscire a sedersi a tavola con gioia cercando di mangiare in modo sano, per quanto possibile, ma senza privazioni punitive. La sfida è togliere da un piatto qualcosa che può far male, metterci qualcosa che può fare meglio ed essere soddisfatti del risultato, vedere i tuoi ospiti che sorridono allegri durante una cena, vederli chiedere il bis.

Anche questo, per me, è conforto.

Ed è conforto una crema di ceci e patate vellutata, corroborante, ricca e profumata, con curcuma e crostini di pane al rosmarino.

Ingredienti (per 3/4 persone)

200 g di ceci secchi

2 patate medie

1 carota

1 costa di sedano

3 cucchiaini di curcuma

alga kombu

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Inoltre (a piacere)

4 fette di pane

rosmarino fresco

olio extravergine d’oliva

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Mettete in ammollo i ceci in abbondante acqua, insieme all’alga, per almeno 12 ore (io li ho lasciati per 24 ore cambiando l’acqua, più ci stanno meglio è). Dopo l’ammollo scolate i ceci e sciacquateli bene. Mettete a scaldare un cucchiaio d’olio con una carota e una costa di sedano pelate e tritate, fate insaporire poi versate i ceci e mescolate bene. Coprite il tutto con acqua (non salata) e fate cuocere per 2 ore circa. Quando i ceci cominciano a essere morbidi unite alla zuppa le patate pelate e affettate sottilmente, aggiungete altro liquido se necessario e portate a cottura. A questo punto profumate la zuppa con la curcuma, un pizzico di sale e una macinata di pepe, poi frullate tutto al minipimer regolandovi con il liquido in base alla densità che preferite.

A parte tostate in padella (o sotto il grill del forno) il pane a dadini condito con un filo d’olio, un po’ di pepe e abbondante rosmarino fresco.

Servite la zuppa con i crostini di pane e un filo d’olio a crudo a piacere.

PS: la crema è buonissima anche a temperatura ambiente.

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