Ricordi di crème brûlée al caffè e anice

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Ci sono ricette che sono piezz’e core, come si dice. Ricette che nascono fra le tue mani in un giorno di pioggia, che sono quasi una scommessa, un tentativo che vuoi fare sfidando le tradizioni, le abitudini e anche un po’ le leggi della cucina. Queste ricette nascono da un sogno che hai in testa e mentre le realizzi sei perfino un po’ in ansia perché ti carichi di aspettative e incroci le dita sperando che il risultato sia quello che hai in mente.

Mi capita spesso quando mi diletto con tentativi – più o meno fallimentari – di pasticceria vegan. Sono cresciuta sentendo dire che la pasticceria è chimica, guai a sgarrare, guai a non seguire alla lettera le ricette. Vero, per i grandi classici della pasticceria c’è una è una sola ricetta, ci sono regole da seguire, passaggi da rispettare, grammature da verificare.

Ma – c’è sempre un ma – se la cucina è quella di casa a volte è bello provare a uscire dagli schemi, tenendo le radici nella tradizione ma insieme affidandosi all’istinto. E semplicemente provare e riprovare, imparare dagli errori e non arrendersi. E a volte serve anche un po’ di follia, come quella volta che ho pensato di ispirarmi alla crème brûlée* per farne un dolce vegan e quasi veniva da ridere anche a me: pazza Giulia.

*Prima che qualcuno mi salti addosso e mi riempia di insulti dicendo che questa non è una crème brûlée, che sono una vegetariana pazza e che devo stare calma ve lo dico io: questa non è una crème brûlée, quella la facciamo tutti con la ricetta tradizionale e stiamo sereni. Semplicemente mi sono lasciata ispirare per creare una crema vegan dolce e profumata racchiusa sotto un guscio croccante di zucchero, mi è piaciuta e non me ne pento. Sono un’eretica vegetariana pazzoide? Forse, ma ricordatevi che non voglio convincere nessuno che questa sia uguale o tanto meno migliore dell’originale. Questa è un’altra cosa. Questa è roba mia e se non vi piace vi rispetto, non la fate che tanto io non mi offendo 🙂 Baci

Ingredienti (per 4 persone)

400 g di tofu silk

6 cucchiai di zucchero mascobado

2 cucchiai di caffè solubile

2 cucchiaini di semi di anice

2 cucchiai di amido di mais

zucchero di canna

Trasferite in un bicchiere a bordi alti il tofu ben scolato, il caffè e l’anice e frullate il tutto con l‘aiuto di un minipimer. Aggiungete lo zucchero e l’amido sempre frullando. Passate il composto a un setaccio per eliminare i semi e riempite le cocotte monoporzione. Infornate a bagnomaria a 180°C per 15 minuti circa, fino a quando il composto si sarà addensato. Fate raffreddate la crema, cospargete la superficie di zucchero e passatelo al cannello o sotto il grill fino a formare una crosticina croccante.

2 Commenti a “Ricordi di crème brûlée al caffè e anice”

  • Barbara:

    Giulia, mia cara! tu hai parlato nel titolo del post di “ricordi” di creme bruleè 🙂 io la parola “ricordi” la associo a richiami, rimandi, echi,ombre e vagheggi, quindi con me puoi stare tranquilla: non sono un’integralista della “nomenclatura dolciaria”: a volte si ricorre a una terminologia nota per rendere meglio e subito l’idea, e chi ha inteso sa benissimo che si tratta di tutt’altro! Quindi w la tua “tipo Creme brulee” che non è affatto creme brulee! 😉

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