Una vegetariana in cucina goes to Mexico

Sono in Messico da un po’. Sono nella Penisola dello Yucatan per essere precisi. Cieli azzurri, colori intensi, sole caldo e gente affettuosa. Ero già stata in Messico qualche anno fa  – un bel po’ di anni fa a dire il vero – in vacanza, solo sulla costa, ed ero anche stata a San Diego, che non è in Messico ma ne subisce fortemente le influenze dal momento che è sul confine e molti degli abitanti sono messicani d’origine.

Stavolta però facendo base in città, pur essendo sempre e comunque una “turista”, la vivo con occhi diversi. La vivo come una città che mi sta ospitando per un periodo della mia vita, come un pezzo di strada che sto percorrendo qui invece che dove cammino di solito.

Potrei raccontarvi molte cose, molte forse ve le racconterò. Potrei raccontarvi di persone gentili e sorridenti che ti accolgono con gioia, potrei raccontarvi di ritmi lenti e rilassati, di “case” senza pareti e senza elettricità. Potrei raccontarvi di maggioloni sgangherati e di macchinoni nuovi di zecca, di centri commerciali enormi e di botteghe minuscole, da ripulire e da ridipingere, eppure aperte e funzionanti. Potrei raccontarvi di ragazze con le zeppe e ragazzi a piedi scalzi, di donne in abiti tradizionali, di municipi con le pareti turchesi e di piazze fatte di chiese, panchine e giochi per i bambini. O di anziani seduti in strada, fuori dalle porte di casa, a chiacchierare.

Oppure potrei raccontarvi, forse più banalmente, di cosa mangia “una vegetariana in Messico”. Se vi immaginate tacos, tortillas e burritos, immaginate bene. Se pensate a ripieni di carne cotti in sughi rossi e piccanti, pensate bene. Ma non è tutto qui.

Una vegetariana nella penisola dello Yucatan, in città, mangia messicano, yucateco, vegano, raw, cinese o giapponese. Da quando sono arrivata non c’è stato un solo pasto in cui io mi sia trovata realmente in difficoltà. Insomma i piatti vegetariani non mancano, quasi tutti i locali hanno un paio di proposte senza carne e pesce, alcuni anche vegan, basta saper scegliere ed entrare nell’ordine di idee che questa NON è Italia. Di certo ci sono alcuni pilastri e il menù può sembrare un po’ ripetitivo, ma si parla di cucina tradizionale, è normale: tortillas (o tostadas o nachos), formaggio, verdure e salse non mancano mai. Ma non mancano neanche le insalate di frutta e verdura fresche, spesso più creative della classica “insalatona con dentro tutto” che si trova da noi. In alcuni posti è possibile anche farsi da sé la propria insalata sommando gli ingredienti a piacere e scegliendo il condimento, quindi quando si ha voglia di una tregua dal cibo messicano, di qualcosa di semplice e leggero, lo si trova.

Poi insomma, intendiamoci, chi vuole la pasta – che io AMO alla follia ma che non cerco qui – deve restare in Italia 🙂

E allora ecco qualche dritta, alcune delle cose che ho mangiato in questi giorni e che posso cercare di “raccontarvi”, sai mai che qualcuno di voi abbia in programma un viaggio qui:

Guacamole: partiamo dal top, dalla mia dipendenza in Italia e – tanto più – qui, dalla salsa più cremosa, più versatile e più buona del mondo (per me ovviamente). Il guacamole qui si trova ovunque e si mangia spesso come accompagnamento o come antipasto, insieme alle tostadas di  mais, mentre si aspetta il resto. Questa crema di avocado arricchita di pomodoro a dadini, succo di lime e cipolla (chiedendo si può avere senza cipolla senza problemi) viene preparata al momento per evitare che l’avocado annerisca e può essere fatta al coltello o frullata, quindi più o meno liscia. Ordinatela a prescindere, andrà sempre e comunque finita.

–  Tortillas: la tortilla è un po’ l’equivalente della nostra piadina – solo per darvi un’idea banalizzando – e si può avere di grano, mista mais e grano o solo di mais, bianco o giallo (quindi senza glutine!). In base al tipo di farina il sapore sarà più o meno intenso, la gialla è decisamente più forte.
La tortilla si può mangiare come accompagnamento a salse e altri ingredienti o farcita con quello che vi pare – diventerà così un taco, un burrito, una quesadilla eccetera – la servono calda e resta morbida anche quando si raffredda.

– Queso fundido: il queso fundido è una fonduta di formaggio – di solito Oaxaca, un formaggio prodotto con il processo della pasta filata come la mozzarella o un mix di formaggi che si serve calda accompagnata da tortillas di mais o di grano. Si può usare per farcire le tortillas insieme al guacamole e altre delizie.
 
–  Platanos fritos: il platano, quella specie di grossa banana verde che si mangia solo cotta, qui si frigge e diventa uno snack o un antipasto golosissimo, leggermente dolce e più o meno croccante a seconda di quanto sottile lo si taglia.

– Enchiladas de queso e/o verduras: una tortillas farcita con formaggio o verdure servita con salse più o meno piccanti, spesso gratinata leggermente al forno.
 
– Frijoles refritos: una deliziosa crema di fagioli neri da accompagnare con i nachos di cui sopra o da mangiare con le tortillas (tradizionalmente preparata con grassi animali oggi si trova prevalentemente preparata con olio, al limite chiedete).
 
– Quesadillas: uno dei piatti più semplici della cucina messicana a base di tortillas di mais o grano farcite con formaggio e servite con salse varie.
 

– Fajitas vegetarianas: le fajitas sono un’altra variante e di solito vengono servite “scomposte” con le tortillas calde e da parte le farciture, ad esempio verdura e frutta alla piastra (buonissima!)

– Jicama: un tubero dolce e rampicante che si pela e si condisce con sale, pepe e succo di lime e si lascia marinare. Croccante e succoso, ricorda la rapa e si serve come antipasto o nell’insalata. Si può anche saltare o servire nelle zuppe.

Ecco insomma, qualche suggerimento ve l’ho dato. Poi io mica ho già scoperto tutto, altrimenti che gusto c’è?

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