Archivio di febbraio 2013

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Cioccolato bianco mele e nocciole nel plum cake

Non so spiegarmi perchè, eppure da sempre i dolci per me sono la cosa più bella da preparare in cucina. Sono una golosa cronica e in questo periodi di dieta sento forte la mancanza del cioccolato che si scioglie fondente fra le labbra, del profumo della frutta che si caramella nella pentola, dell’impasto della torta che mi si sbriciola fra le mani, della frolla croccante che ti invita a mordere, e poi mordere ancora. Ho voglia di dolci morbidi profumati agli agrumi, di paste lievitate, di crostate alla crema e di succulente mousse, ho voglia di affondare il cucchiaio in una coppa di gelato, di leccarmi le dita sporche di gianduia e di riempire bignè allo zabaione.

Ciò detto, dopo essermi abbandonata a lamenti e fantasie culinarie, non mi resta che tornare alla dura realtà e ricordarmi che i dolci NON mi sono concessi. Giulia, mettitela pur via.

Però a tutti voi sono concessi e siccome non voglio essere una brutta persona io continuo a sfornare e regalare, regalare, regalare…sob.

Oggi il mio dolce è su Cosebelle, è un plum monoporzione con cioccolato bianco, mela e nocciole.

Ah, sta storia che con il monoporzione mangi meno con me non attacca, tanto ne mangiate almeno due di fila, lo so. E fate bene!!!

Budino di soia al caffè e limone

Se vuoi un dolce ma ti sono vietati metà degli ingredienti di questa terra, cosa fai? Googoli e cerchi delle ricette senza questo e quello incrociando le dita, lo so. Almeno io ho fatto così, e poi mi sono messa a sperimentare ricette definite “ottime” che in foto sembravano dolci di alta pasticceria e che poi si sono rivelati dei veri e propri disastri. Ora, non per essere polemica, ma se devo sprecare del tempo per fare un dolce che non solo non viene ma è anche pessimo solo per il gusto di dire che si può fare un dolce anche senza questo e quello, allora preferisco mangiarmi una banana e usare quel tempo per mettermi lo smalto. Detto questo, dopo innumerevoli tentativi assolutamente fallimentari, sono nati questi budini. Sono nati da un’esigenza reale (il mio assoluto bisogno di mangiare un dolce) e sono stati sperimentati anche da chi si può sparare serenamente una mousse di quelle fatte a regola d’arte. Ne sono usciti vincitori, quindi, ve li propongo 🙂

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Crema di finocchi carciofi e piselli alla menta

Nella stagione più fredda il mio appuntamento con zuppe, minestre e vellutate arriva puntuale due volte la settimana, dopo la lezione di yoga. Di norma a casa nostra le ricette seguono la stagionalità e la disponibilità delle materie prime – leggi: si fanno con quello che c’è in casa – e le verdure, i legumi, i cereali vengono abbinati ogni volta in modo diverso.

Stavolta a disposizione c’erano finocchi e carciofi – che adoro – e sono finiti insieme nella zuppa in compagnia dei piselli – avere in congelatore della verdura surgelata può salvare la vita – e del riso integrale.

La menta ve la consiglio davvero: regala una nota fresca ed esalta i sapori, caratterizzando il piatto. Peccato non avere quella fresca…maledetto inverno!

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Veggie burger e…ciao fast food

Checchesenedica, il panino è una delle cose più buone al mondo, a mio parere. Se il pane è buono e il ripieno scelto e preparato con cura, un panino non ha niente da invidiare ai piatti gourmet, è capace di dare grosse soddisfazioni, riempie vuoti esistenziali, sopperisce alla carenza d’affetto e regala minuti di gioia. Perché dal primo morso alla raccolta delle ultime briciole leccandosi le dita, di minuti si tratta.

Ma vi dirò di più: sono una convinta sostenitrice del panino fatto in casa, perché ci sono delle accortezze, delle attenzioni, dei dettagli, che molto spesso quando mangi un panino in giro vengono sottovalutati. E poi perché se lo faccio io, so cosa c’è dentro – ma questo è un altro tema da affrontare.

Ora non mi metterò a spiegarvi come un panino vegetariano possa essere altrettanto buono o soddisfacente di un panino “classico”, perché questo preferisco darlo per assodato.

Vi dirò invece che il mio veggie burger si fa in un attimo una volta che avete cotto la zucca, che dentro ci sono tante verdure buone, che la maionese è veg e che se ve lo sparate sul divano davanti alla vostra serie preferita, non avrete rimpianti.

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Orzo risottato al radicchio rosso e burrata

Il nostro radicchio rosso di Treviso IGP è l’ingrediente prediletto per i piatti d’inverno in Veneto. Le variazioni sul tema del “risotto al radicchio” sono moltissime e vi assicuro che non deludono mai: il radicchio nel risotto è una garanzia. La mia variazione prevede l’orzo al posto del riso e una mantecatura finale con un altro ingrediente di tutto rispetto, eccellenza italiana, nientepopodimenoche la burrata.

Io ho voluto utilizzare solo questi due ingredienti in purezza – niente burro, niente parmigiano – perché volevo sfruttare la cremosità della burrata e non coprirne il sapore delicato e pannoso che bilancia perfettamente l’amarognolo del radicchio, a voi l’ardua sentenza…se preferite la mantecatura classica potete comunque unire la burrata all’orzo all’ultimo, prima di servirlo.

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In libreria!
DIARIO DI UNA VEGETARIANA
Presentazione VENERDì 15 DICEMBRE a Treviso da 11 (via Diaz) ore 17.30

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healthy food yoga communication
Quiche alla zucca con carote barbabietola e gorgonzola
Interpretazione vegan degli zaèti (e cose belle che finiscono)
Biscottini morbidi di segale avena e cioccolato (e un post pesantone su chi ci fa sentire dei malati immaginari)
Crema di finocchi piselli e sedano al limone

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