Archivio di ottobre 2013

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Cannelloni (sfatti) con porri stracchino e noci

Ho fatto i cannelloni. Da un po’ ho scoperto quanto mi piaccia fare la pasta fresca, sia pasta all’uovo che semplicemente acqua e farina. Mi piace la consistenza liscia ed elastica del panetto, mi piace tirare le sfoglie e sentirle setose, sottili, delicate.

E poi posso farmi solo una dose, se voglio una teglia piccola di lasagne impasto poca farina e in attimo ho tutto pronto. Senza parlare della bontà, della goduriosità (si dirà?) della pasta al forno, con le verdure, la besciamella, il formaggio fresco..mmmh.

Stavolta la mia sfoglia di kamut e farro si è arrotolata su sé stessa per racchiudere un ripieno goloso…si mi rendo conto che i miei cannelloni non sono proprio composti nel piatto, sono un po’ sfatti, ma anche questo è il bello. Quando vedo cannelloni perfetti, appena dorati, senza una sbavatura, mi sembrano sempre ancora crudi, oppure penso ai cannelloni di Barbie. Perché nella vita vera i cannelloni vanno in forno belli imbottiti, coperti di besciamella o di salsa, e quando ne escono hanno un po’ perso la loro compostezza ma sono belli abbronzati e ti fanno venire voglia di metterti a tavola, anche se sono le 9 del mattino.

Bando alle ciancie, la mia ricetta vegetariana dei cannelloni sfatti oggi la trovate su IlCucchiaio.it.

Mele ripiene al forno

Un dolce “non dolce”, un po’ vintage, un po’ d’altri tempi…le mele le metteva al forno la mia prozia, con un po’ di zucchero, e le lasciava a cuocersi fino a quando non riuscivano a reggersi più in piedi e si accasciavano inesorabilmente su sé stesse. Poi le portava in tavola e io, bambina, ne prendevo una e ci perdevo delle ore, la scavavo col cucchiaino, boccone dopo boccone, a volte addirittura insieme a un po’ di gelato al fiordilatte. Per me era un rituale e niente mi faceva pensare a un cibo “da vecchi”, come sento dire ogni tanto quando si parla di frutta cotta. Era un modo ottimo per farmi mangiare la frutta e poi la casa si riempiva di un profumo inebriante….

Così le ho rifatte le mele al forno, ripiene e un po’ più ricche ma senza zucchero e sempre confortanti, ottime con lo yogurt bianco o – per i giorni di festa – con il gelato.

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Lasagna zucca e zucchine

Non dura molto il periodo in cui sui banchi del mercato le ultime zucchine stanno fianco a fianco con le prime zucche. Inutile dire che non potevo lasciarmi sfuggire quest’occasione, soprattutto dal momento che in vista c’era una cena fra amiche e dovendo far viaggiare i piatti per circa un’ora, non potevo che mettermi all’opera per sfornare un “pasticcio”, come si dice da me in Veneto.

Fu così che zucca e zucchine finirono nella lasagna, vicine vicine, insieme alla ricotta e la mozzarella di bufala. A formare gli strati una sfoglia sottile di farro e kamut. A profumare tutto niente salvia, solo il mio caro amico timo.

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Zuppa di legumi e finocchio

Oggi sono raffreddata, ho la tosse, il mal di gola, mi fastidiano le orecchie.

Avrei voglia di divano, copertina, tè e biscotti. Avrei voglia di un bel film di quelli in costume, con le scenografie che ti tolgono il fiato, o di una maratona del mio telefilm preferito in questo periodo, New Girl, per ridere come una scema e restare senza fiato, perché ho il naso chiuso.

Avrei voglia di accendere il forno e preparare dei biscotti per il mio tè, e magari una torta di pere e cannella, profumata e soffice.

Avrei voglia di chiamare quella persona a cui scrivevo sempre quando avevo una giornata storta, a cui mandavo un msg senza senso mentre entrambi eravamo alla scrivania in posti diversi con scritto “cioccolata e biscotti con le gocce?!?”.

Invece oggi sono al pc, vestita come se fuori ci fosse la neve, rileggo e correggo testi, abbozzo progetti, rispondo al telefono con una parola e un colpo di tosse. E sistemo qualche post nei buchi liberi, e penso che quello di oggi non va poi male, per un’ammalata come me.

Una zuppetta calda e corroborante, cremosa e rassicurante. Lei sta lì, sul fuoco a borbottare, e mi aspetta per la cena. Voi la trovate oggi sul Cucchiaio.it

Finocchio, pera e caciottina di capra

Del cacio con le pere e di quante ne sapesse il contadino vi ho già parlato…ma siccome sono recidiva, ho pensato di mettere di nuovo insieme questi due ingredienti, in un’insalata stavolta.

Un’insalatina dal colore etereo, che ha i profumi dell’autunno ma all’aspetto sembrerebbe perfetta per Pasqua. Ma se fosse Pasqua mancherebbero pochi mesi all’estate, ci sarebbe già il sole, le maniche corte sotto il maglioncino…vi rendete conto?!? Si si occccchei sto divagando.

Insomma ho comprato questa caciottina di capra con caglio microbico, da concedermi in quei giorni – pochi – latticini free, per variare, e non ho saputo resistere alla tentazione di metterla insieme a qualcosa di dolce, capace di smorzarne il gusto forte di “capra”. Che io alle capre voglio un sacco bene, però riesco a mangiare solo formaggi misti o comunque “leggeri”, yogurt e latte assolutamente banditi, non mi vanno giù (PEACE caprette).

Così ho pensato subito alla pera, la mia preferita cioè l’Abate, e poi a un condimento agrodolce e a tanto pepe. Ma mi serviva anche una verdurina, qualcosa di leggero e croccantino, perché non volevo che il risultato fosse tutto dolce +  formaggio di capra.

Ecco, il finocchio salvommi. E poi insomma basta, ho mescolato tutto ed è stato un attimo. La ricetta la trovate qui.

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