Archivio di agosto 2014

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Cialdine ai semi di lino con crema di fave, barbabietola e noci

Da un po’ di tempo ogni volta che passavo nel reparto farine ero attratta da un sacchetto pieno di una polvere sottilissima e marrone, la “farina” di semi di lino. Ho temporeggiato, preso e riappoggiato il sacchetto sullo scaffale varie volte, mi sono detta “no dai, la prossima volta” per un paio di spese. Poi ho deciso di provare e l’ho comprata senza avere un’idea precisa per utilizzarla. L’ho aggiunta a vari impasti insieme ad altre farine, è senza glutine dunque non sapevo bene come avrebbe reagito ma in piccole quantità non ci sono grossi problemi. L’ho usata anche nei burger e nelle polpette al posto di quella di ceci o altro per asciugare impasti troppo morbidi.

Poi ho fatto un esperimento usandola da sola e preparando un impasto facilissimo solo con sale, olio (io ho voluto provare con quello di noci) e acqua. Ho creato delle cialdine e le ho cotte sia in padella che al forno. In padella restano più morbide, per avere un composto più croccante fuori ma comunque morbidino all’interno meglio tostarle. Il sapore ricorda un po’ quello del pane di segale, l’olio di noci profuma sul finale.

Ho farcito le mie cialde per creare dei piccoli finger food, ho usato una crema di ceci “alla mediterranea” come piace dire a me, qualche fetta sottile di barbabietola al forno – se non le avete mai fatte, fatele! – e gherigli di noce.

Una ricetta diversa, vegan e senza glutine*, sapori nuovi e consistenze contrastanti. La trovate su IlCucchiaio.it.

*come sempre in caso di intolleranze o allergie alimentari vi raccomando di verificare, leggendo con attenzione sulle confezioni, che tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione siano privi di glutine o di tracce degli allergeni.

Insalata con crocchette quinoa e amaranto

D’estate – sì, insomma, quando l’estate decide a farsi viva, magari prima di ottobre – mi piace prepararmi delle ciotolone di insalata. La mia base è quasi sempre insalata mista o songino, rucola, barbabietola o pomodoro (sometimes), quando ce l’ho avocado. Poi ci aggiungo una parte più o meno proteica e più o meno sostanziosa in base alle circostanze e alla disponibilità (leggi: quello che c’è in frigo). Se c’ho un po’ di tempo ci metto addirittura dentro delle crocchette, crepi l’avarizia. Con i legumi, con i semi, con i cereali. O con gli pseudo-cereali.

Io non sono un palato esperto, dunque per ora l’amaranto non lo riesco a mangiare nature e lo uso solo in queste preparazioni (oppure soffiato che è buonissimo, solo che io non lo so soffiare a casa, c’ho già provato e ho carbonizzato tutto quindi lo compro fatto, meglio direi). Lo dico perché alcuni grandi Chef usano l’amaranto per i loro piatti stellati in purezza, esaltandone la consistenza viscida che invece io non riesco proprio ad affrontare. Perdonatemi se non sono avanti abbastanza, ci sto lavorando (se se se).

L’amaranto l’ho unito alla quinoa, a del peperone rosso e al mio amato garam masala, ho fatto delle piccole crocchette con l’aiuto dei cucchiaini e le ho cotte in padella. Ok sì, il composto è piuttosto morbido, dunque quelle che dovrebbero essere delle sfere sono in realtà dei poliedri (l’ho cercato online) a mille mila facce. Ma in cucina, mi hanno detto, è bene fare di necessità virtù e a me, tutto sommato, così un po’ imperfette piacciono. Imperfette mi somigliano pure 🙂

Ah, la ricetta è vegan e glutenfree*.

*come sempre in caso di intolleranze-allergie alimentari vi raccomando di verificare, leggendo con attenzione sulle confezioni, che tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione siano privi di glutine o di tracce degli allergeni che vi creano problemi.

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Tofu impanato e salsa rosa vegan

Si, vi sento già lì a borbottare “eh vabbè ma fritte sono buone anche le suole di scarpe, ti piace vincere facile”. No no no ragazzi, questo tofu impanato è al forno, niente frittura, sapete che non sono a mio agio con l’olio bollente. Se decido di concedermi un fritto, mi lascio viziare da chi è più avvezzo di me.

Ce l’avete anche voi un panetto di tofu che si avvicina sempre più alla data di scadenza perché ogni giorno aprite il frigo e pensate “domani, domani lo faccio”. Lo so che ce l’avete. E che sono giornate dure queste di un’estate che latita, che almeno a pranzo avete voglia di qualcosa di soddisfacente, soprattutto se non siete ancora in ferie.

Prendete quel tofu su, fatevi coraggio, che questa ricetta è vegan, è pronta in un attimo e non serve aver verdure fresche o ingredienti particolari: vi servono pane (in cassetta o fresco, ai semi, ai cereali, integrale, glutenfree…quello che volete), rucola (immancabile in frigo, alleata fedele per una pasta dell’ultimo minuto che non vi deluderà mai), semi (io li ho messi di zucca ma se li avete di girasole, per dire non vi dannate l’anima e usate quelli), olive verdi (in pesto o intere da frullare), limone e basilico.

Poi io c’ho fatto una salsina ma potete accompagnarli semplicemente con del pomodoro a dadini o con della senape, o magari una salsa veloce allo yogurt di soia.

Insomma, su un libro di cucina serio questa ricetta sarebbe definita “facile” solo perché “facilissima” non si usa. No aspettate, questa ricetta non ci sarebbe in un libro di cucina serio. Troppo furba 🙂

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