Archivio di dicembre 2014

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Riso basmati al coriandolo e tè con tofu al cocco e carote

Sono una ragazza che si fa prendere la mano. In cucina intendo. Sono una che deve organizzare, ottimizzare, incastrare mille cose in una giornata. Sono sempre stata così, mi piacciono le regole – anche per infrangerle ogni tanto -, mi piace avere un metodo.

Avendo preso un impegno con voi e non essendo questa la mia principale occupazione, ci sono giornate – domeniche di solito – in cui mi trovo con una lista di ricette da preparare, mi prefiggo un obiettivo e cerco di spuntarne il più possibile. Non è sempre facile: serve avere tutto quello che serve in frigo, essere organizzati, avere la Reflex carica, una bella giornata per le foto, i set pronti.

Io poi, proprio perché mi piacciono le regole ma poi devo sgarrare, mi trovo sempre con qualcosa che “avanza” e quindi aggiungo ricette in corsa per utilizzare tutto. Con il tempo ho capito che questa tecnica non funziona benissimo, di solito in giornate così una ricetta fiasco è assicurata. Ma io non riesco a fare diversamente.

Questa ricetta vegan, ad esempio, è nata – sotto una buona stella a quanto pare – in una di quelle domeniche con un po’ di tofu di troppo, una lattina di latte di cocco aperta e un po’ di fantasia. E’ una ricetta semplice che potete preparare in poco tempo e servire come piatto unico anche se, a mio parere, tenere le preparazioni separate e lasciare che siano i commensali a unirle è la soluzione migliore.

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Insalatina di radicchio finocchio e ravanelli al pompelmo rosa

Ragazzi ognuno ha i suoi gusti. Ognuno ha le sue fisse. Anche a tavola.

Parliamo ad esempio delle insalate – quelle che in tanti credono siano l’unica cosa che mangiano i vegetariani – e di quando e come vi piace mangiarle.

Appena arriva la bella stagione mi viene una voglia pazza di insalate fresche da mangiare a pasto, come piatto completo, quindi largo a legumi, cereali, semi e frutta secca insieme alla verdura. E magari anche la frutta, perché no. Non mangio le insalate perché sono a dieta o perché sono vegetariana, le mangio perché ne sento l’esigenza e il mio corpo sente beneficio, si idrata e si nutre senza appesantirsi.

Poi ci sono le mezze stagioni e lì largo alle insalate tiepide: appena il sole diventa pallido io abbandono lattuga/valeriana/brasiliana&co. trasformando l’insalata in un piatto di quelli da improvvisare quando hai tante cosine in frigorifero e ci metto dentro verdura cruda e cotta insieme, a volte il formaggio o il tofu o magari un uovo. Queste insalate sono sempre deliziose, non so perché motivo ma i sapori si amalgamano alla perfezione e mentre me le mangio seduta fuori, alla luce di quel pallido sole, sono felice.

Con l’arrivo dei mesi più freddi scatta il desiderio di verdura cotta, abbandono tutto quello che la bella stagione mi aveva regalato e mi dedico agli ortaggi invernali lessati, al vapore, al forno o in padella. Con un’eccezione: l’insalatina che fa da antipasto, anche per le Feste o nelle ricorrenze importanti, quell’insalata leggera fresca e croccante che è solo il preludio del pranzo/cena che verrà. Spesso quest’insalata è proposta in versione vegan perché non deve essere un piatto completo e quindi non deve riempire troppo gli stomaci in vista di panettoni e pandori e torroni e tronchetti, tombole, pacchetti da scartare, balli e canti.

E l’insalata che trovate su ilCucchiaio.it è un po’ così, vegan fresca e leggera, croccantina e un po’ asprigna, di quelle che ti aprono la voragine e ti preparano a scofanarti la qualunque. Dentro c’ho messo il mio amato radicchio (rosso di Treviso IGP tardivo), il finocchio, i ravanelli e il pompelmo rosa e poi semini e noci.

Insomma in un post solo vi ho raccontato di me&l’insalata. Adesso sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi 🙂

Una vegetariana in cucina goes to Mexico_2

Vi ho raccontato di quello che sto assaggiando e mangiando in questi giorni, dei sapori che ho imparato a conoscere e ad accostare, dei piatti che ho apprezzato di più fino ad ora. Non è tutto, ovviamente, non riuscirò mai a raccontarvi tutto.

Oltre a quello che si mangia, però, c’è anche quello che si beve. Acqua, birra e bibite varie non mancano, ovviamente, ma io vi voglio raccontare di quello che sto bevendo io. Qui tendenzialmente le bevande sono zuccherate, ma non sempre. In questo momento va molto la stevia che qui si trova sia raffinata che in foglie essiccate. Quasi tutto però – parlo di succhi, spremute, smoothies, aguas (bevande a base di acqua e frutta o infusi) e liquados (a base di latte vaccino o vegetale) – si può avere al naturale, senza zuccheri. Basta chiedere 🙂

Fra le cose che ho bevuto in questi giorni e che mi sono piaciute ci sono:

– Limonada: acqua e lime, con o senza scorza, naturale o frizzante, addizionata a piacere con semi di chia, dissetante e fresca. A piacere si può avere anche nella versione con succo d’arancia in stagione (naranjada)

– Tè Chai : un tè nero speziato originario dell’India che qui si può avere anche al latte. Ha un sapore intenso, l’aroma prevalente è quello del cardamomo ma spesso è preparato con zenzero, cannella, anice, chiodi di garofano. Esiste anche la versione verde, il green chai, molto dissetante.

–  Smoothie all’acqua con frutta fresca: il mio preferito è di mango, preparato con frutta fresca frullata con ghiaccio, cremoso e dissetante, perfetto anche come merenda leggera.

– Jamaica: come il karkadè, si prepara con acqua e fiori di ibisco. Leggermente aspra sul finale è molto gradevole e dissetante.

– Chaya: la chaya – anche detta “l’albero degli spinaci messicano” – è considerata un superfood Maya, con tantissime proprietà come il miglioramento della circolazione e della digestione, l’abbassamento del colesterolo, l’aumento della memoria e delle funzioni del cervello (!) Le sue foglie si usano cotte – crude possono essere tossiche – in alcune ricette tradizionali e il succo viene unito a ananas, limone e menta in una bibita verde fresca e molto diffusa.

Menzione speciale per due dolci più o meno locali che ho assaggiato qui: i churros – tipicamente spagnoli ma diventati tradizionali anche in Messico – ovvero una pastella fritta a bastoncini e servita con crema, cioccolato o zucchero e cannella e le marquesitas che ricordano le crepes ma si fanno con una pastella di soli albumi, croccanti e leggerissime, dolci o salate.

Tartufi al cioccolato con cocco e mandorle

Sto scrivendo questo post in anticipo e non so dove sarò nel giorno in cui lo pubblicherò. E’ sempre strano per me scrivere per un tempo che non sia il presente. Eppure a volte è necessario organizzarsi in anticipo per fare in modo che le ricette rispettino i tempi editoriali e siano pronte per essere pubblicate quando stabilito.

Immagino comunque che il conto alla rovescia sia cominciato e che sia tutta una corsa a stilare liste di cose da fare, regali da comprare, pacchetti da preparare, dolcini da infornare.

Amo il Natale, da sempre. Lo amo perché vuol dire famiglia, affetti, amore. Lo amo perché preparare i dolci e i pacchetti è come prendersi del tempo da dedicare alle persone a cui si vuol bene, dire “oggi ti penso e questo è per te”.

Questo Natale per me arriva in modo strano. Mi piomba un po’ addosso, senza darmi il tempo di rendermi conto che ormai dicembre è arrivato. Ma è bello lo stesso e io non voglio rinunciare a niente, neanche ai regalini commestibili per i miei amici golosi.

E allora quest’anno, insieme agli immancabili biscotti, ho pensato di preparare anche dei tartufini al cioccolato con cocco e mandorle che – udite udite – sono vegani, glutenfree*, senza zucchero aggiunto.

Insomma un dolcino che si potranno concedere un po’ tutti, perché a Natale tutti meritano di essere felici.

La ricetta è su CosebelleMagazine.

*Come sempre massima attenzione alla lista degli ingredienti di tutti i prodotti che utilizzate in cucina, sia se volete assicurarvi che siano vegan sia – anzi direi soprattutto – se soffrite di allergie o intolleranze alimentari: verificate sempre che i prodotti che utilizzate non contengano tracce degli allergeni che vi causano problemi, mi raccomando.

Aggiornamento: che sono in Messico ormai lo sapete e oggi, mentre va online questo post, io sono in viaggio per tornare verso la città da cui poi ripartirò per l’Italia. Nonostante gli addobbi, le luci e le canzoni di Natale che aleggiano nell’aria già da qualche settimana, sentire l’atmosfera natalizia con 28°C, il cielo limpido e il sole non è semplicissimo. Ma (c’è sempre un ma) ci si può abituare. Ci sono sforzi che a volte non si possono evitare 😉

Polentine con pere formaggio e noci

Si dai son qui con la mia fissa per i finger. Son qui che penso a ricettine da aperitivo, ma anche no, anche da cena perché l’idea di assaggiare mille mila piccole monoporzioni invece di strafogarmi di un unico piatto mi piace assai. E sono convinta che la polenta sia un’ottima alleata per queste cosine qui, voi che dite?

Siccome io sono quella malata di ottimizzazione, vi consiglio di preparare queste polentine quando avanzate della polenta o preparate le chips, in modo da fare tutto in una sola volta. Basta che vi ricordiate di stendere un po’ di polenta ancora caldina su una teglia, e il gioco è fatto.

Ma sopra che ci volete mettere? Lasciatevi ispirare dal vostro frigorifero. Oppure fate come me, con il formaggio e le pere non si sbaglia MAI. E in questo caso io vi consiglio pure la maggiorana – pochina perché è molto caratterizzante – e le noci che danno un po’ di croccantino che non guasta. Se avete ospiti degli amici maschi che “io la frutta la mangio da sola, il formaggio con il pane” fategliene un po’ solo formaggio e noci, andranno alla grande.

Ora che ci penso però, forse è meglio se le fate appositamente queste polentine, non con la polenta che vi avanza. Perché ve ne serviranno veramente tante, andranno via che è un piacere. E voi potrete raccontare di essere state lì ore e ore a girare la polenta. Tanto i maschi ci credono, si sa 😉

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