Archivio di giugno 2015

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Caro diario…

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Ognuno di noi, nel corso della vita, si trova ad affrontare piccole grandi sfide che spesso coincidono anche con delle ‘prime volte’: il primo giorno di scuola, il primo lavoro, la prima casa. Alcune sono scritte nel nostro destino e sappiamo che arriverà il momento di affrontarle, altre invece ci sorprendono quando meno ce l’aspettiamo.

Gli ultimi anni per me sono stati densi di sfide e di prime volte. Ho affrontato una nuova vita piena di incertezza e di punti di domanda cercando di piantare radici ogni volta che mi era possibile, per quanto piccole e fragili. Ho imparato a fare cose che non avevo mai fatto, ho sfidato la mia paura e le mie incertezza, il timore di non farcela, e ho proseguito dritta per la mia strada mettendo da parte e al sicuro tutto quello che ho potuto imparare e raccogliere lungo quella strada.

Ci sono stati anche momenti di sconforto e allora mi sono aggrappata alle cose, alle persone, ai progetti e ai sogni che mi hanno dato la forza e il coraggio per continuare.

Non mi sono voltata indietro e non mi sono fatta bella quando sono arrivati i primi, microscopici segnali positivi. Ma ho pensato spesso, mio malgrado, a chi aveva lavorato per tanto tempo per insinuare altri dubbi e incertezze nella mia mente, a chi aveva cercato di farmi crollare, a chi aveva provato a farmi il vuoto intorno. Nessuna tragedia, sciocchezze, sono una persona davvero molto fortunata e lo so bene, eppure tutto questo è successo davvero, inutile negarlo.

Mi hanno insegnato a fare le cose per me stessa e per le persone che amo. Mi hanno insegnato a fare le cose per bene, al mio massimo, a cercare di migliorarmi e hanno provato anche a insegnarmi che ogni tanto voltarsi a guardare la strada percorsa e gli obiettivi raggiunti fa bene, che darsi un buffetto su una spalla e dirsi “sono arrivata fino a qua e non sto andando male” non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi. Ma ammettiamolo, su questo sto ancora lavorando.

Preferisco mantenere un profilo basso, nonostante quello che alcuni dicono. Faccio fatica a godermi al massimo e fino in fondo i miei piccoli successi e ogni volta che mi si presenta una nuova sfida, una nuova ‘prima volta’, sento la terra tremare sotto i piedi. Ma quando decido di cogliere l’occasione, di provarci, di andare, allora lo faccio con tutta me stessa, con anima e corpo. E arrivo al traguardo stremata, stanca, con un carico di emozioni pronto a esplodere ma, a modo mio, felice.

Niente ricetta oggi, oggi torniamo all’idea del blog rimasta incompiuta per la paura di raccontare troppo, di mostrare troppo, di stare troppo in vista e di uscire dagli argini del mio low profile.

Oggi torno al DIARIO per quello che per me è un ottimo motivo, per raccontarvi un po’ di emozioni e per condividerle con voi. Perché un’altra sfida è arrivata e io l’ho presa al volo, le ho dedicato tanta energia e ora che sta per diventare reale ho la tremarella.

Statemi vicini <3

Mousse  di avocado al cacao e ciliegie

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A volte ci si deve ingegnare. Capita che un compleanno arrivi così, fra capo e collo, in una settimana densa di impegni lavorativi con temperature ben al di sopra della media che ti impediscono di accendere il forno per salvaguardare la tua vita e quella di chi vive con te (che poi è pure il festeggiato).

Così quel compleanno si avvicina più velocemente del previsto, tu sei in trasferta un giorno si e l’altro pure, non c’è tempo per fare la spesa, non c’è tempo per cucinare. La tua “to do” list è sempre più lunga e per quanto tu t’impegni non riesci mai a spuntare tutte le voci che la compongono. E poi, ogni volta che pensi di alzarti un secondo dalla scrivania – posto che tu riesca a starci una mezza giornata seduta alla scrivania – per andare ad aprire il frigorifero cercando di farti venire un’idea, suona il telefono.

E finisce così, con il giorno X che arriva e tu con te che ti ritrovi…dadadadan…senza dolce. Ma chi mi conosce lo sa che per me UN COMPLEANNO NON PUÒ ESISTERE SENZA UN DOLCE. Che compleanno sarebbe? Non scherziamo. E io sono pronta a tutto, anche a costo di dover mettere una candelina su una fetta di pane e marmellata.

E invece poi, mentre con il fiato corto e l’aria condizionata a palla accendo il gas e scaldo l’acqua per gli gnocchi – desiderio espresso dal festeggiato per il pranzo di compleanno –, butto l’occhio nel cesto della frutta ormai deserto e mi si accende una lampadina: l’avocado. Da lì in poi c’è solo l’immagine di me che mescolo ingredienti, trito, frullo, peso e prendo appunti sul mio quaderno facendo tutto a velocità supersonica. E quando il festeggiato apre la porta di casa sfodero il mio sorriso migliore e fingo di avere tutto sotto controllo: la mousse è in frigorifero, gli attrezzi in lavastoviglie e per le ciliegie sul fuoco…qualcosa m’invento.

L’importante è che nessun compleanno resti senza il suo dolce.

PS: Oggi è il mio turno, buon compleanno a me! Ragazzi non scherziamo, il mio dolce dov’è?!?

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Tortina di farro e cocco alle uvette

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Poche cose mi rendono più felice di una colazione fatta bene, magari con una fetta di torta preparata in casa. Non tutti però sono della mia opinione, c’è chi – conosco bene il soggetto – pur di dormire fino all’ultimo minuto prende un caffè al volo e poi se ne va senza aver mangiato nulla. Se lo facessi io diventerei – se già non lo fossi – una iena, non potrei neanche pensare di affrontare la giornata a stomaco vuoto.

Anche il più convinto dei saltatori di colazione però potrebbe cambiare idea se ad attenderlo sul tavolo della cucina insieme a un caffè fumante ci fosse una fetta di torta vegan soffice e umida che profuma di cocco e vaniglia, con dentro una pioggia di uvette. Per portare la mia testimonianza devo dire che qui la conversione totale non è ancora avvenuta ma che un buon risultato l’abbiamo raggiunto nel weekend, quando la sveglia non suona così presto e i ritmi più lenti consentono di sedersi a colazionare con calma, concedendosi magari anche un po’ di frutta, uno yogurt, una spremuta.

Io, cari saltatori, ve lo dico: non privatevi della gioia di una buona colazione, la giornata prenderà tutta un’altra piega.

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Cous cous con crema di bieta asparagi e fave

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In questi giorni di caldo intenso arrivato inaspettatamente la casa è davvero un forno e ogni volta che arriva il momento di preparare qualcosa scatta l’ansia da fornello acceso. Amo cucinare e anche d’estate nessuno mi ha mai fermata, neanche quando c’era da accendere il forno, ma in questi giorni ho elaborato un piano per cercare di sopravvivere. Che ci sia da cucinare per la pausa pranzo, per la gita al mare o il pic nic in montagna, i fornelli si accendono la sera. Ci vuole un po’ di organizzazione mi rendo conto ma si può fare. Quali sono gli ingredienti che ci vengono incontro semplificando un po’ le cose? I cereali, senza dubbio, che potete cucinare in anticipo e condire all’ultimo minuto o mangiare freddi in insalata. Una delle soluzioni più comode è il cous cous che potete scegliere nella versione che preferite, di farro, integrale, d’orzo, di kamut eccetera. Anche le verdure per condirlo possono essere preparate in anticipo, soprattutto se vanno lessate. Con gli ultimi (ahimè) asparagi e le fave ho preparato una versione verde – un colore che ultimamente domina nella mia cucina – del cous cous tutto vegan, con crema di biete, piccantino.

Un ultimo saluto alle verdure primaverili prima di fare spazio alla stagione di pomodori, zucchine, melanzane e peperoni con cui non vedo l’ora di riempire la mia tavola

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Caserecce con pesto di anacardi alle erbette e verdure

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Ecco un’altra puntata della serie “il pesto (ma anche: il mixer) ti salverà la vita” che racconta di pranzi e cene dell’ultimo minuto salvati da un sugo improvvisato preparato più o meno a casaccio con quel che c’era fra frigo e dispensa. Ci sarebbe da raccontarne di storie di pesto, potrei scriverci un libro, potrei parlarne per ore senza stufarmi mai (si ok, forse voi vi stufereste). Qualsiasi crema densa preparata usando un mixer che si presti a condire una pasta o un riso per me vale, l’importante è dosare bene gli ingredienti e non preparare un pesto troppo oleoso.

Il pesto è l’apostrofo rosa fra le mie mattinate di sveglia all’alba, pulizia della casa, svuotamento della lavastoviglie, telefonate, mail, foto, testi, appuntamenti e lavori vari e l’arrivo dell’ora di pranzo che mi coglie sempre maledettamente alla sprovvista. Io, abituata ai miei #latelunch fra l’una e mezza e le due da free(lance e non solo) mi sono dovuta abituare sto cercando di abituarmi ad anticipare i tempi. E’ una cosa che mi manda fuori di testa perché mangiando prima del solito poi alle 3 del pomeriggio io ho di nuovo fame. E così un biscotto con le gocce tira l’altro, non fai in tempo ad accorgertene e mentre allunghi la mano nella scatola di latta arriva la triste delusione: il fondo freddo e vuoto, i biscotti sono finiti! Che tristess.

Ma torniamo a noi: siete anche voi casalinghe/i disperati alla ricerca di qualche idea rapida e veloce che salvi il pranzo o la cena anche quando è davvero troppo tardi per trovare una soluzione? Armatevi di mixer a immersione – se non ce l’avete ancora fate questa spesa, me ne sarete grati a vita – e mettete in dispensa un po’ di frutta secca e/o semi oleosi. Per fare bene bene poi dovreste anche avere un paio (anche una sola) di piante aromatiche sul balcone e via, sarete pronti a sopravvivere a qualsiasi situazione.

Ve lo dimostro con questa ricetta che ho preparato a pranzo qualche giorno fa: pesto di erbette agli anacardi e verdure saltate in padella per condire un piatto di pasta (senza glutine per me). Semplice, veloce, buono.

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