Archivio di gennaio 2017

Pie alle noci con crema di zucca

pumpking pie torta zucca

Questa storia racconta di come una passione possa assumere nuove forme, cambiare, stupire e riempire il cuore.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che ha deciso di lasciarsi sorprendere dalla vita, nelle piccole e nelle grandi cose, che ha capito che non si deve dare niente per scontato perché ha visto con i suoi occhi come tutto possa cambiare all’improvviso.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che pensava di sapere quali fossero i sogni della sua vita, che aveva studiato e credeva di aver trovato la sua strada, che immaginava un futuro tranquillo con poche ma solide certezze. Quella stessa ragazza che un giorno ha capito che non c’era niente di scritto, che la penna era nelle sue mani, che voleva cambiare lavoro, appassionarsi a qualcosa, vivere con più intensità e meno certezze. E ha iniziato ad andare contro corrente, a prendere decisioni scomode, a rischiare.

È iniziato tutto qualche anno fa, quando ho deciso di lasciare il mio lavoro e ho aperto questo blog, e questo meccanismo non si è più fermato anzi, è diventato più forte, più violento, impossibile da fermare.

È la crisi dei 30, dicono. Mah.

E mentre le mie passioni si fanno più intense, mentre assumono nuove forme e si mostrano sotto nuove prospettive, io scopro che con la zucca, mia grande passione per l’appunto, oltre alla mousse si può fare una crema PAZZESCA. E così la uso per preparare una pumpkin pie – piccola perché già sapevo che me la sarei scofanata tutta, da sola, in un giorno o poco più – con un guscio delizioso e sopra una buona dose di cioccolato. Che le passioni si evolvono, mica si cancellano.

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Burger di lenticchie rosse alla paprica

panino burger lenticchie

Ci sono momenti della vita in cui affrontare ogni giorno è come dover scalare una montagna. Ti senti stanca e scoraggiata ma non si sa come trovi la forza per uscire da sotto il piumone e mettere a scaldare l’acqua mentre ti stroppicci gli occhi. Sono quei giorni in cui ti guardi allo specchio e l’immagine riflessa è quella di una te un po’ più grande, un po’ provata, con gli occhi gonfi e i capelli arruffati. Sei tu, non sei nella tua forma migliore ma quella sei tu, devi accettarlo, sei quella che chi ti vuole bene conosce e ama, anche se in quei momenti tu ti chiedi come si possa amare una faccia del genere.

In quelle giornate così lunghe in cui arranchi sono i piccoli gesti che ti aiutano ad arrivare a sera e ti ricordano del tuo sorriso, la tua arma segreta contro ogni male. Sono le persone che ti sono vicine che ti aiutano a non dimenticarti di sorridere, a volte gli amici di una vita che ti sorprendono senza quasi rendersene conto, altre quelle che conosci appena che fra una risata e l’altra ti dicono “mi metti di buon umore”.

Ci sono persone che conosco da sempre che ho visto più negli ultimi tre mesi che in tutti gli anni passati. Ho riscoperto il valore di incontrarsi, di dedicarsi del tempo, di guardarsi negli occhi, di ridere e di piangere, di confrontarsi, di discutere e di non essere d’accordo. Ho scoperto piccoli gesti, abitudini, atteggiamenti, smorfie e sorrisi che mi erano sfuggiti. Ho visto i miei amici un po’ più grandi, come me, a volte stanchi, ma sorridenti. E li ho sempre incontrati davanti a un panino, una pizza, un cupcake, un tè, un caffè. Le chiacchiere più lunghe e più belle sono sempre seduti a un tavolino, appoggiati al bancone di un bar o accalcati in mezzo ad altra gente all’ora dell’aperitivo, con un bicchiere in mano e la bocca piena, con i piatti da scambiarsi per assaggiare un po’ tutto e i classici due cucchiaini per un dolce da condividere.

E al prossimo giro amici ci vediamo da me, con poco spazio e tanta allegria, seduti dove capita con un panino con burger di lenticchie alla paprica in mano fra lunghe chiacchiere e grandi sorrisi.

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Plumcake al limone e semi di papavero e il nuovo Taste

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Dal momento in cui sono diventata vegetariana e ho iniziato ad approfondire il tema dell’alimentazione per capire come integrare la mia dieta in modo bilanciato, i semi sono diventati protagonisti della mia cucina. Ho sempre amato il pane nero che compravano i miei quando andavamo a sciare, coperto di semi di girasole, zucca e papavero, profumato e ricco di sapore. Già allora avevo in dispensa alcuni semi ma li usavo senza una logica, secondo l’ispirazione.

Oggi è tutto diverso. Uso i semi praticamente ogni giorno: nella granola a colazione, nell’insalata o sulla pasta a pranzo, nei muffin a merenda, sulla zuppa a cena. C’è sempre un momento buono per usare i semi oleosi, per arricchire i piatti di sapore e sfruttarne tutte le proprietà. Senza contare che ci sono semi come quelli di lino o di chia che ci aiutano anche nella preparazione dei dolci.

Ecco in questo numero di Taste&More ci siamo sbizzarrite con i semi e io ho preparato un dolce semplice ma delizioso, un lemon poppy seed (plum)cake. Ma ovviamente non è tutto qui, fra le pagine del primo magazine dell’anno nuovo trovate anche zuppe, pani speciali, tisane e tartufini. Cosa aspettate a sfogliare?

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Crema di zucca e patata dolce con polenta al curry

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Quando un anno non si chiude nel migliore dei modi l’anno nuovo si carica di aspettative, di buoni propositi e di speranze. È normale, è l’animo umano che cerca sollievo.

Poi arriva gennaio ed è tutto un alternarsi di cieli grigi e cieli azzurri, tiepidi raggi di sole e folate di vento gelido, giornate limpide e giornate in cui delicati fiocchi di neve danzano nell’aria. Sarà che sono meteoropatica, sarà semplicemente che in questo periodo sono iper sensibile, ma tutto sembra ripetere uno schema che ben conosco, quello della vita: un passo avanti e due indietro, una mezza certezza e milioni di insicurezze, una decisione presa e mille da rivalutare, un libro che pareva già scritto tutto da cancellare.

È una fatica. Non che ci sia da lamentarsi, ci sono tante fortune e tante cose belle di cui non scordarsi mai, ma è una vera fatica. Fisicamente e mentalmente sto subendo le conseguenze di questi mesi. Sto cercando rifugio sul tappetino da yoga per cercare un po’ di quiete e tentare di bilanciare la mia spasmodica ricerca di conforto che mi porta in altre direzioni, ad aprire il barattolo dei biscotti troppe volte in un giorno, ad addentare la tavoletta di cioccolata mentre sto in piedi appoggiata alla cucina con lo sguardo smarrito e tante domande nella testa.

Per fortuna il conforto non è tutto dolce ma è anche cremoso e profumato, avvolgente e speziato. È fatto di zuppe colorate arricchite in modo speciale, come questa crema di zucca, patate dolci e ceci servita con cubetti di polenta profumati al curry, irresistibili.

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Salame al cioccolato vegan

salame cioccolato vegan

Succede che un anno vola via veloce e porta con sé cambiamenti inaspettati. Succede che ti distrai un attimo ed è già Natale, un Natale che non senti ma ti sforzi un po’ e cerchi di fartelo andare bene, impasti i biscotti e sorridi come ti hanno insegnato, perché i sorrisi non costano niente e fanno un gran bene a chi li fa e a chi li riceve, anche quando sono un po’ forzati.

A volte funziona, a volte cercare di fare tutto lo stesso, di fare buon viso a cattivo gioco, di ripetere gli stessi schemi pur temendo che non funzioneranno è la soluzione, le cose lentamente e quasi magicamente si sistemano, le ferite si rimarginano e tu torni (quasi) come nuova, ammaccata ma pronta a voltare pagina. Altre volte invece no. A volte arriva un Natale che proprio non è tuo, tu ti ostini a preparare biscotti, ti ostini a fidarti di una ricetta pescata online sapendo che mai – M A I – fino ad ora nella vita le ricette trovate online ti sono venute ma tu vuoi credere che sia la volta buona. E invece sforni dei biscotti apparentemente bellissimi eppure duri e di un sapore indefinito, un po’ come il tuo Natale.

E mentre i giorni passano e l’anno va a rotoli decidi ancora una volta di non mollare e dare nuova vita a quei biscotti usandoli per un salame al cioccolato, perché anche dalle cose peggiori – ti dici – può venire fuori qualcosa di buono. Ripeti a te stessa di stringere i denti e di non smettere di sorridere mentre picchi forte con il mattarello su quei biscotti e poi ci aggiungi un po’ di cioccolato, che in certi momenti sulla dolcezza non si può essere avari, e mescolando gli ingredienti senza troppa attenzione ripensi al salame al cioccolato che faceva la nonna, il più buono del mondo.

Si, ok, questo non sarà il più buono del mondo ma se la cava benone, è nato dalle ceneri di una teglia di biscotti che non promettevano niente di buono a cui ho voluto dare una seconda chance e beh, se la cucina è un po’ come la vita, voglio sperare che il risultato stavolta possa davvero essere lo stesso.

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IN LIBRERIA

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DIARIO DI UNA VEGETARIANA
Presentazione VENERDì 15 DICEMBRE a Treviso da 11 (via Diaz) ore 17.30

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Quiche alla zucca con carote barbabietola e gorgonzola
Interpretazione vegan degli zaèti (e cose belle che finiscono)
Biscottini morbidi di segale avena e cioccolato (e un post pesantone su chi ci fa sentire dei malati immaginari)
Crema di finocchi piselli e sedano al limone

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