Archivio di marzo 2018

Crema di zucca lenticchie rosse e miglio alla curcuma

crema zucca lenticchie miglio

La primavera è un periodo dell’anno che amo particolarmente. Essendo un’amante del sole e del caldo l’inverno per me è sempre durissimo e quando le giornate si allungano e il sole diventa un po’ più caldo comincio a sentirmi meglio. Certo, la primavera non è amica degli allergici, come me. Ma io non riesco a non amarla. E’ proprio come un risveglio, una rinascita. Si riparte, e c’è un motivo in più per sorridere.

Mai come quest’anno sento il bisogno di ripartire. Ma anche se è quasi Pasqua questa primavera è un po’ incerta ancora, giornate tiepide si alternano a cieli grigi e venti forti, pioggia, freddo. Come in tutti i cambi di stagione io mi ritrovo a vivere le conseguenze del meteo ballerino anche a tavola: un giorno ho voglia di insalate e di cibi freschi, l’altro darei il mio regno per una zuppa cremosa e confortante. E allora mi assecondo, cercando di ascoltare quello che mi chiedono corpo e mente.

I prossimi protagonisti di creme e zuppe saranno i carciofi, che adoro, ma nel frattempo mi sono regalata ancora un po’ di zucca, l’ultima della stagione. Il mio ingrediente preferito dell’inverno, senza dubbio. Quella che rende tutto cremoso, dolce e speciale. L’ho aggiunta alle lenticchie rosse, profumata con salvia e curcuma e poi ho unito un po’ di miglio. Per rendere il piatto completo ma anche perché a me la crema di verdure piace densa e il miglio assorbe moltissimi liquidi, quindi fa esattamente il mio gioco. E voi di che squadra siete, volete come me la crema densa o la preferite un po’ morbida?

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Pasta al pesto di foglie di rapa bianca e anacardi

pesto foglie rapa

Sapete che io sono un’appassionata di pasta e di tutti quei sughi assimilabili al pesto, facili, veloci e cremosi. Bene.

Sarà che è arrivata la primavera (e ha portato una ventata d’aria nuova finalmente), sarà che sono a dieta da un po’, sarà che sono sempre stata una pastasciuttara…non lo so, ma ultimamente ho sempre una gran fame. Non mi preparo un piatto di pasta “vera” da diverse settimane ormai e mi manca da morire. Cambiare tipo di alimentazione è come sempre un mezzo dramma all’inizio, fino a quando il corpo e la mente non si adeguano al nuovo regime: chili e chili di verdura cruda e cotta riempiono tutti i giorni il mio piatto insieme a tante proteine vegetali di cui ho estremo bisogno. Mi sento bene ma ogni tanto arriva il giorno X, quello in cui mancano – più per l’umore che per altro – i cereali e la cioccolata. Su Instagram non vedo altro che torte, dolci cioccolatosi e montagne di biscotti. E’ proprio vero che la mente è selettiva e a volte vede solo quello che vuole vedere, nel bene e nel male.

Io però mi sono imposta di selezionare solo pensieri positivi, mi sento un po’ meglio e mi sembra di aver ricevuto un dono enorme, non c’è tempo per lamentarsi e non si può farsi prendere dalla negatività e dalla paura. Affrontiamo un giorno alla volta – un altro senza carbo!! – e incrociamo – sì, anche voi per me – le dita sperando che vada sempre meglio.

Intanto in archivio mi ritrovo una serie di ricette irresistibili di pasta e di riso che non posso non condividere con voi, specialmente se non siete a dieta 🙂

Avete comprato una rapa bianca e non sapete come usarla? Bene, per prima cosa togliete le foglie che sarebbero le prime ad appassire e preparate questo pesto con foglie di rapa piselli e anacardi davvero buonissimo. L’ho preparato senza sapere bene cosa aspettarmi perché era la mia prima volta con la rapa bianca e mi ha conquistata. Delizioso, super saporito, ottimo anche sul pane per un antipasto fuori programma.

Provate e poi ditemi (mentre tenete le dita incrociate).

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Mini burger di azuki e riso rosso

burger azuki riso rosso

Mentre scrivo fuori piove a dirotto. Dopo un paio di giornate primaverili è tornato il cielo grigio e pare che tornerà anche il freddo. Oggi è una buona giornata la mia ma questi ultimi mesi sono stati un gran casino.

Non sono abituata a lamentarmi, non mi piace, eppure ultimamente sembra che non riesca a fare altro. In un momento in cui la mia vita era già un macello mi sono ritrovata a gestire un peggioramento significativo della mia salute. Ho sempre avuto un sacco di piccoli disturbi – le “magagne” come si dice in Veneto – tante piccole cose che ho imparato a gestire per avere una vita normale. Ho sempre convissuto con le mie magagne in modo pacifico, c’erano periodi peggiori e altri migliori ma io le conoscevo e sapevo come prenderle. Fino a quando la dermatite atopica si è aggravata. Ora so che qualcuno di voi starà pensando Scusa ma cosa le fa pensare che ci interessi il suo bollettino medico? Noi siamo qui per le ricette! La risposta è Perché ho bisogno di parlarne. Il mio blog è diventato un compagno di viaggio negli anni e anche un posto in cui sfogarmi un po’. Ci sono stati momenti di puntualità assoluta nella pubblicazione delle ricette e altri di silenzi dietro cui si nascondevano periodi più bui. Come questo. Chi conosce la mia malattia sa bene di cosa parlo. Conosce la stanchezza infinita dopo notti insonni, conosce il disagio e la difficoltà a guardarsi allo specchio e a uscire di casa, conosce l’imbarazzo, conosce l’insofferenza, conosce il dolore di un corpo che non sembra voler guarire, in un circolo vizioso. Conosce la sensazione che si prova ogni mattina, aprendo gli occhi sperando che sia tutto sparito, sapendo che invece è un altro giorno no.

La mia malattia non mette a repentaglio la mia vita, no. Ci sono malattie molto più gravi, mostri peggiori, lo so bene, l’ho visto con i miei occhi. E in questi giorni un po’ più neri in cui si fa fatica a immaginare che domani andrà meglio, ho pensato spesso a quei guerrieri – tantissimi – che combattono ogni giorno con la malattia. Che trovano la forza di alzarsi dal letto e portare a casa un’altra giornata, magari dispensando anche qualche sorriso. Ho pensato a quanto siamo scemi a non renderci conto della fortuna che abbiamo quando stiamo bene. Sono cose che suonano banali, mi rendo conto, ma sono esattamente le cose che penso. Quando stai male e finalmente hai un giorno di tregua pensi Oddio, sto troppo bene. Pensi Devo fare un milione di cose oggi, perché sto bene. Pensi Devo sorridere fino a quando mi farà male la faccia oggi, perché sto bene. E così prima che quella stronza della mia mente mi faccia pensare Tanto domani starò male di nuovo, io corro in cucina, accendo il forno, preparo qualcosa, magari proprio questi mini burger vegan e senza glutine di azuki e riso rosso alla paprica affumicata. Cerco conforto dove l’ho sempre cercato, in cucina. Perché a volte avresti bisogno del conforto di un abbraccio, ma stai male e non te la senti di chiederlo. Ed è una fortuna enorme avere delle persone che ti sostengono e che ti vogliono bene, che ti stanno vicino anche quando sei più acida del peggiore dei limoni. Ed è una fortuna avere una passione – o magari due, tre – che ti tengono in piedi e ti riempiono la mente prima che faccia viaggi strani.

Io sono fortunata, perché ho entrambe le cose.

Posso cucinare, incrociare le caviglie sul mio tappetino da yoga e lasciarmi scaldare dai sorrisi di chi mi vuole bene e continua a dirmi Credici, domani andrà meglio.

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Dolcetti morbidi di avena e amaranto al cioccolato

Visto che questo blog è diventato un po’ come un diario in cui oltre alle ricette vi racconto emozioni, pensieri e stralci di vita, suo malgrado è soggetto proprio agli effetti della vita. E visto che ultimamente non sto molto bene – come qualcuno di voi avrà intuito da FB – il blog è rimasto un po’ fermo.

Sono in un periodo in cui la salute non mi sostiene, la mia dermatite atopica si è scatenata prepotentemente rendendomi davvero difficile fare una vita normale, lavorare, muovermi, insegnare. Ci sono giornate migliori di altre ma mi sento molto sconfortata perché non ho ancora capito quale strada percorrere e tutte quelle che ho percorso fino ad ora non mi hanno portata a nessun risultato. Sentirsi malati e sentirsi soli non rende facile affrontare il resto. Non voglio farvi un pippone in un post triste su una malattia che sicuramente è molto meno grave di tante altre ma sono sicura che chi ne soffre in forma severa, come me, sa di cosa sto parlando.

Detto questo ho capito che il blog non meritava di subire tutte le conseguenze della mia malattia e ho deciso di rispolverare una ricetta per preparare dei pasticcini vegan di avena e amaranto, perfetti anche per chi cerca un dolce gluten free (verificate che l’avena sia certificata).

Questi dolcettisono morbidi e fragili, caratterizzati dalla consistenza dell’amaranto soffiato che non li rende paragonabili a nessun altro dolce. Per prepararli vi bastano i cereali della colazione e un po’ di cocco, non serve farina, e sono facilissimi da fare.

Per chi come me in questi giorni è a dieta rigida e non li può mangiare sono un sogno ma per voi potrebbero diventare realtà in pochissimi minuti….

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