Archivio di agosto 2019

Crema fredda di peperone e sedano

crema fredda peperone

Come si può facilmente evincere dalle mie foto e dalle ricette, non sono molto brava con i ghirigori e gli arzigogoli. Non sono molto brava a creare impiattamenti da ristoranti stellati e non sono una super precisa, quando si tratta di cucina, perché come sempre nella vita voglio fare tante cose, voglio ottimizzare, e quindi cerco di semplificare un po’. Quando navigo fra i blog che seguo e vedo questi piatti super curati invidio molto le autrici di quegli scatti, ma so che non sono cosa mia.

Sono così un po’ in tutto nella vita – tranne che sul lavoro dove sì, la precisione non può mancare – anche nelle relazioni. Nel senso che non sono brava a fare tanti giri di parole per dire le cose, sono piuttosto asciutta, a volte anche burbera. E non è perché non sia sensibile o non abbia a cuore le persone con cui mi rapporto, ma perché credo che nelle relazioni forti, stabili e sincere non ci sia bisogno di convenzioni e di un eccesso di gentilezza, si può andare dritti al sodo e capirsi senza farsi troppi problemi. A volte questa cosa crea un po’ di problemi a chi, giustamente, non la vede come me. Però regà, che ve devo dì, io sono così, pane la pane vino al vino.

Tutto sto giro di parole – dicevamo che sono asciutta, no?! – per dire che anche se i miei piatti spesso sono puliti e semplici sia nei sapori che nella presentazione, anche a me piace preparare ogni tanto qualcosa di bello bellissimo. E non per forza serve diventare artisti del cake design o fare torrette altissime di mille ingredienti, a volte è sufficiente affidarsi alla natura e ai suoi colori.

Così ho fatto quando ho preparato questa crema fredda di peperoni gialli, con datterini e sedano. Un vago ricordo del gazpacho che avevo già rivisitato in verde ma stavolta in versione yellow, da servire come antipasto in monoporzioni o in porzione intera se preferite. Perfetto accompagnato con crostini croccanti farciti con il pesto di rucola e basilico ai semi di zucca e tante verdure croccanti di stagione. Ovviamente vegan, ovviamente glutenfree.

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Crumble glutenfree alle albicocche con more e mirtilli

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Negli ultimi mesi mi sono resa conto di quanto tutto dipenda da noi.

Di quanto stia a noi svegliarci ogni giorno e scegliere. Scegliere se essere felici o tristi, se accontentarci o volere di più, se farci abbattere dalle sconfitte o imparare, se guardare il lato negativo o quello positivo, se restare fermi o evolvere.

Ogni mattina abbiamo nuove opportunità, ogni mattina tutto si azzera e ricomincia, ogni mattina possiamo ripartire, qualsiasi cosa sia successa ieri.

Questa cosa apparentemente banale fa cambiare prospettiva su tutto. Essere felici, restare positivi, guardare avanti, imparare dalle batoste, sorridere a chi non ci vuole bene non è mica cosa semplice. E’ un lavoro che va fatto ogni giorno, ogni minuto, in ogni respiro. E a volte è davvero un casino, a volte vorresti solo dire basta e mollare e smettere di lottare e di fare fatica, farti risucchiare dalla vita. Perché è un lavoro sporchissimo e possiamo farlo solo noi, per noi. Ma ragazzi se ne vale la pena.

Perché dai, vale la pena smettere di sorridere perché non va tutto esattamente come avresti voluto? Vale la pena vedere tutto nero perché ti trovi davanti più no, più strade sbarrate e porte chiuse che altro? Certo che no. Bisogna tirarsi su le maniche e guardare oltre, sapendo che sta andando tutto per il verso giusto e che tutti i pezzi si incastrano alla perfezione. Solo che tu ci sei troppo “dentro” per vedere il risultato finale.

E allora mi sono detta: vale la pena farsi prendere dallo sconforto perché non posso mangiare questo, quello e quest’altro? Perché il glutine no, i latticini no, lo zucchero no, le pesche/melone/banane/papaia/kiwi/mele e dio solo sa cosa no, perché gli spinaci/pomodori/peperoni/melanzane (si ho detto melanzane!!) no, perché il caffè e il cioccolato no (si ho detto cioccolato!!)?

Certo che no! (appunto)

Così mi sono messa in cucina con 45 milioni di gradi, ho acceso il forno e ho fatto cose. Anzi, ho fatto dolci. Tutti senza zucchero (per me, ma a voi metto anche le dosi dello zucchero che mica vi devo punire tutti).

Partiamo da questo crumble di albicocche, more e mirtilli senza glutine. Una teglia basta per uno se siete golosi come me ma va via che un piacere sia a colazione che a merenda. La morte sua – anzi, l’abbinamento obbligato soprattutto se siete dei pazzih come me e lo preparate senza zucchero – è servirlo insieme alla panna di cocco, o a una palina di gelato, o a uno yogurt di cocco (o di quello che volete).

Un po’ di estate e un po’ di colore per cui vale la pena sfidare i 45 milioni di gradi.

Io l’ho finito nel giro di due ore, che ve lo dico a fare.

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Piada di riso senza glutine

piada riso senza glutine

Agosto. Anche quest’estate sta volando e io vorrei stringerla fra i denti per farla rimanere o almeno rallentare. E’ un’estate bella per me – finalmente -, un’estate in cui comincio a sentirmi meglio, mi godo attimi di libertà e di leggerezza, condivido il mio tempo con le persone che amo.

E’ un’estate a dieta ma la cosa non mi preoccupa, ormai sono una vera esperta e una campionessa mondiale di gestione della dieta nelle situazioni più disparate.

Nella mia dieta senza glutine il protagonista assoluto è il riso in ogni sua forma. Buono eh, buonissimo (io lo amo davvero, per fortuna) però ogni giorno riso diventa un po’ banale.

Così ho deciso di provare a prepararmi delle piade vegan di riso senza glutine, ma non sapevo da dove partire. La piadina per me è uno di quei piatti da coccola o da fine settimana, quel piatto che non rappresenta la normalità e quindi si carica di aspettative, della serie che se decidi di prendere una piada e poi non è buona la delusione è cocente.

Brancolando nel buio totale ovviamente anche stavolta mi sono affidata a una ricetta altrui e l’ho seguita alla lettera. Risultato: pessimo. Piadine impossibili da stendere e cuocere, dure come il male. Niente di nuovo per me che non ho un buon rapporto con le ricette degli altri, anche se non ho ancora capito perché.

Non mi sono arresa, ho cercato sul web e ho ritentato, ma al primo passaggio ho capito che la ricetta non poteva funzionare, l’impasto non stava insieme, le dosi erano chiaramente sbagliate. Stavolta ho deciso di fare a modo mio, ho cambiato le proporzioni e ho seguito l’istinto. Il risultato mi ha sorpresa e voglio condividerlo con voi!

Chi mangia già senza glutine lo sa, chi sperimenta per la prima volta è avvisato: la piada non sarà MAI come quella tradizionale, la mancanza di glutine (e anche di grassi in questo caso) regala sempre agli impasti consistenze diverse dalle classiche e in questo caso le sfoglie saranno un po’ meno fragranti. Per evitare che diventino gommose vi consiglio di farle direttamente quando le mangerete e farcirle ancora calde. Se volete surgelarle invece magari spennellatele leggermente con un goccio (poco!) d’acqua prima di scaldarle in padella e farcirle.

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