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Crocchette di amaranto e piselli con barbabietole allo yogurt

Una ricetta vegan e glutenfree* veloce da preparare con l’amaranto – che ci fa tanto bene ed è super proteico – e i piselli trasformati in crocchettine morbidissime all’interno, deliziose insieme a un’insalata di rape. A pensarci questo piatto è davvero sprint, se come me avete già lessato dei piselli ci vorrà pochissimo per cuocere l’amaranto e preparare l’insalata di rape. La mia mamma quand’ero piccola le preparava spesso e le condiva con una salsina a base di maionese, davvero deliziosa, che io ho cercato di trasformare e alleggerire utilizzando lo yogurt di soia e il limone.

Se avete già provato l’amaranto conoscete la sua consistenza appiccicosa che in questo caso lo rende ideale per mantenere morbido l’interno delle crocchette, ma vi consiglio d servirle ben calde per godere della croccantezza della crostina esterna che si formerà cuocendole in padella.

Visto il sapore deciso dell’amaranto e la delicatezza dei piselli insaporite bene le crocchette con le erbe aromatiche, io ho usato la menta e la melissa ma potete sbizzarrirvi con quelle che amate di più!

*Come sempre raccomando a chi ha problemi di allergie, intolleranze e ai celiaci di verificare che ogni ingrediente utilizzato non contenga tracce di glutine.

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Frittata agli agrumi con barbabietole e radicchio al cumino

Quando sono sola a pranzo, fra una mail e l’altra, capita spesso che mi prepari una frittata.

Non sono una grande amante delle uova, non lo sono mai stata, ma quando ho scoperto che – per tutta una serie di motivi di salute legati anche alla mia dieta da intolleranze alimentari – avevo bisogno di assumere un quantitativo di proteine superiore alla media diciamo, ho dovuto mio malgrado farmele andare. Certo, mangiare sempre e solo uova sode o uova all’occhio non è uno sballo, soprattutto se non sei un’appassionata. Però le uova si preparano in un attimo, sono sostanziose e ci basta un contorno per aver sistemato la pausa pranzo.

Così ho cominciato a improvvisare con quello che avevo per riuscire a dare “un’altra faccia” a quelle uova. L’abbinamento più gettonato? Con gli agrumi e lo zenzero.

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Insalata di cachi e caprino con salsa alla melagrana

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Dicembre. Dicembre è arrivato e lo so, forse un po’ mi ripeto, ma mi sembra che solo ieri fosse settembre con me che mi agitavo per la fine dell’estate.

Questi mesi sono volati, e sono felice. Sono stati mesi pieni, da settembre ho preso un’altra decisione importante, lavorativa, per focalizzare tutte le mie energie su quello che amo: il cibo – e quindi il blog – e lo yoga. Ogni volta che si prende una decisione quella porta con sé conseguenze che vanno gestite, bisogna essere pronti ad affrontarle, non farsi abbattere dai momenti di difficoltà. Ma le soddisfazioni per chi non molla arrivano e la gioia di poter combinare insieme le mie passioni con eventi, iniziative, vacanze yoga e chi più ne ha più ne metta è tantissima.

Ora è arrivato anche dicembre, la brina, il vento gelido nelle giornate di sole, il Natale dietro l’angolo, e io che vorrei 365 giorni d’estate, mi sto godendo tutto.

Ovviamente, dieta o non dieta, è tempo di pensare a qualche piatto sano, buono e senza per le tavole delle feste. E a me è sempre piaciuto aprire pranzi e cene con un’insalata speciale, fresca e croccante, leggera e saporita. Per non appesantirsi troppo e anzi, farci venire voglia di proseguire con le altre portate.

Voi la portate l’insalata in tavola a Natale? Ma non quella triste a cui state pensando, deve essere vestita a festa! Prometto che con questa versione vi leccherete i baffi: una base croccante con radicchio, ravanelli e barbabietola, caco mela (si!), semi di zucca e caprino, tutto reso ancora più speciale con una salsa allo yogurt e melagrana che vi farà venire voglia di non smettere più di mangiare insalata ;P

Provatela, poi condividete le vostre versioni e ditemi.

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Tortini cremosi di carote con crema di barbabietola

tortini carote crema barbabietola

Chi di voi mi conosce, come mi descriverebbe?

Non molto tempo fa mi hanno descritta come una persona rigida e troppo controllata. La mia reazione istintiva, come sempre, è stata di difesa: “chi, iooooo?!?”. Poi, di nuovo come sempre, ci ho riflettuto e quelle parole mi hanno attraversata come lame.

Ho pensato alla differenza profonda che c’è fra come ti vedi, come vorresti essere e come sei in realtà. Ho pensato a quanto la rigidità, intesa soprattutto come compostezza e controllo, faccia parte di me da sempre. E – lo devo ammettere – mi sono un po’ annoiata da sola.

Io, che ho sempre pensato (ho meglio, avrei sempre voluto) essere morbida e accogliente, spontanea e leggera. Lo sono? Si, a sprazzi credo di si (?) ma dipende dai momenti, dipende dalle persone.

Certo fuori c’è una corazza dura che può farmi sembrare distaccata e a volte anche fredda. Dentro però, avvolto in strati di allegria e spontaneità, mi piace pensare che ci sia un cuore morbido che raggiunge solo chi ha il coraggio e la voglia di scavare.

Siamo complessi, siamo tutti un gran casino. E a volte quello che ci manca è quello che cerchiamo.

Forse è per questo che mi sono piaciuti così tanto questi tortini di carote, senza glutine e senza latticini, delicati e cremosissimi. Insieme ho preparato una crema di barbabietola profumata all’arancio che si presta per mille e più utilizzi. E comunque, carote e barbabietola resta per me un’accoppiata vincente.

Per un’alternativa golosa provate i tortini di patate e spinaci con cuore filante oppure i tortini alle erbe con pomodorini.

E voi, siete più cremosi o più croccanti?

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Cous cous di cavolfiore con carote e avocado

cous cous cavolfiore avocado

Questo blog è sempre stato uno specchio, il riflesso della mia vita. Ogni ricetta, ogni parola, rappresentano Giulia in tutte le sue fasi, in ogni sfaccettatura, in ogni dieta e in ogni nuova sfida. Il blog è un compagno di viaggio che a volte richiede uno sforzo enorme ma non me la sentirei di lasciarlo, il blog è parte di me. Ci sono periodi in cui le ricette di accatastano una sopra l’altra, la cucina è un macello e gli appunti sono ovunque, altri in cui tirare fuori la macchinetta fotografica sembra qualcosa di difficilissimo e rendere giustizia ai piatti in uno scatto una missione impossibile. Eppure io qui ormai ci vivo, voi mi conoscete un po’ di più e io conosco un po’ voi. Condivido gioie e dolori culinari e non, senza svelarmi mai troppo. So che questo è un punto a mio sfavore nella fantomatica carriere delle blogger perché ho capito che meno racconti, meno alla gente interessa quello che hai da dire. È lo scotto da pagare se non te la senti di mettere in piazza tutti gli affari tuoi perché, si sa, più racconti più semplice trovare empatia, chi ti legge si ritrova, si identifica, ti sente vicina. Io lo faccio con le blogger che seguo e le amo per questo. È che sono fatta a modo mio 🙂 Io avrei voglia di condividere con voi, ma vi vorrei tutti in cucina a casa mia, o seduti ai tavolo sotto una pergola, ad affettare avocado e tostare il pane per preparare gli avo toast insieme. Così sì sarei pronta a raccontarmi, e avrei una voglia matta di ascoltare voi. E forse, un giorno, riusciremo a farlo. Chi si prenota?

Intanto cercate di farvi bastare le briciole di me che semino qui e là, fra una teglia di biscotti e una ciotola di riso. E preparatevi a comprare un cavolfiore, perché questa ricetta vi sorprenderà! Avevo voglia di farla da quando ad Amsterdam l’ho provata ma non ne avevo più avuto l’occasione (leggi: mi sono sempre dimenticata). Fino ad oggi. Non proprio oggi, perché l’ho già rifatta un paio di volte e me ne sono innamorata: il “cous cous” di cavolfiore è un’alternativa vegan e glutenfree fresca e deliziosa, da condire tutto a crudo per un piatto raw o da arricchire, come ho fatto io, anche con verdure cotte. Io sono a dieta e quindi solo ortaggi: carote saltate allo zenzero, rucola, barbabietola e avocado. Voi ci potete mettere dei ceci o dei cannellini per renderlo un po’ più sostanzioso. Unica condizione: che il cavolfiore sia fresco fresco, bello bianco, con le cimette ben chiuse.

Provatelo e poi ditemi, sono curiosa!

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