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Biscotti di farro vegan con le gocce

biscotti vegan gocce

La mia storia d’amore, di dipendenza e di conforto con i biscotti con le gocce è ormai più che nota. Sostengo da sempre lo strettissimo legame fra il cibo, la convivialità e i rapporti interpersonali, amo incontrare i miei amici davanti a un tè, un caffè, una spremuta. Amo gli aggiornamenti che facciamo sul divano davanti alla tv con un barattolo di biscotti fra le mani. Amo guardare le persone a cui voglio bene ripetere quel gesto, afferrare un altro biscotto – quello con più gocce – morderlo raccogliendo le briciole con l’altra mano a coppetta sotto la bocca e poi masticare più velocemente per continuare il racconto o per ricominciare a ridere. Qualcuno sa meglio di altri di cosa parlo perché fa parte della mia vita e questi appuntamenti davanti a una tazza di cioccolata e biscotti con le gocce li conosce bene, concretamente e virtualmente.

Ed è proprio da lì che parte la mia ossessione per la ricerca di ricette sempre nuove, la ricerca della ricetta perfetta, della croccantezza giusta, dalla capacità di superare la prova dell’inzuppo. Ciclicamente mi metto in cucina e sperimento, improvviso, mescolo, cambio le dosi, faccio la stessa ricetta con piccole variazioni fino a trovare quella che mi soddisfa di più e per un po’ diventa un “mai più senza”. Poi, come sempre, ho bisogno di cambiare e di dedicarmi a un nuovo progetto, così arriva il turno del nuovo esperimento, e via, in un vortice biscottoso e cioccolatoso che mi fa sentire quasi a disagio quando qualcuno capita a casa e mi becca impreparata, con il barattolo vuoto. “Ma come niente biscotti?” EEEEHHMM.

Ora è il turno di questi, e mentre li impasto penso già alla prossima ricetta 🙂

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Biscotti con le gocce alle nocciole (vegan)

Da biscottomane incallita sono sempre alla ricerca di un biscotto che non sia di frumento e che magari sia integrale, senza latticini, senza uova e senza zucchero raffinato di cui fare scorta per i momenti più neri. Un biscotto, infondo, va bene in ogni momento e non ci fa sentire troppo in colpa: piccoli morsi per grandi momenti di felicità (chi mi conosce sa che io, purtroppo, ho dei problemi a gestire i quantitativi di biscotti…perdo il senso della misura, ne mangio 2 come 50, senza neanche accorgermene, spesso anche due per volta, accoppiati e inzuppati).

Così capita spesso che io trascorra le ore davanti allo scaffale dei supermercati – più o meno bio – leggendo tutti gli ingredienti del mondo. Sorvolando sulla presenza di quantità assurde di olio di palma, utilizzato in ogni dove ormai, talvolta anche insieme a quello di colza (sì sì, colza avete letto bene), continuo a restare allibita per le balle spaziali che ancora permettiamo alle aziende di raccontarci: “biscotti di riso/farro/avena” che hanno l’80-90% di farina di frumento, “biscotti senza zuccheri” pieni di edulcoranti, “biscotti senza burro” con oli di ogni genere o tipo. Questo solo per fare degli esempi. A mie spese ho imparato da tempo che qualsiasi sia la marca che acquistate e il supermercato in cui fate la spesa non dovete fidarvi di quello che c’è stampato sopra le confezioni ma dovete leggere – e rileggere – l’elenco degli ingredienti.

Io non sono un’estremista, non sono una che non sgarra mai, non sono una che si mette in ginocchio sui ceci se le capita di mangiare fuori o se le viene offerto un morso di brioche in pasticceria. Cerco di mangiare bene, per quanto possibile, di fare delle scelte responsabili ma anche di gratificarmi ogni tanto concedendomi qualche vizio. A casa cucino con pochissimo sale, non uso mai lo zucchero raffinato e cerco di limitarlo in generale, preferisco l’olio al burro e le farine integrali. Ma non è che la mia cucina e la mia dieta siano perfette, faccio sicuramente degli errori e degli sgarri, a volte preferisco semplicemente il male minore e credo che infondo il buon senso sia fondamentale.

Visto che trovare dei biscotti decenti si è rivelata un’impresa ardua, pur di non dover rinunciare mi sono messa a impastare un po’ a caso. Ho fatto già tre volte questa ricetta, ogni volta con delle variazioni, sia con le gocce che con le uvette, sia con le nocciole che con resti misti di frutta secca e semi. Il risultato sono dei biscotti vegan croccantini che vanno bene anche per l’inzuppo e che finiscono sempre troppo troppo presto :).

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Biscottini morbidi di segale avena e cioccolato (e un post pesantone su chi ci fa sentire dei malati immaginari)

 

biscottini segale

È un periodo complicato. Si, ok, è un anno complicato. Ok, ok, gli ultimi due anni sono stati complicati. Non so quanto abbia influito su questo il cambio di decina, l’ingresso in un decennio centrale della mia vita, la presa di coscienza del tempo che passa, inesorabile, mentre noi scegliamo se starlo a guardare o muoverci con lui.

Gli ultimi due anni sono stati densi di cambiamenti, belli e brutti. Mi hanno fatto sradicare quelle che credevo fossero radici ben salde, certezze, sicurezze. Mi sono ritrovata fragile e spaventata così ho cominciato a costruire i miei muscoli, muscoli per affrontare la vita, muscoli per imparare a costruire (e a volte anche a distruggere), muscoli per proteggere il cuore.

Gli ultimi sei mesi sono stati se possibile ancora più complicati. Non si hanno mai abbastanza muscoli per proteggere il cuore, non basta una vita per imparare. E forse è meglio così.

[DISCLAIMER: se non hai voglia di leggere di malattie, di malessere e di frustrazione perché oggi vuoi solo leggerezza premi ora su continua alla fine del post e vai diretto alla ricetta dei biscotti, io ti capisco e ti voglio bene anche se non leggi il mio pippone <3]

biscottini segale avena cioccolato

Ma quando le cose si complicano non c’è solo il cuore in ballo, anche la mente e il corpo cominciano a ribellarsi. La mia dermatite (atopica) è peggiorata. MOLTO. Ho deciso di scriverlo perché sono stanca di sentirmi trattare quasi come una malata immaginaria. Di sentirmi dire le stesse cose da 30 anni. Di sentirmi dire che la posso tenere sotto controllo da medici che non sono con me quando la notte non dormo, quando la domenica la mia faccia è rossa e gonfia, quando mi sento stanca come se avessi la febbre a 40 ma devo continuare a lavorare e cercare di nascondere il malessere e il nervosismo sotto strati di crema e di trucco che non fanno che peggiorare la situazione. Sono stanca di girare con il cortisone in borsa e di essere presa in giro perché mentre chiacchiero con la gente mi spalmo la crema sul viso. Non mi diverto a farlo, non sono una strana. Sono solo stanca di sentirmi a disagio e di vergognarmi della mia faccia rossa. Sono stanca di fare tutto lo stesso, perché è così che si fa, la vita mica ti aspetta e infondo devi pensare che ci sono cose molto più gravi, quindi chi sei tu per lamentarti? Con che coraggio alzi la voce? In fondo hai sempre fatto tutto lo stesso, puoi continuare a farlo.

Conosco la frustrazione di chi ha una malattia cronica non abbastanza grave, di chi sta male ma non si lamenta, di chi ha provato medici, santoni, diete e pozioni magiche. Di chi impara ad accettare di stare male ed è costretto a cambiare i suoi parametri sul concetto di stare bene, poi esce di casa pensando “dai, oggi non va neanche male” e sistematicamente incontra qualcuno che gli dice “ma cos’hai sul viso che sei tutta rossa?” riportandolo alla realtà. Siamo stanchi. Avremmo voglia di medici che si prendano un po’ a cuore i nostri problemi, che vadano oltre le ricette e le prescrizioni di visite specialistiche che ci prosciugano i risparmi, che trovino in fondo al cuore un po’ di empatia. E so bene che questo post non servirà a nulla, serve solo a me per mettere nero su bianco un po’ di cose, a volte serve liberarsi un po’ dei propri demoni. E perché se anche solo una persona con un problema simile capiterà qui e si sentirà meno sola, io sarò felice.

Ma io come sempre con i post pesantoni non sono brava e poi mi sento già a disagio per aver parlato così tanto di me, di una cosa personale. E vorrei cancellare questo post ma no, non lo farò. E allora come al solito sdrammatizzo E allora come al solito faccio un sorriso e cambio argomento con apparente leggerezza.

E allora lasciate che siano ancora una volta dei biscotti con le gocce a darvi conforto. In fondo questo è un diario sì, ma è anche e soprattutto blog di cucina. E allora daje de biscotti. Questi biscottini morbidi sono preparati con farina integrale di segale e fiocchi d’avena. Non fanno miracoli, ma sono sempre meglio di un altro giro in farmacia.

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Biscotti di mais alle mandorle e uva passa

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Forse qualcuno di voi avrà già sentito parlare della mia passione per i biscotti. Ahaha, vi scherzo, so che ormai lo sapete tutti, vi ho storditi di chiacchiere su questo. In un mondo perfetto i biscotti sarebbero ovunque e sarebbero gratis a disposizione di ognuno di noi, ce ne sarebbero di tutte le forme e di tutti i gusti, preparati con tutte le farine, integrali, al cocco, alle nocciole, farciti e – ovviamente – con le gocce. In un mondo perfetto si potrebbero mangiare montagne di biscotti senza prendere un etto, senza danni per la salute e senza sensi di colpa. Sarebbe sicuramente un mondo felice.

Detto ciò, in questo mondo dove i biscotti non sono mai abbastanza, arriva per tutti il momento di dare fondo alla dispensa per prepararsi alle pulizie di primavera e alle ricette più estive. Nella mia dispensa c’era della farina di mais fioretto, quella super sottile, mandorle e uvette. E indovinate? Non c’è voluto molto prima che decidessi di mettere tutto insieme per farci dei biscotti, non serve dirlo che sono preparati con l’olio, senza uova e senza latticini oltre che – se preparati verificando con cura tutti gli ingredienti – senza glutine*.

*Raccomando a tutti gli intolleranti e gli allergici di verificare SEMPRE che i prodotti che acquistano e gli ingredienti utilizzati per realizzare le ricette – anche quelle indicate come “senza” – siano adatti alla loro alimentazione e non contengano neanche possibili tracce dell’allergene in questione.

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Biscotti di kamut e miglio con noci e cioccolato

Biscottidikamutemiglioconnociecioccolato_unavegetarianaincucina_00

Domenica, per la prima volta, ho sentito davvero la primavera. Che cosa bella.

Sono stanca, è innegabile, il mio corpo mi manda segnali inequivocabili chiedendomi con forza di darmi una calmata. La mia mente è impegnata a gestire un vortice di pensieri che la popolano giorno e notte, neanche prendermi il mio tempo per un po’ di yoga riesce a restituirle pace. Non c’è tempo per riposare. C’è da tener duro, bisogna stringere i denti. Ci sono treni che vanno presi al volo. Io sono un’insicura e un’indecisa di natura ma di certo quando decido di fare qualcosa non si può dire che non sia tenace. L’ho già dimostrato a me stessa – e questo basta, agli altri posso fare prrrrrr – in passato e ho capito che sono testarda, mi metto alla prova, mi spingo al limite ma se voglio davvero fare qualcosa, trovo il modo per farla. Quel che verrà dopo sarà ancora stanchezza, non ho dubbi, ma sarà una stanchezza diversa. E so bene che non avrò tempo di recuperare neanche dopo, quando mi fermerò per più di 5 secondi e mi renderò conto che tutto quello che desidero è un letto. Anzi no, uno sdraio al sole. Ma la vita scorre e starla a guardare per me non è cosa.

In queste giornate così fitte, lunghe e dense mi sono ricavata un po’ di tempo per creare qualcosa che mi potesse coccolare davvero. Serve che lo dica? Non credo, ma lo dico lo stesso: biscotti con le gocce, vegan, buoni buoni. Sono contenta, questa ricetta è una di quelle che andranno evidenziate nel mio quaderno liso pieno di appunti, l’ho già fatta un paio di volte e sono davvero soddisfatta. Il biscotto definitivo, l’ho chiamato così 🙂 Il tempo di una pausa per mordere un biscotto mi è concesso, vero?

Ingredienti

90 g di farina di kamut

70 g di farina di miglio

70 g di noci

30 g di fecola di patate

1 punta di bicarbonato

70 ml di succo d’agave

40 ml di olio delicato

20 ml di latte vegetale al naturale

70 g di gocce di cioccolato fondente

vaniglia

Tritate finemente le noci e unitele alle farine e alla fecola, aggiungete il bicarbonato e i semi prelevati da una bacca di vaniglia. A parte emulsionate con l’aiuto di una frusta l’olio con l’agave e aggiungete il tutto alle farine. Unite anche le gocce di cioccolato e amalgamate con cura aggiungendo poco latte per volta in modo da ottenere un impasto non troppo umido. Formate delle sfere con l’impasto e premetele fra i palmi in modo da ottenere dei dischetti, disponeteli sulla placca da forno leggermente distanziati. Infornate a 180°C per 10-15 minuti, fino a doratura.

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