Torte, tortini e muffin

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Plumcake al limone e semi di papavero e il nuovo Taste

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Dal momento in cui sono diventata vegetariana e ho iniziato ad approfondire il tema dell’alimentazione per capire come integrare la mia dieta in modo bilanciato, i semi sono diventati protagonisti della mia cucina. Ho sempre amato il pane nero che compravano i miei quando andavamo a sciare, coperto di semi di girasole, zucca e papavero, profumato e ricco di sapore. Già allora avevo in dispensa alcuni semi ma li usavo senza una logica, secondo l’ispirazione.

Oggi è tutto diverso. Uso i semi praticamente ogni giorno: nella granola a colazione, nell’insalata o sulla pasta a pranzo, nei muffin a merenda, sulla zuppa a cena. C’è sempre un momento buono per usare i semi oleosi, per arricchire i piatti di sapore e sfruttarne tutte le proprietà. Senza contare che ci sono semi come quelli di lino o di chia che ci aiutano anche nella preparazione dei dolci.

Ecco in questo numero di Taste&More ci siamo sbizzarrite con i semi e io ho preparato un dolce semplice ma delizioso, un lemon poppy seed (plum)cake. Ma ovviamente non è tutto qui, fra le pagine del primo magazine dell’anno nuovo trovate anche zuppe, pani speciali, tisane e tartufini. Cosa aspettate a sfogliare?

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Castagnaccio al cioccolato e fichi

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Se solo la farina di castagne non costasse un occhio della testa penso che potrei affrontare l’autunno e l’inverno nutrendomi di castagnaccio. È un dolce che ho scoperto da grande, una passione che mamma mi ha trasmesso e che abbiamo riportato in tavola quando – causa dieta da intolleranze – le alternative non erano molte. Preparare il castagnaccio è un rituale, si va sempre un po’ a occhio e poi si aspetta di scoprire il risultato. La qualità della farina e il quantitativo di acqua che richiederà renderanno l’impasto più asciutto o più morbido, più secco o più elastico una volta cotto. Insomma ci vogliono un po’ di chimica, un po’ di occhio, un po’ d’istinto.

Credo fosse il nonno, in realtà, il primo appassionato di questo “dolce non dolce” che racconta storie e rievoca immagini passate, come quella della famiglia intorno al camino a sbucciare le caldarroste con le mani nere, le pance piene e i sorrisi stampati in faccia.

Ed è proprio questo suo non essere molto dolce a renderlo irresistibile, a non farti mai stancare di mangiarlo, a costringerti a tagliarne un pezzetto tutte le volte che capiti davanti alla teglia.

La tradizione lo vorrebbe preparato con olio d’oliva, uvette, pinoli e rosmarino. Amo la versione classica quanto quella di casa mia con scorzette d’arancia candite, molto natalizia.

Ma stavolta ho voluto rendere più golosa questa ricetta e ho aggiunto agli ingredienti classici anche del cioccolato extra fondente, sia all’interno che sulla superficie. Trovo che il cioccolato si sposi a meraviglia con le castagne, il profumo della scorza d’arancia e quello dei semi di finocchietto, che adoro e che mi ricorda un’isola di cui sono innamorata.

Un dolce che si ama o si odia, ma da provare.

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Muffin vegan senza zucchero alle noci

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Amo la cucina perché mi fa fare scoperte meravigliose. La amo perché a ogni nuova ricetta, a ogni esperimento, a ogni nuovo tentativo, mi insegna a essere tenace, a crederci, a non mollare. E mi insegna anche che tutto è possibile. Non credete a chi cerca di infrangere i vostri progetti e i vostri sogni, a chi pensa di avere tutte le risposte in tasca. Non credete a chi vi dice che un dolce “senza” non sarà mai buono perché non è vero, sarà certamente nuovo, differente, diverso. Ma da quando essere diversi è un difetto o una caratteristica negativa?

Sono da sempre molto sensibile a questo tema, sono sensibile alla discriminazione come ai pregiudizi. Sarà perché, come forse tutti nella vita, nel mio piccolo sono stata discriminata anch’io, sono stata vittima di pregiudizi, sono stata emarginata.

Ecco perché sono stufa di chi giudica senza sapere e senza provare, di chi non si mette mai nei panni degli altri perché non ha il coraggio di farlo, di chi parla di verità assolute e di certezze, di chi è convinto che le cose vadano bene solo fatte in un modo.

La mia cucina è come un laboratorio, un campo di battaglia, un posto in cui posso provare, cambiare, sbagliare. Sono abbastanza severa con me stessa e in cucina posso sgridarmi e giudicarmi e arrabbiarmi in libertà. Sono una testarda e nella mia cucina posso fare e rifare la stessa ricetta anche mille volte, variando un solo ingrediente per ogni tentativo. Posso fare un milione di disastri e poi finalmente veder nascere qualcosa che funziona, come questi muffin alle noci senza zucchero dolcificati solo con la frutta essiccata – come i muffin agli agrumi e zenzero – di certo non saranno uguali ai muffin tradizionali (ma in quanti, poi, possono dire con certezza di aver mangiato un muffin tradizionale e di sapere come “deve” essere un muffin?) ma sono buoni, umidi e compatti e mi permettono di concedermi un dolce anche se sono costretta a escludere alcuni alimenti dalla mia dieta. Questo non è meraviglioso? Non sto dicendo che un muffin tradizionale non sia buono o che i miei muffin senza zucchero siano migliori, sto dicendo che i miei muffin potrebbero rendere felici un po’ tutti. E vi pare poco?

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Muffin vegan sugarfree agrumi e zenzero

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La mia storia con i muffin è ormai nota a tutti, un po’ come il mio amore per i biscotti con le gocce. In fondo tutti hanno delle ricette che amano particolarmente e che diventano parte della vita di tutti i giorni ed è un bene visto che quello di cui si lamentano qui è che i piatti variano di continuo per permettermi di sperimentare e proporvi cose sempre nuove. Mai una volta che io rifaccia quel risotto che era piaciuto tanto o quella torta salata speciale… 🙂

Per le colazioni però muffin e biscotti non mancano mai e le mie esperienze presenti e passate – le intolleranze, la dieta rigida, la necessità di limitare gli zuccheri eccetera eccetera – mi portano sempre a provare ricette “senza” che vadano incontro a esigenze particolari ma che possano soddisfare un po’ tutti. Così dopo tante modifiche e correzioni, dopo teglie di muffin gnucchi, secchi o mezzi crudi, ho trovato un equilibrio per creare dei dolcetti senza zucchero, dolcificati con la frutta essiccata. L’impasto risulta umido ma morbido, di certo c’è differenza con i muffin americani e le ricette tradizionali ma ogni tanto cambiare fa bene no? Come dico sempre io non sono un’integralista, non sono una che non si concede mai nulla o che non mangia mai fuori ma per le abitudini di tutti i giorni e quelle ricette semplici che si possono fare in casa quando posso preferisco scegliere delle alternative.

Io con le mie ultime scorte di arance e limoni siciliani sono riuscita a mettere da parte un bel po’ di scorzette non trattate così potrò portare anche nelle ricette dell’estate il profumo degli agrumi!

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Muffin con amaranto soffiato e uvette

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Della mia passione per l’amaranto vi ho già raccontato, come vi ho detto del legame che questo ingrediente ha per me con il Messico e i ricordi che ho legati a quel Paese. L’amaranto soffiato sta nella mia dispensa per arricchire le colazioni ogni mattina ma non mi accontento, così stavolta l’ho messo nei muffin alle uvette per una variante “proteica” con un profumo inconfondibile. Mai avrei pensato che così spesso, a così tanti anni di distanza, avrei ripensato a quella lezione di letteratura francese su Proust e la sua madeleine e mi sarei resa conto di quanta verità ci fosse nelle sue parole. La forza portentosa di un profumo e di un sapore, il legame profondo con ricordi sepolti chissà dove dentro di noi, l’associazione involontaria ma inevitabile con momenti passati e persone con cui abbiamo percorso un pezzo di vita. Ecco il potere del cibo che non solo sa nutrire il nostro corpo ma anche la nostra anima e la nostra mente suscitando emozioni forti e indelebili. Non tutti lo comprendono, certo, non tutti lo percepiscono, ma questo è di certo un altro aspetto che mi fa amare così tanto la cucina.

Mentre io divagavo è possibile che voi vi siate stufati delle mie mille ricette di muffin che, purtroppo per voi, per me restano una delle soluzioni migliori per la colazione o la merenda, si preparano in un attimo e si prestano a moltissime varianti. Se volete, potete stendere l’impasto in una piccola tortiera invece che nei pirottini monoporzione, non c’è problema 🙂 L’unico consiglio che posso darvi è di assaggiare l’amaranto soffiato prima di farci i muffin perché avranno un sapore e un profumo caratteristico inconfondibile e piuttosto intenso di amaranto!

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Bowl con grano saraceno, anguria gialla e ceci
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