Il Cucchiaio d’Argento

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Torta di carote e nocciole

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La torta di carote fa parte della mia storia, della mia vita, dei miei ricordi. La torta di carote per me è sempre stata solo quella che preparava la nonna, una tota gigante e altissima, soffice e umida al punto giusto, dolce dolce (ma dolce eh, roba da svenire, roba che a mangiarla adesso vai via di testa per il picco di zuccheri). E quella torta resta un must, non a caso è stata la prima ricetta pubblicata sul blog. Poi un po’ di giorni fa mi sono imbattuta in un’altra ricetta di torta di carote, scritta a mano su un blocco di appunti di una persona che non c’è più, quel famoso blocco di appunti ordinato pieno zeppo di ricette di dolci da tutto il mondo. L’originale non l’ho testata, lo ammetto, ma ero un po’ nostalgica così ho deciso di lasciarmi ispirare da quel blocco ordinato per mettere a punto una mia versione: un po’ meno dolce, preparata con lo zucchero di canna, con la farina integrale, con le nocciole al posto delle mandorle, profumata con la scorza d’arancia, senza latticini. Ho messo l’impasto in una grande teglia ed è venuta fuori è una torta morbida, umida, di un bell’arancio intenso, profumatissima, di quelle che ti fanno voglia di correre in cucina a scaldare l’acqua per il tè. C’è sempre un po’ di magia quando si porta un po’ di passato nel presente, no?

La ricetta è su IlCucchiaio.it

Crema di topinambour con olio alle erbe e patate croccanti

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Sarà capitato anche a voi – no, non di avere un pensiero nella testa – di causarvi un attacco di cervicali pelando un chilo di topinambour. Si è inutile che stiate lì a scuotere la testa, lo so che a qualcuno è successo, non posso essere io l’unica pirla. O sì? Insomma è successo che li ho pelati con troppa foga a quanto pare, già ero incruccata di mio e a fine giornata non muovevo più il lato destro della schiena e il collo. Son bei momenti, soprattutto quando sono frequenti come capita a me in questo periodo. Certo però ne è valsa la pena. Volete dire di no?

Intanto alzi la mano chi di voi non ha ancora mai mangiato i topinambour. Tutti voi con le mani alzate andate a mettervi in castigo in un angolo oppure uscite a comprarli, su.

Bene, ora che tutti avete dei topinambour a casa mi sento più tranquilla. Però mettetevi comodi a pelarli, mi raccomando, senza fretta, che non voglio le vostre cervicali sulla coscienza.

Io stavolta c’ho preparato un classico, la crema di topinambour, profumata con un olio al prezzemolo e cipollina e arricchita con delle sfoglie di patata croccante fatte al forno. Semplice ma confortante. La ricetta è su IlCucchiaio.it

Radicchio al forno con pane e noci

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Recentemente ho espresso più volte il mio amore per il radicchio rosso di Treviso IGP tardivo, ci ho preparato già molte ricette e lo consumo di frequente a casa d’inverno. Ho espresso più volte anche il mio amore per la cottura al forno, la mia preferita in assoluto per le verdure che si cuociono da sole e acquistano un sapore unico. Unire questi due amori in un unico piatto è stato quindi abbastanza naturale per me, ma non mi bastava. Avevo voglia di rendere goloso questo contorno aggiungendo qualcosa che però non complicasse la ricetta e non confondesse i sapori, lasciando il radicchio protagonista. Allora ho pensato a delle briciole di pane croccante – altro amore quello per le note croccantine all’interno dei piatti – e alle noci che qui in Veneto si uniscono spesso al tardivo, anche nelle insalate. Ne è nato questo piatto semplice ma davvero buono, perfetto da accompagnare al formaggio o alle uova, ad esempio.

Non so dove viviate e quanto sia semplice/complicato per voi reperire il radicchio di Treviso ma se ne avete l’occasione, provatelo! La mia ricetta intanto è su IlCucchiaio.it

Quinoa alla zucca con arance e nocciole pralinate salate

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Forse (ma forse anche no) ci sarà qualcuno che si chiede cosa si mangia a casa mia, qual è il menù di tutti i giorni. Da quello che posto avrete capito che qui non si fa cucina sofisticata, niente di particolarmente complicato, nessun ingrediente irreperibile, no a troppi ghirigori nei piatti. Molto spesso, quello che vedete postato è esattamente quello che finisce in tavola. Certo poi ci sono le volte in cui mi piace fare delle cose un po’ particolari pensate proprio per il blog o per le collaborazioni, magari nel weekend, magari quelle ricette che richiedono un po’ più di tempo. Ma una ricetta come questa che trovate su IlCucchiaio.it è proprio una di quelle perfette per il pranzo di tutti i giorni. Vi sembra complicata? Vi sbagliate e ve lo dimostro.

Praticamente tutto si può preparare in anticipo e se magnate fuori potete portarvela nella schiscetta senza paura che scuocia o altro, la scaldate un attimo (o la mangiate a temperatura ambiente se vi piace) e la pausa pranzo è salva.

Quando comprate la zucca lavatela bene e mettetela in forno, nel frattempo cuocete la quinoa. Scavate la polpa della zucca quando sarà morbida e frullatela per ottenere una crema, così ce l’avrete pronta e potrete usarla in versione dolce o salata aromatizzandola come preferite. La quinoa scolatela bene, conditela con un filo d’olio e mettetela in frigorifero in un contenitore ben chiuso. Ecco, le arance sarebbe meglio farle al momento, ma se non ce la fate avvantaggiatevi, saranno un po’ più morbide ma il sapore ci sarà lo stesso. La cosa più complicata sono le nocciole, volendo potete aggiungerle semplicemente alla fine senza pralinarle, ma se volete fare le cose per bene anche queste durano un po’ di giorni in un sacchettino ben chiuso.

Quindi in sostanza potete preparare tutto la sera e assemblare il piatto all’ora di pranzo in poche semplici mosse, che ve ne pare? 🙂

Tortini di topinambour e patate alle erbe provenzali

Amo i topinambour, il contrasto fra la loro forma bitorzoluta – decisamente poco carina -, il loro sapore delicato e la consistenza fondente.  Mi ricordano un po’ i carciofi nel sapore e il sedano rapa nella consistenza, due ortaggi che adoro, e sono sempre stupita di scoprire quante siano le persone che non li conoscono o non li hanno mai mangiati.

Gente, mi rivolgo a voi, comprate i topinambour. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto, ci vorrà un po’ di pazienza per pulirli ma ne varrà la pena, credetemi J Potete cucinarli in padella, lessarli o cuocerli a vapore e poi usarli come preferite, ridurli in crema o aggiungerli a tocchetti a pasta e riso per un primo delizioso e molto, molto chic. Sì perché anche il loro colore, così tenue, così delicato, mi piace.

Con l’arrivo dell’autunno io sono tornata alla grande sui tortini di verdura e con i topinambour e le patate ho riempito delle cocottine, ho profumato tutto con le erbe provenzali – che A-D-O-R-O – e c’ho messo un ripieno di gorgonzola super goloso e in contrasto con la delicatezza degli altri ingredienti. Sarebbero stati buoni anche semplici, senza il ripieno, ma ho pensato “crepi l’avarizia“.

Il risultato ragazzi è decisamente appagante, davvero comfort come si dice…la consistenza dei tortini è fondente e cremosa e non smetteresti mai di affondarci il cucchiaino.

Se volete provare per la prima volta i topinambour con un piatto che farà il botto io ve li consiglio. E poi fatemi sapere!

La ricetta è su IlCucchiaio.it

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