Piatti unici

Millefoglie di polenta con crema di ceci

Allora io sono nata in Veneto quindi sono una polentona. Ma va bene così, son contenta. Mi piace la polenta, mi piace bianca, gialla o taragna e mi piace sia morbidina che ripassata alla griglia. La morte sua è con il formaggio appoggiato sulla polenta bollente, così si fonde un pochino e la libidine è assicurata. La mia mamma mi racconta sempre che in montagna mangiava la polenta “concia” con il burro fuso ed era libidinosa, appunto. Milioni di calorie per recuperare dopo intense giornate sugli sci (io non scìo quindi non sono giustificata). Mi piace tanto anche quella con la farina integrale che resta un po’ più ruvida, più rustica, e io che son ragazza di campagna approvo.

Però – già che siamo in confidenza ve lo dico – io che sono cialtrona non mi metto lì col paiolo per ore ore ore. Bello eh, caratteristico, e poi la polenta si fa così quindi quella istantanea non è neanche da mettere a paragone però insomma…è un po’ difficile avere delle ore (e ore e ore) da dedicare al mescolamento della polenta.

Quand’ero piccola dalla nonna la si faceva e mi ricordo come fosse ora che poi ci riempivamo una grossa ciotola di ceramica rotonda, la capolgevamo su un tagliere ancora calda e la tagliavamo con lo spago per avere fette perfette.

Ma torniamo al giorno d’oggi, alla mia pigrizia e alla polenta istantanea. Con quella polenta lì, pronta in un attimo, potete farci qualsiasi cosa, tipo delle chips supercroccanti da ripassare in forno e da mangiare all’aperitivo o da alternare a una crema di ceci come ho fatto io.

Ricetta su IlCucchiaio.it

Tortillas con fagioli, crema d’avocado e pensieri

Ho trovato delle piade di mais e farro integrale all’olio extravergine d’oliva e, ovviamente, le ho comprate. Si ok non sono tortillas vere, quelle che si trovano qui spesso hanno il grano e quindi non fanno per me, ma la mente è subito corsa ai miei giorni felici trascorsi a San Diego con tanti ragazzi meravigliosi, ospite di una bella famiglia di ballerini e fotografi (!), a mangiare pizze improbabili con il cornicione ripieno e a prepararsi per il ballo della scuola. Quante emozioni, quanti ricordi bellissimi. La mia mente è corsa indietro…e poi in avanti.

E così un giorno, per un pranzo veloce, ho voluto improvvisare delle simil tortillas con fagioli piccanti, guacamole e formaggio. Una contaminazione ovviamente, non certo una ricetta della tradizione messicana, una “ricetta” furba e veloce per sentirsi appagati con un piatto semplice ma sostanzioso. Perché a volte va bene anche questo, vanno bene anche dei piatti meno studiati, meno bilanciati, ma che ti coccolano un po’. E io mentre addentavo la mia piada in stile tortillas seduta a una tavola piena di colori, con la mente divisa fra il passato e il futuro, mi sono sentita decisamente coccolata.

PS: quella in foto è la prima che ho farcito, mi ero limitata con il ripieno. Nella seconda, ho abbondato. Era anche più bella, ma era troppo buona per smettere di mangiarla e fare altre foto, perdonatemi 😉

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Tofu al cartoccio con peperoni e uva passa

Mi sono innamorata del tofu al cartoccio fin dalla prima ricetta. E’ stato un esperimento, non l’avevo mai mangiato e non avevo mai sentito nessuno farlo così, ma ero certa che potesse funzionare. Il primo tentativo è stato un vero successo: cuocendolo al cartoccio il tofu resta morbido e assorbe i profumi, tutti i sapori si uniscono con delicatezza. Così ho voluto ripetere l’esperimento con gli ultimi peperoni della stagione, i più buoni a mio parere quest’anno, dolci e saporiti.

La cosa fighissima è che tutta sta roba, che sembra un lavoraccio, richiede davvero poco tempo e poca fatica, potete preparare tutto all’ultimo se usate delle verdure che possono cuocere completamente in forno senza bisogno di essere sbollentate. Ad esempio se avete una cena, questa ricetta è l’ideale. Portare in tavola il cartoccio è sempre carino e accompagnando il tofu con del riso basmati avrete realizzato un piatto unico che riempirà le pance dei vostri ospiti. Sarà sufficiente chiudere con un bel dolce e se non avete voglia di spignattare quello fatelo portare a loro 😉

Non so se sono riuscita a farvi venire voglia di provarlo ma io sono sicura che lo rifarò. E lo rifarò. E lo rifarò 🙂

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Tempeh allo zenzero con verdure e salsa di soia

Visto che il primo esperimento in cucina con il tempeh mi era piaciuto, ho pensato di ritentare con un piatto diverso, d’ispirazione orientale. Ho preso il wok e c’ho buttato dentro il tempeh insieme a un po’ di verdure, tenute tutte un po’ al dente per mantenere la croccantezza, ho profumato con zenzero fresco e insaporito con la salsa di soia.

Questo piatto si prepara in un attimo e si presta a tutte le variazioni che volete, potete usare le verdure che avete a casa senza problemi (ad esempio carote, piselli e zucchine, per cambiare). Potete accompagnarlo con del basmati o del riso thai, insaporiti a piacere con spezie o frutta secca. Oppure potete usare questo mix per condire dei vermicelli di soia. Mettete in moto la fantasia, so che mi stupirete.

La ricetta, rigorosamente vegan, è su IlCucchiaio.it.

Taste&More n.10, è arrivato settembre

Eccoci qua, settembre è arrivato e il primo appuntamento importante del mese è proprio questo: oggi esce il nuovo numero di Taste&More, quello con le ricette che guardano nostalgiche all’estate che non c’è stata e che allungano una mano verso l’autunno, senza avere il coraggio di afferrarlo.

Settembre è stato per molti anni, per me, il mese delle vacanze. Ho fissato il calendario mentre tutti partivano per le vacanze, segnando con una croce ogni giorno che mi separava dal mio amato settembre. Amo settembre perché è un mese di transizione, è un mese in cui puoi vestirti come vuoi, in cui sei ancora abbronzata e ti basta un po’ di mascara per sentirti a posto. Prego ogni anno settembre di durare un po’ di più, gli chiedo di tenermi lontana dal freddo e dalla pioggia che sento arrivare in lontananza, di lasciarmi mettere le mie Converse ancora per qualche giorno.

Quest’anno il mio settembre è molto diverso, non parto e mi sembra come se l’estate non fosse mai arrivata, come se questi mesi si fossero moltiplicati all’infinito senza darmi tregua, senza lasciarmi scaldare le ossa al sole, senza farmi fare indigestione d’anguria. Non sono luoghi comuni, è la realtà: non ho mai portato così poco i miei sandali, non ho mai messo così poco i miei vestiti leggeri, non ho mai acceso così spesso il forno e non ho mai avuto così tanta voglia di cioccolato, d’estate. E poi non ho mai avuto così tanti esperimenti fallimentari in cucina, uno in fila all’altro, e non ho mai perso tante ore con la macchina fotografica al collo, in cerca della luce giusta, quella luce unica che rende ogni foto più bella, d’estate.

Continuo ad amare settembre, ma non sono pronta per i buoni propositi, credo che per quelli aspetterò ancora qualche mese.

Ma sono pronta per sfogliare insieme a voi questo numero della mia rivista preferita, perché so che quelle pagine piene di colori, di profumi e di idee meravigliose sapranno mettermi di buonumore e mi faranno venire voglia di correre a spignattare. Se poco poco riescono a fare quest’effetto anche a voi, io sono contenta. Nonostante sia (questo) settembre.


Bando alle ciance, per questo numero ho preparato le polpette di pane al sugo, la versione vegetariana di un vero classico. Io ho usato pane e farina di kamut in questo caso, e poi le ho immerse nella salsa di pomodoro con olive taggiasche e basilico fresco. E’ di questo che parlavo, una ricetta adatta tutto l’anno si sposa con un condimento che profuma d’estate, meglio ancora se la salsa l’avete preparata voi con i pomodori dell’orto 🙂

L’altra ricetta è un’insalata di ceci con piattoni, patate e peperoni servita con porri croccanti e condita con un olio aromatico fatto in casa. L’ho voluta tiepida, perché c’abbiamo ancora voglia d’insalata ma non c’è più il sole di luglio a scaldarci…una ricetta vegan semplice e completa, perfetta anche per rendere meno traumatico il rientro al lavoro 🙂

Siete pronti a scoprire con me queste ricette e tutte le altre?

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