Piatti unici

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Avocado toast con asparagi e semi

avocado toast asparagi
Ok, è tempo per me di fare una confessione. Devo parlarvi di una (nuova) dipendenza, parliamo sempre ovviamente di cibo. Perché non bastavano i biscotti con le gocce, la granola, il cioccolato in ogni sua forma, il gelato – sì, perché questo è stato definitivamente nominato l’anno del gelato. No. Da qualche mese ormai, diciamo più o meno da quando la mia vita è stata scombussolata nei ritmi, nei luoghi e nelle abitudini e i miei orari per pranzi e cene sono diventati folli, sono entrata nel tunnel dell’avocado toast.

Lo so, ormai ne avete sentito parlare in tutti i luoghi e in tutti i laghi ma…l’avete provato? Lo so che è una cosa che fa molto Instagrammer e anche un po’ hipster ma è davvero una manna per salvare la cena, perfetto dopo la palestra, lo yoga, una giornata dura, o semplicemente quando non hai tempo e voglia di cucinare.

avocado toast

Ne esistono mille e più versioni ma quello che piace a me è semplice semplice:

  • pane tostato (il mio preferito è quello di segale – 100% segale)
  • avocado maturo a fettine  (non a sbobbone in questo caso, neanche in forma di guacamole, MAI con la cipolla) condito con un po’ di succo di lime
  • uovo all’occhio cotto con un filo d’olio e condito con sale e pepe nero (praticamente l’unico modo in cui mangio le uova volentieri)

E’ già perfetto così ma se poi lo completate con qualche verdura di stagione, ad esempio con i miei amatissimi asparagi verdi….chevvelodicoaffà?!

E niente, praticamente la “ricetta” ve l’ho già data!

avocado toast asparagi verdi

Ingredienti per 4 persone

4 fette di pane

1 avocado maturo

4 uova

1 mazzetto di asparagi verdi

timo e timo limonato

semini

succo di lime o limone

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

avocado toast asparagi

Pulite gli asparagi e fateli a rondelle tagliando poi le punte per il lungo. Scaldate un filo d’olio in padella e fateli saltare a fiamma vivace qualche minuto, salateli e poi aggiungete un goccio d’acqua o copriteli per portarli a cottura, tenendoli se vi piacciono leggermente croccanti.

Affettate l’avocado e conditelo con il succo di lime (o limone), tostate le fette di pane e i semini mentre ungete d’olio un padellino e cuocete le uova all’occhio, mantenendo il tuorlo morbido (se vi piace), aggiungendo anche un pizzico di sale e una macinata di pepe.

Servite il pane con l’avocado, l’uovo, gli asparagi e i semini.

*le dosi sono per quattro per uno spuntino o un aperitivo, se dovete cenarci potete aumentarle!

Curry di patate dolci tofu e spinaci

curry patate dolci tofu
Un febbraio così non me l’aspettavo. Un mese che seppur con qualche giorno in meno rispetto ai colleghi, non si è fatto mancare niente. Un mese pieno di cambiamenti e di novità, positive e negative. Un mese pieno di prime volte. Un mese in cui ti aspetti la svolta e magari arriva, ma non come te la saresti aspettata. Perché a volte basta un’ora, un giorno, un mese a cambiare tutto. Basta un soffio di vento, una parola di troppo, un silenzio troppo lungo. Basta poco a sentire la mancanza di qualcuno e invece ci vuole molto per rendersi conto di potercela fare da soli. Basta poco per sentire un nodo in gola e ci vuole molto per capire come scioglierlo.

Ci vorrebbe quel “famoso” libretto di istruzioni, il manuale della vita che farebbe comodo ti consegnassero nel momento in cui vieni al mondo. A metà fra un bignami e un libro delle risposte, di quelli che apri una pagina a caso e taaac, qualcuno ti suggerisce cosa fare, come farlo.

E invece niente, siamo qui a leccarci le ferite ogni volta che cadiamo, a fare e rifare gli stessi errori, a provare a cambiare, a impegnarci a crescere, senza sapere mai se stiamo andando nella direzione giusta.

Ma la vita è così, piena di incertezze.

E fra le poche certezze che ci sono, molte sono quelle della tavola e le troviamo nei nostri piatti preferiti, nei cavalli di battaglia, nelle ricette cult. Come il mio curry che, nonostante la vita, non mi delude mai.

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Quiche vegan alla zucca e radicchio

quiche zucca radicchio

Ci sono dei piatti che non sono proprio tradizionali nel senso stretto del termine, cioè non sono quelle ricette tramandate da una generazione all’altra, ricche e golose, quelle che si preparano nei giorni di festa e che si fanno solo in un modo, quelle che eh ma quella di nonna è più buona. Sono quelle ricette che però entrano nella routine di una famiglia e per un periodo, per un motivo o per l’altro, finiscono spesso sulle tavole e diventano rassicuranti, calde, familiari appunto.

Una di queste ricette è certamente quella della quiche, comoda e facile da preparare, pronta in un attimo e buona sempre e comunque.

C’è stato un periodo, quando ero piccola direi, in cui la quiche era solo la lorraine e il guscio era rigorosamente di sfoglia. Poi c’è stato il tempo della brisée e quello dei ripieni meno ricchi, senza la cremina di uova e panna. C’è stata la quiche aperta e quella chiusa, preparata come uno strudel. E poi ci sono state le mie intolleranze, le diete, varie ed eventuali, e lentamente la quiche è scomparsa dalla tavola.

quiche zucca radicchio

Poi un giorno mi sono messa in cucina e ho cominciato a preparare qualsiasi cosa con la brisée, un attacco di malinconia che mi ha preso un po’ la mano evidentemente. E per un po’ di nuovo il nulla.

Ma queste ricette, quelle familiari e non tradizionali insomma, sono destinate a tornare. Prendono nuove forme e si trasformano, ma soprattutto nei periodi più confusi tornano a farsi largo nei menù come porti sicuri in cui rifugiarsi per trovare pace dal mare in burrasca.

E ad ogni morso, scaldano il cuore.

quiche zucca radicchio

Per la pasta (per 5 tartellette)

115 g di farina integrale di farro

35 g di farina integrale di segale

40 ml d’olio d’oliva

50 ml d’acqua circa

1 cucchiaio di aceto bianco

1 pizzico di bicarbonato

sale

Per la besciamella

300 ml di latte di soia

25 g di farina di miglio

20 ml di olio d’oliva

noce moscata

fava tonka

sale e pepe

Inoltre

150 g di polpa di zucca cotta al forno

radicchio rosso

semi di zucca

quiche zucca radicchio

Preparate la pasta mescolando le farine con il bicarbonato e una presa di sale. Aggiungete l’olio amalgamando, poi l’aceto e l’acqua, poca per volta (in base al tipo di farina potrebbe servirvene un po’ di più). Lavorate fino a ottenere un impasto liscio e compatto, formate una palla e fatela riposare 1 ora circa in frigo.

Preparate la besciamella cuocendo sul fuoco la farina e l’olio, mescolando bene. Aggiungete poco per volta il latte sempre mescolando, poi regolate di sale e aggiungete le spezie a piacere. Fate cuocere fino a quando addenserà, poi trasferitela in una ciotola e fate raffreddare.

Frullate la polpa della zucca e affettate qualche foglia di radicchio, mescolate il tutto e aggiungetelo alla besciamella, regolate di sale e pepe.

Riprendete la pasta e stendetela al mattarello su un piano infarinato in modo da ottenere una sfoglia sottile, ritagliate dei cerchi e foderate gli stampi per le quiche con la pasta. Bucherellate il fondo e infornate per 5 minuti a 180°C, poi riprendete i gusci e riempite con la crema alla zucca e radicchio. Aggiungete i semi di zucca e infornate nuovamente fino a doratura, per circa 30-40 minuti.

Parmigiana summer love

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Tutti continuano a dirmi che l’estate è finita. Io non li ascolto e premo forte le mani sul le orecchie facendo blabla con la bocca, fingendo che sia tutto uno scherzo. Eppure lo so, che ancora una volta l’estate è arrivata ed è passata senza che io riuscissi a goderne, a strappare via dei pezzi di sole e a incartarli con cura per poi poterli tirare fuori e scaldare il grigio dell’inverno. L’estate è la mia stagione, sto un anno intero ad aspettarla, ad attendere di poter scoprire le gambe e lasciar asciugare i capelli al vento, a sognare i piedi sotto la sabbia bollente o nell’acqua di mare gelata, a pensare in quanti modi potrò mangiare pane e pomodoro.

Ma quest’estate mi è davvero sfuggita, impegnata fra lavoro, studio e qualsiasi altra cosa non sono riuscita a riposare, a prendere fiato e a stendermi per un po’ a guardare il cielo azzurro. Sento già la malinconia in fondo al cuore ma per combatterla infilo il grembiule e preparo una delle ultime teglie di parmigiana della stagione, il mio piatto preferito, un concentrato d’estate, di sapore e di profumo. La preparo con le melanzane al forno, perché non sono brava a friggere e con il pesto che ho preparato raccogliendo le foglie della pianta di basilico che sta in terrazzo e si ostina a crescere, nonostante tutto, nonostante l’estate stia finendo.

Poi affondo la forchetta in quegli strati di gioia, e all’improvviso l’estate eccola qua (semi cit.).

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Curry di verdure con riso venere

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La Pasqua è andata e ora ci prepariamo ad affrontare il resto dell’anno senza più soste importanti se non quelle delle vacanze estive, con un po’ di leggerezza (e un bel po’ di sonno) in più per l’arrivo della bella stagione e un po’ di umore grigio in meno, con la speranza che i cieli plumbei e le piogge intense stiano alla larga per i prossimi mesi. Il fatto che le feste tradizionali, quelle che di solito noi festeggiamo in famiglia, siano finite almeno fino al prossimo Natale un po’ mi intristisce, non perché non ci siano occasioni per vederci e stare insieme comunque ma perché per me hanno sempre rappresentato i capisaldi, le radici, le certezze. Natale con i tuoi e Pasqua pure, insomma, poi il resto dell’anno con chi vuoi.

Ma scrolliamoci di dosso questa sensazione e via con le pulizie di primavera, quelle reali e quelle metaforiche, che vanno dagli armadi alle credenze, dai pensieri ai buoni propositi, dalla dispensa al frigorifero. Così viene fuori qualche ricetta che non ha stagione, di quelle che si potrebbero definire “di recupero” o anche “svuota frigo” oppure, più semplicemente, improvvise. Improvvise come quelle canzoni che inventavo da bambina e cantavo a squarciagola in giro per casa, quelle stesse canzoni improvvise (non improvvisate, sia ben chiaro) che ora sento cantare alla mia nipotina mentre si esibisce in piroette e sorrisi strappa cuore.

Ognuno di noi ha delle ricette che utilizza in questi casi, quando verdure diverse si incontrano nello stesso piatto, quando c’è più voglia di sostanza che di forma, quando si vuole andare sul sicuro. Le mie? Lasagne e risotti, crocchette e polpette e poi curry. Il mio amatissimo curry, un piatto che mi conquista ogni volta e mi sorprende perché è sempre uguale eppure sempre diverso, basta una spezia in più o un abbinamento nuovo e tutto prende un altro sapore senza perdere mai quella capacità di dare gioia e conforto, di farti sentire appagata attraverso tutti i sensi. E non so spiegarmi come il curry, pur nella sua bruttezza e nel suo essere sbrodolante e sugoso, sappia essere così gradevole per gli occhi e per il cuore, per noi che forse un po’ di India ce l’abbiamo dentro.

E andiamo alla ricetta, semplicissima, vegan e glutenfree*.

*Raccomando come sempre a tutti gli intolleranti e gli allergici di verificare SEMPRE che i prodotti che acquistano e gli ingredienti utilizzati per realizzare le ricette – anche quelle indicate come “senza” – siano adatti alla loro alimentazione e non contengano neanche possibili tracce dell’allergene in questione.

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