Piatti unici

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Curry di verdure con riso venere

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La Pasqua è andata e ora ci prepariamo ad affrontare il resto dell’anno senza più soste importanti se non quelle delle vacanze estive, con un po’ di leggerezza (e un bel po’ di sonno) in più per l’arrivo della bella stagione e un po’ di umore grigio in meno, con la speranza che i cieli plumbei e le piogge intense stiano alla larga per i prossimi mesi. Il fatto che le feste tradizionali, quelle che di solito noi festeggiamo in famiglia, siano finite almeno fino al prossimo Natale un po’ mi intristisce, non perché non ci siano occasioni per vederci e stare insieme comunque ma perché per me hanno sempre rappresentato i capisaldi, le radici, le certezze. Natale con i tuoi e Pasqua pure, insomma, poi il resto dell’anno con chi vuoi.

Ma scrolliamoci di dosso questa sensazione e via con le pulizie di primavera, quelle reali e quelle metaforiche, che vanno dagli armadi alle credenze, dai pensieri ai buoni propositi, dalla dispensa al frigorifero. Così viene fuori qualche ricetta che non ha stagione, di quelle che si potrebbero definire “di recupero” o anche “svuota frigo” oppure, più semplicemente, improvvise. Improvvise come quelle canzoni che inventavo da bambina e cantavo a squarciagola in giro per casa, quelle stesse canzoni improvvise (non improvvisate, sia ben chiaro) che ora sento cantare alla mia nipotina mentre si esibisce in piroette e sorrisi strappa cuore.

Ognuno di noi ha delle ricette che utilizza in questi casi, quando verdure diverse si incontrano nello stesso piatto, quando c’è più voglia di sostanza che di forma, quando si vuole andare sul sicuro. Le mie? Lasagne e risotti, crocchette e polpette e poi curry. Il mio amatissimo curry, un piatto che mi conquista ogni volta e mi sorprende perché è sempre uguale eppure sempre diverso, basta una spezia in più o un abbinamento nuovo e tutto prende un altro sapore senza perdere mai quella capacità di dare gioia e conforto, di farti sentire appagata attraverso tutti i sensi. E non so spiegarmi come il curry, pur nella sua bruttezza e nel suo essere sbrodolante e sugoso, sappia essere così gradevole per gli occhi e per il cuore, per noi che forse un po’ di India ce l’abbiamo dentro.

E andiamo alla ricetta, semplicissima, vegan e glutenfree*.

*Raccomando come sempre a tutti gli intolleranti e gli allergici di verificare SEMPRE che i prodotti che acquistano e gli ingredienti utilizzati per realizzare le ricette – anche quelle indicate come “senza” – siano adatti alla loro alimentazione e non contengano neanche possibili tracce dell’allergene in questione.

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Burger di ceci e patata dolce (nella focaccia)

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Il mio amore per i burger non è un segreto, quello per i panini neanche. Quando burger e panini si incontrano per me è festa vera, gioia smisurata. Da dove nasce questo amore? Non ne ho idea. Anzi, a pensarci bene credo sia nato quando sono stata a dieta rigidissima per motivi di salute: questo no, quello neanche. Ma un pasto – o forse due – della settimana era libero ed è nata la serata panino, che ormai è diventata un’istituzione.

Se poi a casa hai una focaccia di patate che ti aspetta…beh allora sei a cavallo e non puoi non farcirla! Voi cosa dite? Per l’occasione ho preparato i miei burger di ceci – una delle prime ricette che ho postato la trovate qui – in una variante con la patata dolce, una bontà unica super cremosa che si sposa molto bene con il radicchio di Treviso, leggermente amaro, e la maionese vegan che, in questa versione, è diventata un’altra istituzione dopo aver superato la prova “insalata russa per Natale”.

Se vi piacciono i burger o se cercate una soluzione golosa per far mangiare i legumi ai piccoli ma non avete tanto tempo per stare in cucina vi consiglio di prepararli e surgelarli (anche già cotti) singolarmente, per scaldarli ci vorrà un attimo e avrete la cena pronta in un batter d’occhio. Se poi preparate anche un ketchup homemade…(coming soon!)

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Zucca in teglia con pomodoro e mozzarella

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Quanto vi piacciono le cose semplici? A me tantissimo. Me ne rendo conto ogni giorno, nella vita come in cucina. Non sto dicendo che i piatti complessi, raffinati, con mille preparazioni e tanti ingredienti non siano buoni, ma sono un po’ lontani dalla mia filosofia, dal mio stile. La mia cucina di tutti i giorni non è così.

Ci provo a volte a fare dolci più complessi e ricette che prevedono milioni di passaggi complicati ma di solito la soddisfazione è media e il rischio di fallimento è altissimo. E il fallimento – già l’ho detto – non mi va.

Cucino per passione, è una sfida con me stessa e cerco sempre di migliorare, ma non mi piace sentirmi sotto pressione. In generale mi sono accorta che preferisco usare pochi ingredienti, verdure di stagione, preparazioni semplici che conosco e abbinarle in modi sempre differenti in base all’ispirazione e a quello che c’è in casa, per variare, perché a fare sempre le stesse cose un po’ mi annoio.

E infatti non condivido molto il pensiero di quelli che “lo strudel si fa solo con la cannella” o “nel sugo al pomodoro ci va la cipolla” e via dicendo. Ok, ci sono delle ricette che sono veri pilastri della cucina, quelle tradizionali, e lì va bene, ci sta che ci siano delle regole più o meno rigide a cui attenersi, siamo d’accordo. Ma per il resto, tutti i giorni, a casa vostra…godetevi gli attimi di creatività che si possono sperimentare ai fornelli, provate sapori nuovi, azzardate, mescolate, è questo il bello. Il bello è imparare le basi e poi stravolgerle a modo proprio, il bello è riuscire a preparare qualcosa di buono anche se è diverso.

Se così non fosse che vita farebbe chi come me deve rinunciare ad alcuni ingredienti e alimenti per problemi di salute? Se nella ricetta ci sono le mele ma non posso mangiarle perché non dovrei provare a farla con le pere, o con le albicocche, o le prugne? Perché non dovrei svegliarmi un giorno con una gran voglia di parmigiana di melanzane e rendendomi conto che siamo in pieno inverno non dovrei preparare delle teglie di zucca con pomodoro e mozzarella che s’ispirano proprio a quella ricetta? L’ho fatto, non l’ho chiamata parmigiana perché non mi andava, ma devo confessarvi che se l’avessi fatto non mi sarei sentita troppo in colpa 🙂

PS: se c’è qualche ricetta che vi piace particolarmente o che vorreste provassi a fare scrivetemelo nei commenti, via mail o sui social!

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Pasta al forno con topinambour zafferano e nocciole

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La mia mamma, da buona piemontese, mi ha introdotta anni fa al mondo dei topinambour (topinambur) e me ne sono innamorata. Si sa che io per i ‘brutti ma buoni’ ho un debole e questi tuberi bitorzoluti che sono sempre piaciuti un sacco a lei sono stati subito simpatici anche a me, ecco perché ancora mi stupisco quando al mercato sento chiedere “ma quelli cosa sono?” o quando chiedo i topinambour e mi rispondono “ne vuoi solo due o tre vero? Non li vuole nessuno”.

FERMI TUTTI: coltivatori di tutto il mondo di topinambour, se non li vuole nessuno dateli a me!

La verità secondo me è che sono ancora pochi quelli che conoscono questi tuberi e la maggior parte delle persone sono sconfortate dall’aspetto e dalla rottura che costa pulirli. Ci vuole un po’ di pazienza, è vero, ma ne vale la pena. Poi c’è chi fatica a digerirli e a voi suggerisco di non mangiarli interi ma di frullarli e di non abbinarli a legumi o patate. Potete farci una vellutata, delle polpette, dei tortini, degli gnocchi oppure condirci una pasta al forno come ho fatto io, golosa e filante.

Sarà che qui la pasta al forno non la mangiamo quasi mai e a me sembra tanto un piatto delle feste, ma secondo me dovreste provarla 🙂

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Millefoglie di ceci e radicchio con quinoa croccante

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Anche quest’anno il Natale mi ha presa alla sprovvista. Ho fatto l’albero per tempo ma ho comprato i regali di corsa (grazie grazie grazie a chi ha inventato lo shopping online) e ho ancora tutti i pacchetti da fare. Non ho preparato biscotti da regalare perché mi è mancato il tempo materiale e perché il mio forno mi vuole male (e soprattutto vuole male ai miei biscotti). Non ho ancora scritto nessun biglietto ma ho ricevuto una lettera bellissima, mi hanno regalato un ramo di vischio e ho cucinato dolcetti cioccolatosi da Opus insieme a tante belle persone. Ho salutato l’anno con 108 saluti al sole e così mi sono resa conto di quanto poco tempo mancasse alla fatidica data. Non ho molto potere sul menù di Natale sebbene ci siano altri vegetariani a tavola, ad ogni modo restano sempre da preparare “le alternative veg” dunque mi sto tirando su le maniche e mi preparo a stendere la sfoglia integrale di farro.

Nel frattempo aspetto con ansia che la famiglia si riunisca, finalmente, perché è vero che l’importante è sentirsi vicini ma se ci si può abbracciare è ancora più bello.

Perché per noi il Natale non è mai stato un mega pranzo da mille portate ma più che altro un momento, un’occasione per stare insieme, un rito. Perdonatemi allora se non vi ho offerto tanti spunti per i regali commestibili o per il menù delle feste ma quel che conta davvero – davvero, mica per salvarmi in corner –  è che stiate insieme e che intorno al tavolo ci siano allegria, sorrisi e felicità, è questo che vi auguro di cuore.

Oggi intanto vi lascio una ricetta che secondo me potrebbe essere perfetta per un antipasto delle feste, la mia proposta è vegan ma si può preparare anche in versione vegetariana con un formaggio a vostra scelta.

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