Piatti unici

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Quiche vegan alla zucca e radicchio

quiche zucca radicchio

Ci sono dei piatti che non sono proprio tradizionali nel senso stretto del termine, cioè non sono quelle ricette tramandate da una generazione all’altra, ricche e golose, quelle che si preparano nei giorni di festa e che si fanno solo in un modo, quelle che eh ma quella di nonna è più buona. Sono quelle ricette che però entrano nella routine di una famiglia e per un periodo, per un motivo o per l’altro, finiscono spesso sulle tavole e diventano rassicuranti, calde, familiari appunto.

Una di queste ricette è certamente quella della quiche, comoda e facile da preparare, pronta in un attimo e buona sempre e comunque.

C’è stato un periodo, quando ero piccola direi, in cui la quiche era solo la lorraine e il guscio era rigorosamente di sfoglia. Poi c’è stato il tempo della brisée e quello dei ripieni meno ricchi, senza la cremina di uova e panna. C’è stata la quiche aperta e quella chiusa, preparata come uno strudel. E poi ci sono state le mie intolleranze, le diete, varie ed eventuali, e lentamente la quiche è scomparsa dalla tavola.

quiche zucca radicchio

Poi un giorno mi sono messa in cucina e ho cominciato a preparare qualsiasi cosa con la brisée, un attacco di malinconia che mi ha preso un po’ la mano evidentemente. E per un po’ di nuovo il nulla.

Ma queste ricette, quelle familiari e non tradizionali insomma, sono destinate a tornare. Prendono nuove forme e si trasformano, ma soprattutto nei periodi più confusi tornano a farsi largo nei menù come porti sicuri in cui rifugiarsi per trovare pace dal mare in burrasca.

E ad ogni morso, scaldano il cuore.

quiche zucca radicchio

Per la pasta (per 5 tartellette)

115 g di farina integrale di farro

35 g di farina integrale di segale

40 ml d’olio d’oliva

50 ml d’acqua circa

1 cucchiaio di aceto bianco

1 pizzico di bicarbonato

sale

Per la besciamella

300 ml di latte di soia

25 g di farina di miglio

20 ml di olio d’oliva

noce moscata

fava tonka

sale e pepe

Inoltre

150 g di polpa di zucca cotta al forno

radicchio rosso

semi di zucca

quiche zucca radicchio

Preparate la pasta mescolando le farine con il bicarbonato e una presa di sale. Aggiungete l’olio amalgamando, poi l’aceto e l’acqua, poca per volta (in base al tipo di farina potrebbe servirvene un po’ di più). Lavorate fino a ottenere un impasto liscio e compatto, formate una palla e fatela riposare 1 ora circa in frigo.

Preparate la besciamella cuocendo sul fuoco la farina e l’olio, mescolando bene. Aggiungete poco per volta il latte sempre mescolando, poi regolate di sale e aggiungete le spezie a piacere. Fate cuocere fino a quando addenserà, poi trasferitela in una ciotola e fate raffreddare.

Frullate la polpa della zucca e affettate qualche foglia di radicchio, mescolate il tutto e aggiungetelo alla besciamella, regolate di sale e pepe.

Riprendete la pasta e stendetela al mattarello su un piano infarinato in modo da ottenere una sfoglia sottile, ritagliate dei cerchi e foderate gli stampi per le quiche con la pasta. Bucherellate il fondo e infornate per 5 minuti a 180°C, poi riprendete i gusci e riempite con la crema alla zucca e radicchio. Aggiungete i semi di zucca e infornate nuovamente fino a doratura, per circa 30-40 minuti.

Parmigiana summer love

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Tutti continuano a dirmi che l’estate è finita. Io non li ascolto e premo forte le mani sul le orecchie facendo blabla con la bocca, fingendo che sia tutto uno scherzo. Eppure lo so, che ancora una volta l’estate è arrivata ed è passata senza che io riuscissi a goderne, a strappare via dei pezzi di sole e a incartarli con cura per poi poterli tirare fuori e scaldare il grigio dell’inverno. L’estate è la mia stagione, sto un anno intero ad aspettarla, ad attendere di poter scoprire le gambe e lasciar asciugare i capelli al vento, a sognare i piedi sotto la sabbia bollente o nell’acqua di mare gelata, a pensare in quanti modi potrò mangiare pane e pomodoro.

Ma quest’estate mi è davvero sfuggita, impegnata fra lavoro, studio e qualsiasi altra cosa non sono riuscita a riposare, a prendere fiato e a stendermi per un po’ a guardare il cielo azzurro. Sento già la malinconia in fondo al cuore ma per combatterla infilo il grembiule e preparo una delle ultime teglie di parmigiana della stagione, il mio piatto preferito, un concentrato d’estate, di sapore e di profumo. La preparo con le melanzane al forno, perché non sono brava a friggere e con il pesto che ho preparato raccogliendo le foglie della pianta di basilico che sta in terrazzo e si ostina a crescere, nonostante tutto, nonostante l’estate stia finendo.

Poi affondo la forchetta in quegli strati di gioia, e all’improvviso l’estate eccola qua (semi cit.).

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Curry di verdure con riso venere

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La Pasqua è andata e ora ci prepariamo ad affrontare il resto dell’anno senza più soste importanti se non quelle delle vacanze estive, con un po’ di leggerezza (e un bel po’ di sonno) in più per l’arrivo della bella stagione e un po’ di umore grigio in meno, con la speranza che i cieli plumbei e le piogge intense stiano alla larga per i prossimi mesi. Il fatto che le feste tradizionali, quelle che di solito noi festeggiamo in famiglia, siano finite almeno fino al prossimo Natale un po’ mi intristisce, non perché non ci siano occasioni per vederci e stare insieme comunque ma perché per me hanno sempre rappresentato i capisaldi, le radici, le certezze. Natale con i tuoi e Pasqua pure, insomma, poi il resto dell’anno con chi vuoi.

Ma scrolliamoci di dosso questa sensazione e via con le pulizie di primavera, quelle reali e quelle metaforiche, che vanno dagli armadi alle credenze, dai pensieri ai buoni propositi, dalla dispensa al frigorifero. Così viene fuori qualche ricetta che non ha stagione, di quelle che si potrebbero definire “di recupero” o anche “svuota frigo” oppure, più semplicemente, improvvise. Improvvise come quelle canzoni che inventavo da bambina e cantavo a squarciagola in giro per casa, quelle stesse canzoni improvvise (non improvvisate, sia ben chiaro) che ora sento cantare alla mia nipotina mentre si esibisce in piroette e sorrisi strappa cuore.

Ognuno di noi ha delle ricette che utilizza in questi casi, quando verdure diverse si incontrano nello stesso piatto, quando c’è più voglia di sostanza che di forma, quando si vuole andare sul sicuro. Le mie? Lasagne e risotti, crocchette e polpette e poi curry. Il mio amatissimo curry, un piatto che mi conquista ogni volta e mi sorprende perché è sempre uguale eppure sempre diverso, basta una spezia in più o un abbinamento nuovo e tutto prende un altro sapore senza perdere mai quella capacità di dare gioia e conforto, di farti sentire appagata attraverso tutti i sensi. E non so spiegarmi come il curry, pur nella sua bruttezza e nel suo essere sbrodolante e sugoso, sappia essere così gradevole per gli occhi e per il cuore, per noi che forse un po’ di India ce l’abbiamo dentro.

E andiamo alla ricetta, semplicissima, vegan e glutenfree*.

*Raccomando come sempre a tutti gli intolleranti e gli allergici di verificare SEMPRE che i prodotti che acquistano e gli ingredienti utilizzati per realizzare le ricette – anche quelle indicate come “senza” – siano adatti alla loro alimentazione e non contengano neanche possibili tracce dell’allergene in questione.

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Burger di ceci e patata dolce (nella focaccia)

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Il mio amore per i burger non è un segreto, quello per i panini neanche. Quando burger e panini si incontrano per me è festa vera, gioia smisurata. Da dove nasce questo amore? Non ne ho idea. Anzi, a pensarci bene credo sia nato quando sono stata a dieta rigidissima per motivi di salute: questo no, quello neanche. Ma un pasto – o forse due – della settimana era libero ed è nata la serata panino, che ormai è diventata un’istituzione.

Se poi a casa hai una focaccia di patate che ti aspetta…beh allora sei a cavallo e non puoi non farcirla! Voi cosa dite? Per l’occasione ho preparato i miei burger di ceci – una delle prime ricette che ho postato la trovate qui – in una variante con la patata dolce, una bontà unica super cremosa che si sposa molto bene con il radicchio di Treviso, leggermente amaro, e la maionese vegan che, in questa versione, è diventata un’altra istituzione dopo aver superato la prova “insalata russa per Natale”.

Se vi piacciono i burger o se cercate una soluzione golosa per far mangiare i legumi ai piccoli ma non avete tanto tempo per stare in cucina vi consiglio di prepararli e surgelarli (anche già cotti) singolarmente, per scaldarli ci vorrà un attimo e avrete la cena pronta in un batter d’occhio. Se poi preparate anche un ketchup homemade…(coming soon!)

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Zucca in teglia con pomodoro e mozzarella

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Quanto vi piacciono le cose semplici? A me tantissimo. Me ne rendo conto ogni giorno, nella vita come in cucina. Non sto dicendo che i piatti complessi, raffinati, con mille preparazioni e tanti ingredienti non siano buoni, ma sono un po’ lontani dalla mia filosofia, dal mio stile. La mia cucina di tutti i giorni non è così.

Ci provo a volte a fare dolci più complessi e ricette che prevedono milioni di passaggi complicati ma di solito la soddisfazione è media e il rischio di fallimento è altissimo. E il fallimento – già l’ho detto – non mi va.

Cucino per passione, è una sfida con me stessa e cerco sempre di migliorare, ma non mi piace sentirmi sotto pressione. In generale mi sono accorta che preferisco usare pochi ingredienti, verdure di stagione, preparazioni semplici che conosco e abbinarle in modi sempre differenti in base all’ispirazione e a quello che c’è in casa, per variare, perché a fare sempre le stesse cose un po’ mi annoio.

E infatti non condivido molto il pensiero di quelli che “lo strudel si fa solo con la cannella” o “nel sugo al pomodoro ci va la cipolla” e via dicendo. Ok, ci sono delle ricette che sono veri pilastri della cucina, quelle tradizionali, e lì va bene, ci sta che ci siano delle regole più o meno rigide a cui attenersi, siamo d’accordo. Ma per il resto, tutti i giorni, a casa vostra…godetevi gli attimi di creatività che si possono sperimentare ai fornelli, provate sapori nuovi, azzardate, mescolate, è questo il bello. Il bello è imparare le basi e poi stravolgerle a modo proprio, il bello è riuscire a preparare qualcosa di buono anche se è diverso.

Se così non fosse che vita farebbe chi come me deve rinunciare ad alcuni ingredienti e alimenti per problemi di salute? Se nella ricetta ci sono le mele ma non posso mangiarle perché non dovrei provare a farla con le pere, o con le albicocche, o le prugne? Perché non dovrei svegliarmi un giorno con una gran voglia di parmigiana di melanzane e rendendomi conto che siamo in pieno inverno non dovrei preparare delle teglie di zucca con pomodoro e mozzarella che s’ispirano proprio a quella ricetta? L’ho fatto, non l’ho chiamata parmigiana perché non mi andava, ma devo confessarvi che se l’avessi fatto non mi sarei sentita troppo in colpa 🙂

PS: se c’è qualche ricetta che vi piace particolarmente o che vorreste provassi a fare scrivetemelo nei commenti, via mail o sui social!

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Bowl con grano saraceno, anguria gialla e ceci
Zuppetta fredda di anguria e barbabietola
Smoothie cocco banana e mirtilli alla chia
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