Ricette per intolleranti

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Tofu al cartoccio con peperoni e uva passa

Mi sono innamorata del tofu al cartoccio fin dalla prima ricetta. E’ stato un esperimento, non l’avevo mai mangiato e non avevo mai sentito nessuno farlo così, ma ero certa che potesse funzionare. Il primo tentativo è stato un vero successo: cuocendolo al cartoccio il tofu resta morbido e assorbe i profumi, tutti i sapori si uniscono con delicatezza. Così ho voluto ripetere l’esperimento con gli ultimi peperoni della stagione, i più buoni a mio parere quest’anno, dolci e saporiti.

La cosa fighissima è che tutta sta roba, che sembra un lavoraccio, richiede davvero poco tempo e poca fatica, potete preparare tutto all’ultimo se usate delle verdure che possono cuocere completamente in forno senza bisogno di essere sbollentate. Ad esempio se avete una cena, questa ricetta è l’ideale. Portare in tavola il cartoccio è sempre carino e accompagnando il tofu con del riso basmati avrete realizzato un piatto unico che riempirà le pance dei vostri ospiti. Sarà sufficiente chiudere con un bel dolce e se non avete voglia di spignattare quello fatelo portare a loro 😉

Non so se sono riuscita a farvi venire voglia di provarlo ma io sono sicura che lo rifarò. E lo rifarò. E lo rifarò 🙂

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Vegan crumble di mirtilli e goji berries con crema al lime

Un bel po’ di tempo fa mi sono innamorata del crumble. Non di un crumble qualsiasi, di un crumble profumato alla cannella con le briciole grosse e burrose, che si sciolgono in bocca. Il mio amore per il crumble era inversamente proporzionale alla sua bellezza perché, diciamocelo, l’aspetto di questo ammasso di frutta – tradizionalmente mele – cotto al forno e ricoperto di impasto non è particolarmente “fico”.

Su questo aprirei una parentesi perché effettivamente, nonostante io abbia un blog e dunque debba stare attenta anche all’aspetto dei miei piatti, non sono una in fissa con la presentazione. Credo che un bel piatto di pasta o un risotto stiano bene lì così, spalmati sul piatto senza troppa attenzione. Soprattutto perché quando si cucina a casa – e io questo faccio – non si ha tempo e modo di stare ogni santo giorno a “leccare” i piatti. Non solo, vi svelo un retroscena: spesso qui i piatti preparati in modo carino, dopo essere stati fotografati (ed essersi quindi congelati mentre il resto della famiglia batte le forchette sul tavolo reclamando cibo) finiscono in padella o in forno per essere riscaldati, senza star tanto lì a guardare…e addio presentazione. Perché anche se è vero che l’occhio vuole la sua parte, spesso il  tempo è poco, la fame tanta, e la mia principale preoccupazione resta sempre e comunque il gusto, il sapore dei miei piatti.

C’è poi un’altra questione, quella relativa all’inevitabile bruttezza di alcuni piatti di una bontà esagerata. Penso ad esempio alle zuppe dai colori improbabili, alle verdure gratinate (ragazzi io mi scuso ma il tempo per mettere ogni verdura in acqua e ghiaccio dopo averla sbollentata non ce l’ho), alle lasagna sfatte o a dolci al cucchiaio troppo cremosi per stare in forma eppure assolutamente libidinosi. Insomma a volte l’apparenza inganna, anche in cucina.

Ma torniamo a noi e alla bruttezza del crumble di mele di cui mi sono innamorata molto tempo fa. Da allora fra noi ci sono state delle incomprensioni, ci siamo allontanati e ci siamo un po’ persi. Tutta colpa delle mele che non posso più mangiare per un’intolleranza che qualcuno osa ancora definire “immaginaria”.

Io però non mi sono arresa e partendo dal ricordo di quell’amore indelebile mi sono lasciata ispirare per creare delle variazioni sul tema, certamente più leggere, certamente più “composte”. Insomma non preparate questo crumble sognando quello burroso e zuccheroso alle mele, rimarreste delusi. Preparatelo se avete voglia di un dolce alla frutta appagante ma non troppo peccaminoso, perfetto da fare all’ultimo minuto con la frutta che avete e da portare in tavola – con o senza crema – appena sfornato, ancora tiepido.

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Crema di tofu alle erbette

Dopo averlo cercato in lungo e in largo, finalmente qualche tempo fa ho trovato il tofu silk. Avevo letto di tutto su questo famoso – almeno per me ormai –  tofu seta o vellutato, ed ero davvero curiosa di assaggiarlo. La mia amica Fe l’aveva già testato, con scarsa soddisfazione al primo utilizzo a dire il vero, ma io volevo scoprirne da sola consistenza, sapore e possibili impieghi, della serie “San Tommaso me fa un baffo”.

Siccome sono una ragazza tranquilla, non cerco MAI di ottimizzare, non temo MAI di perdere tempo e di sprecare occasioni, non pianifico MAI niente, al primo acquisto di tofu seta ho dovuto sperimentare 4 ricette. Ragazzi, non sogghignate, ho dovuto. Insomma avevo speso sti 4-5 euro a confezione, che facevo, rischiavo che scadesse? Lo mangiavo così dalla scatola ripensando al mio primo assaggio di tofu-polistirolo, quello giallino che non sta manco nel banco frigo (ancora ci faccio gli incubi)? Non sia mai!

L’ho aperto, annusato, assaggiato. Sembravo una pazza in effetti, mi rendo conto. Ho acceso il cervello – per quanto possibile – e ho buttato giù un paio di idee per utilizzarlo.

[Piccola parentesi: il tofu seta, per chi non lo conosce, è un tofu dalla consistenza liscia e vellutata, un po’ gelatinoso all’aspetto, con un sapore molto molto neutro – dico molto molto nel senso che è più neutro del tofu al naturale classico – e adatto a essere “lavorato”. Non siate sconfortati dall’aspetto gelatinoso, scomparirà presto, e il vostro tofu sarà pronto a stupirvi con una cremosità inaspettata].

Parto dall’ultima ricetta che ho preparato con un piccolo avanzo di tofu – qua non si butta via niente, specie se è costato 5 euro – e che è piaciuta davvero a tutti, una ricetta vegan che non si potrebbe neanche dire tale perché è talmente facile e veloce che è più che altro un insieme di ingredienti. Sto parlando di una crema salata vegan alle erbette perfetta per i crostini o da servire insieme al pinzimonio, ad esempio, davvero versatile. Potete prepararla anche un po’ in anticipo, dipende dalla consistenza che preferite, e portarla in tavola per un aperitivo o un antipasto, sarà ottima se avete ospiti intolleranti ai latticini, vegani e amanti delle novità.

Ora, non per dire, ma papà se l’è magnata. E lui non è intollerante o vegano o, manco che manco, amante delle novità 😉

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Penne di farro con crema speziata alle zucchine

Il lunedì ricomincia dalla pasta. Alla fine si torna sempre lì, la mia ricompensa preferita e la mia ricarica migliore prima di affrontare il pomeriggio è lei, la pasta.

Questa ricetta è un’altra di quelle preparate al volo in pausa pranzo con poco tempo e tanta fame 🙂 In questi casi le zucchine mi salvano spesso, le faccio a dadini e cuociono velocemente, poi le profumo con erbe aromatiche e spezie e il gioco è fatto. Pensare che per anni le ho odiate, le mangiavo solo lesse. Tutta colpa di un vaso gigante di zucchine grigliate sott’olio che ho visto da piccola sul bancone di un bar e che mi ha fatto passare la voglia di mangiare il mio panino con le verdure. Ecco perché non sopporto le zucchine grigliate che spesso ti propinano a fette spesse, a metà fra l’essere crude e lessate, quelle che fanno attrito sotto i denti e non hanno senso di esistere. Ecco perché faccio ancora fatica a mangiarle crude, anche se sono freschissime, anche in stagione. Prima o poi anche sta fissa mi passerà.

Per questa pasta vegan le ho volute frullare per ottenere una bella crema che avvolgesse le mie penne e le ho profumate con spezie un po’ diverse: alla “classica” e adorata menta ho aggiunto zenzero e cannella. Pazzia? Può essere. il risultato è un piatto dal sapore dolce con un retrogusto piccantino, cremoso e profumato, da provare se avete voglia di assaggiare qualcosa di nuovo.

Comunque sia, se cominciate la settimana con un piatto di pasta, sono sicura che il mondo vi sembrerà un posto migliore 🙂

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Crema vegan al limone con fichi aromatizzati e crumble glutenfree

Non avrete mica pensato che dopo aver tanto desiderato quei fichi mi sarei accontentata di una sola ricetta, vero? Dopo aver preparato la crostata sono dovuta tornare in cucina a sperimentare un dolce vegan e magari anche glutenfree per consentire a tutti di coccolarsi con la bontà dei fichi.

Devo ammettere che quella giornata, quella all’insegna dei fichi, è stata una giornata dura. Una giornata passata in cucina a scommettere su tante preparazioni nuove, a sperimentare come al mio solito. Quel giorno per recuperare degli albumi ho fatto  tentato di fare anche un plumcake che, come dire, non è cresciuto neanche di un centimetro. Bello duro, compatto, seccarello. Che disdetta.

Questo dolce ai fichi però è stato spazzolato appena conclusa la sessione di foto, non da me ovviamente, che ho fatto giusto in tempo ad assaggiarne un cucchiaino…buon segno, questo è sempre un ottimo segno. Se se lo magna chi non è vegano ed è abituato ai dolci tradizionali, è sempre una gran soddisfazione.

E insomma volevo una crema densa ma vellutata e allora ho riesumato una vecchia ricetta usata per un dolce di Natale, l’ho modificata al solito e ho preparato questa crema al latte di riso profumata – molto profumata – al limone, adatta anche ad essere sformata come un budino se preferite.

I fichi ho voluto lasciarli al naturale, crudi, aggiungendo però tanti profumi con una riduzione speziata. Io ho scelto cannella, cardamomo e anice per una specie di omaggio all’autunno (forse volevo solo esorcizzarlo) ma potete scegliere altri aromi se preferite, come la scorza di limone, lo zenzero, la menta. Ho scoperto che mi piace molto questa soluzione per “condire” la frutta, è un modo per darle un tocco diverso in ogni stagione senza coprirne o stravolgerne il sapore.

Per il crumble non volevo appesantire il dolce ma solo aggiunger qualcosa di scrocchiarello – sto in fissa ormai – così mi sono lanciata in un tentativo che ricorda più la colazione che un dessert, me ne rendo conto, ma ho ottenuto un risultato super croccante senza dover uscire a fare la spesa e usando cereali senza glutine e noci. E se vi avanza potete mangiarlo con lo yogurt domani a colazione.

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