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Polpettine di quinoa alla curcuma con radicchio e noci

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La quinoa la uso spesso nella mia cucina, è versatile e adatta a preparazioni diverse e poi è uno di quegli pseudo-cereali proteici che va bene mangiare, perfetto per i vegetariani. L’avevo anche già usata per le polpette però insieme ad altri ingredienti per creare un composto da cuocere al forno o in padella e avere un’alternativa vegetale ai secondi più classici. Quando ho deciso di tentare quest’impresa e di utilizzarla come protagonista della ricetta, ero un po’ dubbiosa, lo devo ammettere. Non sapevo bene cos’aspettarmi come risultato finale. Ma tant’è, s’aveva da provà.

Ho insaporito bene la quinoa con la curcuma – antinfiammatorio naturale – e il pepe – per potenziarne l’effetto – e ho aggiunto un pesto di radicchio di Treviso IGP tardivo e noci. Il composto è morbido ma si compatta riposando e basta avere un po’ di pazienza per riuscire a formare le polpettine. Non demordete, non vi scoraggiate anche se vi sembra un lavoraccio, aiutatevi con le mani infarinate e rotolate ogni pallina nel fioretto di mais prima di schiacciarla. Fatevi coraggio, io ho fiducia in voi! 🙂 E poi così, senza aggiungere leganti vari, la consistenza delle vostre polpette ci guadagnerà…appena uscite dal forno infatti saranno croccanti fuori e morbide all’interno, una tira l’altra!

Se avete voglia di provarle trovate la mia ricetta vegan su IlCucchiaio.it

Taste&More n.10, è arrivato settembre

Eccoci qua, settembre è arrivato e il primo appuntamento importante del mese è proprio questo: oggi esce il nuovo numero di Taste&More, quello con le ricette che guardano nostalgiche all’estate che non c’è stata e che allungano una mano verso l’autunno, senza avere il coraggio di afferrarlo.

Settembre è stato per molti anni, per me, il mese delle vacanze. Ho fissato il calendario mentre tutti partivano per le vacanze, segnando con una croce ogni giorno che mi separava dal mio amato settembre. Amo settembre perché è un mese di transizione, è un mese in cui puoi vestirti come vuoi, in cui sei ancora abbronzata e ti basta un po’ di mascara per sentirti a posto. Prego ogni anno settembre di durare un po’ di più, gli chiedo di tenermi lontana dal freddo e dalla pioggia che sento arrivare in lontananza, di lasciarmi mettere le mie Converse ancora per qualche giorno.

Quest’anno il mio settembre è molto diverso, non parto e mi sembra come se l’estate non fosse mai arrivata, come se questi mesi si fossero moltiplicati all’infinito senza darmi tregua, senza lasciarmi scaldare le ossa al sole, senza farmi fare indigestione d’anguria. Non sono luoghi comuni, è la realtà: non ho mai portato così poco i miei sandali, non ho mai messo così poco i miei vestiti leggeri, non ho mai acceso così spesso il forno e non ho mai avuto così tanta voglia di cioccolato, d’estate. E poi non ho mai avuto così tanti esperimenti fallimentari in cucina, uno in fila all’altro, e non ho mai perso tante ore con la macchina fotografica al collo, in cerca della luce giusta, quella luce unica che rende ogni foto più bella, d’estate.

Continuo ad amare settembre, ma non sono pronta per i buoni propositi, credo che per quelli aspetterò ancora qualche mese.

Ma sono pronta per sfogliare insieme a voi questo numero della mia rivista preferita, perché so che quelle pagine piene di colori, di profumi e di idee meravigliose sapranno mettermi di buonumore e mi faranno venire voglia di correre a spignattare. Se poco poco riescono a fare quest’effetto anche a voi, io sono contenta. Nonostante sia (questo) settembre.


Bando alle ciance, per questo numero ho preparato le polpette di pane al sugo, la versione vegetariana di un vero classico. Io ho usato pane e farina di kamut in questo caso, e poi le ho immerse nella salsa di pomodoro con olive taggiasche e basilico fresco. E’ di questo che parlavo, una ricetta adatta tutto l’anno si sposa con un condimento che profuma d’estate, meglio ancora se la salsa l’avete preparata voi con i pomodori dell’orto 🙂

L’altra ricetta è un’insalata di ceci con piattoni, patate e peperoni servita con porri croccanti e condita con un olio aromatico fatto in casa. L’ho voluta tiepida, perché c’abbiamo ancora voglia d’insalata ma non c’è più il sole di luglio a scaldarci…una ricetta vegan semplice e completa, perfetta anche per rendere meno traumatico il rientro al lavoro 🙂

Siete pronti a scoprire con me queste ricette e tutte le altre?

Cialdine ai semi di lino con crema di fave, barbabietola e noci

Da un po’ di tempo ogni volta che passavo nel reparto farine ero attratta da un sacchetto pieno di una polvere sottilissima e marrone, la “farina” di semi di lino. Ho temporeggiato, preso e riappoggiato il sacchetto sullo scaffale varie volte, mi sono detta “no dai, la prossima volta” per un paio di spese. Poi ho deciso di provare e l’ho comprata senza avere un’idea precisa per utilizzarla. L’ho aggiunta a vari impasti insieme ad altre farine, è senza glutine dunque non sapevo bene come avrebbe reagito ma in piccole quantità non ci sono grossi problemi. L’ho usata anche nei burger e nelle polpette al posto di quella di ceci o altro per asciugare impasti troppo morbidi.

Poi ho fatto un esperimento usandola da sola e preparando un impasto facilissimo solo con sale, olio (io ho voluto provare con quello di noci) e acqua. Ho creato delle cialdine e le ho cotte sia in padella che al forno. In padella restano più morbide, per avere un composto più croccante fuori ma comunque morbidino all’interno meglio tostarle. Il sapore ricorda un po’ quello del pane di segale, l’olio di noci profuma sul finale.

Ho farcito le mie cialde per creare dei piccoli finger food, ho usato una crema di ceci “alla mediterranea” come piace dire a me, qualche fetta sottile di barbabietola al forno – se non le avete mai fatte, fatele! – e gherigli di noce.

Una ricetta diversa, vegan e senza glutine*, sapori nuovi e consistenze contrastanti. La trovate su IlCucchiaio.it.

*come sempre in caso di intolleranze o allergie alimentari vi raccomando di verificare, leggendo con attenzione sulle confezioni, che tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione siano privi di glutine o di tracce degli allergeni.

Crocchette di quinoa e sedano rapa con salsa di liquerizia

Un sapore particolare senza dubbio quello del sedano rapa, un sapore che io amo molto e che adoro abbinato alla liquerizia, come avete avuto modo di vedere anche per la mia crema.

Per questa ricetta vegan e gluten free* prepariamo delle crocchette di quinoa davvero delicate che risulteranno molto morbide all’interno e croccanti all’esterno. La quinoa – per me la mista ma voi scegliete la vostra preferita – serve infatti sia per dare corpo alle crocchette rendendo lavorabile la crema di sedano rapa che per formare all’esterno una panatura che, con la cottura in forno, diventerà scrocchiarella come piace a me.

Se amate gli abbinamenti un po’ azzardati preparate la salsa alla liquerizia come ho fatto io, se invece siete dei tradizionalisti servite le crocchette “al naturale” con un bel contorno.

Sappiate che nonostante la presenza della quinoa il protagonista assoluto della ricetta è il sedano rapa, piuttosto presente, dunque regolatevi secondo i vostri gusti e se non vi ha ancora convinto preparate delle crocchette più tradizionali, tipo queste di patate e zucchine 🙂

*se avete problemi di intolleranze verificate sempre che tutti gli ingredienti che utilizzate siano adatti alla vostra dieta

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Spaghetti di farro con carciofi e lenticchie

Quello che sto per dire non piacerà a molti, preparatevi, e se siete deboli di cuore, cambiate blog. No, fermi tutti! Ma devo dirvelo, devo, avete il diritto di sapere: con il latte di soia si fanno le magie. Magie in cucina, ovviamente. Lui – il latte – con la sua lecitina – della soia – fa cose a cui crederete solo dopo averle viste con i vostri occhi.

E non parlo solo della maionese – se non avete mai provato a farla filate subito in cucina! Io l’ho preparata qui – ma della consistenza vellutata che regala alle salse, della cremosità che acquista quando vuoi macchiarti un caffè.

Non sono una pazza visionaria e non sono neanche un’invasata. Sono la stessa che vi ha detto da sempre che il tofu si può rendere davvero irresistibile ma che così, mangiato dal panetto, anche no. Sono la stessa che dice a chi le chiede cosa mangia a colazione che a volte mangio lo jogurt di soia. Al naturale, perché non posso ingerire zuccheri. E che non è male, no, bisogna un po’ abituarsi, all’inizio ricorda il sapore del ragù (aiuto).

Insomma diciamocelo, al sapore della soia bisogna abituarcisi. Serve la pazienza di trovare i prodotti che si avvicinano al nostro gusto, serve la costanza di non mollare per far abituare il palato a sapori nuovi, serve la voglia di cucinare o semplicemente mescolare e creare accostamenti diversi per rendere questi alimenti più appetitosi. Ecco. Ma non è una novità, è come quando da bambini le zucchine dovevano mettervele nelle polpette. Uguale.

Però quando avrete trovato il vostro latte di soia del cuore, potrete farci di tutto. E lui vi stupirà ogni volta.

E quando assaggerete la crema di carciofi e lenticchie con cui ho condito questi spaghetti di farro, e sentirete la consistenza vellutata, mi crederete.

Ora lascio fare a lui – il latte di soia -, io ho già detto troppo. La ricetta è vegan ed è su IlCucchiaio.it!

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