Gnocchi

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Gnocchi di ricotta con melanzane e pomodoro

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Credo che di gnocchi potrei stare a parlare per ore senza venirne fuori, almeno la metà del mondo sarà sempre e comunque contraria al mio punto di vista sull’argomento. L’argomento è piuttosto delicato e anche se non amo gli schieramenti so bene quanto possa essere difficile trovare un punto d’incontro. Se devo chiudere gli occhi e immaginare di assaporare uno gnocco – niente doppi sensi eh!? – me lo immagino morbido, cremoso e pure un po’ appiccicoso se volete, sì. Non mi interessa se nel piatto non sta ordinato, se la presentazione è un po’ meh, se per farlo si usano le mani, i cucchiai o lo schiacciapatate, l’importante è che il risultato sia un piatto goloso e confortante, caldo e invitante. Abbasso i sassolini, abbasso gli gnocchi duri, che sanno di farina, che fanno resistenza sotto i denti. Lo so che c’è chi la pensa al contrario, beh, sappiate che vi voglio bene lo stesso. Poi sulla questione uova sì uova no non mi espongo, ci sono scuole di pensiero differenti e io non voglio farmi forte di nessuna tradizione. Dico solo che gli gnocchi fatti in casa che amo di più sono quelli di zucca, quelli di ricotta e quelli di pane ed erbette (trovate la ricetta sul mio libro “Diario di una vegetariana”!)

Il caso (seee, come no) vuole che tutti questi gnocchi siano fatti al cucchiaio, che tutti questi gnocchi siano preparati con le uova e che tutti siano facilissimi da fare.

Allora io parlo a voi, amici, voi che come me condividete la passione per lo gnocco un po’ morbidino, voi che in una giornata uggiosa cercate conforto in un piatto veloce e semplice eppure ricco di sapore, con una consistenza che riempie il cuore (oltre alla pancia)e vi fa venire voglia di fare gli gnocchi tutti i giorni. Sì perché questi gnocchi qui io li preparo al volo, bastano pochi ingredienti e poco tempo per salvare un pranzo della domenica o una cena durante la settimana in un giornata no. Io vi posso garantire, amici, che dopo la vita tornerà a sorridervi.

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Gnocchetti di ceci con pesto di noci al finocchietto

Della serie “di necessità virtù”. Questa è una di quelle ricette che possono salvarti il pranzo quando il frigorifero piange lacrime amare. Perché – almeno in casa mia – un paio di uova e un pacco di farina di ceci non mancano mai.

E allora succede che un giorno, a pranzo, non c’hai voglia della frittatina di ceci – quella sì che salva la vita sempre! – e ti viene l’idea di provare a fare degli gnocchi. Si però ovviamente tempo non ce n’è per star lì a impastare, arrotolare, tagliare. Ma io sono certa che, come me, c’è anche qualcuno di voi che la sac à poche mica l’ha comprata per fare cupcakes e torte decorate alla Buddy, no no. E’ che a volte è la cosa più comoda da usare. Come in questo caso, per fare gli gnocchi.

Sì ok, non hanno la forma classica degli gnocchi, ricordano vagamente degli spatzle venuti male. Ma – c’è sempre un ma – si preparano in un attimo e restano morbidini, scampato il rischio di portare in tavola tanti sassolini di ceci, belli eh, ma leggermente indigesti.

Perché alla fine torniamo sempre lì, all’annosa domanda: meglio bello o buono?

Mentre ci pensate, fate sti gnocchi va 😉

 

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Taste&More n.10, è arrivato settembre

Eccoci qua, settembre è arrivato e il primo appuntamento importante del mese è proprio questo: oggi esce il nuovo numero di Taste&More, quello con le ricette che guardano nostalgiche all’estate che non c’è stata e che allungano una mano verso l’autunno, senza avere il coraggio di afferrarlo.

Settembre è stato per molti anni, per me, il mese delle vacanze. Ho fissato il calendario mentre tutti partivano per le vacanze, segnando con una croce ogni giorno che mi separava dal mio amato settembre. Amo settembre perché è un mese di transizione, è un mese in cui puoi vestirti come vuoi, in cui sei ancora abbronzata e ti basta un po’ di mascara per sentirti a posto. Prego ogni anno settembre di durare un po’ di più, gli chiedo di tenermi lontana dal freddo e dalla pioggia che sento arrivare in lontananza, di lasciarmi mettere le mie Converse ancora per qualche giorno.

Quest’anno il mio settembre è molto diverso, non parto e mi sembra come se l’estate non fosse mai arrivata, come se questi mesi si fossero moltiplicati all’infinito senza darmi tregua, senza lasciarmi scaldare le ossa al sole, senza farmi fare indigestione d’anguria. Non sono luoghi comuni, è la realtà: non ho mai portato così poco i miei sandali, non ho mai messo così poco i miei vestiti leggeri, non ho mai acceso così spesso il forno e non ho mai avuto così tanta voglia di cioccolato, d’estate. E poi non ho mai avuto così tanti esperimenti fallimentari in cucina, uno in fila all’altro, e non ho mai perso tante ore con la macchina fotografica al collo, in cerca della luce giusta, quella luce unica che rende ogni foto più bella, d’estate.

Continuo ad amare settembre, ma non sono pronta per i buoni propositi, credo che per quelli aspetterò ancora qualche mese.

Ma sono pronta per sfogliare insieme a voi questo numero della mia rivista preferita, perché so che quelle pagine piene di colori, di profumi e di idee meravigliose sapranno mettermi di buonumore e mi faranno venire voglia di correre a spignattare. Se poco poco riescono a fare quest’effetto anche a voi, io sono contenta. Nonostante sia (questo) settembre.


Bando alle ciance, per questo numero ho preparato le polpette di pane al sugo, la versione vegetariana di un vero classico. Io ho usato pane e farina di kamut in questo caso, e poi le ho immerse nella salsa di pomodoro con olive taggiasche e basilico fresco. E’ di questo che parlavo, una ricetta adatta tutto l’anno si sposa con un condimento che profuma d’estate, meglio ancora se la salsa l’avete preparata voi con i pomodori dell’orto 🙂

L’altra ricetta è un’insalata di ceci con piattoni, patate e peperoni servita con porri croccanti e condita con un olio aromatico fatto in casa. L’ho voluta tiepida, perché c’abbiamo ancora voglia d’insalata ma non c’è più il sole di luglio a scaldarci…una ricetta vegan semplice e completa, perfetta anche per rendere meno traumatico il rientro al lavoro 🙂

Siete pronti a scoprire con me queste ricette e tutte le altre?

Gnocchi di zucca al rosmarino limone e pinoli

Io e la zucca abbiamo un rapporto d’amore e di dipendenza. No in realtà non credo che la zucca dipenda da me, sono io che sono pazza di lei. La amo e la userei in ogni piatto, mi piace spadellata, al forno, lessata, salata e dolce, nei primi, negli sformati, nella frittata, come contorno.

Potevo non essere follemente innamorata degli gnocchi di zucca?

Parto subito ribadendo il concetto di gnocco che mi piace (non intendo quello alto, moro, con gli occhi verdi…) ovvero lo gnocco morbido, che si scioglie in bocca, pazienza se nel piatto non sta composto e tende un po’ a spappolarsi, deve sapere di zucca e basta. Non riesco a mangiare gli gnocchi duri, quelli che sanno di farina o quelli che si chiamano gnocchi di zucca ma in realtà sono di patate e la zucca l’hanno vista di passaggio. No, per gli gnocchi non amo le mezze misure.

Ma so che molti non sono d’accordo con me. Dunque le mie proporzioni per gli gnocchi potrebbero non piacervi, potreste decidere di aggiungere molta più farina, potreste voler omettere l’uovo. Questa è la mia versione, sono proprio come piacciono a me, è giusto che ve lo dica fin da ora. Ah, sono senza latticini e fatti con farina di riso, quindi senza glutine.

Anche il condimento, come potrete vedere, è un condimento semplicissimo e un po’ diverso dal solito. Ma visto che amo la zucca con il rosmarino e che adoro gli agrumi e i pinoli, questo è il piatto che mi dedico.

Se avete voglia di sperimentare, capirete perché lo amo 🙂

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Tripudio di topinambour negli gnocchi

Ve l’ho già raccontata la storia dei topinambour, arrivati sulla nostra tavola direttamente dal Piemonte per merito della mia mamma, quindi non sto qui a dirvi quanto mi piacciano e quanto valga la pena riscoprirli.

Vado al sodo: oggi sul Cucchiaio.it troverete una ricettina con i topinambour dentro e fuori! Ho preparato degli gnocchi di topinambour con olive taggiasche, limone e pinoli che hanno proprio la consistenza che piace a me, abbastanza compatti per non spappolarsi in cottura ma morbidi morbidi all’assaggio. E in più questa ricetta non contiene latticini 🙂

I colori sono un po’ autunnali forse, ma visto come sta andando questa  stagione direi che ci può anche stare. In ogni caso non fatevi ingannare, all’assaggio si sprigionerà il profumo fresco della maggiorana e l’aroma intenso delle zeste di limone, e allora saprete che la primavera è arrivata davvero.

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