Insalate

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Lenticchie a primavera su Taste&More

insalata lenticchie

Finalmente si comincia a respirare aria di primavera. Sono tornati i cieli azzurri e i tramonti che tolgono il fiato, il sole si è fatto un po’ più caldo e i maglioni di lana cominciano a pizzicare sulla pelle.

È uno dei momenti dell’anno che preferisco, quello in cui realizzo che manca poco all’arrivo della bella stagione, quello in cui mi pregusto le giornate di sole che verranno. Vale la pena fermarsi e godersi questi momenti perché poi la primavera passa in un attimo, neanche te ne accorgi ed è già agosto e ad agosto si sa, ormai l’estate è andata. Invece adesso c’è tutta la magia dell’attesa, la magia che trovate anche fra le pagine del nuovo numero di Taste&More che vi portano come sempre alla scoperta di ricette prelibate in un viaggio di sapori e profumi tutto da sfogliare.

C’è la pasta, ci sono i lievitati di Pasqua e poi ci sono le mie amate lenticchie, protagoniste di tante ricette che vi faranno voglia di portarle sulle vostre tavole anche a primavera, quando le zuppe cominciano a fare posto alle insalate.

lenticchie insalata

Ed è proprio un’insalata quella che ho preparato io per questo numero, un’insalata tiepida e ricca preparata con patate alle curcuma, carote arrostite al cumino, ravanelli e spinacini. E per dare un po’ di sprint al tutto una salsa super saporita. No, non è la solita insalata (ma poi: quando mai!).

Correte a leggere Taste&More!

Insalata di cavolo e finocchio con burrata melagrana e noci

Insalata burrata melagrana

Tante volte, da quando ho aperto questo blog, ho usato la scusa delle ricette per raccontare piccoli frammenti di vita. Ho usato metafore con la cucina, ho espresso stati d’animo, ho infilato pensieri fra una lasagna e un muffin. Questo blog è diventato una parte integrante della mia vita, fa parte di me e mi accompagna. Mi accompagna nei cambiamenti e nella crescita ed è come uno specchio, riflette la mia immagine attraverso le ricette che cambiano, le foto che si modificano, le parole che si mescolano, un passo avanti, tre passi indietro.

Mai come quest’anno ho sperimentato la precarietà, il cambiamento. Mai come quest’anno ho desiderato non invecchiare mai ma crescere per sempre. Mai come quest’anno mi sono trovata tante volte al limite, come quando sei sull’orlo di un burrone e oltre quella crepa vedi il sole, vedi un posto meraviglioso, più bello e più luminoso ma sei divisa fra il desiderio di saltare, rischiare pur di godere di quella bellezza, e la paura di non farcela che ti attrae come una calamita indietro, per farti tornare sui tuoi passi.

Questo turbine di emozioni, questa confusione e quest’inquietudine sono tutti qui, in mezzo ai miei post. Raccontati dalle foto su cui continuo a lavorare, che sono cambiate e stanno cambiando – grazie all’aiuto di una preziosissima Maestra che si chiama Monique – ma non hanno ancora trovato LA luce, in tutti i sensi. Raccontati dalle mie ricette, nuovi esperimenti fra insalate d’inverno e forni accesi d’estate in una confusione creativa (?) che mi ha imposto ritmi più lenti. Raccontati dalle mie parole che parlano di viaggi e di nuove esperienze, senza svelare troppo perché sono fatta così, da sempre, ma dandomi la possibilità di mettere nero su bianco un po’ di emozioni per cercare di fare ordine, di capire. Proprio come quando ho iniziato a scrivere dopo una pessima giornata di parecchi anni fa e ho scoperto il potere della scrittura.

E in questo caos volevo dire grazie a chi legge, a chi cucina e a chi mangia in un modo o nell’altro piccoli pezzetti della mia vita rendendo tutto un po’ speciale ❤

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Insalata con fave patate e feta

insalata patate fave

Qualche giorno fa scherzando – ma non troppo – ho aperto il frigorifero semi deserto a poche ore dalla spesa settimanale e ho fatto un sospiro di sollievo. Che c’è? Mi hanno chiesto. Nulla, ero sollevata dal fatto che non ci fossero avanzi, verdura malconcia, cose da cucinare oggi perché altrimenti poi vanno a male. Nella mia famiglia non c’è mai stata l’usanza di avere avanzi, nel senso di cucinare grandi quantità di un piatto e di riproporlo per più pasti. Sarà che amiamo cucinare, sarà che amiamo variare, sarà che ci annoiamo. Io ho assorbito quest’impostazione e anche oggi l’unica occasione in cui cucino volutamente più del necessario è quando mi fa comodo surgelare. Ma l’idea di fare – che ne so, dico una cosa a caso che so che spesso fa sto giro – un’insalata di riso per poi vederla girare per il frigo per giorni, costretta a mangiarla a pranzo e cena oggi e domani, non mi fa impazzire.

Questo non vuol dire però che io sprechi le cose o che le butti, anzi, l’ansia da frigo pieno (te pareva che c’era pure questa) la conosco, quella vocina che ti ronza nelle orecchie e ti dice questo devi cucinarlo oggi, questo domani, occhio alla verdura, ti ricordi che hai comprato anche questo?, hai guardato la data di scadenza? AIUTO.

Ecco perché anche se non amo avere piatti fatti e finiti in quantità troppo abbondanti, che volente o nolente tocca rimagnarse due o tre volte, in realtà mi piace riutilizzare degli ingredienti reinventandoli in più ricette con combinazioni sempre nuove. Ma ho talmente tanto bisogno di variare che anche in quell’insalata di riso al secondo round sicuramente aggiungerei un ingrediente, delle erbe aromatiche, qualcosa per renderla ‘nuova’.

Per riuscire a variare e non annoiarsi però c’è un prezzo da pagare: ci vuole pazienza, un po’ di tempo e anche un po’ di organizzazione, me ne rendo conto.

E qual è il risultato? Il risultato è che se lesso una patata in più, mi avanza una fetta di pane di segale e ho già sgranato le fave mi tocca inventarmi una nuova ricetta utilizzando quello che ho in frigorifero e in dispensa e così nascono piatti improbabili ma anche abbinamenti che più o meno inaspettatamente funzionano, e io sono felice. Anche se in questa casa far nascere una nuova ricetta che funziona vuol dire anche scriverla, impiattarla e fotografarla, e finisce che il pranzo veloce alla così non butto niente si trasformi in un impegno di ore e la maggior parte delle volte anche in una merenda. Ma è la mia vita incasinata, che ci volete fare.

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Insalata con miglio alla curcuma asparagi e cannellini

insalata miglio curcuma asparagi

Anche maggio è andato. E’ volato. Un giorno stavo lì ad aspettare la primavera, l’altro era già arrivato giugno. Il mese del mio compleanno, il mese dei miei 30. Sto vivendo quest’anno con qualche difficoltà, non so se sia il fatto di compiere trent’anni o se questa sia solo la giustificazione che mi sto dando per tutta una serie di dubbi, incertezze, crisi e casini che sto vivendo. Ho deciso di affrontarlo facendo cose. Faccio cose, le più svariate, cose mai fatte, cose sovrapposte, cose lontanissime, cose che boh. Prendo decisioni. Affronto demoni. Mi faccio coraggio. Negli ultimi 3 mesi diciamo, dopo aver preso coscienza di questo sturm und drang, ho pensato più del normale. Che già è troppo. E mi sono resa conto di aver un po’ perso il senso del tempo e anche le fila del discorso infilando nelle mie giornate cose, spesso troppe e troppo poche insieme, in un caos che mi sfianca. Sarà l’età, ahah.

In tutto questo la mia cucina si è trovata in mezzo, sconvolta e sballottata. Decine di buone ricette sono finite nella cartella “foto brutte –> rifare” e più passavano i giorni più prendevo consapevolezza del fatto che probabilmente non le avrei rifatte, forse mai, e sarebbero rimaste lì in eterno. Così nel frattempo mi sono messa a farne e fotografarne altre. Sessioni lunghe e impegnative di cucina e di fotografia che quasi mai mi hanno soddisfatta: se ero convinta della ricetta non mi piacevano le foto e se le foto erano buone non ero convinta della ricetta. Mi hanno detto che è tutto normale, non lo so, quando mai ho fatto qualcosa di normale? Quello che mi ha salvata sono state le insalate, che mai come in questa stagione amo preparare mescolando crudo e cotto, verdura e cereali, legumi e semini. Un mischione che mi riempie la pancia e gli occhi con dei bei colori vivaci, mi soddisfa senza appesantirmi. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di mettere il miglio nella mia insalata o di unire la verdura cruda a quella cotta, invece oggi è diventata una specie di mania. Ma è buona. Giuro.

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Insalata di quinoa con spinacini e pompelmo

Insalata vegan quinoa spinacini

Questa primavera me l’ero immaginata diversa, mi immaginavo lunghe passeggiate e pranzi fatti per benino, mi immaginavo di poter riprendere fiato e di fare un po’ di quelle cose che sono nella mia lista da troppo tempo. Invece le cose non vanno quasi mai come volevi che andassero e infatti questa primavera mi sono ritrovata in un tunnel fatto di una serie di impegni impegnativi (ma va?)  inderogabili – o diventati tali dopo averli a lungo rimandati – che rosicchiano il mio tempo qui e là ogni santissimo giorno e io arrivo a sera con la sensazione di avere più cose da fare di quando mi sono messa alla scrivania la mattina. Molti dei buoni propositi con cui avevo cominciato l’anno sono andati a farsi friggere mentre i miei pranzi sono diventati sistematicamente merende senza orario che fra le 14.00 e le 17.00 mi vedono impegnata a sbocconcellare da piatti assemblati alla meglio mentre batto furiosamente le dita sulla tastiera per recuperare il tempo perduto.

Non è così che si fa, lo so e lo sento, sento che il mio corpo non trova pace in questo ritmo e per bilanciare in qualche modo questo squilibrio – oltre che per recuperare quel tempo di cui sopra – trascorro i weekend liberi ai fornelli per ore, ore e ore. Il risultato? Anche nel weekend sono stanca.

Mi sono detta che è la primavera, appunto, che è il mese di aprile blablabla ma non so, mi sa che è tutta una scusa. Devo trascinarmi ancora per qualche settimana in questo caos, poi forse comincerò a vedere la luce in fondo al tunnel e finalmente ricomincerò a mangiare decentemente.

Nel frattempo, quando riesco a organizzarmi almeno un po’, cerco la salvezza fra piatti di frutta e insalate che senza paura riempio di colori e di sapori per far bene allo stomaco ma anche un po’ al cuore. E allora santifichiamo la quinoa e l’avocado che in queste situazioni mi salvano il pranzo e fanno la spalla agli altri ingredienti che si alternano nel mio ciotolone. Una delle proposte che mi sono piaciute di più? Con spinacini, pompelmo, capperi e uvette.

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