Pasta

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Pasta al pesto di noci salvia e rosmarino

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Le giornate di questo gennaio sono un vero e proprio tetris nel quale cerco di incastrare ogni parte di me, provando a rimanere morbida e malleabile anche quando le situazioni cominciano a farsi complicate. Dopo un paio di – lunghissimi – mesi a braccetto con la mia dermatite più furiosa che mai, ho iniziato una cura nuova un po’ pesante, che avevo rifiutato fino ad ora, ma vedo i primi risultati. E il mondo sembra un posto più bello quando cominci a stare meglio, ci avete mai fatto caso?

In tutto questo ho continuato a ritagliarmi qualche ora ogni weekend per cucinare ma no, non ho scritto, non ho postato. Mi sono persa i pezzi. E’ andata così, devo fare pace anche con questo, con il fatto che non sono poi così brava a rispettare la lista delle cose da fare e che quasi mai, a fine giornata, ho spuntato tutte le voci dei to do. Ma le ricette ci sono, aspettano solo di vedere la luce!

Questo pesto di noci ce l’avevo in canna da un bel po’, avevo già fatto anche le foto ma non mi piacevano e la ricetta della pasta è rimasta lì a prendere la polvere. L’ho rispolverata per voi – proprio solo per voi perché al momento io e le noci non ci vogliamo tanto bene 🙁 – perché è proprio quel genere di ricetta che amo tanto io: facilissima, veloce e buona da impazzire. Se non vi basta vi dico anche che questo pesto di noci – che è un po’ una crema più che altro – lo potete usare anche allungare con un goccio di latte vegetale invece che con l’acqua di cottura della pasta e usarlo sui crostini all’aperitivo, per rendere speciale un panino o un toast…un po’ come vi pare.

Comunque, per non sbagliare…avete messo a bollire l’acqua per la pasta?

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Pasta all’aloe con crema di spinacini e ricotta

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Avete presente quella perenne sensazione di essere in ritardo? Quella incontrollabile necessità di pianificare e incastrare gli impegni uno sull’altro per poi sentirsi come una pallina impazzita dentro un flipper che corre a perdifiato da una parte e dall’altra? Eccomi. Sono qui, nel mio delirio.

Poi mi dicono “eh ma  figurati tu fai yoga sarai tutta zen”. TUTTA ZEN. Vabbè.

Io pratico e insegno yoga per questo, per ritrovare il mio posto nel mondo sopra il tappetino, per riprendere fiato per un’ora o poco più, per risentirmi centrata, radicata eppure leggera. E’ questo che succede quando fai qualcosa che ti piace davvero e che ti riempie il cuore, ti gratifica, ti regala gioia. Ed è bellissimo.

Poi c’è tutto il resto intorno, e quello ancora devo imparare a gestirlo.

Così capita che salta fuori una ricetta di mesi fa messa da parte perché poi il tempo passa, le stagioni cambiano e non si può più pubblicare. Una ricetta preparata per assaggiare una pasta speciale, una pasta all’aloe. Si avete capito bene, quello che mettete sulle scottature e dopo una giornata in spiaggia, quel gel dalle mille e più proprietà. Me ne hanno parlato la prima volta quando sono stata alle Canarie, a Fuerteventura, e ricordo i racconti sull’aloe come le favole che ti raccontano da bambina. L’aloe non era solo ovunque, era anche utilizzato per qualsiasi cosa, una specie di panacea. Ho iniziato a usarlo lì e non ho più smesso, sempre tentata di comprarmi una piantina e subito bloccata dal pensiero che poi io a tagliare le foglie per il lungo per estrarne il gel non mi ci vedevo proprio, un lavoro di fino che non mi appartiene.

Così quando mi è arrivata questa pasta all’aloe Benessence mi ha incuriosita tantissimo. Si tratta in sostanza di una pasta di grano duro integrale Senatore Cappelli (ecco perché io che non mangio il grano l’ho potuta solo assaggiare sebbene abbia un basso contenuto di glutine) preparata con succo di aloe vera 100% e acqua, tutto proveniente dalle coltivazioni in Molise. Un modo come un altro per sfruttare le proprietà dell’aloe combinate a quelle della fibra contenuta nella crusca che avvolge il chicco. La pasta ha un sapore intenso, tipico della pasta integrale, e un retrogusto leggermente acidulo dato dall’aloe, così ho deciso di condirla con una crema di ricotta e spinacini e di aggiungere un po’ di sapidità con il pomodoro secco. Semini di zucca croccanti per completare.

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Fusilli al pesto di rucola e friggitelli

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Cosa dicevamo della fine dell’estate, di imparare a lasciare andare, di prepararsi all’arrivo dell’autunno? Mmmh, qui ci stiamo ancora lavorando diciamo. Nonostante tutto sto cercando di aggrapparmi agli ultimi raggi di sole, alle ultime giornate limpide, ai pochi minuti in più di luce della sera, e agli ultimi friggitelli. Ho sempre pensato che scrivere fosse una terapia, che mi aiutasse a stare meglio, così scrivendo sto cercando di convincermi che va tutto bene anche se settembre è finito, che posso farcela anche se ho visto troppo poco mare, che sopravviverò anche se vorrei solo stendermi e dormire, che l’autunno è qui ma che ha pure i suoi lati positivi, dai…(eehhhmm)

Però ho come la sensazione che stavolta la terapia faccia acqua da tutte le parti, più scrivo e più sento nostalgia della mia amata estate, e di nuovo non posso che cercare conforto in cucina e a tavola, fra i miei amati carboidrati e gli ultimi frutti della bella stagione. E allora dai, fingiamo che sia solo un sogno da cui vuoi svegliarti in fretta e riempiamo i piatti di pasta al pesto di rucola e friggitelli, speriamo che curi questo mal d’estate.

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Fusilli al pesto di carote e foglie

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Diventare vegetariani ha i suoi bei vantaggi, che ci crediate o meno. Diventare vegetariana prima, e dover eliminare alcuni alimenti dalla mia dieta poi, sono stati per me due momenti fondamentali. E’ stato così che ho cominciato a variare ancora di più la mia alimentazione, a usare nuovi ingredienti, a scoprire frutti e ortaggi mai provati prima. Ho imparato che abbiamo a disposizione un gran numero di cereali, legumi, semi, frutta e verdura, erbe aromatiche e spezie, ho imparato che c’è sempre qualcosa che non si sa, qualcosa da imparare. E’ stato così che mi sono incuriosita e ho cominciato a sperimentare ricette mai fatte, a usare quelli che fino a prima tendevo a considerare “scarti”, a ingegnarmi per cercare di sprecare il meno possibile.

Ancora una volta, il pesto è stato uno dei miei salvatori: con le foglie di barbabietola come con quelle dei broccoli ho preparato pastasciutte e risotti deliziosi, mai provati prima. E ora è il turno delle carote con i loro ciuffi verdi un po’ scompigliati, che con qualche mandorla sono diventati il condimento perfetto per i fusilli. Io ho trovato delle bellissime carote colorate, le gialle e le viola, ma non impazzite se avete solo quelle che siamo più abituati a vedere, arancioni, andranno benissimo!

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Mezze maniche con crema di carciofi e olive

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Proprio in questi giorni mi sono resa conto di quanto spesso il cibo sia al centro dei miei discorsi. Certo, direte voi, fa parte della mia vita e del mio lavoro. Ma non è tutto qui. Il cibo è protagonista di buona parte delle nostre conversazioni, di cibo si può parlare per ore e ci sarà sempre qualcosa da dire, qualche consiglio da suggerire, qualche ricetta da provare, qualche polemica da fare. Ci sono tanti modi di vivere la cucina e tanti modi di raccontarla, viviamo un momento di sovraesposizione del cibo in cui non facciamo altro che vedere foto di piatti invitanti (o meno) in tv, sui social, sui libri e le riviste, ne sentiamo parlare alla radio. Tutti hanno qualcosa da dire sul cibo, anche quelli che credono di non dargli nessuna importanza. C’è chi si nutre da una vita di cappuccio e cornetto, chi sta sempre a dieta, chi segue ogni moda, chi cucina solo in un modo e non ammette modifiche alle ricette, chi mangia sempre fuori e chi non cucina mai. C’è chi sa fare solo il caffè e chi mangia solo cibi pronti. C’è chi cucina ogni giorno (presente!) da una vita eppure ha ancora tante idee per preparare ricette sempre nuove, ci sono i piccoli che scoprono sapori nuovi e ci sono mamme preoccupate di farli mangiare in modo sano.

Il cibo è un po’ ovunque e oggi più che mai, oggi che noi, così fortunati, abbiamo molta scelta, non possiamo chiudere gli occhi e non farci caso. La mia consapevolezza e attenzione nei confronti del cibo è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni per necessità ma anche per mia volontà. Sono positiva, sono convinta che ci sia un lento movimento che ci sta spingendo a scegliere cosa mettere nel nostro piatto. Sono convinta che il cibo del futuro sia il cibo del passato, che si tornerà ai piatti semplici e ai sapori puliti, alle consistenze originali e ai profumi riconoscibili. A volte è un piatto di pasta a tavola che ci rende felici, è l’occasione per stare insieme. Altre volte invece siamo noi che mettiamo al centro il cibo e ci incontriamo per mangiare.

Ma quanti ricordi, quante decisioni prese, quanti litigi intorno a un tavolo? Quanti messaggi e quante emozioni racchiuse in un piatto? Avete mai pensato a quanta cura e quanto affetto c’è ogni giorno in ciò che mangiate? Che vi siate preparati il pranzo da voi o che ve l’abbia preparato qualcun altro non conta, se dentro c’è anche un po’ d’amore lo sentirete. Fateci caso oggi quando vi siederete davanti al vostro piatto di pasta. E’ solo cibo, ma non è solo cibo 🙂

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