Senza uova

Polpette broccoli e piselli al timo e limone

polpette broccoli piselli

Anno nuovo, feste finite, si torna alla quotidianità.

Anche quest’anno “soddisfazioni a tavola nel giorno di Natale à non pervenute” ma fa parte del gioco, inutile insistere se conosci i tuoi polli. Mi il Capodanno è andato decisamente meglio e poi io mi sono rifatta però sfornando biscotti e crackers per i miei studenti, preparando mille ricette che ora ho stipato nel freezer per i tempi di magra e mettendo a punto un paio di ricette senza glutine dolci e salate – presto su questi schermi – davvero deliziose.

Non so se siate fra quelli che durante il Natale mangiano il doppio rispetto al resto dell’anno oppure no, io a dire il vero non ho mai affrontato quei pranzi eterni. Ma di certo ci si concede qualcosa di più e arriva il momento in cui si torna ad avere voglia di piatti semplici e più leggeri.

Per non soffrire troppo del ritorno al menù “classico” l’ideale è provare a combinare in modo diverso gli ingredienti: invece che mettere nel piatto il miglio lessato con i piselli e i broccoli perché non ci facciamo delle polpette?

Le polpette di broccoli e piselli sono cremosissime e davvero semplici da fare, sono vegan e senza glutine e stanno benissimo con una salsa allo yogurt con senape e limone e tante belle verdure di contorno.

Il segreto? I broccoli. Sì sì, so che non credete alle vostre orecchie ma fidatevi. Se non li amate smettete di cuocerli a vapore o lessarli e accendete il forno! La cottura al forno darà a questi ortaggi super salutari un sapore molto più piacevole, soprattutto se come me aggiungete anche del limone. Provare per credere 😉

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Mini burger di azuki e riso rosso

burger azuki riso rosso

Mentre scrivo fuori piove a dirotto. Dopo un paio di giornate primaverili è tornato il cielo grigio e pare che tornerà anche il freddo. Oggi è una buona giornata la mia ma questi ultimi mesi sono stati un gran casino.

Non sono abituata a lamentarmi, non mi piace, eppure ultimamente sembra che non riesca a fare altro. In un momento in cui la mia vita era già un macello mi sono ritrovata a gestire un peggioramento significativo della mia salute. Ho sempre avuto un sacco di piccoli disturbi – le “magagne” come si dice in Veneto – tante piccole cose che ho imparato a gestire per avere una vita normale. Ho sempre convissuto con le mie magagne in modo pacifico, c’erano periodi peggiori e altri migliori ma io le conoscevo e sapevo come prenderle. Fino a quando la dermatite atopica si è aggravata. Ora so che qualcuno di voi starà pensando Scusa ma cosa le fa pensare che ci interessi il suo bollettino medico? Noi siamo qui per le ricette! La risposta è Perché ho bisogno di parlarne. Il mio blog è diventato un compagno di viaggio negli anni e anche un posto in cui sfogarmi un po’. Ci sono stati momenti di puntualità assoluta nella pubblicazione delle ricette e altri di silenzi dietro cui si nascondevano periodi più bui. Come questo. Chi conosce la mia malattia sa bene di cosa parlo. Conosce la stanchezza infinita dopo notti insonni, conosce il disagio e la difficoltà a guardarsi allo specchio e a uscire di casa, conosce l’imbarazzo, conosce l’insofferenza, conosce il dolore di un corpo che non sembra voler guarire, in un circolo vizioso. Conosce la sensazione che si prova ogni mattina, aprendo gli occhi sperando che sia tutto sparito, sapendo che invece è un altro giorno no.

La mia malattia non mette a repentaglio la mia vita, no. Ci sono malattie molto più gravi, mostri peggiori, lo so bene, l’ho visto con i miei occhi. E in questi giorni un po’ più neri in cui si fa fatica a immaginare che domani andrà meglio, ho pensato spesso a quei guerrieri – tantissimi – che combattono ogni giorno con la malattia. Che trovano la forza di alzarsi dal letto e portare a casa un’altra giornata, magari dispensando anche qualche sorriso. Ho pensato a quanto siamo scemi a non renderci conto della fortuna che abbiamo quando stiamo bene. Sono cose che suonano banali, mi rendo conto, ma sono esattamente le cose che penso. Quando stai male e finalmente hai un giorno di tregua pensi Oddio, sto troppo bene. Pensi Devo fare un milione di cose oggi, perché sto bene. Pensi Devo sorridere fino a quando mi farà male la faccia oggi, perché sto bene. E così prima che quella stronza della mia mente mi faccia pensare Tanto domani starò male di nuovo, io corro in cucina, accendo il forno, preparo qualcosa, magari proprio questi mini burger vegan e senza glutine di azuki e riso rosso alla paprica affumicata. Cerco conforto dove l’ho sempre cercato, in cucina. Perché a volte avresti bisogno del conforto di un abbraccio, ma stai male e non te la senti di chiederlo. Ed è una fortuna enorme avere delle persone che ti sostengono e che ti vogliono bene, che ti stanno vicino anche quando sei più acida del peggiore dei limoni. Ed è una fortuna avere una passione – o magari due, tre – che ti tengono in piedi e ti riempiono la mente prima che faccia viaggi strani.

Io sono fortunata, perché ho entrambe le cose.

Posso cucinare, incrociare le caviglie sul mio tappetino da yoga e lasciarmi scaldare dai sorrisi di chi mi vuole bene e continua a dirmi Credici, domani andrà meglio.

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Zuccotto vegan al cioccolato e cocco

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Natale sta arrivando, io continuo a non essere pronta ma, nel mio piccolo, sento di aver fatto la mia parte. Ho preparato teglie infinite di biscotti? No. Ho decorato tutta la casa con lucine e addobbi colorati? No. Ho messo in loop le canzoni di Bing Crosby? No. Ho preparato pacchetti con mille decorazioni che neanche Giovanni Mucciaccia? No.

E quindi cos’ho fatto per questo Natale? Ho preparato uno zuccotto. Ma non uno zuccotto qualsiasi, no. L’ho preparato con la focaccia alle uvette. Ed è tutto vegan.

Ed è buonissimo <3

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È andata così: mentre io impastavo e guardavo lievitare diverse versioni della mia focaccia vegan (che come mi avete chiesto posterò prossima settimana) ho avuto il piacere di ricevere un pacchettino con dentro il pandolce alle uvette di Fraccaro*, un’azienda del mio territorio che già conoscevo, che da qualche anno si è aperta alla produzione di dolci da forno con farine alternative e in versione vegan. Avendo ben in mente la bontà dello loro brioches vegan di fatto immaginavo che questa focaccia non potesse che essere deliziosa. E in effetti non mi ha delusa: soffice, profumata, non troppo dolce. Una fetta tira l’altra. Ma mica potevo accontentarmi di mangiarla così, scherziamo? Così ho pensato di preparare lo zuccotto e  dentro ho preparato una crema di cocco e cioccolato che stando in frigo (o in freezer) somiglierà un po’ a un semifreddo. E chevelodicoafare, è una bomba.

Ora vado a impastare la mia focaccia vegan, perché il prossimo zuccotto lo preparo con quella 🙂

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Quiche alla zucca con carote barbabietola e gorgonzola

quiche zucca carote barbabietola gorgonzola

Natale, negli ultimi due anni il Natale è cambiato completamente per me. Tutto rientra in quel quadro di stravolgimenti che ha dipinto a toni accesi la mia vita e mi ha portata a soffocare la mia sensibilità in alcune situazioni, ad enfatizzarla in altre.

Il Natale è letteralmente dietro l’angolo ma per me è lontano mille miglia. Non ho fatto l’albero, non ho appeso le decorazioni. Il cuore resta aperto, magari domani mi sveglierò con la voglia di raschiare il fondo di questo cuore alla ricerca dello spirito del Natale. Per ora non è così, lo accetto.

Lascio che sia qualche piatto speciale a parlare di festa e di abbracci intorno a un tavolo. Impasto la focaccia (la ricetta arriva, promesso) e fondo il cioccolato mentre stendo la brisé all’olio per la torta salata. E dentro ci metto tanti colori e un concentrato di sapore, tutto quello di cui ho bisogno ora. E magari non sono la sola. E magari questa quiche finirà su qualche tavolo per la cena della Vigilia o per il pranzo di Natale.

E stare sulle vostre tavole sarà bellissimo! <3

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Interpretazione vegan degli zaèti

interpretazione vegan zaeti

A volte anche le cose belle finiscono. Lunedì è uscito l’ultimo numero di Taste&More, il magazine che avete imparato a conoscere con cui collaboro ormai da qualche anno. Mi ricordo benissimo il giorno in cui mi hanno invitata a salire a bordo di questo bel progetto, ricordo quanto mi sono sentita fortunata di poterne fare parte, ricordo tutta l’ansia da prestazione e le sfide affrontate. Taste&More è stato un progetto stimolante perché insieme a me c’erano un sacco di blogger bravissime. Ma tipo super mega brave. Tipo che io mi sono sempre sentita la schiappa del gruppo. Ma da quelli bravi bravi puoi sempre imparare e io di voglia di imparare ne ho tanta. Così numero dopo numero siamo arrivate a chiudere questo ciclo e lo facciamo con la rivista dedicata al Natale e alle feste, con tante luci e tanti colori, con tutta la magia di questo periodo. Gustatevi ogni pagina mentre vi accompagniamo fra le nostre ricette.

Per questo numero speciale sono rimasta in Veneto e ho preparato una versione rivisitata di un biscotto tipico della mia regione, preparato con farina di mais e uvette. Prima che i tradizionalisti insorgano mi sono solo lasciata ispirare dai zaèti (o zaleti) – che avevo già preparato nella versione originale qui – per creare un biscotto vegan friabile e non troppo dolce, perfetto anche per l’inzuppo.

Scegliete voi se volete prepararli per la colazione o portarli in tavola al pranzo di Natale, se metterli nella calza della Befana o sgranocchiarli mentre brindate all’anno nuovo.

ECCO. Brindiamo all’anno nuovo insieme. Che sia NUOVO davvero.

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