Varie

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Muffin di avena e segale con ciliegie e lamponi

muffin avena segale

I muffin, in assoluto sono loro i dolci più gettonati nella mia cucina. Sono loro i protagonisti di colazioni e merende, pronti in pochissimo tempo, morbidi morbidi, adatti a mille e più variazioni.

Una sorta di rifugio per il corpo e l’anima perché si preparano quasi ad occhi chiusi, liberano la mente e scatenano la fantasia, confortano a ogni morso. Credo sia stata proprio la ricetta dei muffin la prima che ho preso in mano per sperimentare le mie alternative vegan e da allora, parecchi anni fa, i miei muffin sono vegan, punto. Ho completamente dimenticato l’opzione uova+burro per abbracciare serena le altre versioni: sugarfree, con yogurt di soia, con semi di chia, con latte vegetale eccetera eccetera.

Ho affondato mille volte i denti in un muffin soffice soffice dicendomi “solo un morso, hai già fatto colazione” o “solo per assaggiarlo, ormai è ora di cena” per poi ritrovarmi solo le briciole fra le mani.

L’ho già detto e lo ripeto: sono per una sana alimentazione, sono convinta dell’importanza di mangiare bene, in modo equilibrato. Non sono un’estremista e non voglio indottrinare o vendere le mie scelte come LE scelte, quelle giuste, ma sono una sostenitrice dell’importanza di ridurre (almeno) il consumo di carne, di mangiare variato, di aumentare la dose di frutta e verdura fresca, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi.

muffin avena segale ciliegie

Ma allo stesso modo e per le stesse ragioni credo nel valore del cibo di conforto, credo nell’importanza di sapersi godere una fetta di dolce in compagnia, di riempirsi la maglia di briciole di biscotti mentre si chiacchiera allegramente, di incontrarsi per un gelato. Sono gesti piccoli ma potenti che uniscono e riscaldano l’anima, che leniscono – anche solo per poco – le ferite del corpo, della mente e del cuore.

Per questo quando qualcuno mi vede con un muffin al cioccolato in mano e solleva il sopracciglio bofonchiando qualcosa tipo “ma tu non mangiavi sano?” mi sento libera di rispondere sorridendo che sì, io cerco di mangiare sano per potermi concedere ogni tanto uno strappo senza rimorsi.

Perché ragazzi su, la vita è una sola. (E poi fra due giorni compio gli anni!)

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Spiedini di cavolini e l’appuntamento con il mio libro “Diario di una vegetariana” a Food&Book

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Da un po’ di tempo non vi racconto più niente sul mio libro di cucina (e non solo) DIARIO DI UNA VEGETARIANA e sulle ricette vegetariane e vegan che ci trovate dentro, e siccome è pur sempre figlio mio – e mica dei figli si parla solo alla nascita – oggi torno a bomba sul tema.

Perché udite udite, signore e signori, come qualcuno già saprà è arrivato il momento di presentare il mio libro al mondo: venerdì 23 ottobre 2015 sarò al Food & Book Festival di Montecatini insieme (per mia grande fortuna) a Carlo Ottaviano, giornalista ed ex Direttore del Gambero Rosso – solo per sintetizzare – grande esperto di enogastronomia che oltre a dirigere il Festival e ad avermi invitata sarà anche con me a raccontarvi qualcosa di questa creatura.

Food&Book Festival del libro e della cultura gastronomica, alla sua terza edizione, si terrà dal 23 al 25 ottobre e vedrà la partecipazione di scrittori e Chef da tutta Italia. Tre giorni dedicati al mondo del cibo e non solo (anche il vino e l’acqua faranno la loro parte) durante i quali le presentazioni si alterneranno a eventi, degustazioni, showcooking e cene.

Questo quello che era doveroso dire per spiegarvi un po’ dove sarò.

Ora possiamo passare allo stato d’animo della sottoscritta, un misto di emozione e ansia mescolate in un nodo che ancora non si è sciolto (e speriamo non si sciolga proprio quel giorno). Il panico di una che con la comunicazione ci mangia ma che di solito non ha riflettori puntati addosso, anzi, sta dietro le quinte ben nascosta. La gioia per questo piccolo/grande traguardo che mi da la possibilità di raccontare il mio libro con i cuore, perché dentro c’è un pezzetto di me. L’incredulità di vedere il proprio nome in un programma pieno di grandi nomi e la voglia di prendersi qualche minuscola rivincita verso chi ha tentato di demolire la mia già scarsa autostima in ogni modo, nel tempo, che si mescola alla mia ormai tradizionale tendenza a mantenere un profilo basso. Della serie “stai calma”. Poi ci sono le questioni tipo cosa dico/ma se mi impappino/se mi viene l’ansia e non riesco a parlare e le non trascurabili cosa mi metto/come mi pettino/come mi trucco, cose da femmine insomma.

Ecco, questo in sintesi quello che mi sta capitando.

Io sono qui ancora una volta a dire grazie a voi che mi leggete, perché questo progetto è nato come una sfida ma senza grandi aspettative, è stato coltivato con amore e passione ogni giorno ma poi, in fondo, se non ci foste voi a leggermi non avrebbe molto senso. E sono qui anche a dirvi: venite! Dai io vi aspetto, ci sono una sacco di professionisti di altissimo livello, ci sono tante cose interessanti da vedere e da ascoltare, ci sono le terme. E poi ci sono io che avrò un gran bisogno di abbracci 🙂

L’ultima cosa che vi dico è: comprate il mio libro! Dai su, lo trovate anche su Amazon e sui vari circuiti di vendita online, potete ordinarlo e riceverlo comodamente a casa. Sarà bello stare fra le vostre mani, nelle vostre librerie, sulle vostre tavole ed essere scribacchiati e riempiti di appunti. Spero che il mio libro diventi un po’ anche vostro.

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E per non lasciarvi con la bocca asciutta vi lascio la ricetta (che trovate a pagina 172 di Diario di una vegetariana) dei miei cavolini di Bruxelles arrostiti alle erbe provenzali che io ho adorato negli spiedini con pere e prugne (che trovate a pagina 34).

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Diario di una vegetariana e quadrotti con pomodoro e mozzarella

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Ok ragazzi, è arrivato il tempo di parlarvi un pochino del mio libro, DIARIO DI UNA VEGETARIANA. E’ ancora strano chiamarlo il “mio” libro, è successo tutto così velocemente, molto del merito va a questo blog (e quindi grazie a voi!). Mi viene ancora da ridere quando mi chiedono se sono una food blogger, per questo quando mi hanno proposto di scrivere un libro credevo quasi mi stessero facendo uno scherzo telefonico.

Ho sempre cercato di fare le cose per bene, al mio massimo, ma nonostante questo ho sempre fatto fatica a dirmi “stai andando bene”, mi è sempre sembrato semplicemente di fare quello che andava fatto, di fare il mio dovere.

Il blog è stato un po’ una sfida, un po’ una forma di evasione, un po’ un progetto su cui concentrarmi per allontanare altri pensieri in un momento complicato della vita. E poi dal blog sono nate altre cose, il tempo è diventato sempre meno e la lista delle cose da fare sempre più lunga eppure cucinare è rimasta una delle mie priorità. Per necessità, certo, ma soprattutto per piacere e per passione.

Quindi quando mi hanno proposto di mettere tutto questo su carta, è stata una grande emozione. Ma nonostante questo non ho voluto parlarne, quasi temessi che fosse un sogno, quasi pensassi un giorno di svegliarmi con l’idea per una ricetta in testa per poi scoprire che non c’era nulla di vero, nessun libro, nessun Diario di una vegetariana. Non c’ho creduto fino a quando mi hanno detto “è in stampa” e ancora non ero convinta, ho dovuto vederlo sullo scaffale della libreria per realizzare.

Ora non voglio essere fastidiosa o pesante, non so chi di voi l’abbia già comprato o abbia intenzione di comprarlo, non importa (anzi importa molto, compratelo!), ma visto che è una mia creatura sento di dovervi dire ancora qualcosa di lui, mi pare di averlo un po’ trascurato 🙂

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Il libro è pieno zeppo di ricette – in tutto sono 100 ricette vegetariane, vegan e adatte a chi soffre di intolleranze alimentari quindi, ad esempio, senza uova, latte e derivati, glutine – ma ci sono anche tanti brevi testi introduttivi in cui vi racconto un po’ di me, della mia vita e della mia cucina. L’idea resta quella che mi guida da sempre fra i fornelli: la cucina vegetariana è una cucina per tutti, al di là delle classificazioni, delle polemiche e delle critiche. Ecco perché le mie ricette sono alla portata di tutti, non richiedono l’utilizzo di attrezzature particolari e si possono preparare con ingredienti di stagione.

Ad esempio, se sfogliate il libro fino a pagina 67, troverete una ricetta vegetariana perfetta per questo periodo che richiede un po’ di lavoro – non troppo ma magari potete prepararla nel weekend quando i ritmi sono un po’ più lenti – che però da grandi, grandissime soddisfazioni. Della pasta acqua e farina vi avevo già parlato, del modo meraviglioso in cui assorbe il sugo, della sua consistenza unica e dell’incredibile facilità di preparazione. Stavolta ve la propongo con melanzane e bufala in un trionfo d’estate!

Caro diario…questo è un giorno che non dimenticherò

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Oggi sono qui per un’altra puntata di CARO DIARIO… per raccontarvi il perché di tanta agitazione.

Oggi sono qui con la tremarella più forte di ieri e le mani che battono sui tasti con un’insolita incertezza, come a ricordarmi che se invece di scrivere stessi parlando ogni parola detta sarebbe una conquista.

Oggi sono qui con tutto il pudore di chi ha la possibilità di lavorare a un progetto inaspettato e bello, per la prima volta, con il pudore di chi sa che ha avuto un’occasione da non perdere e che si sente troppo felice, nervosa e fortunata per riuscire a formulare frasi di senso compiuto.

Oggi sono qui per condividere con voi – perché senza di voi non ci sarebbe neanche tutto il resto – questo progetto, il progetto che mi ha assorbita e tenuta impegnata negli ultimi sei mesi, che mi ha fatto capire quanto possano essere poche 24 ore, che mi ha insegnato che la perfezione non esiste e che si può sempre fare meglio, è vero, ma che lungo la strada a volte è bene fermarsi e trovare il tempo per essere felici di quel che si è fatto. Questo è quello che mi è successo: ho cucinato, fotografato e scritto senza sosta e ogni volta volevo spostare l’asticella più in alto, ogni volta volevo fare di più e meglio.

Questo progetto mi ha spronata e mi ha incoraggiata, è stato come la scalata di una montagna altissima in cui a ogni passo vorresti tornare indietro e rifarlo di nuovo, meglio, con più sicurezza e con meno paura. E quando arrivi in cima e guardi giù, nonostante la fatica, nonostante i dubbi e tutto il resto, non riesci a non sentirti felice.

Sto tergiversando, lo so, ma non trovo le parole. Le sento risuonare nella mia mente ed è come se sentissi parlare qualcun altro.

Oggi esce in libreria il mio libro. A partire da oggi le mie ricette, i miei pensieri e i miei appunti non saranno solo online ma anche su carta. E questa per me, che pur avendo un blog non posso rinunciare al piacere di sfogliare un libro, è una gioia.

Il libro si chiama Diario di una vegetariana proprio per questo, perché è la trasposizione su carta di alcuni post del blog uniti ad altre ricette nuove di zecca, pensate e realizzate solo per il libro. E’ il frutto di tanti mesi con il cervello a mille, di tante sperimentazioni in cucina, di ricette fatte e rifatte, di foto che non erano mai ‘abbastanza’ e di testi riscritti mille volte. E’ come un figlio, lo sento mio tanto quanto sento mio il blog e mi auguro che in ogni pagina possiate sentire l’amore e la passione che ci sono dentro. E spero che chi di voi avrà voglia di comprarlo lo userà come faccio io con i miei libri, senza paura di macchiarlo, stropicciarlo, evidenziarlo, riempirlo di post-it e di appunti.

Sogno che questo libro riesca a raccontare quello in cui credo, ovvero che la cucina vegetariana è una cucina per tutti. Sogno che possa finire anche fra le mani degli scettici più convinti e che sappia mostrare con semplicità e delicatezza che un piatto di spaghetti al pomodoro resta un piatto delizioso sempre, anche se è ‘vegano’. Dentro ci troverete tante ricette semplici da preparare tutti i giorni, nelle vostre cucine di casa, con ingredienti di stagione e senza bisogno di attrezzature da Chef, perché io Chef non sono. Ma appassionata, di certo.

E allora non importa che siate onnivori, vegetariani o vegani, mettetevi a tavola, oggi cucino io 🙂

(PS: io vi aspetto in libreria eh!)

 

Caro diario…

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Ognuno di noi, nel corso della vita, si trova ad affrontare piccole grandi sfide che spesso coincidono anche con delle ‘prime volte’: il primo giorno di scuola, il primo lavoro, la prima casa. Alcune sono scritte nel nostro destino e sappiamo che arriverà il momento di affrontarle, altre invece ci sorprendono quando meno ce l’aspettiamo.

Gli ultimi anni per me sono stati densi di sfide e di prime volte. Ho affrontato una nuova vita piena di incertezza e di punti di domanda cercando di piantare radici ogni volta che mi era possibile, per quanto piccole e fragili. Ho imparato a fare cose che non avevo mai fatto, ho sfidato la mia paura e le mie incertezza, il timore di non farcela, e ho proseguito dritta per la mia strada mettendo da parte e al sicuro tutto quello che ho potuto imparare e raccogliere lungo quella strada.

Ci sono stati anche momenti di sconforto e allora mi sono aggrappata alle cose, alle persone, ai progetti e ai sogni che mi hanno dato la forza e il coraggio per continuare.

Non mi sono voltata indietro e non mi sono fatta bella quando sono arrivati i primi, microscopici segnali positivi. Ma ho pensato spesso, mio malgrado, a chi aveva lavorato per tanto tempo per insinuare altri dubbi e incertezze nella mia mente, a chi aveva cercato di farmi crollare, a chi aveva provato a farmi il vuoto intorno. Nessuna tragedia, sciocchezze, sono una persona davvero molto fortunata e lo so bene, eppure tutto questo è successo davvero, inutile negarlo.

Mi hanno insegnato a fare le cose per me stessa e per le persone che amo. Mi hanno insegnato a fare le cose per bene, al mio massimo, a cercare di migliorarmi e hanno provato anche a insegnarmi che ogni tanto voltarsi a guardare la strada percorsa e gli obiettivi raggiunti fa bene, che darsi un buffetto su una spalla e dirsi “sono arrivata fino a qua e non sto andando male” non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi. Ma ammettiamolo, su questo sto ancora lavorando.

Preferisco mantenere un profilo basso, nonostante quello che alcuni dicono. Faccio fatica a godermi al massimo e fino in fondo i miei piccoli successi e ogni volta che mi si presenta una nuova sfida, una nuova ‘prima volta’, sento la terra tremare sotto i piedi. Ma quando decido di cogliere l’occasione, di provarci, di andare, allora lo faccio con tutta me stessa, con anima e corpo. E arrivo al traguardo stremata, stanca, con un carico di emozioni pronto a esplodere ma, a modo mio, felice.

Niente ricetta oggi, oggi torniamo all’idea del blog rimasta incompiuta per la paura di raccontare troppo, di mostrare troppo, di stare troppo in vista e di uscire dagli argini del mio low profile.

Oggi torno al DIARIO per quello che per me è un ottimo motivo, per raccontarvi un po’ di emozioni e per condividerle con voi. Perché un’altra sfida è arrivata e io l’ho presa al volo, le ho dedicato tanta energia e ora che sta per diventare reale ho la tremarella.

Statemi vicini <3

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In libreria!
DIARIO DI UNA VEGETARIANA
Presentazione VENERDì 15 DICEMBRE a Treviso da 11 (via Diaz) ore 17.30

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