Dolci

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Gelato alla liquerizia vegan glutenfree

gelato liquerizia

Ogni estate ha un sapore diverso. Ogni estate ha un tema ricorrente, qualcosa che per quella stagione diventa un po’ un must, un tormentone, qualcosa di cui non riesco più a fare a meno.

Quest’anno la vita per la ricetta della mia estate ha combinato ingredienti apparentemente strani da mescolare tipo: una serie di prime volte (tante e impegnative), una quantità importante di tempo trascorso a casa (sia perché non sono andata in vacanza per periodi lunghi sia perché sono stata parecchio fra le mura di casa), una valanga di insalate (di tutti i colori e i sapori), chiacchierate lunghissime (anche con chi credevo non avrebbe mai retto le mie maratone), diversi giri in bici (con annesse schiene sudate e capelli scompigliati), poco mare (decisamente poco, per i miei standard) e chili di gelato (sia quello fatto in casa che quelli mangiati per strada passeggiando). Ecco, siamo arrivati al dunque. Il GELATO.

Cos’è poi il gelato se non un apostrofo fresco e cremoso fra le parole “fa caldo”?

Questa mia passione/ossessione per il gelato non è cosa nuova, è già dall’anno scorso che sto in fissa (trovate un po’ di ricette qui). Vi ho raccontato di come passare dal gelato alla crema a quello alla frutta mi avesse fatto perdere l’innamoramento, di come un buon gelato alla frutta mi avesse fatta re-innamorare e di come fossi passata alle preparazioni casalinghe con somma gioia. Ma non vi avevo ancora offerto una versione alla liquerizia, la mia amatissima liquerizia, che dolcifica un sacco e ci permette di non esagerare con gli zuccheri. Una polvere preziosissima che rende tutto speciale. Così l’ho fatto, ho preparato il gelato vegan e senza glutine alla liquerizia, la base è fatta con il latte di cocco e la crema di anacardi.

5 ingredienti, niente gelatiera. Come si fa a non farlo?!

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Crumble di ciliegie vegan e glutenfree allo zenzero

crumble vegan ciliegie

Ogni anno quando arriva la bella stagione mi trovo a fare lo stesso ragionamento: com’è possibile che dopo un’attesa lunga ed estenuante durata tutto l’inverno l’estate mi sfugga via senza che me ne renda conto? Come fa a essere già arrivato luglio se era maggio fino a ieri? Giugno è volato fra cambiamenti e spostamenti, siamo nel pieno dell’estate, la gente va in vacanze e io…li invidio!

La verità è che credo che per godermi davvero l’estate avrei bisogno di staccare per almeno 3 settimane, 1 mese, trasferirmi in un posto sul mare e dimenticare il pc per riprendere contatto con me stessa. La gestione del tempo “lavorativo” nel passaggio dall’agenzia alla vita da freelance non è cambiata: ero senza orari prima, sono senza orari oggi. Ancora di più da quando ho affiancato alla mia attività principale di consulenza e comunicazione (quella che serve a pagare le bollette, ndr) anche il blog e lo yoga. La differenza sostanziale però è in come mi sento: in trappola, frustrata e sottovalutata prima, all’interno di un meccanismo che girava al contrario rispetto alla mia direzione, stanca ma molto più serena ora. Anche perché adesso sono causa del mio mal, quindi come dire…fermarsi, soprattutto quando ti fai ingoiare dal vortice per cercare di tenerti impegnata, non è affatto facile.

Detto questo una pausa di un mese mi sembra un vero miraggio – anche se sono convinta che potrebbe fare miracoli, sia sulla salute fisica che su quella mentale, anzi: se c’è qualche sponsor all’ascolto per un viaggio di un mese al mare prego fatevi avanti, io posso ricambiare con yoga e cibo buono – ma sento molto la mancanza di quella buona abitudine che avevo creato per me stessa: due settimane di vacanza al mare alla fine della stagione, dopo uno degli eventi più importanti dell’anno lavorativo, con l’unico pensiero di scegliere il costume giusto per la giornata. Oddio, le mail arrivavano comunque, ma era gestibile. Da due anni mio malgrado ho dovuto far saltare questa buona pratica e Dio solo sa quanto mi manca.

Ma smettiamo di piangere sul latte vegan versato, cercherò almeno ad agosto di prendermi qualche giornata off (se avete consigli low cost ad alto tasso di relax, di nuovo, prego fatevi avanti) e intanto mi ritengo già fortunata ad essere riuscita, poco alla volta, a rimettermi a cucinare dopo quest’ultimo periodo.

Si ma cos’ho cucinato? Dopo i crackers di ceci ecco un’altra ricetta nata da una nuova ossessione: le ciliegie. Ci sono ancora? Ebbene si, alcune varietà le trovate anche a luglio. Il crumble di ciliegie allo zenzero è vegan e glutenfree preparato con tante bricioline che profumano di cocco ma voi lo potete fare anche con altri frutti estivi o usando solo le mandorle in sostituzione del cocco.

Andiamo a cucinare.

PS: e voi andate in vacanza?

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Torta bassa vegan banana e caffè senza zucchero

torta bassa banana caffè

Gli ultimi quindici giorni sono stati un frullatore. Solo che invece che buttare tutto in un contenitori a bordi alti, frullare e ottenere qualcosa di fresco e buonissimo, ho preso i pezzi della mia vita e li ho – letteralmente – mescolati, spostati, accatastati, sballottati. La mia vita è passata fra lame affilate che l’hanno travolta in un vortice troppo veloce da evitare e il risultato non è qualcosa di *buonissimo*, piuttosto è qualcosa di incasinatissimo che non ha ancora preso forma e tenta con fatica di trovare il suo spazio. Cosa è rimasto della me di quindici giorni fa, non lo so. E’ proprio vero che la ricetta della vita è un mistero.

Mentre cerco di rimettere a posto i pezzi e di trovare un nuovo equilibrio, mi nutro di insalate e poco altro anche se ho perso il conto dei biscotti, della cioccolata, del gelato e del caffè che mi mantengono in piedi nonostante tutto. Voglio Mi tocca una vita spericolata, insomma. Una cerca di mangiare bene, di vivere in modo sano e poi CIAO, butta tutto all’aria suo malgrado. Ma va bene, recupereremo. Tornerà anche il tempo del forno acceso e delle torte a colazione, il tempo della cucina che è un piacere e non una necessità, il tempo delle pause e delle chiacchiere, il tempo per me e per fare pace con questa nuova versione di Giulia. Ultimo modello.

Intanto sfoglio i miei appunti in cerca di qualche torta sana da proporvi, qualcosa che però sia buono e vi porti un po’ di carica, quella che servirebbe tanto anche a me. E non c’è niente di meglio di banane, caffè e cioccolato per recuperare le energie a colazione o prima di una lezione di yoga (o della palestra, o di una camminata o quando volete insomma), tutto mescolato in una torta vegan e senza zucchero che però non manca di dolcezza, garantito. E la dolcezza, si sa, serve sempre a ognuno di noi.

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Muffin al cocco e limone senza zucchero

muffin cocco limone stevia

Gli ultimi mesi mi hanno sopraffatta. E’ stato un insieme di vicende personali, lavorative, familiari e di salute assurdo. Quel periodo non è finito.

Ho cercato di trovarci dentro un ordine, un senso. Quando dico che sto “lavorando su me stessa” non so bene a cosa pensi la gente. Forse non pensa niente. Forse visto che insegno yoga si immaginano cose strane. Invece no, nulla di strano.

Ho iniziato un viaggio dentro di me da piccolina, per difendermi dagli attacchi esterni degli altri ragazzini. Crescendo ho continuato quel viaggio per imparare a diventare grande e a condividere la mia vita, la mia visione e i miei spazi. Poi è stato il momento della crescita lavorativa che mi ha anche portata a definire delle priorità. Così ho affrontato un altro pezzo di viaggio, complicato, grazie allo yoga e ho fatto un po’ di chiarezza dentro. Ma, diciamocelo, ho trovato un gran casino. Eppure lì ho iniziato a razionalizzare, a togliere, a scegliere davvero. Poi ho affrontato la malattia che si è fatta più presente, più pesante, invalidante. E siccome le cose non vengono mai da sole, insieme alla malattia ho dovuto comprendere e accettare le conseguenze delle mie scelte.

L’altro giorno ho scritto un messaggio a un amico che mi ha chiesto come stavo afforontando questo periodo e ho risposto “non è semplice ma prendere decisioni importanti non lo è mai”. Credo di essere stata molto onesta in quel momento. Ogni scelta comporta rinunce, conseguenze, cambiamenti. E non sempre si è pronti ad affrontarli. Ma a volte la vita ti da tempo, ti lascia prenderti il tuo spazio, altre volte no. Ti costringe a chiudere il cerchio anche se non sei pronta, se non sei sicura. Non ti lascia scelta. E forse lo fa proprio perché non ti serve un’alternativa, ma la direzione in cui stai andando è quella giusta. Per te, ora. E domani? Domani chissà. Si può sempre tornare indietro, ma prima serve fare un passo avanti.

Tutto questo sturm und drang per me si riflette, inevitabilmente, anche sulla tavola. Sia perché la cucina è parte fondamentale della mia vita e del mio lavoro, sia perché il modo in cui mi nutro condiziona la mia salute da un lato, riflette il mio stato d’animo dall’altro.

Evidentemente ora ho bisogno di coccole e di dolcezza, ma di quella giusta. Così dopo settimane senza dolci, ho preparato questi muffin con poca farina e senza zucchero preparati con l’unica cosa concessa, la stevia (quella vera, che costa un occhio della testa, non quella finta!). Il primo esperimento è stato un fallimento, biscotti che sapevano solo di stevia – che, per info, ha un retrogusto intenso di liquerizia e va dosata molto bene. Così ho ritentato cercando sapori che potessero essere valorizzati dalla stevia, non coperti: cocco e limone. E sono nati questi muffin.

Oh, non so se sembrano buoni a me perché bramavo un muffin da troppo tempo, può pure essere…ditemelo voi!

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Dolcetti morbidi di avena e amaranto al cioccolato

Visto che questo blog è diventato un po’ come un diario in cui oltre alle ricette vi racconto emozioni, pensieri e stralci di vita, suo malgrado è soggetto proprio agli effetti della vita. E visto che ultimamente non sto molto bene – come qualcuno di voi avrà intuito da FB – il blog è rimasto un po’ fermo.

Sono in un periodo in cui la salute non mi sostiene, la mia dermatite atopica si è scatenata prepotentemente rendendomi davvero difficile fare una vita normale, lavorare, muovermi, insegnare. Ci sono giornate migliori di altre ma mi sento molto sconfortata perché non ho ancora capito quale strada percorrere e tutte quelle che ho percorso fino ad ora non mi hanno portata a nessun risultato. Sentirsi malati e sentirsi soli non rende facile affrontare il resto. Non voglio farvi un pippone in un post triste su una malattia che sicuramente è molto meno grave di tante altre ma sono sicura che chi ne soffre in forma severa, come me, sa di cosa sto parlando.

Detto questo ho capito che il blog non meritava di subire tutte le conseguenze della mia malattia e ho deciso di rispolverare una ricetta per preparare dei pasticcini vegan di avena e amaranto, perfetti anche per chi cerca un dolce gluten free (verificate che l’avena sia certificata).

Questi dolcettisono morbidi e fragili, caratterizzati dalla consistenza dell’amaranto soffiato che non li rende paragonabili a nessun altro dolce. Per prepararli vi bastano i cereali della colazione e un po’ di cocco, non serve farina, e sono facilissimi da fare.

Per chi come me in questi giorni è a dieta rigida e non li può mangiare sono un sogno ma per voi potrebbero diventare realtà in pochissimi minuti….

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Gelato alla liquerizia vegan glutenfree
Bowl con grano saraceno, anguria gialla e ceci
Zuppetta fredda di anguria e barbabietola
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