Zuppetta tiepida di piselli carciofi e finocchi

zuppetta finocchio piselli carciofi

In uno degli ultimi post avevo detto che il blog sta seguendo e subendo l’andamento della mia vita, gli alti e i bassi, lo stress, i momenti pieni pieni di cose da fare con giornate che dovrebbero durare almeno il doppio. Nelle ultime settimane il blog è rimasto un pensiero fisso, avevo tanta voglia di pubblicare, ma non ho trovato – letteralmente – il tempo per scrivere, riordinare le foto, pubblicare.

In questi giorni in cui ho cambiato scenario – sono tornata dal mio pezzo di cuore ad Amsterdam – sto cercando un ritmo nuovo nelle mie giornate. Amo questa città in un modo strano, non credevo mi sarei innamorata di una città del nord spesso grigia e ventosa, invece qui mi sento un po’ come nella mia seconda casa. Certo è che se hai la fortuna di avere un pezzetto di famiglia sempre disposto a ospitarti, è tutta un’altra storia. In ogni caso si, Amsterdam è un altro dei miei posti del cuore, dove ho trascorso un periodo speciale e intenso che ha – letteralmente (di nuovo) – cambiato la mia vita. Qui si è acceso un motore diverso e tutto ha cominciato ad andare in una nuova direzione, nel bene e nel male. E quando torno qui è come se prendessi una pausa dalla routine, anche se continuo a lavorare e a fare una vita casalinga, non da turista insomma.

Sarà forse l’aria olandese che mi ha fatto venire voglia di proporvi un’altra zuppetta alla fine di maggio, perfetta da mangiare tiepida o a temperatura ambiente, leggera ma saporita, preparata con carciofi, piselli e gli ultimi finocchi. Potete provarla come antipasto oppure aggiungere del formaggio fresco per renderla più sostanziosa.

Questa zuppa è nata, come spesso succede, per evitare sprechi: quando comprate i carciofi e li pulite, buttate tutto lo “scarto” delle foglie esterne e del torsolo? Non lo fate! Quando comprate gli asparagi, buttate i gambi più legnosi? Non lo fate! Quando comprate i piselli in baccello, buttate i baccelli? Non lo fate!

Per le zuppe come per i risotti questi “scarti” possono diventare preziosissimi. Vi spiego come (e se avete altri suggerimenti scrivetemi!).

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Muffin al cocco e limone senza zucchero

muffin cocco limone stevia

Gli ultimi mesi mi hanno sopraffatta. E’ stato un insieme di vicende personali, lavorative, familiari e di salute assurdo. Quel periodo non è finito.

Ho cercato di trovarci dentro un ordine, un senso. Quando dico che sto “lavorando su me stessa” non so bene a cosa pensi la gente. Forse non pensa niente. Forse visto che insegno yoga si immaginano cose strane. Invece no, nulla di strano.

Ho iniziato un viaggio dentro di me da piccolina, per difendermi dagli attacchi esterni degli altri ragazzini. Crescendo ho continuato quel viaggio per imparare a diventare grande e a condividere la mia vita, la mia visione e i miei spazi. Poi è stato il momento della crescita lavorativa che mi ha anche portata a definire delle priorità. Così ho affrontato un altro pezzo di viaggio, complicato, grazie allo yoga e ho fatto un po’ di chiarezza dentro. Ma, diciamocelo, ho trovato un gran casino. Eppure lì ho iniziato a razionalizzare, a togliere, a scegliere davvero. Poi ho affrontato la malattia che si è fatta più presente, più pesante, invalidante. E siccome le cose non vengono mai da sole, insieme alla malattia ho dovuto comprendere e accettare le conseguenze delle mie scelte.

L’altro giorno ho scritto un messaggio a un amico che mi ha chiesto come stavo afforontando questo periodo e ho risposto “non è semplice ma prendere decisioni importanti non lo è mai”. Credo di essere stata molto onesta in quel momento. Ogni scelta comporta rinunce, conseguenze, cambiamenti. E non sempre si è pronti ad affrontarli. Ma a volte la vita ti da tempo, ti lascia prenderti il tuo spazio, altre volte no. Ti costringe a chiudere il cerchio anche se non sei pronta, se non sei sicura. Non ti lascia scelta. E forse lo fa proprio perché non ti serve un’alternativa, ma la direzione in cui stai andando è quella giusta. Per te, ora. E domani? Domani chissà. Si può sempre tornare indietro, ma prima serve fare un passo avanti.

Tutto questo sturm und drang per me si riflette, inevitabilmente, anche sulla tavola. Sia perché la cucina è parte fondamentale della mia vita e del mio lavoro, sia perché il modo in cui mi nutro condiziona la mia salute da un lato, riflette il mio stato d’animo dall’altro.

Evidentemente ora ho bisogno di coccole e di dolcezza, ma di quella giusta. Così dopo settimane senza dolci, ho preparato questi muffin con poca farina e senza zucchero preparati con l’unica cosa concessa, la stevia (quella vera, che costa un occhio della testa, non quella finta!). Il primo esperimento è stato un fallimento, biscotti che sapevano solo di stevia – che, per info, ha un retrogusto intenso di liquerizia e va dosata molto bene. Così ho ritentato cercando sapori che potessero essere valorizzati dalla stevia, non coperti: cocco e limone. E sono nati questi muffin.

Oh, non so se sembrano buoni a me perché bramavo un muffin da troppo tempo, può pure essere…ditemelo voi!

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Bavette con crema di cavolfiore viola e carote con ceci speziati

bavette crema cavolfiore carote ceci speziati

In queste settimane mi sto preparando per affrontare un altro grande cambiamento nella vita. Cambiare fa parte di noi, è salutare, è stimolante. Ma non sempre è facile. Pur essendo sempre stata un’amante delle abitudini e della stabilità, negli ultimi anni ho scoperto la bellezza del cambiamento, inteso sempre come crescita, come esperienza, come vita. Eppure spesso mi accorgo di fare resistenza, almeno mentalmente, al cambiamento. Percepisco il suo valore, mi attrae, ma fare il passo è sempre complicato. Soprattutto per chi come me pensa molto, analizza, resta razionale. Il momento più importante è mettere in moto il motore, prendere la decisione, abbracciare il cambiamento. Poi la strada diventa in discesa.

Sono fiduciosa che sarà un cambiamento difficile, ma bello. E intanto come sempre mi riempio la vita di cose da fare, infilo cose nell’agenda, incastro appuntamenti uno sull’altro per cercare di non fermarmi per troppo tempo nel vuoto. Il mio spazio lo trovo sul tappetino da yoga, fra una pratica e l’altra. Mentre parlo ai miei studenti di come prendersi i loro spazi, io trovi i miei.

E intanto i giorni passano, la dieta resta e pure i ricordi (e la voglia) della pasta.

La pasta di oggi è colorata e un po’ diversa dal solito: bavette condite con una crema di cavolfiore e carote viola, profumate con scorza di limone e arricchite da una pioggia di ceci croccanti e speziati, speciali anche come snack senza troppi sensi di colpa.

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Quiche di carciofi con tofu pomodori secchi e olive

quiche carciofi tofu

Devo fare una confessione. La scorsa settimana senza dire niente a nessuno ho preso un volo e ho trasferito l’ufficio per (solo) tre giorni netti alle Canarie. Avevo bisogno di cambiare aria e anche di staccare (cosa che mi è riuscita malissimo visto che c’è stato parecchio da lavorare), avevo bisogno di sentire la sabbia sotto i piedi e l’acqua gelida bagnami le caviglie, avevo bisogno dei capelli arruffati e degli occhi strizzati per proteggermi dal sole. Il sole in realtà si è fatto desiderare – meglio da un lato visto che con la dermatite in fase acuta, ahimè, il sole non è un amico – ma volete mettere lavorare con un panorama diverso? A volte basta poco.

Negli ultimi anni la mia modalità di viaggio è cambiata molto. Per necessità mi sono ritrovata a mettere già pochi giorni qui e là durante l’anno, a mettere sempre il pc in valigia e a spostarmi più che riposarmi. L’anno scorso ho saltato del tutto la mia vacanza. Di solito cerco di ricavarmi due settimane per fare la mia pausa, non spengo il telefono ma rallento i ritmi e per ricaricarmi e rilassarmi l’unica soluzione per me è il mare. Solo al mare riesco a non fare. Come se entrassi in una dimensione diversa. Non faccio eppure non mi annoio. L’arte del non fare mi riesce solo con il sottofondo delle onde. L’anno scorso non ce l’ho fatta e non fermarsi è pesato. Sul corpo. E sulla mente.

Quest’anno no so come andrà ma quel che mi è chiaro è che viaggiare è indispensabile per me. Non parlo di viaggi dall’altra parte del mondo e di investimenti economici impossibili, valgono anche piccoli viaggi. Qualche weekend. Un posto nuovo, facce nuove, una lingua nuova. Un posto che non conosci. O che conosci come le tue tasche. Fatelo. Viaggiate. I soldi che userete per viaggiare saranno spesi per qualcosa che vi renderà il doppio. Anche se avete il telefono acceso e il computer in valigia. Provate. Poi ditemi 😉

Adesso sono tornata e ho trovato un po’ di ricette in archivio ad attendermi. Come questa quiche ai  carciofi (vegan). La mia brisè a prova di bomba si presta a mille variazioni, questa volta ho usato farina di mais e di grano saraceno per una versione senza glutine. Dentro una crema di tofu con olive e pomodori secchi e una pioggia di carciofi. Semplice. Buona. Provate. Poi ditemi 🙂

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Crema di zucca lenticchie rosse e miglio alla curcuma

crema zucca lenticchie miglio

La primavera è un periodo dell’anno che amo particolarmente. Essendo un’amante del sole e del caldo l’inverno per me è sempre durissimo e quando le giornate si allungano e il sole diventa un po’ più caldo comincio a sentirmi meglio. Certo, la primavera non è amica degli allergici, come me. Ma io non riesco a non amarla. E’ proprio come un risveglio, una rinascita. Si riparte, e c’è un motivo in più per sorridere.

Mai come quest’anno sento il bisogno di ripartire. Ma anche se è quasi Pasqua questa primavera è un po’ incerta ancora, giornate tiepide si alternano a cieli grigi e venti forti, pioggia, freddo. Come in tutti i cambi di stagione io mi ritrovo a vivere le conseguenze del meteo ballerino anche a tavola: un giorno ho voglia di insalate e di cibi freschi, l’altro darei il mio regno per una zuppa cremosa e confortante. E allora mi assecondo, cercando di ascoltare quello che mi chiedono corpo e mente.

I prossimi protagonisti di creme e zuppe saranno i carciofi, che adoro, ma nel frattempo mi sono regalata ancora un po’ di zucca, l’ultima della stagione. Il mio ingrediente preferito dell’inverno, senza dubbio. Quella che rende tutto cremoso, dolce e speciale. L’ho aggiunta alle lenticchie rosse, profumata con salvia e curcuma e poi ho unito un po’ di miglio. Per rendere il piatto completo ma anche perché a me la crema di verdure piace densa e il miglio assorbe moltissimi liquidi, quindi fa esattamente il mio gioco. E voi di che squadra siete, volete come me la crema densa o la preferite un po’ morbida?

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