foodblog vegetariano

Riso venere alle olive con asparagi e pomodorini

riso nero olive asparagi

Sono una persona complessa, incasinata, impegnativa. Mi hanno definito così, impegnativa, anni fa nel corso di una conversazione pesante che ha visto un’amicizia di lunga data finire. Ero arrabbiata, confusa e ferita ed è stato allora che ho cominciato a scrivere. Quella definizione mi ha perseguitata negli anni risuonando nella mia testa come una colpa, come un limite, come un difetto. Mi sono ritrovata a pensarci così tante volte da aver cominciato a credere che sia vero: ho dei punti fissi imprescindibili nella mia vita e poi c’è un gran casino intorno. Sono alla continua ricerca di stimoli, non sono mai soddisfatta di me stessa, faccio fatica a mollare perché sono impegnata costantemente in qualcosa. Mi stanco e poi mi lamento di essere stanca. Scegliere di diventare freelance è stato un po’ come darmi la zappa sui piedi in questo senso: da un lato la possibilità di fare tante cose diverse, di lavorare su progetti differenti con più persone e obiettivi sempre nuovi, dall’altro il peso, la fatica, l’affanno che questo comporta.

In cucina come nella vita ho dei punti fermi, delle certezze, delle ricette e degli ingredienti che mai mollerò ma intorno c’è un gran casino appunto, tanta voglia di sperimentare, un desiderio di non seguire le regole e insieme di seguirle, una curiosità che mi muove.

Come quando ho deciso di condire il riso venere con la pasta d’olive per non rovinare quel suo meraviglioso colore e poi ho azzardato con gli asparagi e i pomodorini, e il risultato è piaciuto anche agli ospiti che avevo a cena.

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Mezze maniche con crema di carciofi e olive

mezze maniche carciofi olive

Proprio in questi giorni mi sono resa conto di quanto spesso il cibo sia al centro dei miei discorsi. Certo, direte voi, fa parte della mia vita e del mio lavoro. Ma non è tutto qui. Il cibo è protagonista di buona parte delle nostre conversazioni, di cibo si può parlare per ore e ci sarà sempre qualcosa da dire, qualche consiglio da suggerire, qualche ricetta da provare, qualche polemica da fare. Ci sono tanti modi di vivere la cucina e tanti modi di raccontarla, viviamo un momento di sovraesposizione del cibo in cui non facciamo altro che vedere foto di piatti invitanti (o meno) in tv, sui social, sui libri e le riviste, ne sentiamo parlare alla radio. Tutti hanno qualcosa da dire sul cibo, anche quelli che credono di non dargli nessuna importanza. C’è chi si nutre da una vita di cappuccio e cornetto, chi sta sempre a dieta, chi segue ogni moda, chi cucina solo in un modo e non ammette modifiche alle ricette, chi mangia sempre fuori e chi non cucina mai. C’è chi sa fare solo il caffè e chi mangia solo cibi pronti. C’è chi cucina ogni giorno (presente!) da una vita eppure ha ancora tante idee per preparare ricette sempre nuove, ci sono i piccoli che scoprono sapori nuovi e ci sono mamme preoccupate di farli mangiare in modo sano.

Il cibo è un po’ ovunque e oggi più che mai, oggi che noi, così fortunati, abbiamo molta scelta, non possiamo chiudere gli occhi e non farci caso. La mia consapevolezza e attenzione nei confronti del cibo è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni per necessità ma anche per mia volontà. Sono positiva, sono convinta che ci sia un lento movimento che ci sta spingendo a scegliere cosa mettere nel nostro piatto. Sono convinta che il cibo del futuro sia il cibo del passato, che si tornerà ai piatti semplici e ai sapori puliti, alle consistenze originali e ai profumi riconoscibili. A volte è un piatto di pasta a tavola che ci rende felici, è l’occasione per stare insieme. Altre volte invece siamo noi che mettiamo al centro il cibo e ci incontriamo per mangiare.

Ma quanti ricordi, quante decisioni prese, quanti litigi intorno a un tavolo? Quanti messaggi e quante emozioni racchiuse in un piatto? Avete mai pensato a quanta cura e quanto affetto c’è ogni giorno in ciò che mangiate? Che vi siate preparati il pranzo da voi o che ve l’abbia preparato qualcun altro non conta, se dentro c’è anche un po’ d’amore lo sentirete. Fateci caso oggi quando vi siederete davanti al vostro piatto di pasta. E’ solo cibo, ma non è solo cibo :)

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La dieta, la salute e una pasta al pesto di zucchine per Taste&More

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Seguire una dieta, qualsiasi sia il motivo per cui decidiate/siate costretti a farlo, non è cosa semplice. Io l’ho provato sulla mia pelle, so di cosa parlo. So che quando stai a dieta regolarmente ti invitano a tutti i pranzi/le cene/le feste/i banchetti del mondo. La gente ti regala scatole di cioccolatini e vassoi di pasticcini che manco a Natale. Se convivi chi divide casa con te si compra chili di gelato, prepara i popcorn al caramello da mangiare sul divano e dopo cena farcisce i biscotti tre e tre con il cioccolato e li inzuppa nella cioccolata calda con la panna fissandoti negli occhi. Le feste cambiano data sul calendario e si raggruppano tutte nel tuo periodo di dieta, mettendoti davanti a panettoni/colombe/frittelle e soprattutto a nonne/zie/parenti tutti che ti dicono “mangia un po’ di questo/assaggia anche questo/ma ti vedo patita/hai mangiato abbastanza?” e la frase peggiore “ah ma come mai non lo mangi?” e tu vorresti scappare urlando sarannopureaffaraccimieimagnatelatu!

La determinazione è fondamentale e di solito è proporzionale al tuo desiderio di stare meglio. Perché è per questo che si dovrebbe stare a dieta, che sia perché si soffre di qualche problema di salute o perché si vuole rimettersi in forma. Le diete non si improvvisano, è importante affidarsi a un professionista e farsi seguire lungo l’intero percorso per non fare troppi errori e per avere un po’ di conforto, cercando se possibile di non entrare nel tunnel dell’oddiohoversatoungrammodipastainpiù che altrimenti diventa una malattia. Una dieta bilanciata ti fa sentire meglio e ti concede ogni tanto uno strappo per gratificarti e darti una pacca sulla spalla. Ma quel che è fondamentale è non inseguire ideali assurdi o modelli senza senso o una perfezione inesistente.

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Questo mese Taste&More affronta questo delicatissimo tema con l’aiuto di una bravissima nutrizionista (e blogger) che fa parte del team del magazine, Luisa Piva. Tutte noi ci siamo impegnate per rispettare le sue indicazioni e darvi degli spunti creativi e gustosi, io ho preparato una pasta integrale con pesto di zucchine e avocado.

Abbiamo racchiuso fra le pagine del magazine tante ricette fresche e sane per interpretare la dieta e aiutarvi ad affrontare un periodo di detox con il sorriso, senza sentirsi tristi o affamati. Ci siamo riuscite? Giudicate voi sfogliando il nuovo numero!

Tortini alle erbe con pomodorini

tortini erbe pomodoro

La cucina non è rilassante, non per me. E’ rilassante se ti metti lì e fai la stessa ricetta di cento anni fa, quella che sai a memoria e che non ti tradisce mai. Non è rilassante se sei schiava della tua mania di modificare le ricette, se vuoi sperimentare la cucina del senza e se ti annoi a fare sempre le stesse cose. Chi è causa del suo mal si dice….

La cucina però è un posto in cui mi sento sicura. L’idea di cucinare non mi spaventa mai, mi spaventa semmai l’idea di avere ospiti a cena o di cucinare per qualcun altro perché sono un’ansiosa cronica e una perfezionista e questo di solito mi porta a cannare anche le cose più semplici quando cucino per altre persone.

Questa cosa del blog e di aver cominciato a raccontare la mia passione ha alzato le aspettative – le mie prima di tutto direi – al punto da farmi sentire sempre una certa pressione addosso, da non farmi sentire all’altezza. Faccio fatica a perdonarmi gli errori e quando devo uscire dalla mia cucina subisco lo stress della trasferta e dell’uscita dalla zona di confort. Non perché devo cucinare, ma per tutto il resto. Mi agito prima perché temo di aver dimenticato qualcosa, temo che il tempo non basti o di aver sbagliato la spesa o di avere una padella diversa con cui non verrà tutto alla perfezione. Mi agito dopo, perché temo il giudizio e desidero tanto soddisfare le aspettative. Ma durante, no. Una volta partita mi sento nel mio posto, potrei essere anche su Marte ma cucinare mi fa sentire a casa.

Qualche giorno fa sono stata a Cibus insieme a Pomì  per preparare un paio di ricette veg, senza e glutenfree* e grande protagonista è stato ovviamente lui, sua maestà il pomodoro. Un ingrediente che amo moltissimo e che utilizzo fresco in stagione o nelle sue mille varianti – salsa e passata, concentrato, pomodoro essiccato ecc. – il resto dell’anno. Amo il colore, il sapore e il profumo del pomodoro che riesce sempre a dare un tocco in più ai piatti rendendoli speciali.

Oggi allora ecco una delle due ricette che ho preparato, dei tortini di erbette alla ricotta con salsa di pomodoro e datterini al forno.

*come sempre raccomando di verificare su tutti gli ingredienti – in particolare quelli lavorati – siano adatti ai celiaci verificando la spiga sbarrata o la presenza nel prontuario dell’AIC.

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Risotto carletti e mozzarella

risotto carletti mozzarella

In questi giorni mi sono chiesta spesso in quante case si mangi il risotto così frequentemente, come capita da noi. E’ una specie di attrazione fatale a cui non so resistere, un desiderio che si fa via via meno intenso con l’arrivo della bella stagione ma che fino a primavera resta protagonista della nostra cucina. Di certo i ricordi giocano un ruolo importante in tutto questo, ma la verità è che ci sono degli ingredienti che non riesci a non immaginare dentro un risotto cremoso e saporito.

Come ormai sapete il mio è un risotto sui generis che si discosta sicuramente dalla ricetta tradizionale, ne sono consapevole e non me ne pento. La mia versione è senza cipolla e senza vino – lo uso solo sporadicamente -, il brodo è rigorosamente di verdure fresche e la mantecatura è ogni volta differente ma tendenzialmente non prevede l’uso del burro. Nulla vi vieta, ovviamente, di prendere spunto da qui e poi preparare il risotto a modo vostro, con tutti i crismi.

Ma torniamo a quegli ingredienti irresistibilmente legati all’idea del risotto e pensiamo alla primavera: gli asparagi, senza dubbio, ma anche le erbe spontanee e le erbette. E i protagonisti della nostra tavola in questo periodo sono i carletti – con cui tempo fa avevo preparato dei golosi anelli di crepes – anche detti sciopeti in Veneto, profumati e delicati con un retrogusto erbaceo. A mazzetti dentro un bicchiere decorano meravigliosamente la tavola ma ascoltate me, metteteli in pentola!  continua >>

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