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Tortini di topinambour e patate alle erbe provenzali

Amo i topinambour, il contrasto fra la loro forma bitorzoluta – decisamente poco carina -, il loro sapore delicato e la consistenza fondente.  Mi ricordano un po’ i carciofi nel sapore e il sedano rapa nella consistenza, due ortaggi che adoro, e sono sempre stupita di scoprire quante siano le persone che non li conoscono o non li hanno mai mangiati.

Gente, mi rivolgo a voi, comprate i topinambour. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto, ci vorrà un po’ di pazienza per pulirli ma ne varrà la pena, credetemi J Potete cucinarli in padella, lessarli o cuocerli a vapore e poi usarli come preferite, ridurli in crema o aggiungerli a tocchetti a pasta e riso per un primo delizioso e molto, molto chic. Sì perché anche il loro colore, così tenue, così delicato, mi piace.

Con l’arrivo dell’autunno io sono tornata alla grande sui tortini di verdura e con i topinambour e le patate ho riempito delle cocottine, ho profumato tutto con le erbe provenzali – che A-D-O-R-O – e c’ho messo un ripieno di gorgonzola super goloso e in contrasto con la delicatezza degli altri ingredienti. Sarebbero stati buoni anche semplici, senza il ripieno, ma ho pensato “crepi l’avarizia“.

Il risultato ragazzi è decisamente appagante, davvero comfort come si dice…la consistenza dei tortini è fondente e cremosa e non smetteresti mai di affondarci il cucchiaino.

Se volete provare per la prima volta i topinambour con un piatto che farà il botto io ve li consiglio. E poi fatemi sapere!

La ricetta è su IlCucchiaio.it

Lemon cheesecake

Sono pazza, pazza della cheesecake. Probabilmente la cosa che più mi renderebbe difficile passare al veganesimo sarebbe dover rinunciare a lei, non ci posso pensare. E non perché la cheese non si possa “trasformare” in versione vegan, questo lo so e l’ho anche già testato – prossimamente su questi schermi – con ottimi, ottimi risultati. Il fatto è che pur essendo una biscottomane seriale, la mia colazione ideale è a base di pane tostato, formaggio fresco – di solito ricotta o quark o robiola – e marmellata. In pratica la mia colazione ideale è una specie di cheesecake semplificata e ridotta all’osso: base croccante, crema al formaggio, frutta e cosine dolci per completare.  Potrei mangiare così per tutta la vita. I biscotti con le gocce li terrei per la merenda. E sarei una donna felice, credetemi.

Non so quando sia successo, quando io mi sia perdutamente innamorata di questo insieme di sapori, visto che – già ve l’ho raccontato – da piccola non sopportavo la cheesecake che la nonna preparava alla Bebe. Ma tant’è, per fortuna mi sono ravveduta, e da allora ho recuperato tutte le cheesecake a cui avevo detto no da bambina.

Stavolta, visto che mi piace sapere cosa sto mangiando, invece della base di biscotti ho voluto preparare una frolla di farro integrale: ho usato il burro perché la volevo croccante più che friabile, a volte sgarro ma sono convinta che vada bene così, e d’altra parte non è che con la cheesecake ci si possa andare leggeri.

La crema è di ricotta al limone, profumata con scorza e succo per creare un bel contrasto. A volersi fare male potete aggiungerci una marmellata di limoni per finire, io mi sono limitata a qualche fettina candita per non esagerare ;)

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Riso basmati al coriandolo e tè con tofu al cocco e carote

Sono una ragazza che si fa prendere la mano. In cucina intendo. Sono una che deve organizzare, ottimizzare, incastrare mille cose in una giornata. Sono sempre stata così, mi piacciono le regole – anche per infrangerle ogni tanto -, mi piace avere un metodo.

Avendo preso un impegno con voi e non essendo questa la mia principale occupazione, ci sono giornate – domeniche di solito – in cui mi trovo con una lista di ricette da preparare, mi prefiggo un obiettivo e cerco di spuntarne il più possibile. Non è sempre facile: serve avere tutto quello che serve in frigo, essere organizzati, avere la Reflex carica, una bella giornata per le foto, i set pronti.

Io poi, proprio perché mi piacciono le regole ma poi devo sgarrare, mi trovo sempre con qualcosa che “avanza” e quindi aggiungo ricette in corsa per utilizzare tutto. Con il tempo ho capito che questa tecnica non funziona benissimo, di solito in giornate così una ricetta fiasco è assicurata. Ma io non riesco a fare diversamente.

Questa ricetta vegan, ad esempio, è nata – sotto una buona stella a quanto pare – in una di quelle domeniche con un po’ di tofu di troppo, una lattina di latte di cocco aperta e un po’ di fantasia. E’ una ricetta semplice che potete preparare in poco tempo e servire come piatto unico anche se, a mio parere, tenere le preparazioni separate e lasciare che siano i commensali a unirle è la soluzione migliore.

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Insalatina di radicchio finocchio e ravanelli al pompelmo rosa

Ragazzi ognuno ha i suoi gusti. Ognuno ha le sue fisse. Anche a tavola.

Parliamo ad esempio delle insalate – quelle che in tanti credono siano l’unica cosa che mangiano i vegetariani – e di quando e come vi piace mangiarle.

Appena arriva la bella stagione mi viene una voglia pazza di insalate fresche da mangiare a pasto, come piatto completo, quindi largo a legumi, cereali, semi e frutta secca insieme alla verdura. E magari anche la frutta, perché no. Non mangio le insalate perché sono a dieta o perché sono vegetariana, le mangio perché ne sento l’esigenza e il mio corpo sente beneficio, si idrata e si nutre senza appesantirsi.

Poi ci sono le mezze stagioni e lì largo alle insalate tiepide: appena il sole diventa pallido io abbandono lattuga/valeriana/brasiliana&co. trasformando l’insalata in un piatto di quelli da improvvisare quando hai tante cosine in frigorifero e ci metto dentro verdura cruda e cotta insieme, a volte il formaggio o il tofu o magari un uovo. Queste insalate sono sempre deliziose, non so perché motivo ma i sapori si amalgamano alla perfezione e mentre me le mangio seduta fuori, alla luce di quel pallido sole, sono felice.

Con l’arrivo dei mesi più freddi scatta il desiderio di verdura cotta, abbandono tutto quello che la bella stagione mi aveva regalato e mi dedico agli ortaggi invernali lessati, al vapore, al forno o in padella. Con un’eccezione: l’insalatina che fa da antipasto, anche per le Feste o nelle ricorrenze importanti, quell’insalata leggera fresca e croccante che è solo il preludio del pranzo/cena che verrà. Spesso quest’insalata è proposta in versione vegan perché non deve essere un piatto completo e quindi non deve riempire troppo gli stomaci in vista di panettoni e pandori e torroni e tronchetti, tombole, pacchetti da scartare, balli e canti.

E l’insalata che trovate su ilCucchiaio.it è un po’ così, vegan fresca e leggera, croccantina e un po’ asprigna, di quelle che ti aprono la voragine e ti preparano a scofanarti la qualunque. Dentro c’ho messo il mio amato radicchio (rosso di Treviso IGP tardivo), il finocchio, i ravanelli e il pompelmo rosa e poi semini e noci.

Insomma in un post solo vi ho raccontato di me&l’insalata. Adesso sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi :)

Una vegetariana in cucina goes to Mexico_2

Vi ho raccontato di quello che sto assaggiando e mangiando in questi giorni, dei sapori che ho imparato a conoscere e ad accostare, dei piatti che ho apprezzato di più fino ad ora. Non è tutto, ovviamente, non riuscirò mai a raccontarvi tutto.

Oltre a quello che si mangia, però, c’è anche quello che si beve. Acqua, birra e bibite varie non mancano, ovviamente, ma io vi voglio raccontare di quello che sto bevendo io. Qui tendenzialmente le bevande sono zuccherate, ma non sempre. In questo momento va molto la stevia che qui si trova sia raffinata che in foglie essiccate. Quasi tutto però – parlo di succhi, spremute, smoothies, aguas (bevande a base di acqua e frutta o infusi) e liquados (a base di latte vaccino o vegetale) – si può avere al naturale, senza zuccheri. Basta chiedere :)

Fra le cose che ho bevuto in questi giorni e che mi sono piaciute ci sono:

Limonada: acqua e lime, con o senza scorza, naturale o frizzante, addizionata a piacere con semi di chia, dissetante e fresca. A piacere si può avere anche nella versione con succo d’arancia in stagione (naranjada)

Tè Chai : un tè nero speziato originario dell’India che qui si può avere anche al latte. Ha un sapore intenso, l’aroma prevalente è quello del cardamomo ma spesso è preparato con zenzero, cannella, anice, chiodi di garofano. Esiste anche la versione verde, il green chai, molto dissetante.

-  Smoothie all’acqua con frutta fresca: il mio preferito è di mango, preparato con frutta fresca frullata con ghiaccio, cremoso e dissetante, perfetto anche come merenda leggera.

Jamaica: come il karkadè, si prepara con acqua e fiori di ibisco. Leggermente aspra sul finale è molto gradevole e dissetante.

Chaya: la chaya – anche detta “l’albero degli spinaci messicano” – è considerata un superfood Maya, con tantissime proprietà come il miglioramento della circolazione e della digestione, l’abbassamento del colesterolo, l’aumento della memoria e delle funzioni del cervello (!) Le sue foglie si usano cotte – crude possono essere tossiche – in alcune ricette tradizionali e il succo viene unito a ananas, limone e menta in una bibita verde fresca e molto diffusa.

Menzione speciale per due dolci più o meno locali che ho assaggiato qui: i churros – tipicamente spagnoli ma diventati tradizionali anche in Messico – ovvero una pastella fritta a bastoncini e servita con crema, cioccolato o zucchero e cannella e le marquesitas che ricordano le crepes ma si fanno con una pastella di soli albumi, croccanti e leggerissime, dolci o salate.

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