foodblog vegetariano

Spaghetti integrali con pesto di sedano e pistacchi

Che il pesto è il massimo per condire la pasta l’ho già detto? C’ho un età ormai per cui mi domando quante volte vi ho ripetuto le stesse cose. Voi lì a leggere e pensare “questa è veramente andata”. Non è che sono noiosa e non ho niente da dirvi eh (no vero?), è che sono stordita di mio, da sempre. E c’è chi può testimoniarlo. Abbiate pazienza.

Comunque se non l’ho detto lo dico adesso. Il pesto mi piace un sacco. Non c’ho il mortaio, non faccio prove di bicipiti e cose così però ho un minipimer a cui presto farò fondere il motore, non ho dubbi. Frullo tutto ormai, apro il frigo e butto dentro quello che c’è, se ho delle verdure o dei legumi lessati è la fine. A volte il risultato non è dei migliori, cromaticamente parlando. Tipo l’altro giorno avevo un rimasuglio di lenticchie e dei piselli, tutto lessato, e c’ho aggiunto anche delle carote, sempre lessate. C’ho messo le spezie ed è venuta una crema deliziosa, sul serio, ma il colore ragazzi…diciamo che è meglio mangiare ad occhi chiusi per non farsi suggestionare. Poi dopo mi succede di vedere qualcuno alla tv che fa la stessa cosa e gli vengono delle cremine di colori accesi e brillanti, belline proprio. Non so dove sia il trucco ma di certo c’è, e non è quello del ghiaccio. O forse sì? Certo se tutte le volte che lesso qualcosa devo anche passarlo in acqua e ghiaccio siamo a posto. Non ho neanche le scatoline per fare i cubetti di ghiaccio. Ma infondo è la stessa storia delle zuppe e delle vellutate, per farle buone non ci vuole tanto ma per fare in modo che siano presentabili ragazzi bisogna scegliere con cura gli ingredienti. Non troppo marroncino, non troppo verdino…un delirio.

Beh comunque questo pesto è venuto proprio carino, mi è andata bene. C’è il sedano bianco, ci sono i pistacchi, il basilico e poi succo e scorza di limone (vuoi non metterli?). La ricetta vegan su IlCucchiaio.it

Veggie kebab

Ok ragazzi, oggi niente consigli su come evitare di andare in giro con i semi di chia incastrati fra i denti (so che siete tutti molto tristi per questo). Oggi vi svelo una ricetta fra le mie preferite, una ricetta per la quale devo ringraziare il mio compagno di vita e di cucina che la domenica sera mi coccola con i suoi risi saltati e deliziosi panini.

Certo io sono di parte, ma credetemi se dico che questo “kebab” (noi lo chiamiamo così) vegetariano è davvero buonissimo, leggero ma goloso e pieno di tante verdure. Io me ne sono innamorata al primo morso e non mi è più interessato di quanta salsa stavo spargendo in giro per il piatto o di quante volte mi ero leccata le dita. Ci sono momenti in cui vale la pena lasciarsi andare. Ci sono piatti che non vanno mangiati seguendo le regole del bon ton (contenetevi in ogni caso, che si può avere stile comunque). Ci sono panini che vanno mangiati solo a due a due, perché uno non è abbastanza.

 Non capite la fatica che ho fatto per farmi dare delle dosi – più o meno indicative – da colui che cucina qualsiasi cosa a occhio, che prepara tutto senza pesare. Mentre lui prendeva gli ingredienti e li versava nelle ciotole, io accendevo e spegnevo compulsivamente la bilancia e tentavo di rubarglieli da sotto il naso. Ho fatto proprio come quelle persone fastidiosissime che in cucina stanno tra i piedi chiedendoti di continuo “Quanto ne hai messo? Cos’è quello? E adesso cosa fai?”.

Io mi sarei data una testata. Lui non l’ha fatto. Per ora.

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Peperoncini piccanti ripieni alle erbe e capperi

Quando piccante non è un modo di dire.

Non sono una che impazzisce per il piccante, mi piace abbinato alle spezie o in alcune preparazioni particolari. Insomma non spargo peperoncino in tutto quello che porto in tavola ma non sono neanche una che si fa intimidire dai peperoncini segnati sul menù accanto alle portate, assaggio volentieri. Quando ho preparato questi peperoncini però non sapevo a cosa stavo per andare incontro. Ho inciso la calotta e ho cominciato a tossire, mi bruciavano gli occhi e la gola. Svuotarli e cuocerli è stata un’impresa per me che sono allergica a mille cose. Sono scema io, e fin qui siamo d’accordo, perché avrei dovuto documentarmi PRIMA, non dopo. La svegliezza.

Insomma sti peperoncini sono buoni eh ma, come si dice, only the brave.

Vi consiglio i guanti per pulirli, una mascherina se siete particolarmente sensibili – sorvolo sulle scene che potete approfittare di fare conciati così – e poi un formaggio fresco e del pane per accompagnarli. Sono buoni anche con i formaggi stagionati, ma il fresco mitiga un po’ l’effetto super hot del peperone. Se volete mantenere il piatto vegan provate con il tofu. O conditeci una pasta (occhioooo).

Vi consiglio anche di prepararli con i grissini/crackers/pangrattato che avete in casa del cereale che preferite/potete mangiare.

E poi io dico NO ai peperoncini piccanti se avete la gastrite, bruciore di stomaco e tante altre cose che ora non sto qui a dirvi, occhio anche se siete allergici a la qualunque.. Insomma, non è un piatto per tutti, poi vedete voi. Tanto sono sicura che c’è chi questa porzione se la farà fuori da solo senza neanche berci dietro un goccio d’acqua.

La ricetta vegan - per veri duri – la trovate su IlCucchiaio.it.

Un vademecum poco serio e un’idea fresca e dolce con yogurt e mirtilli

Ieri vi ho lasciati così, senza ricetta, senza post. Non son cose che si fanno. E’ che in programma avevo quel famoso post pieno di pensieri che poi ho deciso di non pubblicare, almeno per ora. So che la cosa non deve necessariamente interessarvi però insomma ho un blog, qualcosa devo raccontarvi. Poi io lo so che non sono mai stata una trascinatrice, quindi con queste tre righe avrò già perso per strada un bel po’ di gente. E’ così che va.

Per cercare di rimediare al buco che ho lasciato ieri, pensa che ti ripensa, ho deciso di preparare un post che forse non servirà a nessuno. Le premesse non sono delle migliori, mi rendo conto, è che lo so che siete tutti iper-mega-super-informati e che ne sapete a pacchi sul vegetarianesimo e tutto quello che ci gira intorno. Io però, che sono una blogger ignorante – nel senso che ignoro un sacco di cose (ma sto studiando eh) – da quando ho cominciato quest’avventura ho imparato un po’, ho parlato con gente che ne sa, ho letto, ho chiesto. Ho cercato insomma di colmare delle lacune. Ci sono ancora dei crateri enormi, veri e propri buchi neri nella mia cultura in proposito, ma ci stiamo lavorando, abbiate fede.

E allora alcune cose che ho imparato le condivido con voi – sicuramente c’è chi è pronto a smentirmi ma sono qui per questo – ma non è che io possa definirmi una guru del settore dunque scatenate pure l’inferno nei commenti. Insomma se scrivo delle robe non vere, magari perché le ho capite male, perché mi hanno raccontato delle baggianate e io credo sempre a tutti, perché non mi sono informata abbastanza eccetera eccetera eccetera, ditemelo (se pensate che stia mettendo le mani avanti, è proprio così).

Facciamo finta che sia un vademecum (cominciamo con un paio di punti, non esageriamo eh), ma non una roba troppo seria. Io vi allungo la mano e vi do qualche dritta, chi vuole la afferri chi non vuole mi cammini pure a fianco, o davanti, o dietro, o faccia un’altra strada. Se mi state leggendo state già facendo molto, vi vorrò bene sempre e comunque.

PS: se non ve ne frega niente del mio vademecum poco serio e volete solo la ricetta dei ghiaccioli vegan allo yogurt e mirtilli cliccate su “continua” e poi andate alla fine del post, non mi offendo ;)

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Quinoa spezie ceci e pomodoro secco

 

E’ tempo della pausa pranzo, la fame è tanta, i minuti sono contati. Ci sono dei ceci lessati in frigorifero e i pomodori essiccati. Poi ovviamente la quinoa, che non manca mai, e tante spezie che mi guardano dai vasetti di vetro. E’ il momento di accendere il cervello e di farsi guidare dall’istinto per preparare un piatto veloce e magari anche vegan che sia completo e sostanzioso e mi aiuti ad affrontare il pomeriggio davanti al pc. Così scelgo le spezie, preparo la quinoa quasi come se fosse un risotto, in modo che diventi più cremosa e assorba bene tutti i sapori, poi aggiungo i ceci e i filetti di pomodoro che rendono tutto così saporito. In poche semplici mosse il pranzo è salvo, anche per oggi ce l’abbiamo fatta!

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