foodblog vegetariano

Polpettine di quinoa alla curcuma con radicchio e noci

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La quinoa la uso spesso nella mia cucina, è versatile e adatta a preparazioni diverse e poi è uno di quegli pseudo-cereali proteici che va bene mangiare, perfetto per i vegetariani. L’avevo anche già usata per le polpette però insieme ad altri ingredienti per creare un composto da cuocere al forno o in padella e avere un’alternativa vegetale ai secondi più classici. Quando ho deciso di tentare quest’impresa e di utilizzarla come protagonista della ricetta, ero un po’ dubbiosa, lo devo ammettere. Non sapevo bene cos’aspettarmi come risultato finale. Ma tant’è, s’aveva da provà.

Ho insaporito bene la quinoa con la curcuma – antinfiammatorio naturale – e il pepe – per potenziarne l’effetto – e ho aggiunto un pesto di radicchio di Treviso IGP tardivo e noci. Il composto è morbido ma si compatta riposando e basta avere un po’ di pazienza per riuscire a formare le polpettine. Non demordete, non vi scoraggiate anche se vi sembra un lavoraccio, aiutatevi con le mani infarinate e rotolate ogni pallina nel fioretto di mais prima di schiacciarla. Fatevi coraggio, io ho fiducia in voi! :) E poi così, senza aggiungere leganti vari, la consistenza delle vostre polpette ci guadagnerà…appena uscite dal forno infatti saranno croccanti fuori e morbide all’interno, una tira l’altra!

Se avete voglia di provarle trovate la mia ricetta vegan su IlCucchiaio.it

Teglia di zucca e patate con crema di radicchio al forno

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Mi piace cucinare, non perché sia rilassante (quando mai?!) ma perché è un modo di esprimersi creativo, immediato e istintivo. Che si parta da un’illuminazione, da una ricetta studiata a tavolino o da un frigorifero mezzo vuoto, riuscire a mettere insieme gli ingredienti per creare qualcosa di buono è sempre una soddisfazione. E il bello è proprio questo, la cucina è alla portata di tutti. Certo, non parlo di livelli professionali e tecnici, ma della cucina di tutti i giorni, quella di casa, per la famiglia, gli amici. Ognuno può scegliere cosa fare, quanto rischiare, può seguire le ricette passo passo o lasciarsi guidare dalla fantasia (bello ma rischioso, io ne so qualcosa vista la mole di esperimenti falliti che ho accumulato). Infondo, questo è quello che credo io, la cosa bella della cucina è la condivisione. L’ho sempre detta questa del cucinare come atto d’amore, e ci credo ogni giorno di più. Prendersi cura di qualcuno, regalargli un po’ del proprio tempo e delle proprie energie, preparare qualcosa di goloso, o di caldo, o di leggero…tutto questo è amore. Ed è amore sempre, che sia un piatto di spaghetti o una ricetta d’autore.

Mi sono un po’ persa nei meandri del cuore parlando di cucina, e ora torno con i piedi per terra per dirvi due parole su una ricetta nata nel tentativo di utilizzare del tofu seta (love love love) che era rimasto da un’altra preparazione. Io odio gli sprechi e cerco di non accumulare avanzi, per abitudine e per scelta. Ecco perché poi mi ritrovo a fare 5 ricette invece che 3, ma questo è un altro discorso.

In questa ricetta ho usato il tofu per dare consistenza a una teglia con zucca e patate creando una crema al radicchio leggermente affumicata, poi ho arricchito il tutto con i miei amati pinoli. La ricetta è vegan e io e la mia mamy ce la siamo fatta fuori a pranzo. Spero piaccia anche a voi :)

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Torta dei vasetti allo yogurt

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Vi racconto con un po’ di nostalgia la storia di questa ricetta, che ho scovato sul fondo del cassetto della cucina di una persona che non c’è più, in mezzo a riviste di cucina e ritagli di giornale. E’ sempre strano entrare in una casa vuota, una casa che conosci, una casa in cui sei stata mille volte ma che ora, così vuota, sembra diversa.

Mentre facevo una pila con tutte le riviste, mi è sembrato di scorgere l’unica cosa che cercavo veramente: un block notes a disegni verdi scritto a mano, pagina dopo pagina, pieno zeppo di ricette. Ricette che arrivano da ogni parte del mondo, con tanti preziosissimi appunti. Su ogni pagina c’è segnato tutto accuratamente: il nome della persona che ha “passato” la sua ricetta, le varianti e spesso anche le conversioni delle unità di misura.

Dentro quel blocco verde, appartenuto a una persona così attenta alla propria alimentazione, sempre in forma, sempre moderata, una persona a cui in parte mi sento di assomigliare, ci sono solo dolci. Scoprirlo è stato come aprire uno scrigno con dentro tante preziose ricette, quelle da fare ogni tanto, per festeggiare, per condividere, per coccolarsi.

Cercavo un dolce semplice e leggero, e quando ho letto in cima alla pagina “Torta di yogurt”, ho capito che l’avevo trovato. Era la torta dei vasetti, quella per cui non serve pesare nulla. L’ho modificata, ovviamente, ma ho mantenuto l’utilizzo dello yogurt e dei vasetti e ho aggiunto i mirtilli.

Il risultato è una torta buona, delicata, leggermente umida all’interno. E la trovate su IlCucchiaio.it

Paté di ceci con finocchi al cumino e germogli

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Amo i ceci, così cremosi e delicati. Li uso spesso nelle insalate, nelle minestre, con la pasta e i cereali.

Un paté no, non l’avevo mai fatto fino a Natale, quando mi sono messa a pensare a un po’ di creme e salsine da mettere in tavola per l’antipasto e ho deciso di provare una nuova ricetta.

Volevo un paté vegetale denso, liscio e cremoso che andasse bene spalmato sul pane, con il formaggio, con il pinzimonio. Ma non volevo fosse banale, piatto, volevo che avesse una nota diversa, fresca e caratterizzante. Così ho scelto di unire ai ceci della scorza d’arancia. E l’abbinamento è stato vincente.

Soddisfatta del risultato, ho voluto prepararlo una seconda volta e di proporlo già impiattato insieme a un’insalata di finocchi conditi con succo d’arancia (non si butta niente!) e cumino e con dei germogli freschi.

La ricetta è semplice e veloce da preparare, la parte più difficile – e più noiosa – è senza dubbio quella della sbucciatura dei ceci. Però credetemi, ne vale la pena, in questo modo il vostro paté risulterà molto più omogeneo e anche più digeribile.

Il risultato di questo esperimento in cucina lo trovate online su IlCucchiaio.it

Messico, nostalgia e dritte (culinarie ovviamente) in un post troppo lungo

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Qualcuno dirà che questo post arriva con troppo ritardo, e forse ha ragione. Sono tornata già da un po’ ma con il Natale di mezzo il tempo è volato ed ora, seduta alla scrivania mentre cerco di mettere in ordine appunti, foto e pensieri, mi sembra che il mio viaggio in Messico sia lontano anni luce.

Forse dovrei ripartire per rinfrescarmi le idee…

Il Messico è un Paese che mi ha accolta con calore, gioia e sorrisi. Io, così attaccata alle mie radici eppure così curiosa di scoprire quello che è diverso da me, mi sono sentita come a casa. E questo è stato meraviglioso, mi ha consentito di vivere ogni giornata e ogni momento con serenità, di prendere confidenza con ritmi e abitudini diverse facendole un po’ mie.

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Vi ho già detto di come sia stato semplice trovare delle alternative vegetariane un po’ ovunque e di come succhi freschi, spremute e acque aromatizzate siano entrate nella mia dieta in quel mese trascorso fra mare e città, fra rovine Maya e centri commerciali, fra chioschi sulla spiaggia e ristorantini minuscoli.

Ho mangiato, tanto. Ho assaggiato, molto. Ho messo alla prova le mie papille e il mio stomaco fra salse piccanti, concentrati di cipolla e impasti di grano, ma il rimedio a ogni “male” per me sono stati i sorrisi. I miei, che mi hanno fatto sgarrare sulla dieta a cuor leggero, e quelli della gente del posto che mi hanno convinta ad assaggiare, senza remore.

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Ho deciso di darvi una piccola lista dei posti che mi sono piaciuti di più (per mangiare, ovviamente), di quelli dove ho assaggiato i piatti che mi sono rimasti nel cuore, dove ho chiesto ricette segrete e dove sono tornata più di una volta. Non vi aspettate ristoranti stellati che richiedono l’abito da sera, piuttosto localini piccoli e semplici (anche alcune catene, sì) in cui non bisogna formalizzarsi troppo. Ho imparato nel tempo che devo farmi guidare dall’istinto e non essere rigida, ed è così che sono finita in questi posti. E approfitto dell’occasione anche per farvi vedere la vista di alcuni di questi ristorantini…

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Lo so, il Messico non è dietro l’angolo ma questo è un periodo perfetto per volare fino a lì, e sono sicura che qualcuno di voi, prima o poi, pianificherà un viaggio fra Merida e Tulum. E allora queste dritte potrebbero farvi comodo ;)

PS: perdonate la qualità delle foto, scattate da telefono, spesso la sera, anche un po’ di fretta..perché oh, ogni minuto impiegato per scattare le foto era un minuto in più fra me e il cibo ;)

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