Tofu impanato ai semi di zucca e capperi

tofu impanato

Tofu impanato al forno

Negli ultimi mesi non ho avuto moltissime occasioni per mettermi a “cucinare” come lo intendo io, nel senso di stare delle giornate intere in cucina con pentole e piatti ovunque, dedicarsi al cibo in modo totalizzante.

Le giornate sono molto frenetiche, pranzo e cena arrivano sempre in ritardo e mi ritrovo a improvvisare qualcosa da mangiare al volo, senza premeditazione, senza aver fatto la spesa con cognizione di causa.

A volte però è proprio così che nascono nuove idee: quando la tua dispensa diventa un po’ monotona e il tempo è poco, se come me sei una persona che si annoia a mangiare sempre le stesse cose, fatte allo stesso modo, improvvisi. Per “colpa” delle mie diete le basi dei miei piatti sono più o meno sempre le stesse: cereali senza glutine, verdure fresche di stagione, uova, legumi, tofu o tempeh, pochissimo formaggio (di solito di capra), semini e frutta secca. Da qui nascono i miei piatti, quelli con cui mi sfamo ogni giorno e che poi – dopo un’accurata selezione – diventano anche protagonisti del blog.

E’ il caso di questa ricetta nata una sera in cui non avevo voglia del “solito” tofu strapazzato o saltato in padella con le spezie (che pure non ho mai messo sul blog, a torto visto che ho trovato delle combinazioni molto buone) ma non avevo molte opzioni disponibili e neanche tanta voglia di fare ricette elaborate.

Così ho preparato una panatura con pane senza glutine, semi di zucca capperi e origano e in quella ho rotolato il tofu prima di cuocerlo al forno. Il risultato sono dei cubetti di tofu croccanti e con un buon sapore di tostato fuori, morbidi dentro. Li ho mangiati come fossero cioccolatini, uno dopo l’altro, accompagnati con senape in grani e salsa allo yogurt per dare una nota fresca e bilanciare il sapore.

Valeva la pena condividere il risultato con voi 😉

tofu impanato zucca

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Riso rosso con verdure al forno e cicerchie speziate

riso rosso verdure cicerchie speziate

Penso spesso a quando è nata la mia passione per il cibo. Io riconduco tutto a mia nonna, a quei pomeriggi trascorsi insieme a lei a preparare la torta, i ravioli per Natale, le crepes per la merenda. Mi è sempre piaciuto stare in cucina e anche quando non avevo le mani in pasta, la osservavo. Mi sedevo sullo sgabello alto e mi appoggiavo al bancone mentre lei mi dava le spalle e metteva un po’ zucchero qui, un po’ di farina di là. Credo di aver imparato molto della gestualità legata alla cucina guardandola, molto dei suoi segreti ascoltandola. Ho imparato ad andare “a occhio” come ha sempre fatto lei, a metterci del mio in ogni ricetta e ad adattarmi in base a quello che ho in dispensa. Senza questa flessibilità di base che mi appartiene così tanto, probabilmente sarebbe stata dura per me crescere e scoprire di dover evitare certi alimenti, di dover modificare la mia dieta, di dover cambiare le mia abitudini. Cosa che è successa spesso. Invece non abbiamo mai avuto paura di rimescolare le carte pur partendo da delle certezze.

Spesso mentre scrivo mi trovo a fare analogie fra la vita e la cucina e non me le preparo, giuro, vengono fuori da sole mentre batto le dita sulla tastiera. Così ho imparato che nella vita va bene tracciare un sentiero, va bene avere dei punti fermi, ma bisogna essere pronti a cambiare, a farsi sorprendere, a reinventare le cose e a reinventarsi. Perché quando disegni un quadro con i contorni troppo netti, rischi di credere che quella sia la tua verità. E invece magari no. Perché come ho letto nel bigliettino della fortuna che ho pescato in un tempio buddista a New York, quando passa la tempesta a portare scompiglio le querce che restano rigide si spezzano mentre i bambù oscillano nell’aria ma poi tornano a stare in piedi.

Così cerco di passare indenne fra le tempeste della vita e mi adatto adatto anche in cucina, tolgo e metto, mescolo e impasto. Alla fine però qualche certezza resta sempre, come quella che un piatto di riso, verdure e legumi sta benissimo ovunque e riempie la pancia senza fare danni.

Come questo riso rosso vegan e senza glutine con carote e finocchi al forno, avocado e cicerchie saltate alle spezie.

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Crostatine vegan al cocco e cioccolato

crostatine vegan cocco ciocco

Ognuno di noi nella vita ha persone, cose, situazioni di cui non può fare a meno. O meglio, di cui crede di non poter fare a meno. Fino a quando ne è costretto.

La vita ti fa affrontare un sacco di momenti che non avresti mai voluto affrontare, le persone cambiano strade e si perdono, le cose a cui si è costretti a rinunciare sono spesso più di quelle che ci si può concedere e, incredibilmente, si sopravvive. Senza persone. Senza cose.

Di persone non stiamo a parlare – che è pur sempre un blog di cucina – ma per quanto riguarda le “cose”, la mia dermatite e le mie diete mi hanno costretta spesso a rinunciare ad alcuni ingredienti. Sono passata attraverso regimi alimentari più o meno restrittivi che quasi sempre mi hanno tolto una delle cose di cui sono più golosa: il cioccolato. Ho scoperto che ero sono letteralmente dipendente dal cioccolato. La dipendenza dal cioccolato, così come quella dal caffè e dagli zuccheri, è provata. E io l’ho testata su me stessa.

I primi giorni di astinenza sono i peggiori, quelli in cui non riesci a pensare ad altro: crema al cioccolato, cioccolatini, torta al cioccolato, mousse, biscotti con le gocce, gelato. Serve determinazione per uscirne – so che sembra che stia scherzando, ma è la verità! io ero motivata, altrimenti avrei mollato presto – e quando ne sei uscito ti rendi conto che puoi sopravvivere anche senza. Certo, la vita senza cioccolato è un po’ meno bella, meno dolce, meno confortante 😉

Per fortuna le mie diete mi hanno portata anche alla scoperta di un ingrediente che già amavo di cui invece mi sono appassionata, il cocco. Amo il cocco in ogni sua forma: fresco, essiccato, crema, latte, panna, olio. Mi sono innamorata sempre di più del suo profumo, della consistenza, del sapore.

Inutile dire che l’accoppiata cocco-cioccolato è una delle mie preferite, golosissima. E visto che il cioccolato non è più bandito – anche se andrebbe moderato – ho deciso di unire questi due ingredienti che amo in un’unica ricetta in cui il cocco è protagonista in tante forme: la frolla è preparata con olio e zucchero di cocco, la crema con la panna e il mou con il latte.

Queste crostatine sono un’esplosione di sapore: la frolla croccante ma friabilissima, la crema avvolgente, il mou irresistibile.

Provatele e poi ditemi se questo non è un viaggetto in paradiso!

 

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Polpette di lupini e riso ai pistacchi

polpette lupini

Scrivo questo post sapendo che quando lo pubblicherò sarò da un’altra parte del mondo. Non so cosa starò facendo o che ora sarà, perché non ho pianificato molto, non quanto avrei voluto. La cosa assurda è queste polpette le ho preparate un po’ di tempo fa, in un altro posto rispetto a quello dove sono ora. Quindi in un unico post sto condensando momenti, tempi e luoghi diversi.

Quando riesco preparo qualche ricetta in anticipo per avere un po’ di archivio e non restare “scoperta”, questo mi porta a ritrovarmi a scrivere i post a distanza di tempo e a rivivere un po’ quello strano scollamento dal presente. Perché ogni volta che cucino e che mangio qualcosa, attacco a quel momento ricordi, emozioni, sensazioni. Ricordi, emozioni e sensazioni che spesso sono cambiate quando mi ritrovo a scrivere i post. E allora quella ricetta diventa di nuovo la madeleine di Proust che mi riporta lontano.

Succede nella vita di tutti i giorni come nei viaggi. I viaggi sono l’esempio più evidente di come un cibo possa diventare veicolo di emozioni, ricordi e sensazioni grazie ai colori, i profumi e i sapori. Il cibo fa questa magia. E il blog ne raccoglie gli effetti. Così ogni volta che scrivo mi trovo a fare un viaggio indietro nella mia vita, a osservare come siano cambiate le cose, a interrogarmi sulla direzione in cui ho scelto di andare.

Chissà cosa sto per addentare ora, mentre voi leggete di queste polpette vegan e senza glutine di lupini e riso ai pistacchi. Mentre ripasso la ricetta e penso a quanto adori i lupini nelle polpette perché le rendono incredibilmente saporite anche se odio perlarli perché mi taglio le dita. E a quanto il profumo dell’origano e il verde dei pistacchi mi riportino alla Sicilia bedda in cui sono stata pochi giorni fa.

Tutto si mescola in cucina, proprio come nella vita.

Cominciate a mescolare allora, che le polpette vi aspettano.

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Fettuccine di edamame con verdure e spezie al cocco


fettuccine edamame

Amo viaggiare. Amo scoprire posti nuovi, vedere luoghi mai visti prima e farmi sorprendere dal mondo. Mi piace perdermi a piedi nelle città e camminare nella natura. Adoro scoprire i sapori e i profumi caratteristici e trovare in mezzo ai piatti tipici qualcosa a misura di Giulia, non solo le proposte vegetariane ma anche le ricette ‘senza’ e adatte a chi ha un regime alimentare particolare.
Seguire una dieta, qualsiasi essa sia, può rendere la cose difficili in viaggio ma a volte bastano un po’ di spirito di adattamento e un po’ di attenzione per gestire tutto, regalandosi anche qualche sgarro.
La mia passione per il cibo che racconta il mondo è così forte che i barattoli di spezie a casa cadono dal cestino ogni volta che apro il mobiletto della cucina.
E il potere evocativo delle spezie è fortissimo, la loro capacità di trasportati in un altro spazio e in un altro tempo, di riportare alla mente ricordi vicini e lontani.
Ogni combinazione rende il piatto diverso, lo stravolge, gli dà carattere. Non saprei immaginare la mia cucina senza le spezie. E stavolta le ho usate insieme a delle fettuccine di edamame, ovvero i fagioli di soia, che hanno una consistenza particolare, una buona tenuta in cottura e un sapore definito che riconoscerete al primo assaggio.
Insieme al lime, il coriandolo e lo zenzero una spolverata di cocco, come fosse il formaggio che usiamo nei nostri piatti all’italiana.

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