foodblog vegetariano

“Caponata” di peperoni

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Prima che mi arrestino per nome di ricetta illegale ci tengo a dire che non lo so, se sia legale o meno, chiamare questa ricetta caponata di peperoni…è per rendere l’idea. I siciliani più tradizionalisti mi perdoneranno, spero, se mi permetto di proporre una variante che ho sperimentato in occasione di una cena fra amici per andare incontro anche ai gusti dell’ospite più piccola – la mia meravigliosa nipote Matilde – che pur essendo una gran buongustaia per ora non ama le melanzane quanto la zia.

Questi sapori io li adoro: l’agrodolce, le uvette e i pinoli, capperi, olive e pomodori, bastano questi ingredienti a farmi capitolare. E devo ammettere che, nonostante io ami alla follia le melanzane, ho apprezzato anche queste versione “peperonata” davvero dolce e appetitosa, perfetta per un antipasto ma anche per condire una pasta o come contorno. Sono sapori che mi fanno ripensare alla mia adorata Sicilia e che significano estate, per questo li amo.

La bellezza di questa preparazione poi è che si conserva a lungo. Ma, devo avvisarvi, in realtà non durerà a lungo. Posso provarlo io, che l’ho messa in tavola dentro il suo barattolone di vetro e a ogni cucchiaio pensavo “solo un altro, poi la rimetto via”. Che sono una patita di dolci e una golosa con la G maiuscola ormai lo sapete ma vi assicuro che questa caponata peperonata – o come la volete chiamà – è una tentazione fortissima anche per me. E ci sono giorni in cui, dovendo scegliere fra questa e una fetta di torta…beh, dovrei pensarci!

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Burger speziati di lenticchie e spinaci

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Di burger vegetali non ce n’è mai abbastanza. Le varianti sono infinite e la soddisfazione è sempre tanta perché per me il burger è sinonimo di cena golosa e informale, di coccola, di film e gelato. Adoro usarli per farcire i panini ma mi piacciono molto anche al piatto accompagnati da una salsa e tante verdure.

Ormai per prepararli mi lascio guidare dall’ispirazione e uso gli ingredienti che ho a disposizione con combinazioni diverse, senza starci troppo a pensare. L’ideale è utilizzare un legume come base e unirlo a cereali e verdure, così il burger sarà un piatto completo e bilanciato.

Può essere che qualcuno di voi si lasci scoraggiare dall’idea di dover cuocere i legumi ma vi assicuro che non ci vuole molto: la sera precedente metteteli a bagno, la mattina cambiate l’acqua e quando decidete di cucinarli metteteli a lessare a fuoco basso, mentre voi fate altro loro arriveranno a cottura. A questo punto il più sarà fatto e dovrete solo scegliere gli ingredienti a cui abbinarli. Io in questa preparazione sono partita da basi cotte perché avevo in frigo della quinoa già lessata e degli spinaci in freezer ma nulla vi vieta di velocizzare il tutto aggiungendo ai legumi solo pangrattato e verdure crude, ad esempio, per creare un impasto che sia comunque adatto a essere lavorato. Io però vi consiglio, quando cuocete i legumi, di farne un po’ di più e di lessare anche della quinoa o altri cereali, così con una parte potrete preparare un’insalata veloce e con il resto potrete creare la base dei burger, che potete anche cuocere e surgelare senza problemi. In questo modo con due ingredienti potrete preparare piatti diversi ottimizzando (e si sa che io con l’ottimizzazione sto in fissa!)

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Orzo con crema di peperoni, ceci e olive

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Diciamolo pure, avere la febbre ad agosto è una cosa brutta brutta. Io un sospetto ce l’ho, tutti dicono “eh sì sarà lo sbalzo termico” io invece credo sia una specie di sfogo prima di affrontare un settembre bollente, e non certo dal punto di vista delle temperature. Che sto pensando molto già ve l’ho detto, che mi esce il fumo dalle orecchie, pure. Secondo me il mio corpo mi ha voluto dare un segnale.

Non avevo la febbre alta da molto, non avevo la febbre ad agosto da una vita. Mi sono trascinata in giro per casa cercando di scrivere, di lavorare, di riordinare ma era come se mi avessero infilato una tutta di piombo che pesava 200 milioni di chili e ogni passo era uno sforzo enorme. A salvare i nostri pranzi e le nostre cene – più le sue che le mie visto che io mi sono nutrita di gelato, frullati e yogurt tentando di calmare la mia gola in fiamme – sono state le provviste con cui avevo letteralmente stipato il freezer (vedi a essere previdenti) e i piatti come quest’insalata d’orzo che è buona calda appena fatta, a temperatura ambiente, fredda di frigo. Un piatto di quelli facili facili che potete portarvi per pranzo durante un pic-nic (se ciao, magari), in spiaggia, al lavoro o dove volete. Un’alternativa alla classica insalata di riso (potete ovviamente farla anche con il riso, il farro, il kamut, il grano…) che potete usare per sfamare il resto della famiglia mentre voi v’ingozzate di gelato con la “scusa” del mal di gola. Eh sì, ognuno fa quel che può per coccolarsi un pochino 😉

PS: un’alternativa per la ricetta dell’insalata d’orzo la trovate anche sul mio libro “Diario di una vegetariana” ora in libreria!

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Pomodori (colorati) ripieni con pane e erbette

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Ve li ricordate quei bei pomodori colorati con cui ho fatto la bruschetta con la crema di mozzarella e la pasta con le zucchine? Ecco i più grandi, selezionati con cura per poter assaggiare le diverse tipologie, li ho farciti e ripassati in forno. So che ho già parlato troppo della bontà di pane e pomodoro ma vi assicuro che questo è un piatto super super semplice preparato con pochi ingredienti che sarà sempre (ma sempre sempre) un successo. Per il ripieno vi potete sbizzarrire ma io ho preferito restare sull’essenziale in modo da poter riconoscere tutti i sapori a ogni morso.

La gioia che hanno portato in tavola questi pomodori è davvero indescrivibile. E’ l’estate che riempie i piatti con i suoi colori e i suoi profumi, con la leggerezza di ricette semplici e saporite.

PS: le dosi della ricetta sono indicative. Nella foga della preparazione e nell’ansia dell’attesa di sederci a tavola ho dimenticato di segnare tutte le dosi e mi sono ritrovata ad andare a memoria. Se il ripieno risultasse troppo usatelo per farcire altre verdure come zucchine o peperoni o sulla pasta, sarà delizioso.

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Muffin vegan alla pesca

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Sto attraversando un periodo un po’ strano, mi sto facendo molte domande sul presente e sul futuro, sto mettendo in dubbio delle cose, sto cercando di immaginare scenari possibili. Questi momenti sono pericolosi per me, che sono una che pensa sempre troppo e che rischia di infognarsi in ragionamenti complessi prima ancora che ce ne sia realmente il bisogno.

Forse per sfogarmi, forse – come sempre – per ottimizzare, forse per darmi delle risposte sulle mie capacità organizzative e gestionali, sto continuando a cucinare ma sto fotografando e scrivendo meno. Più che su quella “digitale” sono concentrata sulla vita “reale”, quella a cui si torna sempre e comunque, a prescindere.

Oltre a cucinare però sto facendo un’altra cosa: congelo. Sto congelando la qualunque, un po’ per testare il mio freezer e un po’ per vedere se riesco a darmi una calmata invece che arrivare sempre all’ora di pranzo e di cena con il fiato corto. Il problema è che come sempre non ho mezze misure, mi faccio prendere la mano e con la scusa del “se è già pronto poi mi risparmio di cucinare un’altra volta” mi sono messa ai fornelli per delle ore. Il mio congelatore grida vendetta, i cassetti si chiudono a fatica e lo sento implorarmi di alleggerirlo almeno un po’.

Sulla scia di questa mania e presa dal panico con la volontà di non perdermi neanche un soffio di quest’estate che sta volando via, nelle ultime settimane ho sfornato senza sosta muffin alle pesche, preparando versioni con farine e latte diversi. Scambiando i fattori, per fortuna, il risultato non cambia: questi muffin si preparano in pochissimo tempo e sono incredibilmente soffici, umidi all’interno, con una pasta sottile. Ma quel che conta – ovviamente – è che vanno in freezer senza alcun problema: io ne tolgo dal congelatore due la sera e la mattina li trovo pronti e fragranti per la colazione, e se proprio mi voglio viziare li intiepidisco a fiamma bassissima o in forno. Una delizia a cui non riesco più a rinunciare!

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