Crema di zucca cannellini e carote allo zenzero

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Dopo un paio di settimane in cui ogni momento libero – anche mezz’ora – era buono per cucinare, sono passata a un periodo in cui non c’è neanche mezz’ora libera e, dopo un piiiiiccccccccoooolissssiiiimo incidente fra i fornelli (mi sono ustionata con l’olio di cocco ma sono stata letteralmente miracolata, ndr) ho appeso i mestoli al chiodo per un po’. Non sono a dieta, continuo a cucinare e a mangiare eh, solo non sto preparando i piatti carini carini e quindi non li sto neanche fotografando. E’ materiale per sfamarsi, non per il blog, per intenderci.

Per fortuna ho messo da parte qualche ricettina per voi e visto che queste sono giornate fredde e umide con il cielo grigio e bianco e l’aria gelida, non potevo che scegliere una crema, una delle mie amate zuppette.

Continuo a comprare ogni settimana una zucca perché da grande appassionata sono già in paranoia per quando non ci sarà più – anche se quest’anno le zucche non le ho trovate poi così buone – e siccome il tempo è poco finisco sempre per usarla nel modo più comodo e metterla nella minestra. E se a quella cremosità pazzesca che regala la zucca aggiungiamo anche i cannellini e la dolcezza delle carote allora il gioco è fatto. Sì, io sono sempre una da piatti dolci, lo sapete, ma per riequilibrare questa zuppa ho usato lo zenzero fresco, pungente e piccantino, e la salvia che con il suo aroma inconfondibile rende tutto perfetto.

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Torta di pere e anacardi senza zucchero

torta pere anacardi senza zucchero

Non è la prima volta che vi parlo di ricette nate per caso. Chi mi segue sulle pagine social (da oggi potete anche iscrivervi alla newsletter compilando il form nella colonna a destra!) ha visto almeno un paio di post su questa torta, di cui mi sono innamorata alla follia. E visto che domani è la festa degli innamorati, anche se non l’ho mai festeggiata non potevo che rendere omaggio all’amore così.

La torta di pere e anacardi è nata dalla voglia di torta di mele, quella che preparava la nonna, piena pienissima di mele, con poco impasto, umida, cremosa. La torta di mele per eccellenza nell’immaginario familiare, la più buona del mondo per essere precisi. La voglia di quella torta (un versione della torta di mele alla ricotta qui) unita alla disponibilità della dispensa e a qualche appunto scritto qui e là fra i miei quaderni a pois pieni zeppi di ricette ha fatto nascere questo esperimento, con le pere perché le mele non le posso mangiare, con gli anacardi e il miglio per ridurre il quantitativo di glutine nell’impasto, con la frutta essiccata al posto dello zucchero e tutto il profumo delle arance che tanto amo.

Si prepara in un attimo, è facilissima da fare ma è più facile da mangiare, ve lo assicuro. Visto che è nata per caso io, per essere sicura di darvi una ricetta che funziona (la mia perenne sfiga con le ricette trovate online che non mi vengono MAI è ormai cosa nota e la saga continua ahimè), l’ho già rifatta due volte e un paio di fette sono al sicuro in freezer, per i momenti di sconforto o per festeggiare l’amore. Qualsiasi esso sia, verso chiunque vogliate, anche verso voi stessi. Amatevi e regalatevi questa torta, vi farà felici.

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Riso venere con cavolfiore, carote e batate viola

Ciao febbraio.

Ieri era Natale, oggi è già Carnevale. Com’è che mi perdo sempre i pezzi mentre i giorni passano inesorabili? Chi mi conosce o mi legge da un po’ sa che io e il Carnevale siamo come due linee parallele: non ci incontreremo mai. O meglio, ci siamo incontrati in tenera età (la mia, non quella del Carnevale), non ci siamo piaciuti e la nostra storia è finita. Capitolo chiuso. Ho chiuso la porta e ho buttato la chiave. Se non fosse che…dalla serratura di quella porta arriva ogni tanto il profumo di frittelle alla crema. E niente, lo so che Proust lo cito un po’ troppo spesso – è che sono una capra, non ho molti riferimenti letterari e quelli che ho me li devo giocare spesso – ma per me addentare una frittella alla crema vuol dire entrare in un tunnel che mi porta dritta dritta in cucina a casa della nonna, seduta al bancone sullo sgabello alto, con lei che riempie di crema e di zabaione le frittelle ancora calde. Le frittelle più buone ever, inutile dirlo. Prendetevi tutti i crostoli (o chiacchiere o come li volete chiamare) del mondo, non me ne faccio niente di quelli e neanche delle castagnole o delle cose vuote, alle mele, alle uvette…io voglio solo le cose ciccione e ripiene. Io che non ho mai amato i dolci fritti e non sono un’appassionata di crema darei il mio regno per un vassoio di frittelle della nonna.

Ma sto divagando perché no, quella di oggi non è una ricetta di frittelle. Io non friggo mai, non mi sento a mio agio con la frittura, ecco perché quest’anno – indebolita dalla dermatite nel corpo e nello spirito – ho ceduto al richiamo delle sirene e dopo anni di astinenza sono andata in pasticceria già due volte a mangiarmi una grossa frittella strapiena di crema. Io le cose, se le faccio, le faccio bene. Insomma sì, io sono una che sgarra. Non sono una che mangia bene sempre e che non si concede niente, nou nou nou. Sono nata golosa e golosa morirò.

Ma fra una frittella e l’altra cerco di fare le cose per benino e preparo piatti di riso pieni pieni di verdure e tuberi che fanno bene. Stavolta riso venere, quello nero, integrale. Verdure e tuberi viola: cavolfiore, carote, patata dolce (o batata). Poi tante spezie e i miei amati agrumi.

PS: Lo sapete quanto fanno bene le patate dolci? Sono da preferire alle classiche, hanno un indice glicemico più basso e non sono neanche della famiglia delle solanacee, poco simpatiche agli allergici e gli intolleranti come me. Non le avete mai provate? E’ tempo di redimervi.

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Granola senza glutine al cocco

Granola-cocco-senza-glutine-0607

Che sono un’appassionata della colazione l’ho già detto. D’altra parte per chi come me ama i dolci quali possono essere i momenti migliori della giornata se non la colazione e la merenda?!

A colazione (come a pranzo, a cena e nella vita) mi piace cambiare e variare, mi annoio. Non potrei mai mangiare ogni mattina la stessa cosa, per tutta la vita: tè e biscotti o caffè e fette biscottate. MAI.

Per questo motivo quando preparo i dolci ne surgelo una parte, idem con crepes e pancake, e metto i biscotti al sicuro dentro barattoloni di vetro a chiusura ermetica (quelli di solito non durano molto, lo sapete) in modo da avere sempre un po’ di scorta per poter assecondare le mie voglie di giorno in giorno.

E’ un ottimo modo anche per variare l’alimentazione e non sovraccaricare l’organismo consumando un eccesso di alcuni alimenti che un bel giorno il nostro corpo potrebbe non tollerare più. Non è un caso che questo schema di alternanza me l’abbia insegnato una nutrizionista (quando sono stata in cura per la dermatite atopica a Milano, a dieta, ndr se a qualche atopico potesse interessare).

La mia alternativa preferita a torte e muffin, pancakes e biscotti è la granola. A colazione mangio SEMPRE un frutto e mi piace tantissimo preparare una ciotolona (quelle che adesso si chiamano breakfast bowl su IG) con yogurt o latte vegetale, frutta fresca, semini e cereali o, più semplicemente, la mia granola che è già un mischione pronto all’uso di semi e cereali.

La differenza fra aprire i vasetti dei semi e dei cereali e unirli al momento o preparare la granola in anticipo? !. E’ molto più veloce; 2. c’è molto più sapore e più gusto nel mio mischione, assicurato. In più, se preparare la versione senza zucchero siete a posto così, avete risparmiato, se invece preparate questa siete al riparo dal rischio di aggiungere chili e chili di agave o acero o miele o quello che usate per dolcificare (se usate qualcosa) perdendo il senso della misura. La frutta è dolce, la granola è leggermente dolcificata, il gioco è fatto. Ah, ve l’ho detto che è anche senza glutine? Perché una colazione gioiosa e golosa se la meritano tutti.

Pronti a prepararla per la colazione di domani?

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Pasta al pesto di noci salvia e rosmarino

pasta pesto noci salvia rosmarino

Le giornate di questo gennaio sono un vero e proprio tetris nel quale cerco di incastrare ogni parte di me, provando a rimanere morbida e malleabile anche quando le situazioni cominciano a farsi complicate. Dopo un paio di – lunghissimi – mesi a braccetto con la mia dermatite più furiosa che mai, ho iniziato una cura nuova un po’ pesante, che avevo rifiutato fino ad ora, ma vedo i primi risultati. E il mondo sembra un posto più bello quando cominci a stare meglio, ci avete mai fatto caso?

In tutto questo ho continuato a ritagliarmi qualche ora ogni weekend per cucinare ma no, non ho scritto, non ho postato. Mi sono persa i pezzi. E’ andata così, devo fare pace anche con questo, con il fatto che non sono poi così brava a rispettare la lista delle cose da fare e che quasi mai, a fine giornata, ho spuntato tutte le voci dei to do. Ma le ricette ci sono, aspettano solo di vedere la luce!

Questo pesto di noci ce l’avevo in canna da un bel po’, avevo già fatto anche le foto ma non mi piacevano e la ricetta della pasta è rimasta lì a prendere la polvere. L’ho rispolverata per voi – proprio solo per voi perché al momento io e le noci non ci vogliamo tanto bene 🙁 – perché è proprio quel genere di ricetta che amo tanto io: facilissima, veloce e buona da impazzire. Se non vi basta vi dico anche che questo pesto di noci – che è un po’ una crema più che altro – lo potete usare anche allungare con un goccio di latte vegetale invece che con l’acqua di cottura della pasta e usarlo sui crostini all’aperitivo, per rendere speciale un panino o un toast…un po’ come vi pare.

Comunque, per non sbagliare…avete messo a bollire l’acqua per la pasta?

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