foodblog vegetariano

Peperoncini piccanti ripieni alle erbe e capperi

Quando piccante non è un modo di dire.

Non sono una che impazzisce per il piccante, mi piace abbinato alle spezie o in alcune preparazioni particolari. Insomma non spargo peperoncino in tutto quello che porto in tavola ma non sono neanche una che si fa intimidire dai peperoncini segnati sul menù accanto alle portate, assaggio volentieri. Quando ho preparato questi peperoncini però non sapevo a cosa stavo per andare incontro. Ho inciso la calotta e ho cominciato a tossire, mi bruciavano gli occhi e la gola. Svuotarli e cuocerli è stata un’impresa per me che sono allergica a mille cose. Sono scema io, e fin qui siamo d’accordo, perché avrei dovuto documentarmi PRIMA, non dopo. La svegliezza.

Insomma sti peperoncini sono buoni eh ma, come si dice, only the brave.

Vi consiglio i guanti per pulirli, una mascherina se siete particolarmente sensibili – sorvolo sulle scene che potete approfittare di fare conciati così – e poi un formaggio fresco e del pane per accompagnarli. Sono buoni anche con i formaggi stagionati, ma il fresco mitiga un po’ l’effetto super hot del peperone. Se volete mantenere il piatto vegan provate con il tofu. O conditeci una pasta (occhioooo).

Vi consiglio anche di prepararli con i grissini/crackers/pangrattato che avete in casa del cereale che preferite/potete mangiare.

E poi io dico NO ai peperoncini piccanti se avete la gastrite, bruciore di stomaco e tante altre cose che ora non sto qui a dirvi, occhio anche se siete allergici a la qualunque.. Insomma, non è un piatto per tutti, poi vedete voi. Tanto sono sicura che c’è chi questa porzione se la farà fuori da solo senza neanche berci dietro un goccio d’acqua.

La ricetta vegan - per veri duri – la trovate su IlCucchiaio.it.

Un vademecum poco serio e un’idea fresca e dolce con yogurt e mirtilli

Ieri vi ho lasciati così, senza ricetta, senza post. Non son cose che si fanno. E’ che in programma avevo quel famoso post pieno di pensieri che poi ho deciso di non pubblicare, almeno per ora. So che la cosa non deve necessariamente interessarvi però insomma ho un blog, qualcosa devo raccontarvi. Poi io lo so che non sono mai stata una trascinatrice, quindi con queste tre righe avrò già perso per strada un bel po’ di gente. E’ così che va.

Per cercare di rimediare al buco che ho lasciato ieri, pensa che ti ripensa, ho deciso di preparare un post che forse non servirà a nessuno. Le premesse non sono delle migliori, mi rendo conto, è che lo so che siete tutti iper-mega-super-informati e che ne sapete a pacchi sul vegetarianesimo e tutto quello che ci gira intorno. Io però, che sono una blogger ignorante – nel senso che ignoro un sacco di cose (ma sto studiando eh) – da quando ho cominciato quest’avventura ho imparato un po’, ho parlato con gente che ne sa, ho letto, ho chiesto. Ho cercato insomma di colmare delle lacune. Ci sono ancora dei crateri enormi, veri e propri buchi neri nella mia cultura in proposito, ma ci stiamo lavorando, abbiate fede.

E allora alcune cose che ho imparato le condivido con voi – sicuramente c’è chi è pronto a smentirmi ma sono qui per questo – ma non è che io possa definirmi una guru del settore dunque scatenate pure l’inferno nei commenti. Insomma se scrivo delle robe non vere, magari perché le ho capite male, perché mi hanno raccontato delle baggianate e io credo sempre a tutti, perché non mi sono informata abbastanza eccetera eccetera eccetera, ditemelo (se pensate che stia mettendo le mani avanti, è proprio così).

Facciamo finta che sia un vademecum (cominciamo con un paio di punti, non esageriamo eh), ma non una roba troppo seria. Io vi allungo la mano e vi do qualche dritta, chi vuole la afferri chi non vuole mi cammini pure a fianco, o davanti, o dietro, o faccia un’altra strada. Se mi state leggendo state già facendo molto, vi vorrò bene sempre e comunque.

PS: se non ve ne frega niente del mio vademecum poco serio e volete solo la ricetta dei ghiaccioli vegan allo yogurt e mirtilli cliccate su “continua” e poi andate alla fine del post, non mi offendo ;)

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Quinoa spezie ceci e pomodoro secco

 

E’ tempo della pausa pranzo, la fame è tanta, i minuti sono contati. Ci sono dei ceci lessati in frigorifero e i pomodori essiccati. Poi ovviamente la quinoa, che non manca mai, e tante spezie che mi guardano dai vasetti di vetro. E’ il momento di accendere il cervello e di farsi guidare dall’istinto per preparare un piatto veloce e magari anche vegan che sia completo e sostanzioso e mi aiuti ad affrontare il pomeriggio davanti al pc. Così scelgo le spezie, preparo la quinoa quasi come se fosse un risotto, in modo che diventi più cremosa e assorba bene tutti i sapori, poi aggiungo i ceci e i filetti di pomodoro che rendono tutto così saporito. In poche semplici mosse il pranzo è salvo, anche per oggi ce l’abbiamo fatta!

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Crostini al formaggio con composta di ciliegie

Era arrivata l’ora di una ricetta vegetariana con le ciliegie –io non posso più mangiarle perché da quest’anno mi fanno venire dei crampi allo stomaco pazzeschi, qualcuno mi spieghi perché – e avevo deciso che sarebbe stata salata. Le ricette salate con le ciliegie non mancano, ma spesso sono piatti a base di carne. Non ci siamo.

Ho acceso il cervello e ho cominciato a pensare agli abbinamenti. Potevo fare un lievitato, ma non ero convinta. Quasi subito ho deciso di abbinarle a un formaggio, magari un caprino, o una robiola, ma certo non da sole. Poi a un certo punto una lampadina, la luce: una padellata agrodolce, una composta, insieme a peperoni e bacche di goji, profumata al rosmarino. E niente caprino, niente robiola, azzardiamo una crema di stracchino per dare un po’ di acidità e far risaltare il sapore della composta.

Ragazzi io non so se questa ricetta vi piacerà, di certo non è un classico, ma qui è andata alla grandissima. Insieme gli ingredienti si sono esaltati e bilanciati, il sapore è complesso, uno dopo l’altro arrivano ad ogni morso l’agro e il dolce (ma va?), il salato, il balsamico del rosmarino. Io ne ho assaggiato un paio di morsi sfidando la sorte e le ciliegie, poi ho fatto parlare gli altri. Ora faccio parlare voi.

La ricetta è sul Cucchiaio.it

Cookies cacao mandorle e ricotta

Mi hanno insegnato che non si va mai a casa di qualcuno a mani vuote. Così, il giorno in cui sono andata a trovare la Ely, mia amica nonché ex compagna di università, e a vedere le sua casetta, ho deciso di preparare dei cookies da lasciarle per la colazione – o la merenda, o quello che voleva.

Ormai sapete che mi piace pasticciare in cucina, anzi, spesso mi tocca farlo. E anche in questo caso mi mancava il burro, non avevo le gocce di cioccolato e neanche le nocciole. Insomma il mio progetto cookies era destinato ad andare in fumo. Ma io non mi sono arresa, è partito il momento “prendi una ricetta e trasformala in un’altra”…ho cominciato a segnare a matita le modifiche da fare e ho sperimentato questi cookies alternativi che sono anche senza burro! Alle mandorle e cacao, preparati con olio e ricotta. Della serie “anche i cookies si possono mangiare senza rimorsi”.

Poi diciamo che mi sono fatta prendere la mano e siccome i biscotti servivano a festeggiare una nuova casa, un progetto, un traguardo, ho voluto farcirli due a due con crema di nocciole e marmellata di fragole…tanto la Ely non ha problemi di linea, può regalarsi una merenda da sballo senza problemi.

(A dirla tutta – ma non ditelo a lei – presa dalla foga delle modifiche ho ridotto la dose di zucchero rispetto a quella che trovate scritta qui e, a biscotti sfornati, dopo l’assaggio di mamma, mi sono resa conto che erano un po’ poco dolci, quindi ho farcito per rimediare). Il risultato sono dei biscottini morbidi, da mangiare appena fatti, voglio rifarli con la giusta dose di zucchero per capire se c’è altro da perfezionare…

Li ho fotografati al volo, un minuto prima di incartarli e uscire di casa, dunque siate comprensivi.

Per sapere come sono venuti potete citofonare a casa della Ely :)

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