Finger food e antipasti

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Crackers di ceci alla curcuma

crackers ceci curcuma

Amici, lo so, sono pessima. Se non sono più la vostra FUDBLOGGHER preferita lo capisco, avete ragione. Sto trascurando il blog, sto trascurando i miei lettori, sto trascurando qualsiasi tipo di pianificazione che una brava blogger dovrebbe seguire. E’ che fra il voler fare e il fare, ci sta la vita. Si, quando le cose le vuoi fare le fai e la vita si adegua, direte voi. Giusto, lo dico sempre anche io. Ma si sa anche che sono una che predica bene e razzola abbastanza male, diciamocelo. Se mi seguite da un po’, ormai dovreste saperlo.

Mi pesa aver abbandonato un po’ il blog? Mi pesa non avere tempo per cucinare? Mi pesa aver smesso di fotografare? Si. Ma la verità è che ho cambiato casa, ho fatto un trasloco che sta lasciando strascichi piuttosto importanti, ho una cucina minuscola SENZA LAVASTOVIGLIE in cui non riesco ad abituarmi a cucinare, mi nutro da settimane solo di insalate, uova, avocado, tofu. Chi mi ha iniziato a seguire da poco sui social penserà che mangio sempre le stesse cose. Si è vero! Un po’ per la dieta, un po’ per la necessità.

Nel frattempo ho anche compiuto gli anni (tanti auguri a meeeee) e non so come sono riuscita per l’occasione a preparare un pasto commestibile – e a prova di Giulia, cioè che escludesse tutte le cose che non posso mangiare – per le mie amiche.

E’ stata una giornata super, di quelle che ci vorrebbero più spesso. E’ stata la prima volta in cui ho acceso il forno, la prima volta in cui ho usato il mixer, il minipimer e ho riempito il lavandino fino all’orlo di piatti e pentole da lavare. Come mi sono sentita? Stanca ma felice.

Con il trasloco e tutto quello che si porta dietro, con il caldo in città invece che al mare e l’agenda piena, mi è successo di pensare che avrei smesso di cucinare. In questa cucina minuscola, pensavo, mi passerà la voglia. Invece la voglia era lì, sepolta sotto strati di altre cose. E cucinando, esattamente come quando insegno o pratico yoga, mi sono sentita nel mio posto nel mondo. Le uniche due cose che mi salvano, che mi riportano nel presente, che diventano propulsione per andare avanti anche quando le sto per abbandonare sono queste: lo yoga e la cucina.

E allora avanti, che ogni giorno è un nuovo inizio e ogni ricetta è un pezzettino di vita.

Come questi crackers di ceci che diventeranno un’ossessione, ve lo garantisco. Sono stati fra i protagonisti del pranzo di compleanno e visto che in molti mi hanno chiesto la ricetta, eccola. Una ricetta di cui vado fiera, già esportata con successo all’estero (Amsterdam 😉 ), collaudatissima e a prova di tutti.

Perché tutti, vedrete, non riusciranno a smettere di mangiare questi crackers vegan e senza glutine preparati con pochissimi ingredienti: farina di ceci, curcuma, sale, pepe, olio. Ci credete? Credeteci.

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Farinata di lenticchie

farinata lenticchie

Mi cospargo il capo di cenere e alzo le mani perché a quanto pare ancora non ho capito bene bene se ci sia e quale sia la differenza fra farinata, cecìna, 5 e 5. Ogni volta che preparo queste torte di ceci leggo, faccio ricerche, confronto ricette, ma poi il dubbio mi rimane. Ho capito che la farinata ligure si fa nel testo, che è una teglia in rame. C’è chi mette solo l’olio (a litri, chevvelodicoaffà) e chi anche l’acqua. Chi la mangia nella schiacciata, chi da sola. In sostanza parliamo sempre di una torta bassa preparata con la farina di ceci, deliziosa, che prende nomi diversi in base alle zone. Però voi, gente che ne sa a pacchi, toscani, liguri, ditemi, illuminatemi, mandatemi scatole di cecìne, farinate, e 5 e 5 per aiutarmi a capire.

Io intanto, visto che sono una ribelle e mi piace scombinare le carte in cucina, dopo aver preparato una mia versione della cecìna ho preparato anche una “farinata” di lenticchie, totalmente anarchica, I know (per questo uso le virgolette, però almeno ci capiamo). Mi avevano regalato della farina di lenticchie e non sapevo bene come usarla. Ho avuto un’illuminazione e l’ho sostituita a quella di ceci per preparare questa torta a cui ho aggiunto salvia e rosmarino.

Ragazzi, è di una bontà assurda. Esattamente come l’originale di ceci, è qualcosa a cui è impossibile resistere. Tagliatela a pezzi piccoli perché ne mangerete una montagna. E scaldatela per bene prima di mangiarla se la preparate in anticipo, in modo che recuperi la croccantezza della crosticina che si forma.

No allora non potete capire il livello di salivazione mentre scrivo. La vorrei ora, calda, profumata, morbida dentro. Provate e poi ditemi. Anzi, provate e poi speditemela 🙂

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Di dip di ceci, di #Londondays e del nuovo Taste&More

londra

Sono appena rientrata da un weekend londinese a base di sole, sorrisi, yoga e smoothie. Ho vissuto in uno stato di grazia – nonostante la salute cagionevole – per quei tre giorni prendendomi una pausa dalla vita, respirando l’aria della city, prendendomi poco sul serio, camminando a piedi scalzi, guardando il mio riflesso negli occhi di persone a cui voglio bene.

londra triyoga

londra

londra king's cross

Poi sono rientrata e ho sentito l’energia di quei giorni abbandonarmi. Ho trovato giornate di sole caldo insieme a una routine che ha ricominciato a starmi un po’ stretta.

Ho incontrato di nuovo la mia inquietudine ma ho cercato di distrarmi sfogliando le pagine del nuovo Taste&More tutto dedicato alla primavera, pieno zeppo di ricette fresche e colorate.

dip ceci peperoni paprica

Dip-ceci-peperoni-paprica-8326

E il conforto, dove l’ho cercato? In cucina, of course. Nel mio dip di ceci con peperoni arrostiti, pomodori secchi e paprica affumicata. Cremoso e super saporito, buono da solo, sul pane, per condire una pasta o farcire un panino. Facilissimissimo da preparare. Fatelo dai!

Avocado toast con asparagi e semi

avocado toast asparagi
Ok, è tempo per me di fare una confessione. Devo parlarvi di una (nuova) dipendenza, parliamo sempre ovviamente di cibo. Perché non bastavano i biscotti con le gocce, la granola, il cioccolato in ogni sua forma, il gelato – sì, perché questo è stato definitivamente nominato l’anno del gelato. No. Da qualche mese ormai, diciamo più o meno da quando la mia vita è stata scombussolata nei ritmi, nei luoghi e nelle abitudini e i miei orari per pranzi e cene sono diventati folli, sono entrata nel tunnel dell’avocado toast.

Lo so, ormai ne avete sentito parlare in tutti i luoghi e in tutti i laghi ma…l’avete provato? Lo so che è una cosa che fa molto Instagrammer e anche un po’ hipster ma è davvero una manna per salvare la cena, perfetto dopo la palestra, lo yoga, una giornata dura, o semplicemente quando non hai tempo e voglia di cucinare.

avocado toast

Ne esistono mille e più versioni ma quello che piace a me è semplice semplice:

  • pane tostato (il mio preferito è quello di segale – 100% segale)
  • avocado maturo a fettine  (non a sbobbone in questo caso, neanche in forma di guacamole, MAI con la cipolla) condito con un po’ di succo di lime
  • uovo all’occhio cotto con un filo d’olio e condito con sale e pepe nero (praticamente l’unico modo in cui mangio le uova volentieri)

E’ già perfetto così ma se poi lo completate con qualche verdura di stagione, ad esempio con i miei amatissimi asparagi verdi….chevvelodicoaffà?!

E niente, praticamente la “ricetta” ve l’ho già data!

avocado toast asparagi verdi

Ingredienti per 4 persone

4 fette di pane

1 avocado maturo

4 uova

1 mazzetto di asparagi verdi

timo e timo limonato

semini

succo di lime o limone

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

avocado toast asparagi

Pulite gli asparagi e fateli a rondelle tagliando poi le punte per il lungo. Scaldate un filo d’olio in padella e fateli saltare a fiamma vivace qualche minuto, salateli e poi aggiungete un goccio d’acqua o copriteli per portarli a cottura, tenendoli se vi piacciono leggermente croccanti.

Affettate l’avocado e conditelo con il succo di lime (o limone), tostate le fette di pane e i semini mentre ungete d’olio un padellino e cuocete le uova all’occhio, mantenendo il tuorlo morbido (se vi piace), aggiungendo anche un pizzico di sale e una macinata di pepe.

Servite il pane con l’avocado, l’uovo, gli asparagi e i semini.

*le dosi sono per quattro per uno spuntino o un aperitivo, se dovete cenarci potete aumentarle!

Crocchette di riso con cuore filante

crocchette riso erbe provola

Parlavamo della mia passione per il risotto nata in tenera età, passione che va di pari passo con quella per le crocchette di riso nata nello stesso periodo sempre grazie alla stessa cuoca del mio cuore, sempre lei, nonna. Come già ho raccontato era lei la maestra delle crocchette, era lei che quando il risotto “avanzava” preparava questo piatto di recupero che era un piatto da re, una bontà fritta e croccante che rendeva anche la tabellina più difficile da imparare un ricordo lontano. Ci sedevamo a tavola scalpitanti e aspettavamo che il nostro piatto si riempisse di croccantissime palline di riso che quasi sempre avevano un ripieno a sorpresa e che immancabilmente erano accompagnate da un altro piatto adorato da grandi e bambini, le patate fritte, perché quando si frigge vale la pena friggere tutto e perché quando si sgarra è giusto farlo per bene.

Ancora una volta non ho resistito al richiamo dei ricordi (e della gola, anche se le mie crocchette le ho cotte in forno) e vi dico sì, fatelo, versate un po’ di riso in più che male non fa ogni tanto regalarsi un momento di piacere. Questi sono quei piatti senza tempo che ritroviamo con nomi diversi in giro per l’Italia e nel corso della nostra vita, come quando in Sicilia ho addentato la mia arancina con spinaci e mozzarella e non riuscivo più a smettere di sorridere. Che poi non si venga a contraddirmi: le cose semplici sono sempre buonissime! continua >>

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