Finger food e antipasti

Dip di ceci, London days e il nuovo Taste&More

londra

Sono appena rientrata da un weekend londinese a base di sole, sorrisi, yoga e smoothie. Ho vissuto in uno stato di grazia – nonostante la salute cagionevole – per quei tre giorni prendendomi una pausa dalla vita, respirando l’aria della city, prendendomi poco sul serio, camminando a piedi scalzi, guardando il mio riflesso negli occhi di persone a cui voglio bene.

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Crocchette di riso con cuore filante

crocchette riso erbe provola

Parlavamo della mia passione per il risotto nata in tenera età, passione che va di pari passo con quella per le crocchette di riso nata nello stesso periodo sempre grazie alla stessa cuoca del mio cuore, sempre lei, nonna. Come già ho raccontato era lei la maestra delle crocchette, era lei che quando il risotto “avanzava” preparava questo piatto di recupero che era un piatto da re, una bontà fritta e croccante che rendeva anche la tabellina più difficile da imparare un ricordo lontano. Ci sedevamo a tavola scalpitanti e aspettavamo che il nostro piatto si riempisse di croccantissime palline di riso che quasi sempre avevano un ripieno a sorpresa e che immancabilmente erano accompagnate da un altro piatto adorato da grandi e bambini, le patate fritte, perché quando si frigge vale la pena friggere tutto e perché quando si sgarra è giusto farlo per bene.

Ancora una volta non ho resistito al richiamo dei ricordi (e della gola, anche se le mie crocchette le ho cotte in forno) e vi dico sì, fatelo, versate un po’ di riso in più che male non fa ogni tanto regalarsi un momento di piacere. Questi sono quei piatti senza tempo che ritroviamo con nomi diversi in giro per l’Italia e nel corso della nostra vita, come quando in Sicilia ho addentato la mia arancina con spinaci e mozzarella e non riuscivo più a smettere di sorridere. Che poi non si venga a contraddirmi: le cose semplici sono sempre buonissime! continua >>

Zucca in teglia con pomodoro e mozzarella

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Quanto vi piacciono le cose semplici? A me tantissimo. Me ne rendo conto ogni giorno, nella vita come in cucina. Non sto dicendo che i piatti complessi, raffinati, con mille preparazioni e tanti ingredienti non siano buoni, ma sono un po’ lontani dalla mia filosofia, dal mio stile. La mia cucina di tutti i giorni non è così.

Ci provo a volte a fare dolci più complessi e ricette che prevedono milioni di passaggi complicati ma di solito la soddisfazione è media e il rischio di fallimento è altissimo. E il fallimento – già l’ho detto – non mi va.

Cucino per passione, è una sfida con me stessa e cerco sempre di migliorare, ma non mi piace sentirmi sotto pressione. In generale mi sono accorta che preferisco usare pochi ingredienti, verdure di stagione, preparazioni semplici che conosco e abbinarle in modi sempre differenti in base all’ispirazione e a quello che c’è in casa, per variare, perché a fare sempre le stesse cose un po’ mi annoio.

E infatti non condivido molto il pensiero di quelli che “lo strudel si fa solo con la cannella” o “nel sugo al pomodoro ci va la cipolla” e via dicendo. Ok, ci sono delle ricette che sono veri pilastri della cucina, quelle tradizionali, e lì va bene, ci sta che ci siano delle regole più o meno rigide a cui attenersi, siamo d’accordo. Ma per il resto, tutti i giorni, a casa vostra…godetevi gli attimi di creatività che si possono sperimentare ai fornelli, provate sapori nuovi, azzardate, mescolate, è questo il bello. Il bello è imparare le basi e poi stravolgerle a modo proprio, il bello è riuscire a preparare qualcosa di buono anche se è diverso.

Se così non fosse che vita farebbe chi come me deve rinunciare ad alcuni ingredienti e alimenti per problemi di salute? Se nella ricetta ci sono le mele ma non posso mangiarle perché non dovrei provare a farla con le pere, o con le albicocche, o le prugne? Perché non dovrei svegliarmi un giorno con una gran voglia di parmigiana di melanzane e rendendomi conto che siamo in pieno inverno non dovrei preparare delle teglie di zucca con pomodoro e mozzarella che s’ispirano proprio a quella ricetta? L’ho fatto, non l’ho chiamata parmigiana perché non mi andava, ma devo confessarvi che se l’avessi fatto non mi sarei sentita troppo in colpa 🙂

PS: se c’è qualche ricetta che vi piace particolarmente o che vorreste provassi a fare scrivetemelo nei commenti, via mail o sui social!

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Millefoglie di ceci e radicchio con quinoa croccante

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Anche quest’anno il Natale mi ha presa alla sprovvista. Ho fatto l’albero per tempo ma ho comprato i regali di corsa (grazie grazie grazie a chi ha inventato lo shopping online) e ho ancora tutti i pacchetti da fare. Non ho preparato biscotti da regalare perché mi è mancato il tempo materiale e perché il mio forno mi vuole male (e soprattutto vuole male ai miei biscotti). Non ho ancora scritto nessun biglietto ma ho ricevuto una lettera bellissima, mi hanno regalato un ramo di vischio e ho cucinato dolcetti cioccolatosi da Opus insieme a tante belle persone. Ho salutato l’anno con 108 saluti al sole e così mi sono resa conto di quanto poco tempo mancasse alla fatidica data. Non ho molto potere sul menù di Natale sebbene ci siano altri vegetariani a tavola, ad ogni modo restano sempre da preparare “le alternative veg” dunque mi sto tirando su le maniche e mi preparo a stendere la sfoglia integrale di farro.

Nel frattempo aspetto con ansia che la famiglia si riunisca, finalmente, perché è vero che l’importante è sentirsi vicini ma se ci si può abbracciare è ancora più bello.

Perché per noi il Natale non è mai stato un mega pranzo da mille portate ma più che altro un momento, un’occasione per stare insieme, un rito. Perdonatemi allora se non vi ho offerto tanti spunti per i regali commestibili o per il menù delle feste ma quel che conta davvero – davvero, mica per salvarmi in corner –  è che stiate insieme e che intorno al tavolo ci siano allegria, sorrisi e felicità, è questo che vi auguro di cuore.

Oggi intanto vi lascio una ricetta che secondo me potrebbe essere perfetta per un antipasto delle feste, la mia proposta è vegan ma si può preparare anche in versione vegetariana con un formaggio a vostra scelta.

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Crocchette di broccoli e tofu al finocchietto

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Rieccomi, vi confesso che anche questa ricetta è stata un vano tentativo di convincere la mia metà ad apprezzare i broccoli e la famiglia delle crucifere. Come potete ben immaginare è andata male ma – c’è anche stavolta un ma – le crocchette sono una bomba e si preparano velocissimamente, sono a prova di giornata durissima, garantito.

Io che amo i broccoli lo dico sempre: provate a frullarne uno per rendervi conto di quanta cremosità possa regalare quest’ortaggio ai vostri piatti, che ci condiate una pasta o ci prepariate delle crocchette qualsiasi preparazione avrà una consistenza vellutata irresistibile (per tutti tranne che per chi vive con me sotto questo tetto). Per smorzare un po’ il sapore deciso dei broccoli e renderli più appealing ho profumato le crocchette – vegan, non l’ho ancora detto – con finocchietto e scorza di limone, sapori freschi e intensi che ben si sposano con gli altri ingredienti. Fuori una crosticina croccante e dorata e insieme una salsa allo yogurt – ormai sapete che qui va per la maggiore anche perché è ultra rapida ma voi potete anche preparare una maionese di soia – alle olive taggiasche. Broccoli e olive, non ci credete? Provate, io ormai c’ho preso gusto.

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