Viaggi

Amsterdam fra passeggiate, abbracci e (ovviamente) cibo

Amsterdam

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Come forse avrete intuito dai post sui social dei giorni scorso, sono da poco rientrata da un breve viaggio ad Amsterdam. Non ero mai stata in Olanda se non di passaggio e sono volata fino a lì per qualche giorno ospite di un pezzetto di famiglia che da qualche mese si è trasferito, con l’obiettivo principale di stare insieme e godermi mia nipote che vedo troppo poco e che sta crescendo troppo in fretta <3

La premessa è d’obbligo perché non è stato un viaggio denso di visite e di pranzi e cene fuori, pianificato nel dettaglio, ma piuttosto un vagare per una città sconosciuta per poi tornare di corsa a casa a giocare e gattonare al fianco della piccola e cucinare qualcosa al volo.

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Sono state giornate gelide ma clementi, giornate trascorse in una casa con grandi finestre e scale strette, giornate trascorse a camminare fino a non farcela più nascosti sotto strati di sciarpe e berretti.

Mi è piaciuta Amsterdam? Molto. Una città profondamente diversa dalle nostre in cui ogni angolo assomiglia a una cartolina, con i suoi canali costeggiati da case alte e strette di mattoncini colorati, una in fila all’altra. Una città in cui il sole e la pioggia convivono e si alternano nel giro di pochi secondi per poi fare spazio a una nevicata inaspettata sotto un vento gelido. Una città in cui le biciclette sono il mezzo di trasporto per eccellenza, qualsiasi tempo faccia.

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Ma andiamo al dunque: cos’ho mangiato e dove ho mangiato?

(grazie a Bebe e Gianlu per l’ospitalità e per le dritte! <3 )

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Messico, nostalgia e dritte (culinarie ovviamente) in un post troppo lungo

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Qualcuno dirà che questo post arriva con troppo ritardo, e forse ha ragione. Sono tornata già da un po’ ma con il Natale di mezzo il tempo è volato ed ora, seduta alla scrivania mentre cerco di mettere in ordine appunti, foto e pensieri, mi sembra che il mio viaggio in Messico sia lontano anni luce.

Forse dovrei ripartire per rinfrescarmi le idee…

Il Messico è un Paese che mi ha accolta con calore, gioia e sorrisi. Io, così attaccata alle mie radici eppure così curiosa di scoprire quello che è diverso da me, mi sono sentita come a casa. E questo è stato meraviglioso, mi ha consentito di vivere ogni giornata e ogni momento con serenità, di prendere confidenza con ritmi e abitudini diverse facendole un po’ mie.

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Vi ho già detto di come sia stato semplice trovare delle alternative vegetariane un po’ ovunque e di come succhi freschi, spremute e acque aromatizzate siano entrate nella mia dieta in quel mese trascorso fra mare e città, fra rovine Maya e centri commerciali, fra chioschi sulla spiaggia e ristorantini minuscoli.

Ho mangiato, tanto. Ho assaggiato, molto. Ho messo alla prova le mie papille e il mio stomaco fra salse piccanti, concentrati di cipolla e impasti di grano, ma il rimedio a ogni “male” per me sono stati i sorrisi. I miei, che mi hanno fatto sgarrare sulla dieta a cuor leggero, e quelli della gente del posto che mi hanno convinta ad assaggiare, senza remore.

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Ho deciso di darvi una piccola lista dei posti che mi sono piaciuti di più (per mangiare, ovviamente), di quelli dove ho assaggiato i piatti che mi sono rimasti nel cuore, dove ho chiesto ricette segrete e dove sono tornata più di una volta. Non vi aspettate ristoranti stellati che richiedono l’abito da sera, piuttosto localini piccoli e semplici (anche alcune catene, sì) in cui non bisogna formalizzarsi troppo. Ho imparato nel tempo che devo farmi guidare dall’istinto e non essere rigida, ed è così che sono finita in questi posti. E approfitto dell’occasione anche per farvi vedere la vista di alcuni di questi ristorantini…

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Lo so, il Messico non è dietro l’angolo ma questo è un periodo perfetto per volare fino a lì, e sono sicura che qualcuno di voi, prima o poi, pianificherà un viaggio fra Merida e Tulum. E allora queste dritte potrebbero farvi comodo 😉

PS: perdonate la qualità delle foto, scattate da telefono, spesso la sera, anche un po’ di fretta..perché oh, ogni minuto impiegato per scattare le foto era un minuto in più fra me e il cibo 😉

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Una vegetariana in cucina goes to Mexico_2

Vi ho raccontato di quello che sto assaggiando e mangiando in questi giorni, dei sapori che ho imparato a conoscere e ad accostare, dei piatti che ho apprezzato di più fino ad ora. Non è tutto, ovviamente, non riuscirò mai a raccontarvi tutto.

Oltre a quello che si mangia, però, c’è anche quello che si beve. Acqua, birra e bibite varie non mancano, ovviamente, ma io vi voglio raccontare di quello che sto bevendo io. Qui tendenzialmente le bevande sono zuccherate, ma non sempre. In questo momento va molto la stevia che qui si trova sia raffinata che in foglie essiccate. Quasi tutto però – parlo di succhi, spremute, smoothies, aguas (bevande a base di acqua e frutta o infusi) e liquados (a base di latte vaccino o vegetale) – si può avere al naturale, senza zuccheri. Basta chiedere 🙂

Fra le cose che ho bevuto in questi giorni e che mi sono piaciute ci sono:

– Limonada: acqua e lime, con o senza scorza, naturale o frizzante, addizionata a piacere con semi di chia, dissetante e fresca. A piacere si può avere anche nella versione con succo d’arancia in stagione (naranjada)

– Tè Chai : un tè nero speziato originario dell’India che qui si può avere anche al latte. Ha un sapore intenso, l’aroma prevalente è quello del cardamomo ma spesso è preparato con zenzero, cannella, anice, chiodi di garofano. Esiste anche la versione verde, il green chai, molto dissetante.

–  Smoothie all’acqua con frutta fresca: il mio preferito è di mango, preparato con frutta fresca frullata con ghiaccio, cremoso e dissetante, perfetto anche come merenda leggera.

– Jamaica: come il karkadè, si prepara con acqua e fiori di ibisco. Leggermente aspra sul finale è molto gradevole e dissetante.

– Chaya: la chaya – anche detta “l’albero degli spinaci messicano” – è considerata un superfood Maya, con tantissime proprietà come il miglioramento della circolazione e della digestione, l’abbassamento del colesterolo, l’aumento della memoria e delle funzioni del cervello (!) Le sue foglie si usano cotte – crude possono essere tossiche – in alcune ricette tradizionali e il succo viene unito a ananas, limone e menta in una bibita verde fresca e molto diffusa.

Menzione speciale per due dolci più o meno locali che ho assaggiato qui: i churros – tipicamente spagnoli ma diventati tradizionali anche in Messico – ovvero una pastella fritta a bastoncini e servita con crema, cioccolato o zucchero e cannella e le marquesitas che ricordano le crepes ma si fanno con una pastella di soli albumi, croccanti e leggerissime, dolci o salate.

Una vegetariana in cucina goes to Mexico

Sono in Messico da un po’. Sono nella Penisola dello Yucatan per essere precisi. Cieli azzurri, colori intensi, sole caldo e gente affettuosa. Ero già stata in Messico qualche anno fa  – un bel po’ di anni fa a dire il vero – in vacanza, solo sulla costa, ed ero anche stata a San Diego, che non è in Messico ma ne subisce fortemente le influenze dal momento che è sul confine e molti degli abitanti sono messicani d’origine.

Stavolta però facendo base in città, pur essendo sempre e comunque una “turista”, la vivo con occhi diversi. La vivo come una città che mi sta ospitando per un periodo della mia vita, come un pezzo di strada che sto percorrendo qui invece che dove cammino di solito.

Potrei raccontarvi molte cose, molte forse ve le racconterò. Potrei raccontarvi di persone gentili e sorridenti che ti accolgono con gioia, potrei raccontarvi di ritmi lenti e rilassati, di “case” senza pareti e senza elettricità. Potrei raccontarvi di maggioloni sgangherati e di macchinoni nuovi di zecca, di centri commerciali enormi e di botteghe minuscole, da ripulire e da ridipingere, eppure aperte e funzionanti. Potrei raccontarvi di ragazze con le zeppe e ragazzi a piedi scalzi, di donne in abiti tradizionali, di municipi con le pareti turchesi e di piazze fatte di chiese, panchine e giochi per i bambini. O di anziani seduti in strada, fuori dalle porte di casa, a chiacchierare.

Oppure potrei raccontarvi, forse più banalmente, di cosa mangia “una vegetariana in Messico”. Se vi immaginate tacos, tortillas e burritos, immaginate bene. Se pensate a ripieni di carne cotti in sughi rossi e piccanti, pensate bene. Ma non è tutto qui.

Una vegetariana nella penisola dello Yucatan, in città, mangia messicano, yucateco, vegano, raw, cinese o giapponese. Da quando sono arrivata non c’è stato un solo pasto in cui io mi sia trovata realmente in difficoltà. Insomma i piatti vegetariani non mancano, quasi tutti i locali hanno un paio di proposte senza carne e pesce, alcuni anche vegan, basta saper scegliere ed entrare nell’ordine di idee che questa NON è Italia. Di certo ci sono alcuni pilastri e il menù può sembrare un po’ ripetitivo, ma si parla di cucina tradizionale, è normale: tortillas (o tostadas o nachos), formaggio, verdure e salse non mancano mai. Ma non mancano neanche le insalate di frutta e verdura fresche, spesso più creative della classica “insalatona con dentro tutto” che si trova da noi. In alcuni posti è possibile anche farsi da sé la propria insalata sommando gli ingredienti a piacere e scegliendo il condimento, quindi quando si ha voglia di una tregua dal cibo messicano, di qualcosa di semplice e leggero, lo si trova.

Poi insomma, intendiamoci, chi vuole la pasta – che io AMO alla follia ma che non cerco qui – deve restare in Italia 🙂

E allora ecco qualche dritta, alcune delle cose che ho mangiato in questi giorni e che posso cercare di “raccontarvi”, sai mai che qualcuno di voi abbia in programma un viaggio qui:

Guacamole: partiamo dal top, dalla mia dipendenza in Italia e – tanto più – qui, dalla salsa più cremosa, più versatile e più buona del mondo (per me ovviamente). Il guacamole qui si trova ovunque e si mangia spesso come accompagnamento o come antipasto, insieme alle tostadas di  mais, mentre si aspetta il resto. Questa crema di avocado arricchita di pomodoro a dadini, succo di lime e cipolla (chiedendo si può avere senza cipolla senza problemi) viene preparata al momento per evitare che l’avocado annerisca e può essere fatta al coltello o frullata, quindi più o meno liscia. Ordinatela a prescindere, andrà sempre e comunque finita.

–  Tortillas: la tortilla è un po’ l’equivalente della nostra piadina – solo per darvi un’idea banalizzando – e si può avere di grano, mista mais e grano o solo di mais, bianco o giallo (quindi senza glutine!). In base al tipo di farina il sapore sarà più o meno intenso, la gialla è decisamente più forte.
La tortilla si può mangiare come accompagnamento a salse e altri ingredienti o farcita con quello che vi pare – diventerà così un taco, un burrito, una quesadilla eccetera – la servono calda e resta morbida anche quando si raffredda.

– Queso fundido: il queso fundido è una fonduta di formaggio – di solito Oaxaca, un formaggio prodotto con il processo della pasta filata come la mozzarella o un mix di formaggi che si serve calda accompagnata da tortillas di mais o di grano. Si può usare per farcire le tortillas insieme al guacamole e altre delizie.
 
–  Platanos fritos: il platano, quella specie di grossa banana verde che si mangia solo cotta, qui si frigge e diventa uno snack o un antipasto golosissimo, leggermente dolce e più o meno croccante a seconda di quanto sottile lo si taglia.

– Enchiladas de queso e/o verduras: una tortillas farcita con formaggio o verdure servita con salse più o meno piccanti, spesso gratinata leggermente al forno.
 
– Frijoles refritos: una deliziosa crema di fagioli neri da accompagnare con i nachos di cui sopra o da mangiare con le tortillas (tradizionalmente preparata con grassi animali oggi si trova prevalentemente preparata con olio, al limite chiedete).
 
– Quesadillas: uno dei piatti più semplici della cucina messicana a base di tortillas di mais o grano farcite con formaggio e servite con salse varie.
 

– Fajitas vegetarianas: le fajitas sono un’altra variante e di solito vengono servite “scomposte” con le tortillas calde e da parte le farciture, ad esempio verdura e frutta alla piastra (buonissima!)

– Jicama: un tubero dolce e rampicante che si pela e si condisce con sale, pepe e succo di lime e si lascia marinare. Croccante e succoso, ricorda la rapa e si serve come antipasto o nell’insalata. Si può anche saltare o servire nelle zuppe.

Ecco insomma, qualche suggerimento ve l’ho dato. Poi io mica ho già scoperto tutto, altrimenti che gusto c’è?

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