Viaggi

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Ibiza: cosa fare e dove mangiare veg in meno di 72 ore nella Isla Bonita

Cala-Comte-Ibiza

Quest’estate per me è volata, senza vacanze quest’anno. Viaggi si, mi sono mossa qui e là, ma sempre lavorando. Le Vacanze con la V maiuscola, quelle che di solito faccio a settembre e che per me equivalgono al momento in cui posso finalmente staccare un pochino, sono saltate. Anzi, non proprio. Mi sono regalata due giorni e mezzo a Ibiza insieme a un’amica per una fuga veloce nel tentativo di ricaricare le batterie.

Meno di 72 en la isla bonita con un programma di viaggio inesistente, fatto solo di voglia di sole e di bellezza con cui nutrire gli occhi. Senza noches bravas, non c’era posto per quelle, e poi le ore piccole le abbiamo sempre fatte lo stesso 😉

La settimana che abbiamo beccato noi è una delle più gettonate – l’abbiamo scoperto a nostre spese quando abbiamo cercato un posto per dormire – perché pare che sia una settimana di feste in navi da crociera e folli parties da 48 ore non stop. Roba per noi insomma.

E visto che ottobre è ancora un mese buono per una fuga a Ibiza, ho pensato di darvi un paio di dritte segnalandovi le cose che abbiamo visto e ci sono piaciute (se non puntate alla wild life).

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Un weekend nelle Marche

sirolo spiaggia

Bisognerebbe scrivere dei viaggi appena rientrati, con in testa ancora le immagini nitide dei luoghi visitati, i profumi delle piante fiorite nel naso, il sapore dei piatti tipici in bocca, la nostalgia nel cuore.

Ho avuto l’enorme fortuna di poter cominciare a viaggiare presto. In casa mia c’è sempre stata la regola non scritta di risparmiare su altro per potersi concedere un viaggio, una vacanza, una fuga. Tutto è cominciato con il mio viaggio a Parigi, in treno, in cuccetta. Il massimo per una bambina che fra libri di Agatha Christie e immaginazione ha dormito su un letto che usciva dalla parete e si è lavata i denti in un lavandino minuscolo nell’attesa di incontrare Mickey Mouse a Euro Disney!

Ho visto posti bellissimi, di alcuni ho ricordi nitidi, di altri mi è rimasta impressa una sensazione, un’emozione. Non so quanto questo cominciare a mettere il naso fuori dalla porta di casa presto abbia inciso sulla mia passione per i viaggi ma ho continuato a farlo, seguendo la regola del salvadanaio.

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Amsterdam fra passeggiate, abbracci e (ovviamente) cibo

Amsterdam

Amsterdam (7)

Come forse avrete intuito dai post sui social dei giorni scorso, sono da poco rientrata da un breve viaggio ad Amsterdam. Non ero mai stata in Olanda se non di passaggio e sono volata fino a lì per qualche giorno ospite di un pezzetto di famiglia che da qualche mese si è trasferito, con l’obiettivo principale di stare insieme e godermi mia nipote che vedo troppo poco e che sta crescendo troppo in fretta <3

La premessa è d’obbligo perché non è stato un viaggio denso di visite e di pranzi e cene fuori, pianificato nel dettaglio, ma piuttosto un vagare per una città sconosciuta per poi tornare di corsa a casa a giocare e gattonare al fianco della piccola e cucinare qualcosa al volo.

Amsterdam (6)

Sono state giornate gelide ma clementi, giornate trascorse in una casa con grandi finestre e scale strette, giornate trascorse a camminare fino a non farcela più nascosti sotto strati di sciarpe e berretti.

Mi è piaciuta Amsterdam? Molto. Una città profondamente diversa dalle nostre in cui ogni angolo assomiglia a una cartolina, con i suoi canali costeggiati da case alte e strette di mattoncini colorati, una in fila all’altra. Una città in cui il sole e la pioggia convivono e si alternano nel giro di pochi secondi per poi fare spazio a una nevicata inaspettata sotto un vento gelido. Una città in cui le biciclette sono il mezzo di trasporto per eccellenza, qualsiasi tempo faccia.

Amsterdam (2) Amsterdam (4)

Ma andiamo al dunque: cos’ho mangiato e dove ho mangiato?

(grazie a Bebe e Gianlu per l’ospitalità e per le dritte! <3 )

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Messico, nostalgia e dritte (culinarie ovviamente) in un post troppo lungo

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Qualcuno dirà che questo post arriva con troppo ritardo, e forse ha ragione. Sono tornata già da un po’ ma con il Natale di mezzo il tempo è volato ed ora, seduta alla scrivania mentre cerco di mettere in ordine appunti, foto e pensieri, mi sembra che il mio viaggio in Messico sia lontano anni luce.

Forse dovrei ripartire per rinfrescarmi le idee…

Il Messico è un Paese che mi ha accolta con calore, gioia e sorrisi. Io, così attaccata alle mie radici eppure così curiosa di scoprire quello che è diverso da me, mi sono sentita come a casa. E questo è stato meraviglioso, mi ha consentito di vivere ogni giornata e ogni momento con serenità, di prendere confidenza con ritmi e abitudini diverse facendole un po’ mie.

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Vi ho già detto di come sia stato semplice trovare delle alternative vegetariane un po’ ovunque e di come succhi freschi, spremute e acque aromatizzate siano entrate nella mia dieta in quel mese trascorso fra mare e città, fra rovine Maya e centri commerciali, fra chioschi sulla spiaggia e ristorantini minuscoli.

Ho mangiato, tanto. Ho assaggiato, molto. Ho messo alla prova le mie papille e il mio stomaco fra salse piccanti, concentrati di cipolla e impasti di grano, ma il rimedio a ogni “male” per me sono stati i sorrisi. I miei, che mi hanno fatto sgarrare sulla dieta a cuor leggero, e quelli della gente del posto che mi hanno convinta ad assaggiare, senza remore.

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Ho deciso di darvi una piccola lista dei posti che mi sono piaciuti di più (per mangiare, ovviamente), di quelli dove ho assaggiato i piatti che mi sono rimasti nel cuore, dove ho chiesto ricette segrete e dove sono tornata più di una volta. Non vi aspettate ristoranti stellati che richiedono l’abito da sera, piuttosto localini piccoli e semplici (anche alcune catene, sì) in cui non bisogna formalizzarsi troppo. Ho imparato nel tempo che devo farmi guidare dall’istinto e non essere rigida, ed è così che sono finita in questi posti. E approfitto dell’occasione anche per farvi vedere la vista di alcuni di questi ristorantini…

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Lo so, il Messico non è dietro l’angolo ma questo è un periodo perfetto per volare fino a lì, e sono sicura che qualcuno di voi, prima o poi, pianificherà un viaggio fra Merida e Tulum. E allora queste dritte potrebbero farvi comodo 😉

PS: perdonate la qualità delle foto, scattate da telefono, spesso la sera, anche un po’ di fretta..perché oh, ogni minuto impiegato per scattare le foto era un minuto in più fra me e il cibo 😉

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Una vegetariana in cucina goes to Mexico_2

Vi ho raccontato di quello che sto assaggiando e mangiando in questi giorni, dei sapori che ho imparato a conoscere e ad accostare, dei piatti che ho apprezzato di più fino ad ora. Non è tutto, ovviamente, non riuscirò mai a raccontarvi tutto.

Oltre a quello che si mangia, però, c’è anche quello che si beve. Acqua, birra e bibite varie non mancano, ovviamente, ma io vi voglio raccontare di quello che sto bevendo io. Qui tendenzialmente le bevande sono zuccherate, ma non sempre. In questo momento va molto la stevia che qui si trova sia raffinata che in foglie essiccate. Quasi tutto però – parlo di succhi, spremute, smoothies, aguas (bevande a base di acqua e frutta o infusi) e liquados (a base di latte vaccino o vegetale) – si può avere al naturale, senza zuccheri. Basta chiedere 🙂

Fra le cose che ho bevuto in questi giorni e che mi sono piaciute ci sono:

– Limonada: acqua e lime, con o senza scorza, naturale o frizzante, addizionata a piacere con semi di chia, dissetante e fresca. A piacere si può avere anche nella versione con succo d’arancia in stagione (naranjada)

– Tè Chai : un tè nero speziato originario dell’India che qui si può avere anche al latte. Ha un sapore intenso, l’aroma prevalente è quello del cardamomo ma spesso è preparato con zenzero, cannella, anice, chiodi di garofano. Esiste anche la versione verde, il green chai, molto dissetante.

–  Smoothie all’acqua con frutta fresca: il mio preferito è di mango, preparato con frutta fresca frullata con ghiaccio, cremoso e dissetante, perfetto anche come merenda leggera.

– Jamaica: come il karkadè, si prepara con acqua e fiori di ibisco. Leggermente aspra sul finale è molto gradevole e dissetante.

– Chaya: la chaya – anche detta “l’albero degli spinaci messicano” – è considerata un superfood Maya, con tantissime proprietà come il miglioramento della circolazione e della digestione, l’abbassamento del colesterolo, l’aumento della memoria e delle funzioni del cervello (!) Le sue foglie si usano cotte – crude possono essere tossiche – in alcune ricette tradizionali e il succo viene unito a ananas, limone e menta in una bibita verde fresca e molto diffusa.

Menzione speciale per due dolci più o meno locali che ho assaggiato qui: i churros – tipicamente spagnoli ma diventati tradizionali anche in Messico – ovvero una pastella fritta a bastoncini e servita con crema, cioccolato o zucchero e cannella e le marquesitas che ricordano le crepes ma si fanno con una pastella di soli albumi, croccanti e leggerissime, dolci o salate.

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