Pasta fresca

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Maltagliati alle castagne con zucca e pera

maltagliati castagne zucca pera

Ho imparato a fare la pasta all’uovo da nonna. In realtà ho anche un lontano ricordo di una piccola me che imparava a fare i tortellini insieme al mio prozio, bolognese, un omone che teneva l’impasto con delicatezza fra le sue mani grandi mentre mi spiegava come ripiegare il triangolo per formare il tortellino perfetto. Ma forse ero davvero troppo piccola e le immagini di me che apprendo – nel vero senso della parola – l’arte della pasta fresca mi vedono al bancone della cucina insieme alla nonna. In un giorno come questi, probabilmente, poco prima del Natale, mentre lei impasta tonnellate di pasta per preparare tagliatelle e ravioli di ogni tipo. Da quel giorno ho sempre usato le sue dosi e le sue proporzioni per preparare la pasta, tornando con la mente a quei momenti ogni volta che sento l’impasto diventare corposo ed elastico fra le mie mani, ogni volta che mi bagno i palmi per dargli un po’ più di umidità, ogni volta che cospargo di farina il mio tagliere di legno chiaro.

maltagliati castagne zucca pera

Ora non preparo spessissimo la pasta all’uovo ma di tanto in tanto mi dedico a questo rituale, tiro fuori la Nonna Papera – la macchina per tirare la sfoglia di nonna – e mi preparo a impiastricciare la cucina e imbiancarla di farina. Il Natale è spesso una di quelle occasioni, sarà perché i ritmi sono più lenti o perché c’è la voglia di viziarsi un po’ di più a tavola con qualche piatto speciale.

Così ho preparato questi maltagliati – il formato preferito da chi come me non ha troppa pazienza – rustici, con farina di segale e farina di castagne, e ho scelto di non condirli con un sugo avvolgente ma con qualcosa di più inaspettato: zucca e pera saltate in padella, profumo di salvia e nocciole croccanti.

Magari vi verrà voglia di metterli in tavola durante le feste.

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Diario di una vegetariana e quadrotti con pomodoro e mozzarella

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Ok ragazzi, è arrivato il tempo di parlarvi un pochino del mio libro, DIARIO DI UNA VEGETARIANA. E’ ancora strano chiamarlo il “mio” libro, è successo tutto così velocemente, molto del merito va a questo blog (e quindi grazie a voi!). Mi viene ancora da ridere quando mi chiedono se sono una food blogger, per questo quando mi hanno proposto di scrivere un libro credevo quasi mi stessero facendo uno scherzo telefonico.

Ho sempre cercato di fare le cose per bene, al mio massimo, ma nonostante questo ho sempre fatto fatica a dirmi “stai andando bene”, mi è sempre sembrato semplicemente di fare quello che andava fatto, di fare il mio dovere.

Il blog è stato un po’ una sfida, un po’ una forma di evasione, un po’ un progetto su cui concentrarmi per allontanare altri pensieri in un momento complicato della vita. E poi dal blog sono nate altre cose, il tempo è diventato sempre meno e la lista delle cose da fare sempre più lunga eppure cucinare è rimasta una delle mie priorità. Per necessità, certo, ma soprattutto per piacere e per passione.

Quindi quando mi hanno proposto di mettere tutto questo su carta, è stata una grande emozione. Ma nonostante questo non ho voluto parlarne, quasi temessi che fosse un sogno, quasi pensassi un giorno di svegliarmi con l’idea per una ricetta in testa per poi scoprire che non c’era nulla di vero, nessun libro, nessun Diario di una vegetariana. Non c’ho creduto fino a quando mi hanno detto “è in stampa” e ancora non ero convinta, ho dovuto vederlo sullo scaffale della libreria per realizzare.

Ora non voglio essere fastidiosa o pesante, non so chi di voi l’abbia già comprato o abbia intenzione di comprarlo, non importa (anzi importa molto, compratelo!), ma visto che è una mia creatura sento di dovervi dire ancora qualcosa di lui, mi pare di averlo un po’ trascurato 🙂

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Il libro è pieno zeppo di ricette – in tutto sono 100 ricette vegetariane, vegan e adatte a chi soffre di intolleranze alimentari quindi, ad esempio, senza uova, latte e derivati, glutine – ma ci sono anche tanti brevi testi introduttivi in cui vi racconto un po’ di me, della mia vita e della mia cucina. L’idea resta quella che mi guida da sempre fra i fornelli: la cucina vegetariana è una cucina per tutti, al di là delle classificazioni, delle polemiche e delle critiche. Ecco perché le mie ricette sono alla portata di tutti, non richiedono l’utilizzo di attrezzature particolari e si possono preparare con ingredienti di stagione.

Ad esempio, se sfogliate il libro fino a pagina 67, troverete una ricetta vegetariana perfetta per questo periodo che richiede un po’ di lavoro – non troppo ma magari potete prepararla nel weekend quando i ritmi sono un po’ più lenti – che però da grandi, grandissime soddisfazioni. Della pasta acqua e farina vi avevo già parlato, del modo meraviglioso in cui assorbe il sugo, della sua consistenza unica e dell’incredibile facilità di preparazione. Stavolta ve la propongo con melanzane e bufala in un trionfo d’estate!

Lasagnetta alla curcuma con zucca gorgonzola e noci

Ho preparato questa lasagnetta seguendo l’istinto e la voglia pazza di fare qualcosa con zucca e gorgonzola. Eh si, ogni tanto cedo anch’io alle voglie, senza star tanto a ragionare. Amo la zucca in ogni modo e mi piace sia in piatti totalmente dolci, abbinata ad altri ingredienti – anche salati – ma con un sapore delicato, sia insieme a contrasti forti, come in questo caso.

Ho steso la pasta immaginandomi il sapore che avrebbe avuto la lasagna, con l’acquolina in bocca, e ho preparato tutto in poco tempo. Fatela questa ricetta se vi piace, non lasciatevi spaventare dalla pasta fresca o dall’idea che la lasagna sia un piatto complesso, lungo, elaborato. Non è che non sia vero, è che questa è una versione semplificata 🙂

Una volta affrontata la paura della pasta fresca – potete ovviare ovviamente facendola fare a qualcun altro, ma volete mettere la soddisfazione? – i passaggi sono davvero pochi e l’unica cosa da cuocere è la zucca. Ecco, a essere onesti la rottura più grande è doversi armare di un coltellaccio per pulire e tagliare a tocchetti la zucca. Ce l’avete un bel ragazzo gentile che vi dia una mano in cucina? Allora il gioco è fatto.

Io vi consiglio di preparare delle monoporzioni proprio perché non è la classica lasagna con la besciamella, ma anche perché quando a tavola ve ne chiederanno un’altra, un’altra e un’altra ancora sarà una vera soddisfazione.

Maschi, preparatevi, la zucca così potrebbe piacere anche a voi! La ricetta è su CosebelleMagazine!

Ravioli di robiola, basilico e capperi con salsa al pomodoro

L’incubo ottimizzazione è tornato. Sono per l’ennesima volta in una fase della mia vita in cui voglio fare 87mila cose al giorno, tutte bene, tutte velocemente, tutte nuove. Parlo della cucina, ovviamente, ma non solo. Nelle 24 ore che ho disposizione cerco di infilare un po’ di tutto, sfrutto la pausa pranzo per cucinare in ogni giornata di sole – così posso fare anche le foto – preparo impasti la sera per il giorno dopo, butto verdure a caso in forno pensando che quando son fatte mi torneranno utili. Sono quei giorni in cui, inevitabilmente, almeno un paio di cose vanno storte: la torta non lievita, le verdure bruciano, comincia a piovere sul tuo set, ti manca un ingrediente fondamentale e il super ha chiuso, sbagli le dosi di qualcosa che di solito fai a occhi chiusi. Ormai lo so, me la sono messa via, ma non ho rinunciato a fare le mie 87mila cose al giorno. Poi arrivano le 20.00 e io penso “Ma come, già le otto? Ho ancora un sacco di cose da fare”, finisce che mi metto lo smalto alle dieci di sera illuminata solo dalla pallida luce di un’abat-jour e quando mi sveglio con lo stampo delle coperte sulle unghie mi prendo a sberle perché so che la colpa è solo mia, era prevedibile.  E niente ragazzi, ormai c’ho una certa età, è inutile cercare di cambiarmi.

In una di queste giornate lungherrime, una delle mie domeniche tipo, ho fatto la pasta fresca integrale, di farro. Era troppa, sapevo che se l’avessi messa da parte pensando “ci farò qualcosa” sarebbe rimasta lì per sempre. Così ho fissato il frigo per qualche secondo e poi – l’illuminazione – mi sono fatta guidare dall’istinto unendo sapori che amo da tutta una vita: robiola, basilico e capperi, tutto condito con una salsa di pomodori secchi. Roba che mi sarei mangiata così, a cucchiaiate. E invece no, c’ho fatto i ravioli. E che ravioli.

E’ proprio vero che la semplicità paga.

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Lasagnetta estiva

Chi l’ha detto che la lasagna è un piatto invernale? In quest’estate anomala qui non c’è stato gesto più naturale di accendere il forno e preparare dolci, biscotti e…lasagne appunto.

Se avete voglia di qualcosa di diverso dalla “solita” adorata pasta, queste lasagnette si preparano unendo tutti gli ingredienti a crudo, non c’è besciamella e neanche cotture delle verdure, solo strati dei colori della bandiera italiana da alternare a una sfoglia sottile. Io la sfoglia l’ho preparata a casa, integrale di farro, ci vuole davvero poco se avete una macchinetta per tirare la pasta. Ovviamente voi regolatevi secondo le vostre possibilità, se avete delle sfoglie pronte sarà ancora più facile e veloce preparare tutto. Minimo sforzo, massima soddisfazione, sia per gli occhi che per il palato. Si ok, io sono di parte perchè in questa ricetta ci sono tutte cose di cui vado pazza: la ricotta, il pesto, i pomodori, i pinoli. La menta e il basilico. Ciao.

Però se avete ospiti sono convinta che sarà davvero bello portare in tavola un piatto “della domenica” che vi farà risparmiare tempo e fatica ma farà sentire tutti coccolati, come solo una lasagna sa fare.

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IN LIBRERIA

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In libreria!
DIARIO DI UNA VEGETARIANA
Presentazione VENERDì 15 DICEMBRE a Treviso da 11 (via Diaz) ore 17.30

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Quiche alla zucca con carote barbabietola e gorgonzola
Interpretazione vegan degli zaèti (e cose belle che finiscono)
Biscottini morbidi di segale avena e cioccolato (e un post pesantone su chi ci fa sentire dei malati immaginari)
Crema di finocchi piselli e sedano al limone

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