Primi piatti

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Pasta all’aloe con crema di spinacini e ricotta

pasta aloe spinacini

Avete presente quella perenne sensazione di essere in ritardo? Quella incontrollabile necessità di pianificare e incastrare gli impegni uno sull’altro per poi sentirsi come una pallina impazzita dentro un flipper che corre a perdifiato da una parte e dall’altra? Eccomi. Sono qui, nel mio delirio.

Poi mi dicono “eh ma  figurati tu fai yoga sarai tutta zen”. TUTTA ZEN. Vabbè.

Io pratico e insegno yoga per questo, per ritrovare il mio posto nel mondo sopra il tappetino, per riprendere fiato per un’ora o poco più, per risentirmi centrata, radicata eppure leggera. E’ questo che succede quando fai qualcosa che ti piace davvero e che ti riempie il cuore, ti gratifica, ti regala gioia. Ed è bellissimo.

Poi c’è tutto il resto intorno, e quello ancora devo imparare a gestirlo.

Così capita che salta fuori una ricetta di mesi fa messa da parte perché poi il tempo passa, le stagioni cambiano e non si può più pubblicare. Una ricetta preparata per assaggiare una pasta speciale, una pasta all’aloe. Si avete capito bene, quello che mettete sulle scottature e dopo una giornata in spiaggia, quel gel dalle mille e più proprietà. Me ne hanno parlato la prima volta quando sono stata alle Canarie, a Fuerteventura, e ricordo i racconti sull’aloe come le favole che ti raccontano da bambina. L’aloe non era solo ovunque, era anche utilizzato per qualsiasi cosa, una specie di panacea. Ho iniziato a usarlo lì e non ho più smesso, sempre tentata di comprarmi una piantina e subito bloccata dal pensiero che poi io a tagliare le foglie per il lungo per estrarne il gel non mi ci vedevo proprio, un lavoro di fino che non mi appartiene.

Così quando mi è arrivata questa pasta all’aloe Benessence mi ha incuriosita tantissimo. Si tratta in sostanza di una pasta di grano duro integrale Senatore Cappelli (ecco perché io che non mangio il grano l’ho potuta solo assaggiare sebbene abbia un basso contenuto di glutine) preparata con succo di aloe vera 100% e acqua, tutto proveniente dalle coltivazioni in Molise. Un modo come un altro per sfruttare le proprietà dell’aloe combinate a quelle della fibra contenuta nella crusca che avvolge il chicco. La pasta ha un sapore intenso, tipico della pasta integrale, e un retrogusto leggermente acidulo dato dall’aloe, così ho deciso di condirla con una crema di ricotta e spinacini e di aggiungere un po’ di sapidità con il pomodoro secco. Semini di zucca croccanti per completare.

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Miglio in insalata con ceci neri e zucchine

miglio zucchine ceci

Ho provato, giuro che ho provato a trattenermi e non farmi prendere dalla smania di portare il sole in tavola, di cominciare a cucinare parmigiane di melanzane e caponate.

Giuro che ho cercato di non pensare che è maggio – maggio! ci rendiamo conto? – praticamente estate.

Ho provato a seppellire sotto i quintali di cose da fare la mia voglia di evasione, il desiderio di scappare per una vacanza al mare e stendermi sotto il sole a non fare assolutamente NIENTE.

Ho fatto i miei tentativi e alla fine, visto che di andare in vacanza non se ne parla e il tempo vola, ho ceduto a tavola: le prime zucchine, qualche datterino, i ceci neri che sono praticamente la mia nuova droga e poi un po’ di erbe aromatiche e il profumo dell’inverno (giusto quello posso tollerare) racchiuso nella scorza degli agrumi.

Facile facile, colorato, buono.  continua >>

Orzo al pesto di spinacini e mandorle con edamame

orzo spinacini edamame

Sono giorni di grande stanchezza. Ho preso a segnarmi gli impegni sull’agenda con i pennarelli colorati per dare un senso alle mie giornate, alle mie settimane, ai miei mesi. Ho cominciato a rispondere “fammi guardare l’agenda” anche agli amici che mi chiedono se ci vediamo per un caffè. Sono diventata quel tipo di persona. AIUTO.

Ogni volta che parlo con qualcuno che mi conosce da poco e scopre che faccio anche qualcos’altro, mi sento dire “mamma mia ma quante cose fai?” oppure “ah non credevo che facessi anche altro” ma so che pensano qualcosa tipo “sei un’iperattiva o sei solo fuori di testa?”.

Sono entrata in un vortice di follia in cui il mio lavoro di freelance fatto di pc, mail, telefonate ed eventi si deve incastrare anche con il mondo del blog fatto di ricette, post ed eventi (è un denominatore comune pare) e ora anche con le lezioni di yoga.

Perché sì, forse non ho ufficializzato ma chi ha visto i miei post nei mesi passati su Amsterdam e ha letto qui e là di yoga e di corsi avrà intuito da che lo yoga non è più solo qualcosa che pratico ma è diventato qualcosa che condivido con tanti altri bellissimi yogini che riempiono le mie serate salendo sui loro tappetini e ricaricandomi con la loro energia.

Le giornate sono lunghe e intense, le nottate brevi e inquiete. Alterno momenti di grande energia con momenti di down e di stanchezza fisica e mentale totale. Ma hey! in tutto questo è arrivata la primavera, con la sua luce incredibile e il suo timido sole. Io ho ricominciato a portare in tavola le insalate e a sognare le spiagge (no, questo non avevo mai smesso di farlo) e i piatti si sono colorati di verde fra erbette spontanee, rucola, asparagi, spinacini, fagiolini e piselli.

Quindi avanti, come si dice ci riposeremo quando saremo morti ;P

orzo spinacini avocado

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Cereali risottati al radicchio con ricotta di pecora

cereali risottati radicchio ricotta

Non è che le somiglianze fra la cucina e la vita io stia lì a cercarle, è che ci sono e quando mi trovo davanti allo schermo con una pagina da riempire ci sbatto la faccia e mi viene da sorridere. Magari sono solo io, magari è solo una prospettiva diversa che mi fa vivere le cose con una nuova intensità.

Eppure come non avevo pianificato che la mia vita andasse come sta andando, non avevo neanche pianificato che questa ricetta venisse così.

È che quando ho preso il pacco del riso mi sono resa conto che era troppo poco e invece di farmi prendere dallo sconforto e mandare tutto all’aria mi sono arrabattata per trovare una soluzione. Proprio come sto facendo ogni santo giorno con la mia vita: tentativi maldestri, dubbi, grossi punti di domanda, cose, persone ed emozioni incasinate come nel peggior mappazzone che magari poi, a guardarlo da un altro punto di vista, tanto male non è.

Così ho deciso di aggiungere al carnaroli un mix di riso basmati, riso rosso e grano saraceno e sono andata avanti per la mia strada. Ho preparato i cereali come si fa per un risotto, con un bel cespo di radicchio rosso e il succo d’arancia, un abbinamento che uso spessissimo. E visto che avevo una ricottina di pecora in frigo, un azzardo che ancora non avevo avuto occasione di assaggiare, l’ho usata per la mantecatura finale.

Risultato? Eccolo.

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Maltagliati alle castagne con zucca e pera

maltagliati castagne zucca pera

Ho imparato a fare la pasta all’uovo da nonna. In realtà ho anche un lontano ricordo di una piccola me che imparava a fare i tortellini insieme al mio prozio, bolognese, un omone che teneva l’impasto con delicatezza fra le sue mani grandi mentre mi spiegava come ripiegare il triangolo per formare il tortellino perfetto. Ma forse ero davvero troppo piccola e le immagini di me che apprendo – nel vero senso della parola – l’arte della pasta fresca mi vedono al bancone della cucina insieme alla nonna. In un giorno come questi, probabilmente, poco prima del Natale, mentre lei impasta tonnellate di pasta per preparare tagliatelle e ravioli di ogni tipo. Da quel giorno ho sempre usato le sue dosi e le sue proporzioni per preparare la pasta, tornando con la mente a quei momenti ogni volta che sento l’impasto diventare corposo ed elastico fra le mie mani, ogni volta che mi bagno i palmi per dargli un po’ più di umidità, ogni volta che cospargo di farina il mio tagliere di legno chiaro.

maltagliati castagne zucca pera

Ora non preparo spessissimo la pasta all’uovo ma di tanto in tanto mi dedico a questo rituale, tiro fuori la Nonna Papera – la macchina per tirare la sfoglia di nonna – e mi preparo a impiastricciare la cucina e imbiancarla di farina. Il Natale è spesso una di quelle occasioni, sarà perché i ritmi sono più lenti o perché c’è la voglia di viziarsi un po’ di più a tavola con qualche piatto speciale.

Così ho preparato questi maltagliati – il formato preferito da chi come me non ha troppa pazienza – rustici, con farina di segale e farina di castagne, e ho scelto di non condirli con un sugo avvolgente ma con qualcosa di più inaspettato: zucca e pera saltate in padella, profumo di salvia e nocciole croccanti.

Magari vi verrà voglia di metterli in tavola durante le feste.

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