Riso e cereali

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Miglio in insalata con ceci neri e zucchine

miglio zucchine ceci

Ho provato, giuro che ho provato a trattenermi e non farmi prendere dalla smania di portare il sole in tavola, di cominciare a cucinare parmigiane di melanzane e caponate.

Giuro che ho cercato di non pensare che è maggio – maggio! ci rendiamo conto? – praticamente estate.

Ho provato a seppellire sotto i quintali di cose da fare la mia voglia di evasione, il desiderio di scappare per una vacanza al mare e stendermi sotto il sole a non fare assolutamente NIENTE.

Ho fatto i miei tentativi e alla fine, visto che di andare in vacanza non se ne parla e il tempo vola, ho ceduto a tavola: le prime zucchine, qualche datterino, i ceci neri che sono praticamente la mia nuova droga e poi un po’ di erbe aromatiche e il profumo dell’inverno (giusto quello posso tollerare) racchiuso nella scorza degli agrumi.

Facile facile, colorato, buono.  continua >>

Orzo al pesto di spinacini e mandorle con edamame

orzo spinacini edamame

Sono giorni di grande stanchezza. Ho preso a segnarmi gli impegni sull’agenda con i pennarelli colorati per dare un senso alle mie giornate, alle mie settimane, ai miei mesi. Ho cominciato a rispondere “fammi guardare l’agenda” anche agli amici che mi chiedono se ci vediamo per un caffè. Sono diventata quel tipo di persona. AIUTO.

Ogni volta che parlo con qualcuno che mi conosce da poco e scopre che faccio anche qualcos’altro, mi sento dire “mamma mia ma quante cose fai?” oppure “ah non credevo che facessi anche altro” ma so che pensano qualcosa tipo “sei un’iperattiva o sei solo fuori di testa?”.

Sono entrata in un vortice di follia in cui il mio lavoro di freelance fatto di pc, mail, telefonate ed eventi si deve incastrare anche con il mondo del blog fatto di ricette, post ed eventi (è un denominatore comune pare) e ora anche con le lezioni di yoga.

Perché sì, forse non ho ufficializzato ma chi ha visto i miei post nei mesi passati su Amsterdam e ha letto qui e là di yoga e di corsi avrà intuito da che lo yoga non è più solo qualcosa che pratico ma è diventato qualcosa che condivido con tanti altri bellissimi yogini che riempiono le mie serate salendo sui loro tappetini e ricaricandomi con la loro energia.

Le giornate sono lunghe e intense, le nottate brevi e inquiete. Alterno momenti di grande energia con momenti di down e di stanchezza fisica e mentale totale. Ma hey! in tutto questo è arrivata la primavera, con la sua luce incredibile e il suo timido sole. Io ho ricominciato a portare in tavola le insalate e a sognare le spiagge (no, questo non avevo mai smesso di farlo) e i piatti si sono colorati di verde fra erbette spontanee, rucola, asparagi, spinacini, fagiolini e piselli.

Quindi avanti, come si dice ci riposeremo quando saremo morti ;P

orzo spinacini avocado

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Cereali risottati al radicchio con ricotta di pecora

cereali risottati radicchio ricotta

Non è che le somiglianze fra la cucina e la vita io stia lì a cercarle, è che ci sono e quando mi trovo davanti allo schermo con una pagina da riempire ci sbatto la faccia e mi viene da sorridere. Magari sono solo io, magari è solo una prospettiva diversa che mi fa vivere le cose con una nuova intensità.

Eppure come non avevo pianificato che la mia vita andasse come sta andando, non avevo neanche pianificato che questa ricetta venisse così.

È che quando ho preso il pacco del riso mi sono resa conto che era troppo poco e invece di farmi prendere dallo sconforto e mandare tutto all’aria mi sono arrabattata per trovare una soluzione. Proprio come sto facendo ogni santo giorno con la mia vita: tentativi maldestri, dubbi, grossi punti di domanda, cose, persone ed emozioni incasinate come nel peggior mappazzone che magari poi, a guardarlo da un altro punto di vista, tanto male non è.

Così ho deciso di aggiungere al carnaroli un mix di riso basmati, riso rosso e grano saraceno e sono andata avanti per la mia strada. Ho preparato i cereali come si fa per un risotto, con un bel cespo di radicchio rosso e il succo d’arancia, un abbinamento che uso spessissimo. E visto che avevo una ricottina di pecora in frigo, un azzardo che ancora non avevo avuto occasione di assaggiare, l’ho usata per la mantecatura finale.

Risultato? Eccolo.

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Riso nero con piselli e zucchine alla melissa

riso venere piselli zucchine cacioricotta

Ci sono cose da fare nella vita che sembrano gran rotture di scatole, cose che fai fatica ad affrontare perché ti sembrano noiose e ripetitive, come sgranare i piselli o spuntare i fagiolini. Sono quelle cose che puoi fare senza pensarci troppo, in modo un po’ meccanico, mentre ripassi qualche appunto, ripensi alla tua giornata, recuperi una puntata della tua serie tv preferita o chiacchieri con un’amica. Sono quelle cose che puoi vivere come una specie di punizione, come una perdita di tempo e di energie, oppure puoi viverle come un rito, un momento di quiete, con la mente sgombra e i pensieri più lenti. Sono quelle cose che abbiamo visto fare alle nonne e alle mamme, con il loro grembiule addosso, sedute su una sedia mai troppo comoda, con una pentola enorme sopra il tavolo e una manualità invidiabile. E le nonne e le mamme, si sa, sono piene di saggezza.

Ci sono cose nella vita verso le quali è meglio non fare resistenza, meglio affrontarle senza alzare un muro, senza irrigidirsi, senza starci troppo a pensare, meglio passarci dentro cercando un po’ di leggerezza per rendere il viaggio più facile. Ed è difficile, è complicato, a volte è contro la nostra natura. Eppure tutto passa, tutto scorre, tutto si può affrontare ed è la vita stessa ad  insegnartelo mentre cresci, mentre cadi e ti rialzi, quando guardi indietro e pensi a quanto le cose sarebbero potute andare diversamente.

E allora un po’ di quella saggezza cerco di metterla in tasca e di sporcarmici le mani nei momenti più duri, mentre mi siedo con addosso un grembiule colorato e in mano una ciotola piena di piselli da sgranare.


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Insalata di miglio al limone con feta e mandorle

miglio insalata feta limone

Agosto non è mai stato il mese delle vacanze, per me. Troppo caro viaggiare, troppa gente in giro, troppo caldo, io – potendo, ovviamente – sono una da vacanza fuori stagione. Agosto è sempre stato il mese della calma in città, delle strade vuote e dell’asfalto rovente, il mese del lavoro pigro ma costante, del recupero delle cose da fare mai fatte, il mese del riordino delle idee, delle cose, della casa. Il mese in cui ti vedi a cena con gli altri “sfigati” che come te affrontano ogni mattina un giorno come un altro, quelli con cui condividi la frustrazione e parli di quando arriverà il tuo turno, quando tutti saranno rientrati e tu potrai finalmente partire.

E se il tuo turno quest’anno non dovesse arrivare? Se davanti a te avessi mesi di fatica fisica e mentale, mesi intensi di duro lavoro, esami, prove da superare? In tal caso non pensarci ora, goditi quel che resta di quest’estate italiana, cucina quello che ti va e cena seduto sul divano mentre senti l’aria della sera entrare dalle finestre senza dover alzare il volume per sovrastare il rumore del traffico, metti il sole nei tuoi piatti e goditi la tintarella di luna, perché domani sarà un altro giorno, sì, ma potrebbe essere bellissimo.

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