Riso e cereali

Quinoa tiepida con cavolfiore alla curcuma e nigella, carote e radicchio

quinoa cavolfiore curcuma nigella

Sto affrontando questo nuovo anno (oddio, ormai neanche tanto nuovo) con uno spirito diverso. Sto cercando di cambiare la mia predisposizione e la mia attitudine alle cose. Sto cercando una forza dentro di me che mi aiuti a mantenere il sorriso e la positività sempre, prima di tutto. È un lavoro ragazzi, è un lavoro. È una scelta che si fa ogni mattina. E non sempre le cose vanno come avevi pianificato, non sempre hai la forza d’animo per passare sopra a tutto e guardare oltre. Ma quando riesci a farlo, ti senti forte. È come indossare un impermeabile che ti protegge dalle intemperie. Fuori (e dentro) succede di tutto ma tu rimani centrata nella tua positività e vai avanti senza guardarti troppo intorno. Che intorno poi c’è la vita, lei va un po’ come vuole ma tu puoi vederla un po’ come vuoi, sei tu che scegli.

In quella vita che ho intorno al momento c’è di nuovo un periodo di dieta rigidina che non mi lascia moltissime opzioni per pranzi e cene. Ma il mio spirito combattivo si fa strada anche qua, non mi faccio abbattere dal regime alimentare ristretto e mi invento qualcosa ogni giorno. Ieri mi sono preparata questa quinoa (si, lo so, di nuovo la quinoa! Ma voi potete scegliere il cereale che preferite se vi annoia) con il cavolfiore saltato alla curcuma e nigella, carote ripassate in padella e radicchio rosso di Treviso tardivo crudo e croccantino. Ho messo insieme un piattino niente male pieno di colore, che non mi ha fatta sentire a dieta neanche un po’. E per dare una botta di vita al tutto ho aggiunto qualche cappero qui e là, un po’ di sapidità che male non sta, soprattutto quando il sale che si utilizza in cucina è ridotto all’osso.

Cosa dite, se la dieta è sempre così neanche ci si può lamentare vero?!

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Quinoa con barbabietola, topinambour e zucca al rosmarino

quinoa barbabietola zucca topinambour

Non so quante idee, quanti progetti, quanti buoni propositi mi abbiano accompagnato in tutti questi anni di blog. Periodicamente decido che sì, da domani farò questo, scriverò di quello, posterò quest’altro. Poi, inevitabilmente, mi perdo fra i meandri delle mie giornate lunghe e tutte incastrate, divisa fra il lavoro “ufficiale” e le lezioni da insegnare. Sono felice della mia vita a mosaico anche se ci sono momenti in cui sento che sto disperdendo tanta energia su troppi fronti e penso che dovrei incanalarla meglio nella direzione in cui voglio andare. Mi sono messa in testa delle cose e sto dando il tempo all’universo di portarmi esattamente lì, dove voglio stare.

Una delle cose che vorrei fare è postare le ricette anche in inglese, sono almeno 2 anni che me lo chiedono. L’altro progetto è inserire i post sui miei viaggi, ne ho almeno 3 da smaltire: Roma, Barcellona, New York. Ho voglia di condividere con voi le mie scoperte culinarie e di darvi una piccola guida per chi come me mangia differente e ama viaggiare. Poi mi piacerebbe cominciare a riunire le idee in post dedicati a determinati momenti della giornata o ingredienti, per raccontarvi come mangio, come combino gli alimenti, come organizzo la mia spesa e la mia cucina. Cosa dite, c’è qualcosa di tutto questo che vi manda delle buone vibrazioni? Scrivetemi, con la vostra energia troverò il modo di far partire almeno uno di questi progetti!

Nel frattempo però continuo a cucinare meno del solito, seppur con la stessa passione. Fotografo di rado quello che mangio, promettendomi che questo o quel piatto lo rifarò, con calma, per benino, solo per il blog. E poi…mannaggia a me! Come la granola proteica che ho improvvisato e finito in due giorni. Sì, da sola 😉

Oggi condivido con voi proprio una delle ricette base della mia dieta, facile facile, che ripropongo praticamente ogni settimana in versioni diverse: la quinoa. La preparo e la condisco in modo sempre diverso, a volte come fosse un risotto, altre in insalata, altre ancora saltata in padella. Ormai si prepara da sola, non peso nulla, la metto sul fuoco e aspetto che mi chiami quando è pronta e va condita. In 15 minuti al massimo la base per il vostro pranzo e pronta e a voi non resta che aggiungere le verdure, i semini e gli ingredienti che avete a disposizione. La versione di oggi è condita con verdure al forno – zucca al rosmarino, topinambour e barbabietola – pinoli tostati e rucoletta.

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Riso rosso con verdure al forno e cicerchie speziate

riso rosso verdure cicerchie speziate

Penso spesso a quando è nata la mia passione per il cibo. Io riconduco tutto a mia nonna, a quei pomeriggi trascorsi insieme a lei a preparare la torta, i ravioli per Natale, le crepes per la merenda. Mi è sempre piaciuto stare in cucina e anche quando non avevo le mani in pasta, la osservavo. Mi sedevo sullo sgabello alto e mi appoggiavo al bancone mentre lei mi dava le spalle e metteva un po’ zucchero qui, un po’ di farina di là. Credo di aver imparato molto della gestualità legata alla cucina guardandola, molto dei suoi segreti ascoltandola. Ho imparato ad andare “a occhio” come ha sempre fatto lei, a metterci del mio in ogni ricetta e ad adattarmi in base a quello che ho in dispensa. Senza questa flessibilità di base che mi appartiene così tanto, probabilmente sarebbe stata dura per me crescere e scoprire di dover evitare certi alimenti, di dover modificare la mia dieta, di dover cambiare le mia abitudini. Cosa che è successa spesso. Invece non abbiamo mai avuto paura di rimescolare le carte pur partendo da delle certezze.

Spesso mentre scrivo mi trovo a fare analogie fra la vita e la cucina e non me le preparo, giuro, vengono fuori da sole mentre batto le dita sulla tastiera. Così ho imparato che nella vita va bene tracciare un sentiero, va bene avere dei punti fermi, ma bisogna essere pronti a cambiare, a farsi sorprendere, a reinventare le cose e a reinventarsi. Perché quando disegni un quadro con i contorni troppo netti, rischi di credere che quella sia la tua verità. E invece magari no. Perché come ho letto nel bigliettino della fortuna che ho pescato in un tempio buddista a New York, quando passa la tempesta a portare scompiglio le querce che restano rigide si spezzano mentre i bambù oscillano nell’aria ma poi tornano a stare in piedi.

Così cerco di passare indenne fra le tempeste della vita e mi adatto adatto anche in cucina, tolgo e metto, mescolo e impasto. Alla fine però qualche certezza resta sempre, come quella che un piatto di riso, verdure e legumi sta benissimo ovunque e riempie la pancia senza fare danni.

Come questo riso rosso vegan e senza glutine con carote e finocchi al forno, avocado e cicerchie saltate alle spezie.

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Riso saltato alle spezie con verdure e cannellini

riso zafferano verdure

Che belle sono le giornate di sole, la stagione che si apre, le cene all’aperto e le gite fuori porta. Che belli i pranzi con le finestre aperte e il cielo azzurro fuori. Questa è la mia stagione. Allergie a parte, amo la primavera e questo periodo che ci porta verso l’estate (oltre che verso il mio compleanno, btw) in cui il caldo è quello bello e le giornate sono lunghe quasi il doppio. La primavera mi stanca, ma quest’energia in qualche modo mi tiene in piedi.

E’ strano – ma probabilmente è una fortuna – che sia questa stagione a portarmi, ancora una volta, verso un grande cambiamento. Come se qualcuno sapesse che per riuscire ad affrontarlo mi servono come minimo cieli azzurri e giorni assolati. E magari anche pranzi colorati e saporiti, pieni di profumi esotici.

Questo riso saltato alle spezie è nato un po’ per caso, una delle mie classiche ricette “svuotafrigo”, ma è stato un vero successo. La ricetta è facilissima ed è perfetta anche da preparare per la pausa pranzo (se poi avete già lessato il riso ci vuole davvero un attimo) o per una gita al mare al posto della solita insalata di riso oppure, perché no, per una cena fra amici. Le spezie hanno l’incredibile potere di rendere i piatti sempre diversi in base alle combinazioni e le quantità, di regalare carattere anche a un riso bollito e di dare una marcia in più.

Per questa ricetta ho usato alcune delle mie preferite: curcuma, zafferano, zenzero, cumino e peperoncino. Il risultato? Un’esplosione di sapore, chevvelodicoaffà.

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Riso venere con cavolfiore, carote e batate viola

Ciao febbraio.

Ieri era Natale, oggi è già Carnevale. Com’è che mi perdo sempre i pezzi mentre i giorni passano inesorabili? Chi mi conosce o mi legge da un po’ sa che io e il Carnevale siamo come due linee parallele: non ci incontreremo mai. O meglio, ci siamo incontrati in tenera età (la mia, non quella del Carnevale), non ci siamo piaciuti e la nostra storia è finita. Capitolo chiuso. Ho chiuso la porta e ho buttato la chiave. Se non fosse che…dalla serratura di quella porta arriva ogni tanto il profumo di frittelle alla crema. E niente, lo so che Proust lo cito un po’ troppo spesso – è che sono una capra, non ho molti riferimenti letterari e quelli che ho me li devo giocare spesso – ma per me addentare una frittella alla crema vuol dire entrare in un tunnel che mi porta dritta dritta in cucina a casa della nonna, seduta al bancone sullo sgabello alto, con lei che riempie di crema e di zabaione le frittelle ancora calde. Le frittelle più buone ever, inutile dirlo. Prendetevi tutti i crostoli (o chiacchiere o come li volete chiamare) del mondo, non me ne faccio niente di quelli e neanche delle castagnole o delle cose vuote, alle mele, alle uvette…io voglio solo le cose ciccione e ripiene. Io che non ho mai amato i dolci fritti e non sono un’appassionata di crema darei il mio regno per un vassoio di frittelle della nonna.

Ma sto divagando perché no, quella di oggi non è una ricetta di frittelle. Io non friggo mai, non mi sento a mio agio con la frittura, ecco perché quest’anno – indebolita dalla dermatite nel corpo e nello spirito – ho ceduto al richiamo delle sirene e dopo anni di astinenza sono andata in pasticceria già due volte a mangiarmi una grossa frittella strapiena di crema. Io le cose, se le faccio, le faccio bene. Insomma sì, io sono una che sgarra. Non sono una che mangia bene sempre e che non si concede niente, nou nou nou. Sono nata golosa e golosa morirò.

Ma fra una frittella e l’altra cerco di fare le cose per benino e preparo piatti di riso pieni pieni di verdure e tuberi che fanno bene. Stavolta riso venere, quello nero, integrale. Verdure e tuberi viola: cavolfiore, carote, patata dolce (o batata). Poi tante spezie e i miei amati agrumi.

PS: Lo sapete quanto fanno bene le patate dolci? Sono da preferire alle classiche, hanno un indice glicemico più basso e non sono neanche della famiglia delle solanacee, poco simpatiche agli allergici e gli intolleranti come me. Non le avete mai provate? E’ tempo di redimervi.

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