Piatti etnici ed esotici

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Zuppa al latte di cocco e curry

zuppa curry latte cocco

Sul lavoro mi sono trovata spesso a tenere l’equilibrio in condizioni precarie, a camminare sul filo di lana, a mediare e fare da filtro fra le persone, a mettere ordine nel caos. Eppure nella vita non sono brava a camminare sui pavimenti di cristallo, a muovermi silenziosamente, a trattenermi. In senso pratico e metaforico nella vita di tutti i giorni faccio fatica a fare buon viso a cattivo gioco, sono brusca, irruenta a volta, secca.

É che con le persone a cui vuoi bene, quelle che ti conoscono, puoi permetterti di essere come sei senza filtri ed è proprio su di loro che scarichi la tensione e la frustrazione, sono loro che fanno da parafulmine nei periodi duri, sono loro quelli a cui mostri il tuo lato peggiore.

A volte mi fermo per un attimo ed è come se mi vedessi da fuori, percepisco forti i miei limiti e i miei difetti, ed è in quei momenti di solito che chiedo scusa o manifesto il mio affetto, senza apparente motivo. E lo faccio come sempre a modo mio, un po’ impacciata, con i gesti più che con le parole, con le battute più che con i discorsi seri, con gli abbracci più che con i regali.

Oppure con un piatto da condividere o una teglia di biscotti da regalare. Con un curry che scalda il cuore, profumato e cremoso, una zuppa al latte di cocco speziata e saporita che va bene in tutte le stagioni.

Così, come sempre a modo mio.

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Curry di patate dolci tofu e spinaci

curry patate dolci tofu
Un febbraio così non me l’aspettavo. Un mese che seppur con qualche giorno in meno rispetto ai colleghi, non si è fatto mancare niente. Un mese pieno di cambiamenti e di novità, positive e negative. Un mese pieno di prime volte. Un mese in cui ti aspetti la svolta e magari arriva, ma non come te la saresti aspettata. Perché a volte basta un’ora, un giorno, un mese a cambiare tutto. Basta un soffio di vento, una parola di troppo, un silenzio troppo lungo. Basta poco a sentire la mancanza di qualcuno e invece ci vuole molto per rendersi conto di potercela fare da soli. Basta poco per sentire un nodo in gola e ci vuole molto per capire come scioglierlo.

Ci vorrebbe quel “famoso” libretto di istruzioni, il manuale della vita che farebbe comodo ti consegnassero nel momento in cui vieni al mondo. A metà fra un bignami e un libro delle risposte, di quelli che apri una pagina a caso e taaac, qualcuno ti suggerisce cosa fare, come farlo.

E invece niente, siamo qui a leccarci le ferite ogni volta che cadiamo, a fare e rifare gli stessi errori, a provare a cambiare, a impegnarci a crescere, senza sapere mai se stiamo andando nella direzione giusta.

Ma la vita è così, piena di incertezze.

E fra le poche certezze che ci sono, molte sono quelle della tavola e le troviamo nei nostri piatti preferiti, nei cavalli di battaglia, nelle ricette cult. Come il mio curry che, nonostante la vita, non mi delude mai.

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Polpette di lenticchie al curry sumatra

polpette lenticchie miglio curry

Sto vivendo un periodo piuttosto intenso e negli ultimi mesi non ho avuto molto tempo per dedicarmi alla cucina. Sono stata assorbita da altre faccende e pur avendo continuato a cucinare tutti i santi giorni per sfamarmi, ho patito  un po’ la mancanza d’ispirazione e – soprattutto – di tempo per dare sfogo alla creatività dedicandomi a nuovi esperimenti. Sono stata di nuovo via da casa per un po’ e quando sono rientrata avrei voluto trovare ad aspettarmi un barattolo pieno di biscotti con le gocce e una cioccolata calda con la panna – si, mi sono arresa all’autunno – invece c’era solo un frigorifero mezzo vuoto in compagnia di un congelatore stipato (per fortuna) di roba.

Avrei voluto tornare e sbrogliare le situazioni sospese, trovare il bandolo della matassa, avere risposte. Invece c’era solo la vita reale ad aspettarmi, la solita routine in cui incastrare anche lo studio e la cucina, le giornate lunghe e le pause piene di pensieri.

La prima sera libera mi sono messa ai fornelli e ho imbastito le polpette di lenticchie, che ormai sono un cavallo di battaglia, sempre uguali ma sempre diverse. Le ho preparate per la prima volta con il miglio e per darmi una botta di vita le ho profumate con l’ultimo curry che ho comprato, per fare un viaggio con la mente e con il cuore. Sono venute buone buone e ho deciso di condividerle con voi.

Ah, ho fatto anche una ciambella al cacao, bisognava recuperare la carenza di biscotti e cioccolata. Prossimamente su questi schermi!

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Quinoa thai alle spezie con taccole e ravanelli

quinoa verdure peperoncino

Sto attraversando un periodo molto intenso, denso di emozioni, di fatica, di cose da fare, di obiettivi e di sogni. Mentre questo post va online io sono in una città che non è la mia a fare qualcosa che non ho mai fatto prima, a sudare e a studiare, a sfidare i miei limiti.

Scrivere questo post in anticipo mi consente di fare una riflessione ad alta voce, una riflessione che ha senso ora, mentre scrivo, ma forse non ne avrà più oggi, mentre voi lo leggete. O forse ne avrà anche di più.

Nelle ultime settimane per una lunga serie di motivi non ho avuto molta voglia di cucinare: il caldo, la stanchezza, l’ansia per la partenza, una lunga lista di cose da chiudere prima di andare. Ho cucinato ogni giorno, ma ho dimenticato il forno e acceso i fornelli di rado, solo per lessare cereali e saltare velocemente qualche verdura. Una cosa strana per una come me, che anche con 30° ha voglia di parmigiana di melanzane e di plum cake alle pesche e accende il forno, sfidando le temperature.

Sto cercando di trovare un ordine a una serie di cose, una serie di priorità sulle quali negli anni, o meglio in una vita intera, sto cercando di focalizzarmi. Ma un ordine non c’è, perché nel caos che caratterizza la mia vita ogni giorno è diverso, ogni ora, ogni minuto. Così oggi trascuro un po’ la cucina, domani sarà il turno di qualcos’altro. Ma sono felice perché le mie stelline, le mie priorità, sono sempre più chiare, e nonostante i cambiamenti d’umore, la stanchezza e tutte le variabili del caso, stanno lì davanti a me. Sono persone, valori, principi, azioni, attività: cose importanti per me che mi fanno stare bene e nelle quali trovo un equilibrio ogni giorno, seppur precario.

E’ un po’ strano quest’anno, l’anno dei miei 30, ma è bello: un mattoncino alla volta sto costruendo delle fondamenta, delle basi, sto mettendo delle bandierine e mi sto regalando la possibilità di crederci che sì, a volte le cose belle succedono davvero, a volte la vita ti porta dove sogni di stare.

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Curry di verdure con riso venere

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La Pasqua è andata e ora ci prepariamo ad affrontare il resto dell’anno senza più soste importanti se non quelle delle vacanze estive, con un po’ di leggerezza (e un bel po’ di sonno) in più per l’arrivo della bella stagione e un po’ di umore grigio in meno, con la speranza che i cieli plumbei e le piogge intense stiano alla larga per i prossimi mesi. Il fatto che le feste tradizionali, quelle che di solito noi festeggiamo in famiglia, siano finite almeno fino al prossimo Natale un po’ mi intristisce, non perché non ci siano occasioni per vederci e stare insieme comunque ma perché per me hanno sempre rappresentato i capisaldi, le radici, le certezze. Natale con i tuoi e Pasqua pure, insomma, poi il resto dell’anno con chi vuoi.

Ma scrolliamoci di dosso questa sensazione e via con le pulizie di primavera, quelle reali e quelle metaforiche, che vanno dagli armadi alle credenze, dai pensieri ai buoni propositi, dalla dispensa al frigorifero. Così viene fuori qualche ricetta che non ha stagione, di quelle che si potrebbero definire “di recupero” o anche “svuota frigo” oppure, più semplicemente, improvvise. Improvvise come quelle canzoni che inventavo da bambina e cantavo a squarciagola in giro per casa, quelle stesse canzoni improvvise (non improvvisate, sia ben chiaro) che ora sento cantare alla mia nipotina mentre si esibisce in piroette e sorrisi strappa cuore.

Ognuno di noi ha delle ricette che utilizza in questi casi, quando verdure diverse si incontrano nello stesso piatto, quando c’è più voglia di sostanza che di forma, quando si vuole andare sul sicuro. Le mie? Lasagne e risotti, crocchette e polpette e poi curry. Il mio amatissimo curry, un piatto che mi conquista ogni volta e mi sorprende perché è sempre uguale eppure sempre diverso, basta una spezia in più o un abbinamento nuovo e tutto prende un altro sapore senza perdere mai quella capacità di dare gioia e conforto, di farti sentire appagata attraverso tutti i sensi. E non so spiegarmi come il curry, pur nella sua bruttezza e nel suo essere sbrodolante e sugoso, sappia essere così gradevole per gli occhi e per il cuore, per noi che forse un po’ di India ce l’abbiamo dentro.

E andiamo alla ricetta, semplicissima, vegan e glutenfree*.

*Raccomando come sempre a tutti gli intolleranti e gli allergici di verificare SEMPRE che i prodotti che acquistano e gli ingredienti utilizzati per realizzare le ricette – anche quelle indicate come “senza” – siano adatti alla loro alimentazione e non contengano neanche possibili tracce dell’allergene in questione.

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