Gelato alle mandorle con mou al cocco

 

gelato vegan mandorle mou cocco

È agosto, fa caldo, non sono andata in vacanza e non ho prenotato nessun viaggio al mare, datemi un gelato in cui affogare il mio dispiacere.

Sono giornata lunghe e cortissime insieme, giornate di stanchezza e di inquietudine, giornate di domande in attesa di risposte.

È agosto, IL mese dell’estate, l’estate che ieri non arrivava mai e oggi è quasi andata. Un’estate tutta diversa, così all’improvviso, e all’orizzonte c’è un settembre che boh, è pieno di punti di domanda.

È un anno di desideri realizzati e di desideri mai confessati eppure sempre lì, nella testa, quei desideri che no ora non è possibile ma chissà, prima o poi..

Ma è anche l’anno del gelato, che va bene a tutte le ore, che non stanca mai, che si mangia quando è tardi per la cena, passeggiando sotto le stelle o seduti in riva al mare quando sembra che tutto quello che serve sia lì, racchiuso in un istante.

L’anno del gelato fatto in casa, senza la gelatiera, a furia di esperimenti e di flop, che quando poi lo servi ed è cremoso come speravi ti sembra impossibile. E invece…

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Un weekend nelle Marche

sirolo spiaggia

Bisognerebbe scrivere dei viaggi appena rientrati, con in testa ancora le immagini nitide dei luoghi visitati, i profumi delle piante fiorite nel naso, il sapore dei piatti tipici in bocca, la nostalgia nel cuore.

Ho avuto l’enorme fortuna di poter cominciare a viaggiare presto. In casa mia c’è sempre stata la regola non scritta di risparmiare su altro per potersi concedere un viaggio, una vacanza, una fuga. Tutto è cominciato con il mio viaggio a Parigi, in treno, in cuccetta. Il massimo per una bambina che fra libri di Agatha Christie e immaginazione ha dormito su un letto che usciva dalla parete e si è lavata i denti in un lavandino minuscolo nell’attesa di incontrare Mickey Mouse a Euro Disney!

Ho visto posti bellissimi, di alcuni ho ricordi nitidi, di altri mi è rimasta impressa una sensazione, un’emozione. Non so quanto questo cominciare a mettere il naso fuori dalla porta di casa presto abbia inciso sulla mia passione per i viaggi ma ho continuato a farlo, seguendo la regola del salvadanaio.

sirolo spiaggia

Quest’anno per la prima volta in vita mia – vergogna a me che dell’Italia ho ancora troppo da vedere – sono stata nelle Marche. Le Marche hanno un significato speciale per me perché le associo alla mia maestra delle elementari, di Porto Sant’Elpidio, a cui voglio molto bene e di cui – purtroppo, mio malgrado – ho perso un po’ le tracce.

Complice la mia voglia di caldo e di mare, a maggio sono partita per un weekend nel Conero, fra Sirolo e Recanati, con una brevissima sosta ad Ancona per il pranzo.

Zucchero-A-Velò-Ancona (3)

Ed è da qui che voglio partire per parlarvi di Zucchero a Velò, un posto bellissimo scoperto online dove potete pranzare o cenare, bere qualcosa seduti all’aperto, farvi dare un occhio alla bici, lavorare sotto wifi.

Coloratissimo e informale, arredato come piace a me con tanti pezzi vintage, con le foto alle pareti, le sedie uguali a quelle delle elementari – ecco appunto – e un menù tutto veg che cambia settimanalmente. Le porzioni sono abbondanti e i dolci irresistibili: ho mangiato un delizioso riso rosso con uvette servito su una crema di piselli e accompagnato con carote croccanti e una torta al cioccolato vegan.

zucchero a velò ancona zucchero a velò ancona

E’ un posto carinissimo in cui vi consiglio davvero di passare se siete ad Ancona!

La tappa successiva è stata a Sirolo, direzione B&B Borgo Rosso, un posto tranquillo immerso nel verde e con vista sul mare in cui Manila ci ha accolti calorosamente. La camera comoda con un letto in più e tutto quello che serve, la colazione sotto la pergola con tè e caffè preparati al momento e gli animali che stanno nel prato adiacente rendono questo posto davvero perfetto per un weekend di relax, anche con i bimbi.

borgo rosso b&b

borgo rosso b&b

Una giornata non proprio soleggiata mi ha portata a Porto Recanati con la sua atmosfera dal fascino decadente – complice la bassa stagione – fra un mare in burrasca e qualche spiraglio di sole.

porto recanati

porto recanati

porto recanati

porto recanati

Per poi proseguire fino a Recanati, la casa di  Giacomo Leopardi, dove i versi del poeta sono protagonisti lungo le vie strette e in salita del borgo. Impossibile non ritornare per un attimo sui banchi di scuola mentre si passeggia nella piazza del Sabato del Villaggio per poi dirigersi verso il Monte Tabor  e restare incantati dalla vista mozzafiato dal Colle dell’Infinito.

recanati

recanati

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Il giorno seguente, con un tempo decisamente benevolo, mi sono goduta il sole cocente di Sirolo fra la spiaggia Urbani (comodissima, proprio alle pendici del borgo) e le spiagge San Michele e Sassi Neri: a maggio non c’era ancora il bus che collega le spiagge al centro quindi siamo scesi fino a Sassi Neri a piedi, con una bella passeggiata per lo più ombreggiata. Tutta la fatica è stata ripagata con la vista meravigliosa della montagna che si tuffa nel mare cristallino, bellissimo!

sirolo spiaggia

sirolo spiaggia

sirolo spiaggia

Vista la stagione non c’era moltissima gente e ci siamo potuti spostare da un posto all’altro senza problemi per godere del panorama e infilare i piedi nell’acqua gelida e trasparente.

Sirolo (4)

A ritorno, dopo la sfacchinata, tappa obbligata alla gelateria Il Bassotto per una coppetta di cioccolato fondente (all’acqua) e pistacchio salato (di lupino) e poi via verso il centro di Sirolo, addobbato a festa in occasione della Fiera e del Palio di San Nicola dove fra prodotti tipici e ricostruzioni degli antichi mestieri, grandi e piccoli si ritrovano a ballare in cerchio sotto il campanile i balli popolari in un’atmosfera di festa davvero contagiosa.

sirolo

Se siete alla ricerca di un’idea dell’ultimo minuto per le vacanze o se state pianificando una fuga di fine estate pensate alle Marche, ne vale la pena!

Muffin sugarfree alle susine

muffin sugarfree susine cioccolato

È luglio, fa caldo e io voglio andare al mare. Non ho pianificato nessun viaggio al momento e questo mi fa sentire ancora più stanca e svogliata, affaticata. Ho sonno e gli unici momenti in cui ritrovo un po’ di energia sono quelli sul tappetino da yoga insieme ai coraggiosi yogini che continuano a praticare con me nonostante le temperature. Non ho tantissima voglia di cucinare perché la casa è un forno, vorrei nutrirmi solo di insalate, zuppette fredde e frutta.

Ah, la frutta. Sono sempre stata un’appassionata della frutta, tutta. Ma d’estate, quando i colori si moltiplicano e i profumi si fanno intensi, la frutta diventa irresistibile per me. E ci sono momenti in cui il mio corpo mi chiede di pranzare o cenare così, con tanta frutta fresca, un po’ di yogurt, la mia granola senza zucchero…come a colazione, ma di più. Mi sento appagata come se mi fossi svuotata una scatola di biscotti, un vassoio di pasticcini, una torta ai tre cioccolati. Più o meno dai…

Ma quando la frutta non mi basta e con i dolci non voglio esagerare metto tutto insieme nei miei muffin, preparati senza l’aggiunta di zucchero, con frutta fresca ed essiccata.

Stavolta è stato il turno di susine e prugne secche, in una ricetta che si prepara in pochissimo tempo.

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Zuppa fredda di cetriolo zucchine e avocado

[post realizzato in partnership con Panasonic]

zuppa fredda cetrioli

Questa è la mia stagione. Quella del sole caldo e del cielo azzurro, delle verdure che amo, della frutta succosa, dei piatti freschi e delle cene all’aperto. Questa è la mia dimensione, quella in cui mi sento centrata anche quando l’inquietudine mi prende. L’estate mi conforta. L’unico problema è che scorre via veloce e io vorrei solo vivere al mare, per poterlo vedere, per poterlo respirare. E invece sto qua a cercare di vivere la mia estate nel miglior modo possibile, anche se il mare è lontano.

Questo per me è l’anno degli smoothie, dei gelati, delle zuppe fredde. Della mia passione/ossessione per i blender già ho parlato – e comunque è abbastanza evidente vista la mia mania di trasformare in pesto, creme e salsine un po’ tutto. Ma ora è arrivata la svolta e la mia svolta si chiama Panasonic Power Blender, un frullatore ad alta velocità. Non sono un’amante degli aggeggi da cucina, non compro utensili strani per affettare cose, per spremere, per tagliare. Sono per la semplicità e penso che nella maggior parte dei casi il coltello o le mani restino gli strumenti migliori. Ma ci sono degli elettrodomestici che davvero fanno la differenza in cucina e il blender è uno di questi. Diciamo solo che fino ad ora non avevo mai visto una crema così liscia e vellutata, mai. Sono rimasta estasiata e quindi arriveranno presto altre ricette 🙂

zuppa fredda cetrioli

Zuppa-fredda-cetrioli-9257

Ma partiamo con una zuppa fredda con cetriolo, zucchine e avocado servita con semi di papavero e di nigella, perfetta per le sere d’estate, che si prepara – letteralmente – in 10 minuti.

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Cecina alle erbe aromatiche

cecina

Quando si parla i ricette tradizionali io non sono l’elemento giusto a cui fare riferimento. PERNIENTE. Ho questa necessità profondamente radicata di modificare, sperimentare, rendere tutto un po’ mio. Spesso creando disastri, dentro e fuori dalla cucina.

Credo sia il mio modo di essere creativa, di esprimermi. E anche un po’ di uscire dagli schemi, di infrangere le regole.

Sono sempre stata molto brava a seguire le regole, a essere ligia, a fare il mio dovere, a essere una brava ragazza. Non sempre è stato facile, a volte mi è servita molta forza di volontà, non perché fosse innaturale per me seguire le regole – tutt’altro – ma perché questo stare dentro le righe ha allontanato delle persone. Meglio così, con il senno di poi, ma all’epoca non è stato un ragionamento così immediato.

Le regole mi hanno sempre rassicurata, confortata. Ho imparato a distinguere fra bene e male, fra quello da fare e quello da non fare, senza avere grossi dubbi. Tranne in cucina, lì ho cominciato presto a fare le cose a modo mio, appena mi sono sentita a mio agio.

Poi un giorno ho scoperto che ci sono altre situazioni, momenti, ambiti della vita in cui le mie rassicuranti distinzioni non funzionavano. Ho scoperto che le cose potevano essere diverse da come le avevo sempre pensate, fatte, volute. Ho scoperto che infrangere le regole, solo un pochino, solo quando non c’è il rischio di farsi troppo male, può essere un sollievo. O, più spesso, una necessità. Quando vedi che rimanendo sui binari stai andando a 100 all’ora verso un muro, non ti resta che sterzare (io che faccio metafore legate alla guida non sono credibile, ma ci siamo capiti).

C’è chi la chiama creatività, appunto, ed è un bel modo di vederla. Esattamente come quella che metto in cucina nelle mie ricette, esattamente come quella che mi ha fatto preparare la cecina a modo mio (tradizionalisti, non ve la prendete!).

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