Ciambella al cacao e caffè

ciambella cacao caffè castagne

Sto preparando questo post in anticipo, all’ora di cena e con lo stomaco che brontola, con un bel mal di testa che mi tiene compagnia e un po’ di ansia per ciò che mi aspetta nei prossimi giorni.

Sarà la fame, sarà l’ansia, ma mentre sistemo le foto e rileggo la ricetta mi torna in mente la morbidezza di questa ciambella, soffice come una nuvola, e il sapore intenso di cacao esaltato dal caffè e arricchito dal cioccolato fuso sopra…

Siamo sempre lì, quella volta Proust con la sua madeleine ci aveva visto lungo ed era riuscito a raccontare con le parole giuste una sensazione unica. Talmente unica che a me manco serve la madeleine da addentare, mi basta pensarci. Penso a questa ciambella e mi devo trattenere dall’impulso di correre in cucina e prepararla.

Non ricordo minimamente come sia nata questa ricetta, probabilmente svuotando sacchetti con avanzi di farine diverse per fare spazio, come spesso succede. È la magia della cucina, qualche ingrediente mescolato e puff, ecco una torta.

Poi giustamente, se tanto mi dà tanto e la cucina è come la vita, mica va sempre così di culo eh.

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Cereali risottati al radicchio con ricotta di pecora

cereali risottati radicchio ricotta

Non è che le somiglianze fra la cucina e la vita io stia lì a cercarle, è che ci sono e quando mi trovo davanti allo schermo con una pagina da riempire ci sbatto la faccia e mi viene da sorridere. Magari sono solo io, magari è solo una prospettiva diversa che mi fa vivere le cose con una nuova intensità.

Eppure come non avevo pianificato che la mia vita andasse come sta andando, non avevo neanche pianificato che questa ricetta venisse così.

È che quando ho preso il pacco del riso mi sono resa conto che era troppo poco e invece di farmi prendere dallo sconforto e mandare tutto all’aria mi sono arrabattata per trovare una soluzione. Proprio come sto facendo ogni santo giorno con la mia vita: tentativi maldestri, dubbi, grossi punti di domanda, cose, persone ed emozioni incasinate come nel peggior mappazzone che magari poi, a guardarlo da un altro punto di vista, tanto male non è.

Così ho deciso di aggiungere al carnaroli un mix di riso basmati, riso rosso e grano saraceno e sono andata avanti per la mia strada. Ho preparato i cereali come si fa per un risotto, con un bel cespo di radicchio rosso e il succo d’arancia, un abbinamento che uso spessissimo. E visto che avevo una ricottina di pecora in frigo, un azzardo che ancora non avevo avuto occasione di assaggiare, l’ho usata per la mantecatura finale.

Risultato? Eccolo.

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Pie alle noci con crema di zucca

pumpking pie torta zucca

Questa storia racconta di come una passione possa assumere nuove forme, cambiare, stupire e riempire il cuore.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che ha deciso di lasciarsi sorprendere dalla vita, nelle piccole e nelle grandi cose, che ha capito che non si deve dare niente per scontato perché ha visto con i suoi occhi come tutto possa cambiare all’improvviso.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che pensava di sapere quali fossero i sogni della sua vita, che aveva studiato e credeva di aver trovato la sua strada, che immaginava un futuro tranquillo con poche ma solide certezze. Quella stessa ragazza che un giorno ha capito che non c’era niente di scritto, che la penna era nelle sue mani, che voleva cambiare lavoro, appassionarsi a qualcosa, vivere con più intensità e meno certezze. E ha iniziato ad andare contro corrente, a prendere decisioni scomode, a rischiare.

È iniziato tutto qualche anno fa, quando ho deciso di lasciare il mio lavoro e ho aperto questo blog, e questo meccanismo non si è più fermato anzi, è diventato più forte, più violento, impossibile da fermare.

È la crisi dei 30, dicono. Mah.

E mentre le mie passioni si fanno più intense, mentre assumono nuove forme e si mostrano sotto nuove prospettive, io scopro che con la zucca, mia grande passione per l’appunto, oltre alla mousse si può fare una crema PAZZESCA. E così la uso per preparare una pumpkin pie – piccola perché già sapevo che me la sarei scofanata tutta, da sola, in un giorno o poco più – con un guscio delizioso e sopra una buona dose di cioccolato. Che le passioni si evolvono, mica si cancellano.

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Burger di lenticchie rosse alla paprica

panino burger lenticchie

Ci sono momenti della vita in cui affrontare ogni giorno è come dover scalare una montagna. Ti senti stanca e scoraggiata ma non si sa come trovi la forza per uscire da sotto il piumone e mettere a scaldare l’acqua mentre ti stroppicci gli occhi. Sono quei giorni in cui ti guardi allo specchio e l’immagine riflessa è quella di una te un po’ più grande, un po’ provata, con gli occhi gonfi e i capelli arruffati. Sei tu, non sei nella tua forma migliore ma quella sei tu, devi accettarlo, sei quella che chi ti vuole bene conosce e ama, anche se in quei momenti tu ti chiedi come si possa amare una faccia del genere.

In quelle giornate così lunghe in cui arranchi sono i piccoli gesti che ti aiutano ad arrivare a sera e ti ricordano del tuo sorriso, la tua arma segreta contro ogni male. Sono le persone che ti sono vicine che ti aiutano a non dimenticarti di sorridere, a volte gli amici di una vita che ti sorprendono senza quasi rendersene conto, altre quelle che conosci appena che fra una risata e l’altra ti dicono “mi metti di buon umore”.

Ci sono persone che conosco da sempre che ho visto più negli ultimi tre mesi che in tutti gli anni passati. Ho riscoperto il valore di incontrarsi, di dedicarsi del tempo, di guardarsi negli occhi, di ridere e di piangere, di confrontarsi, di discutere e di non essere d’accordo. Ho scoperto piccoli gesti, abitudini, atteggiamenti, smorfie e sorrisi che mi erano sfuggiti. Ho visto i miei amici un po’ più grandi, come me, a volte stanchi, ma sorridenti. E li ho sempre incontrati davanti a un panino, una pizza, un cupcake, un tè, un caffè. Le chiacchiere più lunghe e più belle sono sempre seduti a un tavolino, appoggiati al bancone di un bar o accalcati in mezzo ad altra gente all’ora dell’aperitivo, con un bicchiere in mano e la bocca piena, con i piatti da scambiarsi per assaggiare un po’ tutto e i classici due cucchiaini per un dolce da condividere.

E al prossimo giro amici ci vediamo da me, con poco spazio e tanta allegria, seduti dove capita con un panino con burger di lenticchie alla paprica in mano fra lunghe chiacchiere e grandi sorrisi.

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Plumcake al limone e semi di papavero e il nuovo Taste

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Dal momento in cui sono diventata vegetariana e ho iniziato ad approfondire il tema dell’alimentazione per capire come integrare la mia dieta in modo bilanciato, i semi sono diventati protagonisti della mia cucina. Ho sempre amato il pane nero che compravano i miei quando andavamo a sciare, coperto di semi di girasole, zucca e papavero, profumato e ricco di sapore. Già allora avevo in dispensa alcuni semi ma li usavo senza una logica, secondo l’ispirazione.

Oggi è tutto diverso. Uso i semi praticamente ogni giorno: nella granola a colazione, nell’insalata o sulla pasta a pranzo, nei muffin a merenda, sulla zuppa a cena. C’è sempre un momento buono per usare i semi oleosi, per arricchire i piatti di sapore e sfruttarne tutte le proprietà. Senza contare che ci sono semi come quelli di lino o di chia che ci aiutano anche nella preparazione dei dolci.

Ecco in questo numero di Taste&More ci siamo sbizzarrite con i semi e io ho preparato un dolce semplice ma delizioso, un lemon poppy seed (plum)cake. Ma ovviamente non è tutto qui, fra le pagine del primo magazine dell’anno nuovo trovate anche zuppe, pani speciali, tisane e tartufini. Cosa aspettate a sfogliare?

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