Riso e cereali

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Riso nero con piselli e zucchine alla melissa

riso venere piselli zucchine cacioricotta

Ci sono cose da fare nella vita che sembrano gran rotture di scatole, cose che fai fatica ad affrontare perché ti sembrano noiose e ripetitive, come sgranare i piselli o spuntare i fagiolini. Sono quelle cose che puoi fare senza pensarci troppo, in modo un po’ meccanico, mentre ripassi qualche appunto, ripensi alla tua giornata, recuperi una puntata della tua serie tv preferita o chiacchieri con un’amica. Sono quelle cose che puoi vivere come una specie di punizione, come una perdita di tempo e di energie, oppure puoi viverle come un rito, un momento di quiete, con la mente sgombra e i pensieri più lenti. Sono quelle cose che abbiamo visto fare alle nonne e alle mamme, con il loro grembiule addosso, sedute su una sedia mai troppo comoda, con una pentola enorme sopra il tavolo e una manualità invidiabile. E le nonne e le mamme, si sa, sono piene di saggezza.

Ci sono cose nella vita verso le quali è meglio non fare resistenza, meglio affrontarle senza alzare un muro, senza irrigidirsi, senza starci troppo a pensare, meglio passarci dentro cercando un po’ di leggerezza per rendere il viaggio più facile. Ed è difficile, è complicato, a volte è contro la nostra natura. Eppure tutto passa, tutto scorre, tutto si può affrontare ed è la vita stessa ad  insegnartelo mentre cresci, mentre cadi e ti rialzi, quando guardi indietro e pensi a quanto le cose sarebbero potute andare diversamente.

E allora un po’ di quella saggezza cerco di metterla in tasca e di sporcarmici le mani nei momenti più duri, mentre mi siedo con addosso un grembiule colorato e in mano una ciotola piena di piselli da sgranare.


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Insalata di miglio al limone con feta e mandorle

miglio insalata feta limone

Agosto non è mai stato il mese delle vacanze, per me. Troppo caro viaggiare, troppa gente in giro, troppo caldo, io – potendo, ovviamente – sono una da vacanza fuori stagione. Agosto è sempre stato il mese della calma in città, delle strade vuote e dell’asfalto rovente, il mese del lavoro pigro ma costante, del recupero delle cose da fare mai fatte, il mese del riordino delle idee, delle cose, della casa. Il mese in cui ti vedi a cena con gli altri “sfigati” che come te affrontano ogni mattina un giorno come un altro, quelli con cui condividi la frustrazione e parli di quando arriverà il tuo turno, quando tutti saranno rientrati e tu potrai finalmente partire.

E se il tuo turno quest’anno non dovesse arrivare? Se davanti a te avessi mesi di fatica fisica e mentale, mesi intensi di duro lavoro, esami, prove da superare? In tal caso non pensarci ora, goditi quel che resta di quest’estate italiana, cucina quello che ti va e cena seduto sul divano mentre senti l’aria della sera entrare dalle finestre senza dover alzare il volume per sovrastare il rumore del traffico, metti il sole nei tuoi piatti e goditi la tintarella di luna, perché domani sarà un altro giorno, sì, ma potrebbe essere bellissimo.

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Insalata di riso e miglio al pesto con fagiolini e piselli

insalata riso fagiolini olive

Ci sono stati anni in cui l’estate non era estate senza insalata di riso. L’insalata di riso “classica” che si vedeva sulle tavole e le spiagge d’Italia era quella fatta con i vasetti e arricchita con una lista infinita di ingredienti, un mischione colorato con un sapore poco definito ma riconoscibilissimo.

A casa mia però l’insalata di riso era una cosa diversa, un insieme di verdure e qualche altro ingrediente che mamma preparava la sera prima e lasciava insaporire in frigorifero per il pranzo del giorno dopo. La “mia” insalata di riso, quella di mamma insomma, è sempre stata la migliore per me, con meno ingredienti e più sapore, con tanto basilico e una pioggia di pomodorini.

Ho imparato a prepararla così e da lì sono partita per creare mille e più variazioni sul tema: cereali diversi, verdure diverse, colori diversi. Oggi la “mia” insalata di riso ha un’identità meno definita e segue – come tutti i piatti della mia cucina – l’umore della cuoca e la disponibilità degli ingredienti, senza formalizzarsi su quale sia LA ricetta, lasciandosi guidare dall’istinto e chiudendo la noia della routine fuori dalla porta.

Cosa dite di questa nuova visione del mondo dell’insalata di riso? Anche voi sperimentate come me o siete dei tradizionalisti?

Qualche settimana fa ne ho preparata una versione freschissima con avocado, cetrioli e pomodori per Cosebelle, oggi vi propongo quella al pesto con fagiolini e piselli. Facile variare a tavola, no?

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Quinoa thai alle spezie con taccole e ravanelli

quinoa verdure peperoncino

Sto attraversando un periodo molto intenso, denso di emozioni, di fatica, di cose da fare, di obiettivi e di sogni. Mentre questo post va online io sono in una città che non è la mia a fare qualcosa che non ho mai fatto prima, a sudare e a studiare, a sfidare i miei limiti.

Scrivere questo post in anticipo mi consente di fare una riflessione ad alta voce, una riflessione che ha senso ora, mentre scrivo, ma forse non ne avrà più oggi, mentre voi lo leggete. O forse ne avrà anche di più.

Nelle ultime settimane per una lunga serie di motivi non ho avuto molta voglia di cucinare: il caldo, la stanchezza, l’ansia per la partenza, una lunga lista di cose da chiudere prima di andare. Ho cucinato ogni giorno, ma ho dimenticato il forno e acceso i fornelli di rado, solo per lessare cereali e saltare velocemente qualche verdura. Una cosa strana per una come me, che anche con 30° ha voglia di parmigiana di melanzane e di plum cake alle pesche e accende il forno, sfidando le temperature.

Sto cercando di trovare un ordine a una serie di cose, una serie di priorità sulle quali negli anni, o meglio in una vita intera, sto cercando di focalizzarmi. Ma un ordine non c’è, perché nel caos che caratterizza la mia vita ogni giorno è diverso, ogni ora, ogni minuto. Così oggi trascuro un po’ la cucina, domani sarà il turno di qualcos’altro. Ma sono felice perché le mie stelline, le mie priorità, sono sempre più chiare, e nonostante i cambiamenti d’umore, la stanchezza e tutte le variabili del caso, stanno lì davanti a me. Sono persone, valori, principi, azioni, attività: cose importanti per me che mi fanno stare bene e nelle quali trovo un equilibrio ogni giorno, seppur precario.

E’ un po’ strano quest’anno, l’anno dei miei 30, ma è bello: un mattoncino alla volta sto costruendo delle fondamenta, delle basi, sto mettendo delle bandierine e mi sto regalando la possibilità di crederci che sì, a volte le cose belle succedono davvero, a volte la vita ti porta dove sogni di stare.

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Riso venere alle olive con asparagi e pomodorini

riso nero olive asparagi

Sono una persona complessa, incasinata, impegnativa. Mi hanno definito così, impegnativa, anni fa nel corso di una conversazione pesante che ha visto un’amicizia di lunga data finire. Ero arrabbiata, confusa e ferita ed è stato allora che ho cominciato a scrivere. Quella definizione mi ha perseguitata negli anni risuonando nella mia testa come una colpa, come un limite, come un difetto. Mi sono ritrovata a pensarci così tante volte da aver cominciato a credere che sia vero: ho dei punti fissi imprescindibili nella mia vita e poi c’è un gran casino intorno. Sono alla continua ricerca di stimoli, non sono mai soddisfatta di me stessa, faccio fatica a mollare perché sono impegnata costantemente in qualcosa. Mi stanco e poi mi lamento di essere stanca. Scegliere di diventare freelance è stato un po’ come darmi la zappa sui piedi in questo senso: da un lato la possibilità di fare tante cose diverse, di lavorare su progetti differenti con più persone e obiettivi sempre nuovi, dall’altro il peso, la fatica, l’affanno che questo comporta.

In cucina come nella vita ho dei punti fermi, delle certezze, delle ricette e degli ingredienti che mai mollerò ma intorno c’è un gran casino appunto, tanta voglia di sperimentare, un desiderio di non seguire le regole e insieme di seguirle, una curiosità che mi muove.

Come quando ho deciso di condire il riso venere con la pasta d’olive per non rovinare quel suo meraviglioso colore e poi ho azzardato con gli asparagi e i pomodorini, e il risultato è piaciuto anche agli ospiti che avevo a cena.

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