Riso e cereali

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Riso venere alle olive con asparagi e pomodorini

riso nero olive asparagi

Sono una persona complessa, incasinata, impegnativa. Mi hanno definito così, impegnativa, anni fa nel corso di una conversazione pesante che ha visto un’amicizia di lunga data finire. Ero arrabbiata, confusa e ferita ed è stato allora che ho cominciato a scrivere. Quella definizione mi ha perseguitata negli anni risuonando nella mia testa come una colpa, come un limite, come un difetto. Mi sono ritrovata a pensarci così tante volte da aver cominciato a credere che sia vero: ho dei punti fissi imprescindibili nella mia vita e poi c’è un gran casino intorno. Sono alla continua ricerca di stimoli, non sono mai soddisfatta di me stessa, faccio fatica a mollare perché sono impegnata costantemente in qualcosa. Mi stanco e poi mi lamento di essere stanca. Scegliere di diventare freelance è stato un po’ come darmi la zappa sui piedi in questo senso: da un lato la possibilità di fare tante cose diverse, di lavorare su progetti differenti con più persone e obiettivi sempre nuovi, dall’altro il peso, la fatica, l’affanno che questo comporta.

In cucina come nella vita ho dei punti fermi, delle certezze, delle ricette e degli ingredienti che mai mollerò ma intorno c’è un gran casino appunto, tanta voglia di sperimentare, un desiderio di non seguire le regole e insieme di seguirle, una curiosità che mi muove.

Come quando ho deciso di condire il riso venere con la pasta d’olive per non rovinare quel suo meraviglioso colore e poi ho azzardato con gli asparagi e i pomodorini, e il risultato è piaciuto anche agli ospiti che avevo a cena.

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Risotto carletti e mozzarella

risotto carletti mozzarella

In questi giorni mi sono chiesta spesso in quante case si mangi il risotto così frequentemente, come capita da noi. E’ una specie di attrazione fatale a cui non so resistere, un desiderio che si fa via via meno intenso con l’arrivo della bella stagione ma che fino a primavera resta protagonista della nostra cucina. Di certo i ricordi giocano un ruolo importante in tutto questo, ma la verità è che ci sono degli ingredienti che non riesci a non immaginare dentro un risotto cremoso e saporito.

Come ormai sapete il mio è un risotto sui generis che si discosta sicuramente dalla ricetta tradizionale, ne sono consapevole e non me ne pento. La mia versione è senza cipolla e senza vino – lo uso solo sporadicamente -, il brodo è rigorosamente di verdure fresche e la mantecatura è ogni volta differente ma tendenzialmente non prevede l’uso del burro. Nulla vi vieta, ovviamente, di prendere spunto da qui e poi preparare il risotto a modo vostro, con tutti i crismi.

Ma torniamo a quegli ingredienti irresistibilmente legati all’idea del risotto e pensiamo alla primavera: gli asparagi, senza dubbio, ma anche le erbe spontanee e le erbette. E i protagonisti della nostra tavola in questo periodo sono i carletti – con cui tempo fa avevo preparato dei golosi anelli di crepes – anche detti sciopeti in Veneto, profumati e delicati con un retrogusto erbaceo. A mazzetti dentro un bicchiere decorano meravigliosamente la tavola ma ascoltate me, metteteli in pentola!  continua >>

Risotto alle erbette

risotto alle erbette

La mia passione per il risotto risale a quando, da bambina, alle elementari, facevo il tempo prolungato e siccome la scuola era a due passi dalla casa di nonna andavo da lei a pranzo. Ho ricordi bellissimi dei miei anni alle elementari, di maestre meravigliose che mi hanno insegnato tantissimo, di compagni scatenati, di canzoni in tutte le lingue e di filastrocche mai dimenticate. Se potessi tornare indietro e scegliere un periodo, certamente sceglierei quello.

Ma torniamo a noi: i pranzi da nonna erano sempre una festa, c’erano i nostri piatti preferiti (dicono nostri perché spesso le cugine – love love love – si ritrovavano insieme da nonna) e c’era anche il dolce, immancabile. Nonna cucinava per noi e insieme cercava di accontentare i desideri di nonno, un uomo di quelli che le mezze misure non le conoscono, un uomo che oggi si appassionava alla pasta al pomodoro e non voleva altro per giorni ma poi all’improvviso s’innamorava della zuppa e non c’erano santi. Il risotto è stato a lungo protagonista di una delle “fasi” di nonno e la nonna ce lo proponeva in tutte le salse, con tutte le verdure del mondo. I due risotti più gettonati erano quello allo zafferano e quello con le zucchine, che poi se avanzavano – metti mai – si trasformavano in buonissimissime crocchette di quelle che vorresti mangiare a quintali.

E’ così che ho capito che il risotto era un piatto versatile adatto a mille variazioni e qualche anno dopo, un po’ più grandicella, ho provato a fare il mio primo risotto sotto la supervisione di mamma, semplicemente imitando quei gesti che avevo imparato a memoria.

Poi, per motivi di gusto e di salute, ho imparato a preparare il risotto a modo mio, senza la cipolla e mantecato con l’olio o con altri mille stratagemmi che lo rendono cremoso (qui trovate un po’ di idee), un risotto ricco di sapore che ha ogni volta protagonisti diversi, a seconda delle stagioni.

Se amate le erbettespinaci, biete, coste, catalogna ecc. – provate a usarle per farci il risotto e preparatevi a un concentrato di gusto. E se il risotto avanza? Toccherà farci delle crocchette….  continua >>

Millefoglie di cavolfiore arrosto e riso rosso

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A volte una ricetta nasce da un ingrediente, senza che tu abbia deciso di farla, è lei che sceglie per te. Come quella volta che al mercato mi hanno regalato un casco di banane e ho fatto il banana bread. O quando ho trovato le barbabietole con le foglie e c’ho preparato una ricetta zero sprechi (coming soon!).

In questo caso tutto nasce da un cavolfiore mignon comprato al chilometro zero, piccolo ma super piccolo perché tanto qui – ormai lo sapete – i cavoli li mangio solo io. Insomma, dicevamo, avevo fra le mani questo cavolfiore piccolo e perfetto e mentre lo osservavo ho deciso che invece che lessarlo o farlo al vapore l’avrei affettato e avrei cotto quei bellissimi alberelli in forno, per arrostirli un pochino e renderli più golosi. L’avete mai cotto al forno voi il cavolfiore? Provateci, ne vale la pena.

Ma torniamo a noi: quel giorno visto che ero sola a pranzo mi ero messa a lessare un po’ di riso rosso integrale, per fare qualcosa di poco impegnativo a pranzo, senza grandi ambizioni. L’ho condito come piace a me: tanta scorza di limone, uvette e pinoli. E poi una nota speziata, il cardamomo.

Quando ho sfornato il cavolfiore e l’ho assaggiato non ho resistito, la nota agrumata del riso si sposava benissimo con il sapore deciso del cavolo così li ho messi nel piatto insieme. Ma siccome a volte decido di coccolarmi e penso che anche se sono sola vale la pena prepararsi i piatti per benino invece che buttare della roba commestibile a caso in un contenitore e rimettersi al pc,  ho provato a farci una “millefoglie”.

E’ venuta così carina che ho deciso di mostrarvela: potete servirla in porzioni ricotte come antipasto o in porzioni più abbondanti come piatto principale.

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Riso rosso con cavolo viola e crema di fagioli

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Prima di parlare della ricetta oggi apro il post con i ringraziamenti che qualcuno di voi avrà già letto sui social. Il weekend scorso è stato impegnativo ma ricco di emozioni e soddisfazioni e voglio ringraziare chi l’ha reso speciale. Ho presentato il mio libro “Diario di una vegetariana” all’Olis Festival a Milano, ho riabbracciato lo Chef Simone Salvini che avevo già incontrato e con cui avevo fatto un corso che mi ha riempita di energia positiva, una mia ricetta (una pizza!) è diventata parte di un vero menù e tanti amici hanno voluto assaggiarla. E’ stato bello ed è stata una “pausa” da un periodo un po’ impegnativo sia dal punto di vista fisico che mentale, pieno di acciacchi e di pensieri, quindi grazie grazie grazie!

In queste settimane, a causa di impegni vari, sto pasticciando un po’ a tavola e sto cucinando – nel senso in cui intendo io il verbo cucinare, che non vuol dire buttare nel piatto un paio di cose per sfamarsi – molto meno. Così cerco di sfruttare i pranzi del weekend, quando possibile, per sperimentare piatti nuovi fra i musi lunghi di chi batte le forchette sul tavolo apparecchiato in attesa di mangiare, mentre io scatto furiosamente.

Ho cucinato meno dicevamo, ma ho provato molte ricette nuove come questo riso rosso – se non l’avete mai mangiato provatelo! – che ancora una volta ho voluto caricare di colore per rendere meno grigie queste giornate di pioggia. Così dopo la ricetta del riso con barbabietola e radicchio sono passata al cavolo viola e a una mantecatura vegan mai provata prima che mi ha soddisfatta moltissimo. Senza contare che in poche semplici mosse sono riuscita a unire i carboidrati del riso e le proteine dei legumi in un unico piatto, senza che nessuno – e dico nessuno – storcesse il naso.

Un ottimo trucco per portare in tavola un piatto completo e bilanciato senza dare troppo nell’occhio 😉

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