Riso e cereali

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Avena e quinoa risottate con crema di zucca allo zafferano

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E’ bello vedere come il mio corpo abbia esigenze differenti in momenti diversi. Mi piace ascoltarlo quando con l’arrivo dei primi freddi mi chiede un risotto cremoso e si scorda delle fresche insalate che per mesi l’hanno fatta da padrone. Mi piace vedere come istintivamente il desiderio di grandi ciotole colme di pomodorini faccia spazio a quello di zuppe e vellutate, paste al forno e sformati di verdura. Cucinare in autunno e in inverno acquisisce nuovi significati, diventa un modo per trovare calore e appagamento, diventa l’occasione per prendersi del tempo da gestire senza fretta. Mettere in ammollo i legumi, lavare le erbe e infilare in forno la zucca, sono tutti rituali che diventano parte delle tue giornate.

La zucca è il mio comfort food dei mesi freddi, già l’ho detto. Trovarla in tavola mi conforta – nel vero senso della parola – dopo una giornata pesante o una passeggiata al fresco della sera. E’ come avere un amico che ti aspetta e quando lo vedi tutto diventa più dolce, più facile, più bello.

Io con la zucca ci farei di tutto. E lo faccio. La compro tutte le settimane e la uso nei dolci come nei piatti salati, in padella, arrostita, al forno. Insomma “se vuoi essere mio amico devi andare d’accordo con…la zucca”, come dicevano le Spice Girls. O mi sbaglio?!

Tornando a noi eccoci alle prese con un piatto profumato e saporito in cui la dolcezza della zucca incontra il profumo intenso della salvia e le note speziate dello zafferano. Un insieme di sapori poco consueto forse ma perfetto per condire e avvolgere l’avena e la quinoa, che insieme sono una coppia perfetta. E, su tutto, una cascata di pinoli tostati croccanti.

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Credo nel confronto e nel rispetto. E anche nel riso speziato alle carote :)

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Sono reduce della presentazione di DIARIO DI UNA VEGETARIANA al Food & Book Festival di Montecatini. Parlare di una propria “creatura” è sempre emozionante, tanto più quando si parla di un libro che non racconta solo la tua cucina ma anche un po’ di te. Abbiamo parlato di ricette della tradizione e di ricette di famiglia, abbiamo parlato di curiosità e di sostenibilità, ci siamo confrontati – insieme a Carlo Ottaviano che ringrazio per l’ospitalità, Irene Rizzoli e Roberto Perrone – partendo da punti di vista diversi e quel che è venuto fuori, per fortuna, è che un punto d’incontro c’è, sempre. Basta volerlo trovare. Il bilancio? Super positivo.

Questa bella esperienza mi ha fatto però riflettere per l’ennesima volta su alcuni temi. Non amo dare adito alle polemiche o infilarmi in discorsi scomodi visto che spesso il solo fatto di essere vegetariana basta a farmi guardare con diffidenza e a far decidere agli altri che ho torto, che sono un’invasata, che sono un’ignorante (può essere) eccetera eccetera.

Ci sono delle cose però di cui sono convinta, da sempre, e che sempre sosterrò mostrando sorrisi anche ai più agguerriti: io credo nel confronto e nel rispetto. Non credo di aver la soluzione al male dell’umanità in tasca, non credo di valere più di altri e non ho la pretesa di convertire nessuno. Nella mia vita ho fatto delle scelte, non ditemi che sono rinunce, per me non lo sono. Le ho fatte per mille motivi che potrei stare qui a raccontarvi ma che potrebbero non valere nulla per tutti voi. Infatti questi sono i miei motivi e non mi è ancora chiaro quale sia l’obiettivo di chi si impegna costantemente per creare schieramenti e fazioni opposte, sempre e comunque, solo per alimentare le polemiche. Di chi strumentalizza ogni parola, ogni pensiero. Di chi giudica. Sono convinta dell’importanza della riduzione del consumo di carne? Assolutamente. Penso che la mia vita, la mia alimentazione, il mio comportamento, le mie scelte siano perfette e inattaccabili? Assolutamente no. Penso che tutti quelli che non la vedono come me siano delle brutte persone? Nemmeno.

Non lo so se questo mio mondo ideale sia irreale eppure mi hanno educata e cresciuta così. Ecco perché sono felice quando posso parlare liberamente senza dover pesare ogni parola con qualcuno che, pur avendo fatto scelte diverse dalle mie e avendo una visione differente, mi ascolta e mi rispetta. Ecco perché credo che da tutti si possa imparare qualcosa. Ascoltare è bello, credetemi. Quel che è certo poi è che chi non vuol capire non capirà, su questo mettiamoci pure l’anima in pace.

Oggi mi sono lasciata andare, abbiate pazienza. Ma non vi lascio a bocca asciutta anzi, sono pronta con una ricetta veloce e facile che preparo spesso. E’ una ricetta piena di profumi e di sapori lontani, di quelle che ti sanno portare altrove e regalare un momento di gioia e appagamento anche nella pausa pranzo più complicata. E’ una ricetta di quelle per cui bastano un paio di ingredienti – che io ho sempre a disposizione – eppure ti sembra super cool. Il segreto è tutto nelle spezie, le mie amate spezie, che rendono speciale anche il piatto più banale. E fanno bene.

E allora dai, credete anche voi nei potere magici del mio riso alle carote 🙂

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Miglio con crema di basilico e taggiasche

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Settembre e qui da un po’ e io non mi rassegno all’idea che l’estate stia per finire. I ritmi sono intensi e attendo con ansia di poter staccare un po’ la spina e godermi il mare, il silenzio, l’aria fresca mentre tutti (o quasi) sono tornati in città. Si dice che per molti settembre sia il vero capodanno e in qualche modo ci credo anch’io. Vorrei che questo mese, che da sempre amo e odio insieme, durasse in eterno. Per non dover affrontare il lungo inverno, per riuscire a cacciare via i pensieri tristi che con le giornate più corte e le temperature più rigide si fanno spazio nella mente senza fatica. Nei giorni scorsi pensavo al tempo che passa, a come un giorno, all’improvviso, la vita ti costringa a renderti conto che gli anni sono andati via veloci per tutti e su qualcuno hanno lasciato un segno indelebile. E così la cosa più naturale è tornare indietro con la mente, cercare rifugio nei ricordi più belli, più intensi, più colorati. E ogni volta che ripenso al passato, ai momenti trascorsi con una persona, mi accorgo di quanto il cibo sia stato presente, importante. Di quanto ogni profumo, ogni sapore, ogni rituale in cucina possa essere indimenticabile. Perché Proust, mio caro Proust, mi sa che avevi ragione tu. Forse non è così per tutti, forse gli artisti associano ogni ricordo a un’opera o a un colore, forse i musicisti a una canzone o a un suono. Non lo so, so che questa passione mi è cresciuta dentro in modo del tutto naturale senza che io potessi controllarla e oggi, a pensarci bene, forse ho capito il perché.

E allora mentre i giorni sul calendario scorrono veloci io cerco di fermare il tempo portando in tavola i profumi della mia estate con un piatto fresco e delicato, perfetto per rallegrare un po’ la schiscetta della pausa pranzo.

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Orzo con crema di peperoni, ceci e olive

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Diciamolo pure, avere la febbre ad agosto è una cosa brutta brutta. Io un sospetto ce l’ho, tutti dicono “eh sì sarà lo sbalzo termico” io invece credo sia una specie di sfogo prima di affrontare un settembre bollente, e non certo dal punto di vista delle temperature. Che sto pensando molto già ve l’ho detto, che mi esce il fumo dalle orecchie, pure. Secondo me il mio corpo mi ha voluto dare un segnale.

Non avevo la febbre alta da molto, non avevo la febbre ad agosto da una vita. Mi sono trascinata in giro per casa cercando di scrivere, di lavorare, di riordinare ma era come se mi avessero infilato una tutta di piombo che pesava 200 milioni di chili e ogni passo era uno sforzo enorme. A salvare i nostri pranzi e le nostre cene – più le sue che le mie visto che io mi sono nutrita di gelato, frullati e yogurt tentando di calmare la mia gola in fiamme – sono state le provviste con cui avevo letteralmente stipato il freezer (vedi a essere previdenti) e i piatti come quest’insalata d’orzo che è buona calda appena fatta, a temperatura ambiente, fredda di frigo. Un piatto di quelli facili facili che potete portarvi per pranzo durante un pic-nic (se ciao, magari), in spiaggia, al lavoro o dove volete. Un’alternativa alla classica insalata di riso (potete ovviamente farla anche con il riso, il farro, il kamut, il grano…) che potete usare per sfamare il resto della famiglia mentre voi v’ingozzate di gelato con la “scusa” del mal di gola. Eh sì, ognuno fa quel che può per coccolarsi un pochino 😉

PS: un’alternativa per la ricetta dell’insalata d’orzo la trovate anche sul mio libro “Diario di una vegetariana” ora in libreria!

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Cous cous con salsa alla rucola, melanzane e pomodoro

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Il ritmo dell’estate si è impossessato anche di voi e non avete voglia di stare ai fornelli? Siete in vacanza e non avete tempo di mettervi a cucinare? A pranzo vi va solo qualcosa di fresco e leggero ma non ne potete più di insalate e capresi? La soluzione si chiama cous cous. Pronto in un attimo (quello precotto ovviamente) diventerà presto il vostro alleato ideale insieme a riso e cereali – per quelli però la cottura è un po’ più lunga.

Potete scegliere se preparare un condimento veloce e fresco all’ultimo minuto, mentre il cous cous gonfia, o se infornare delle verdure la sera e lasciarlo riposare e insaporire tutta la notte, pronto ad aspettarvi per il pranzo post spiaggia/ufficio. Non ci sono regole quindi seguite l’istinto, la stagione e i vostri desideri, il cous cous non chiede altro che essere arricchito e personalizzato secondo l’estro del momento, saprà darvi grandi soddisfazioni.

Io per esempio di solito preparo una salsa per condirlo bene (un pesto di rucola, in questo caso) e poi aggiungo una pioggia di verdure, crude (pomodori) o cotte (melanzane). Mi piace moltissimo profumarlo con le spezie per dare una nota sempre diversa che sappia farmi viaggiare con la mente e lo spirito quando, ahimè, resto seduta al tavolo di casa.

Anche sul libro – DIARIO DI UNA VEGETARIANA, se vi fosse sfuggito, correte in libreria! – a pagina 58 troverete la versione con crema di peperoni speziata e verdure, colorata e molto estiva.

Cous cous con crema di peperoni speziata e verdure_(C) Lit Edizioni 2015, Estratto da "Diario di una vegetariana" di Giulia Rizzi, Edizioni Ultra.

 Cous cous con crema di peperoni speziata e verdure – da “Diario di una vegetariana” di Giulia Rizzi, Edizioni Ultra

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