Riso e cereali

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Riso rosso con barbabietola e radicchio

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Il Natale è praticamente dietro l’angolo e siccome non ho fatto i compiti per casa tento di rimediare proponendovi al volo un’altra ricetta che potrebbe stupire i vostri commensali, particolare ma molto scenografica, nata un giorno seguendo il richiamo dei colori: quello del mio radicchio di Treviso, salvatore di pranzi e cene per tutto l’inverno, quello del meraviglioso riso rosso e quello delle barbabietole che sempre più ho imparato ad apprezzare. Un tripudio di bordeaux che oltre a essere sinonimo di un piatto ricco di antiossidanti è anche bellissimo.

Noi non porteremo un risotto in tavola perché siamo in tanti e ci piace goderci la giornata insieme, facciamo un gran lavoro nei giorni che precedono il Natale proprio per evitare di spignattare come pazze durante il pranzo. Ma se avete voglia di tentare – anche, perché no, il giorno di Santo Stefano – questo riso saprà stupirvi.

Non vi aspettate un risotto all’onda, il riso rosso non è adatto per questo, lo vedete anche dalle foto. Dovrete avere pazienza e dargli il tempo di cuocere lentamente, senza fretta, ma il profumo del mandarancio invaderà la cucina e saprà bilanciare alla perfezione l’amaro del radicchio e la dolcezza della barbabietola.

E mentre vi lascio alla scelta degli ultimi dettagli per il vostro menù (Come siete messi? Avete già definito tutto? Qui sono ancora in alto mare!) io corro a stendere la frolla per i biscotti, a impacchettare i regali e a fare la spesa. Domani sarà una giornata campale, tutta dedicata alla cucina, ma la famiglia si è riunita e noi siamo pronti a trascorrere un meraviglioso Natale!

PS: ricordatevi di mettere sotto l’albero anche il mio libro “Diario di una vegetariana“, sarà bellissimo trascorrere il Natale con voi 🙂

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Miglio speziato alle verdure

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Ci sono dei giorni, nella vita di tutti, in cui non c’è tempo per fare niente. Ci sono giorni in cui ci sono tanti impegni di lavoro, tante cose da fare e a cui pensare, tante persone di cui prendersi cura. Ci sono giorni in cui vorrei mettere la testa sotto un cuscino e dire a tutti adieu. Eppure quei giorni arrivano, regolarmente, e poi passano. E noi siamo ancora qui, survivor dei tempi moderni.

Ho quasi trent’anni, un lavoro a tempo pieno da freelance – con tutti i pro e contro del caso che certamente sa raccontare meglio di me, ad esempio, il team di C+B (se non li conoscete, conosceteli!) -, tante passioni che mi riempiono la vita, una casa di cui prendermi cura, un cane (saltuariamente, perché di norma vive con i miei) e una piccola, minuscola famiglia. Non ho visto ancora niente, come direbbe Jovanotti, eppure già così devo ammettere che non sempre è facile incastrare tutto, che a volte mi tocca fare a meno di passare l’aspirapolvere, che lo specchio dietro il lavandino del bagno è sempre pieno di goccioline e che no, non mangiamo tutti i giorni piatti ricercati super gourmet. Non lo facciamo per vari motivi: perché non sono una Chef ma una semplice appassionata, perché convivo con una persona da sfamare con gusti diversi dai miei, perché cucino tutti i pasti 365 giorni l’anno e non sempre ho il tempo/la voglia/la fantasia/la dispensa piena per mettermi a fare chissà cosa.

Mi piace però, tutto questo. A volte avrei voglia di una pausa, di mettere in tavola un piatto caldo senza doverlo prima fotografare e far congelare per poi distruggere l’impiattamento e versare tutto in padella mentre qualcuno batte le forchette sul tavolo in preda a un attacco di fame. Ma va bene così.

La mia ricetta vegan di oggi racconta questo: è un miglio speziato alle verdure preparato (di corsa) l’altro giorno a pranzo e fotografato (di corsa, come si può ben vedere) prima che finisse divorato. Non avevo deciso di pubblicarlo e nemmeno di fotografarlo quando ho cominciato a cucinare ma poi l’ho assaggiato ed era davvero buono, era un piatto semplice e abbastanza veloce da fare con quello che il frigorifero e la dispensa mi avevano messo a disposizione e ho pensato che probabilmente, nel mondo, ce ne sono molte di donne come me a cui può far comodo avere nel repertorio un paio di ricette facili ma non banali da preparare al volo. Il miglio speziato con finocchi carote e piselli forse sembra un piatto un po’ primaverile, da fine inverno, invece io l’ho preparato proprio qualche giorno fa usando anche alcune verdure surgelate per comodità (e perché non avevo alternative). E oggi ho voluto raccontarvi un po’ di dietro le quinte 🙂

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Avena e quinoa risottate con crema di zucca allo zafferano

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E’ bello vedere come il mio corpo abbia esigenze differenti in momenti diversi. Mi piace ascoltarlo quando con l’arrivo dei primi freddi mi chiede un risotto cremoso e si scorda delle fresche insalate che per mesi l’hanno fatta da padrone. Mi piace vedere come istintivamente il desiderio di grandi ciotole colme di pomodorini faccia spazio a quello di zuppe e vellutate, paste al forno e sformati di verdura. Cucinare in autunno e in inverno acquisisce nuovi significati, diventa un modo per trovare calore e appagamento, diventa l’occasione per prendersi del tempo da gestire senza fretta. Mettere in ammollo i legumi, lavare le erbe e infilare in forno la zucca, sono tutti rituali che diventano parte delle tue giornate.

La zucca è il mio comfort food dei mesi freddi, già l’ho detto. Trovarla in tavola mi conforta – nel vero senso della parola – dopo una giornata pesante o una passeggiata al fresco della sera. E’ come avere un amico che ti aspetta e quando lo vedi tutto diventa più dolce, più facile, più bello.

Io con la zucca ci farei di tutto. E lo faccio. La compro tutte le settimane e la uso nei dolci come nei piatti salati, in padella, arrostita, al forno. Insomma “se vuoi essere mio amico devi andare d’accordo con…la zucca”, come dicevano le Spice Girls. O mi sbaglio?!

Tornando a noi eccoci alle prese con un piatto profumato e saporito in cui la dolcezza della zucca incontra il profumo intenso della salvia e le note speziate dello zafferano. Un insieme di sapori poco consueto forse ma perfetto per condire e avvolgere l’avena e la quinoa, che insieme sono una coppia perfetta. E, su tutto, una cascata di pinoli tostati croccanti.

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Credo nel confronto e nel rispetto. E anche nel riso speziato alle carote :)

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Sono reduce della presentazione di DIARIO DI UNA VEGETARIANA al Food & Book Festival di Montecatini. Parlare di una propria “creatura” è sempre emozionante, tanto più quando si parla di un libro che non racconta solo la tua cucina ma anche un po’ di te. Abbiamo parlato di ricette della tradizione e di ricette di famiglia, abbiamo parlato di curiosità e di sostenibilità, ci siamo confrontati – insieme a Carlo Ottaviano che ringrazio per l’ospitalità, Irene Rizzoli e Roberto Perrone – partendo da punti di vista diversi e quel che è venuto fuori, per fortuna, è che un punto d’incontro c’è, sempre. Basta volerlo trovare. Il bilancio? Super positivo.

Questa bella esperienza mi ha fatto però riflettere per l’ennesima volta su alcuni temi. Non amo dare adito alle polemiche o infilarmi in discorsi scomodi visto che spesso il solo fatto di essere vegetariana basta a farmi guardare con diffidenza e a far decidere agli altri che ho torto, che sono un’invasata, che sono un’ignorante (può essere) eccetera eccetera.

Ci sono delle cose però di cui sono convinta, da sempre, e che sempre sosterrò mostrando sorrisi anche ai più agguerriti: io credo nel confronto e nel rispetto. Non credo di aver la soluzione al male dell’umanità in tasca, non credo di valere più di altri e non ho la pretesa di convertire nessuno. Nella mia vita ho fatto delle scelte, non ditemi che sono rinunce, per me non lo sono. Le ho fatte per mille motivi che potrei stare qui a raccontarvi ma che potrebbero non valere nulla per tutti voi. Infatti questi sono i miei motivi e non mi è ancora chiaro quale sia l’obiettivo di chi si impegna costantemente per creare schieramenti e fazioni opposte, sempre e comunque, solo per alimentare le polemiche. Di chi strumentalizza ogni parola, ogni pensiero. Di chi giudica. Sono convinta dell’importanza della riduzione del consumo di carne? Assolutamente. Penso che la mia vita, la mia alimentazione, il mio comportamento, le mie scelte siano perfette e inattaccabili? Assolutamente no. Penso che tutti quelli che non la vedono come me siano delle brutte persone? Nemmeno.

Non lo so se questo mio mondo ideale sia irreale eppure mi hanno educata e cresciuta così. Ecco perché sono felice quando posso parlare liberamente senza dover pesare ogni parola con qualcuno che, pur avendo fatto scelte diverse dalle mie e avendo una visione differente, mi ascolta e mi rispetta. Ecco perché credo che da tutti si possa imparare qualcosa. Ascoltare è bello, credetemi. Quel che è certo poi è che chi non vuol capire non capirà, su questo mettiamoci pure l’anima in pace.

Oggi mi sono lasciata andare, abbiate pazienza. Ma non vi lascio a bocca asciutta anzi, sono pronta con una ricetta veloce e facile che preparo spesso. E’ una ricetta piena di profumi e di sapori lontani, di quelle che ti sanno portare altrove e regalare un momento di gioia e appagamento anche nella pausa pranzo più complicata. E’ una ricetta di quelle per cui bastano un paio di ingredienti – che io ho sempre a disposizione – eppure ti sembra super cool. Il segreto è tutto nelle spezie, le mie amate spezie, che rendono speciale anche il piatto più banale. E fanno bene.

E allora dai, credete anche voi nei potere magici del mio riso alle carote 🙂

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Miglio con crema di basilico e taggiasche

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Settembre e qui da un po’ e io non mi rassegno all’idea che l’estate stia per finire. I ritmi sono intensi e attendo con ansia di poter staccare un po’ la spina e godermi il mare, il silenzio, l’aria fresca mentre tutti (o quasi) sono tornati in città. Si dice che per molti settembre sia il vero capodanno e in qualche modo ci credo anch’io. Vorrei che questo mese, che da sempre amo e odio insieme, durasse in eterno. Per non dover affrontare il lungo inverno, per riuscire a cacciare via i pensieri tristi che con le giornate più corte e le temperature più rigide si fanno spazio nella mente senza fatica. Nei giorni scorsi pensavo al tempo che passa, a come un giorno, all’improvviso, la vita ti costringa a renderti conto che gli anni sono andati via veloci per tutti e su qualcuno hanno lasciato un segno indelebile. E così la cosa più naturale è tornare indietro con la mente, cercare rifugio nei ricordi più belli, più intensi, più colorati. E ogni volta che ripenso al passato, ai momenti trascorsi con una persona, mi accorgo di quanto il cibo sia stato presente, importante. Di quanto ogni profumo, ogni sapore, ogni rituale in cucina possa essere indimenticabile. Perché Proust, mio caro Proust, mi sa che avevi ragione tu. Forse non è così per tutti, forse gli artisti associano ogni ricordo a un’opera o a un colore, forse i musicisti a una canzone o a un suono. Non lo so, so che questa passione mi è cresciuta dentro in modo del tutto naturale senza che io potessi controllarla e oggi, a pensarci bene, forse ho capito il perché.

E allora mentre i giorni sul calendario scorrono veloci io cerco di fermare il tempo portando in tavola i profumi della mia estate con un piatto fresco e delicato, perfetto per rallegrare un po’ la schiscetta della pausa pranzo.

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