Articoli marcati con tag ‘cavoli’

Gratin di cavolini e patate alle noci pecan

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Ci sono tanti modi d’amare, già l’ho detto. Uno dei miei personalissimi modi di dimostrare affetto richiede la forza di sostenere ogni giorno, con fierezza, che il profumo dei biscotti ti sta meglio addosso di qualsiasi eau de toilette. Ma, fosse solo quello, sarebbe il meno. Il punto è che mica posso dar da mangiare solo biscotti e sti poveracci che si sono trovati, loro malgrado, a incrociare la mia strada nella vita.

Io ci provo con tutta me stessa, davvero, ma capisco che possa essere difficile leggere “amore” dietro un piatto di cavolini di Bruxelles quando tu i cavoli non li sopporti. Eppure io, con grande forza d’animo, con risolutezza e con i migliori propositi – primo fra tutti quello di farti mangiare bene, perché se non è questo prendersi cura di qualcuno beh, allora… – mi sono convinta che ci fosse una chance. Ho lavorato duro per renderli carini, per addolcire il loro sapore intenso proponendoteli insieme alle patate, arrostiti e coperti da un crosticina croccante che ha profumato di timo tutta la cucina (sì, ok, c’era anche la puzza dei cavolini ma focalizziamoci sulle cose belle). E quando li ho messi in tavola con un sorriso smagliante e le mani ustionate dalla teglia bollente ho pensato “ce la posso fare”. E invece, signori miei, è stato un altro fallimento totale.

Io e i cavoli contro di te, ma non c’è storia, non c’è battaglia. Per quanto amore ci metta dentro, per quanto te li abbellisca a modo mio, sempre cavolini restano.

Ma, c’è sempre un ma, anche questa storia tenera ha una morale. Perché non importa come li cucini, alla fine sti cavolini me li devo finire tutti io. E allora ho pensato: ma perché quando li faccio per me li butto lì a lessare senza farci troppo caso e mi pare pure un lusso, invece per te ci ho messo due ore per far sti cavolini? (Che fra l’altro erano veramente buoni)

Da domani, un po’ d’amore anche per me, grazie.

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Tarte tatin integrale alla curcuma con cavolini di Bruxelles

Comincio dicendovi che io li ho sempre chiamati cavoletti, non cavolini. Forse ho sempre sbagliato, ma mi piaceva così.

Vi dico anche un’altra cosa, cioè che so che a molti i cavoli non piacciono ma che fanno benissimo e che si tratta più che altro di trovare un modo sfizioso per prepararli invece che cuocerli semplicemente al vapore. Io questo problema non ce l’ho perché li ho sempre amati, tutti: broccolo, cavolfiore, cavolo romano, cavoletti di Bruxelles e via e via e via.

La terza cosa che vi voglio dire è che la prima persona che ha visto questa ricetta finita, mentre ero alle prese con il set fotografico, mi si è avvicinata e ha pronunciato un rassicurante “mamma mia quanto è brutta”. Quella persona era mia mamma. La quale, una volta assaggiata la torta rovesciata in questione, ha dovuto ricredersi. Del sapore, prima di tutto, che l’ha sorpresa. Ma evidentemente le è piaciuta così tanto da farle cambiare idea anche sul suo aspetto e da farle modificare il suo commento, trasformato in un benevolo “no, infondo non è vero che è brutta sai”.

Vi dico questo perché, se per caso siete scettici sul cavolino – o cavoletto che dir si voglia – e se le foto non vi incoraggiano e non vi invogliano (ne ho messe addirittura due, che ragazza coraggiosa) per la bruttezza del soggetto, dovete credermi, fidarvi e andare oltre.

Io in realtà non l’ho mai trovata brutta, mai. Forse perché mentre la capovolgevo nel piatto da portata un po’ di sughetto mi è colato sul dito, ho dovuto assaggiare e mi è piaciuta subito da pazzi. Ormai era fatta. Poi si sa che io sulla questione “meglio bello o buono?” ho un mio personalissimo parere. Quindi anche se avessi considerato questa tatin brutta da morire la questione estetica non mi avrebbe minimamente influenzata all’assaggio. Altrimenti manco avrei pubblicato la ricetta.

La ricetta la trovate su IlCucchiaio.it e, solo per darvi un’anticipazione, la pasta è integrale (farro per me) alla curcuma mentre i cavoletti sono ripassati in padella con miele e aceto balsamico.

Io, onestamente, non credo di dovervi dire altro. Assaggiate dai.

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