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Tartare di tofu marinato e verdure

Ok, oggi me la tiro con questa tartare. Potevo chiamarla insalatina, oppure banalmente tofu a cubetti con verdure a cubetti..ma vuoi mettere?!? A volte è bello darsi un tono, fa bene all’autostima.

Voi chiamatela un po’ come volete, il concetto resta lo stesso: il tofu, lovely tofu, per me è sempre un po’ difficile da affrontare così, nudo e crudo. Quindi ci si ingegna. E si fa marinare, come già era successo anche per il mio tofu al pompelmo con la quinoa e per il tofu al balsamico con finocchi e mele.

La differenza è che stavolta il nostro caro tofu salta il passaggio in padella, infondo la stagione ci consente di puntare sulle preparazioni fresche e veloci, e io ne approfitto volentieri.

Un paio di dritte, magari banali, ma che secondo me non guastano: c’è tofu e tofu, non vi arrendete al primo assaggio se dovesse essere deludente (della serie ritenta, sarai più fortunato); se lo volete rendere un po’ meno gommoso, sbollentatelo in acqua e asciugatelo bene prima di utilizzarlo; concentrate i vostri sforzi sulla marinatura, la ricetta è facile ma sarà quella a dare carattere al piatto; non dimenticate la menta, io sono ormai dipendente da quel sapore fresco ed erbaceo che rende tutto speciale, ma in questo caso è perfetta davvero perché la sua freschezza arriva alla fine e ripulisce la bocca.

Ora andate e preparate le vostra tartare 😉

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Tofu al pompelmo con quinoa alle carote

Cosa vi avevo detto? Marinate il tofu, come se non ci fosse domani. Io per prima sono stata di parola, e ho marinato il mio panetto nel succo di pompelmo rosa, che con quell’aspretto e quell’amarognolo messi insieme rende speciale ogni piatto. Come sempre per le marinature – e per le marinature del tofu in particolare – più il marinato sta a mollo, meglio è, così assorbe bene i profumi e si aromatizza. Poi l’ho accompagnato con la quinoa, semplice semplice, alle carote. Ma giusto perché volevo esagerare, vanno benissimo anche delle verdure di contorno.

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Tofu al balsamico con finocchi e mele

Allora, diciamo le cose come stanno, il tofu, di per sé, non è il top. La mia prima esperienza con il suddetto, circa 5-6 anni fa, è stata tragica. All’epoca non c’era molta scelta, ho preso l’unico panetto esistente, mancostavanelbancofrigo. Mah. Una volta a casa l’ho aperto timorosa, ne ho preso un pezzetto così, “a crudo” (coraggiosa!) e l’ho assaggiato: oddio, è polistirolo. Credevo mi avessero spacciato per tofu un materiale per imballaggi. Dal nostro primo incontro ad oggi sono stati fatti passi da gigante. Oggi ci sono vari tipi di tofu al naturale e la consistenza è molto più piacevole, si tratta di trovare quello che preferite. Io cerco il sapore più neutro possibile (non è che si sbagli di molto eh) perché per mangiarlo volentieri DEVO caratterizzarlo. Due le mie strategie:  la prima – la mia preferita – è tritarlo e unirlo ad altri ingredienti per poi formare burger, polpette, crocchette&co, come ho fatto con le polpette alle melanzane; la seconda è quella che vi propongo oggi, ovvero farlo marinare. Ma marinare come se non ci fosse domani. E allora dai, che tofu sia.

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