Le mie brioches vegan

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Fra tutte le ricette vegetariane e vegan che ho postato e mostrato sui social durante il “making of” una di quelle che ha riscosso maggior successo è di certo quella delle brioches vegan.

Così oggi, in questa giornata che precede quella della presentazione del mio libro al Food&Book Festival (venerdì 23 ottobre alle 17.00 a Montecatini, vi aspetto!), in questa giornata in cui penso a come raccontare il mio “Diario di una vegetariana” e insieme cerco di respirare profondamente e di pensare ad altro, voglio darvi proprio questa ricetta.

L’appeal delle brioches è forte, lo capisco, è forte anche per me. Non lo so che cosa le renda così irresistibili per voi, per me di certo molto è legato al fatto che da sempre la colazione al bar o in pasticceria – quindi con le brioches – è sempre stato un evento speciale. Fin da piccola ho imparato quanto fosse importante fare colazione e mi sono appassionata a questo pasto ma per abitudine noi colazionavamo (si dai, passatemelo) quasi sempre a casa. Si faceva colazione fuori principalmente in due casi: per tirarsi su dopo qualcosa di poco piacevole (ad esempio gli esami del sangue, cose così) oppure quando si partiva presto da casa e ci si fermava lungo la strada (ad esempio per andare al mare). Quest’abitudine è rimasta tale anche quando sono cresciuta e così, regalarmi una colazione fuori, per me è davvero come farmi una coccola.

Oggi purtroppo la colazione fuori è sempre più rara per me che non posso mangiare molto grano, non sono molti i posti dove riesco a trovare qualche alternativa di farro, kamut, avena o altri cereali.

Ed eccoci al dunque: la ricetta che trovate qui oggi è per una pasta brioche, non per una sfoglia che io non avrei mai il tempo e la pazienza di stare a ripiegare (soprattutto la pazienza). Senza contare il tema del burro: la sfoglia è buona, buonissima – va bene non dico niente – però l’avete mai mangiato un croissant a Parigi? Un tripudio di burro – che è sempre meglio di quelle misture di grassi ci mettono in tanti altri posti – e una pesantezza che ti accompagna fino alla cena, insomma qualcosa da concedersi una tantum. E poi diciamocelo: la sfoglia l’ho sempre guardata con ammirazione e l’idea di prepararla mi ha sempre creato ansia da prestazione. Allora ecco, se proprio ho voglia di un croissant di sfoglia “vero” allora lo mangio in pasticceria. O a Parigi. Andiamo?!

Altro tema: le farine. Per mie esigenze personali ho scelto di testare un impasto di kamut e farro integrale, senza grano e quindi anche senza farina manitoba, che sarebbe invece ottima per i lievitati. Non ci sono dubbi sul fatto che questo tipo di impasto risulti più pesante e meno facile da lavorare e dunque se siete più tradizionalisti/non avete limiti nella dieta/non amate gli impasti integrali/siete preoccupati che l’impasto non lieviti eccetera eccetera potete sostituire le farine con farina 0 e farina manitoba (io sono partita nelle sperimentazioni modificando una ricetta di Simone Salvini e la sua era proprio così, 300 farina 0 e 325 manitoba quindi non avrete problemi, anzi).

Che altro dire? Ah ovviamente questo impasto essendo vegan non ha uova o burro, dunque non aspettatevi un risultato identico  a quello che potreste ottenere usando uova e burro, non accadrà mai.

Detto questo, cosa dovete aspettarvi?

1) Una ricetta facile che non richiede troppo sbattimento perché sapete che tutto quello che posto è quello che cucino regolarmente a casa mia e qui il tempo (e anche la pazienza) scarseggiano sempre.

2) Una pasta soffice (ma non sfogliata) che diventerà leggermente croccante all’esterno in cottura (o quando riscalderete le brioches, che si possono tranquillamente surgelare dopo la cottura)

3) Un sapore delicato ma pur sempre “integrale”, quindi un po’ rustico

4) Una grande soddisfazione per essere riusciti a fare le brioches con le vostre mani

5) una grande gioia nel vedere la vostra famiglia/amici/parenti fare colazione con le vostre brioches

Bene, ho messo le mani avanti perché non voglio che vi creiate aspettative diverse da quelle reali, deludervi sulle brioche è qualcosa che non potrei sopportare! E adesso via, mani in pasta, aspetto le foto delle vostre colazioni 🙂

Ps: domani pensatemi forte!

Ingredienti (per 25 mini brioches o 12 grandi circa)

500 g di farina di kamut

125 g di farina integrale di farro

150 g di zucchero mascobado

300 ml di latte d’avena (o riso)

1 busta di lievito di birra essiccato (o 25 g di lievito fresco)

100 ml d’olio delicato

Scorza di limone

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In una ciotola capiente riunite le farine, lo zucchero e il lievito secco (se il vostro lievito ha bisogno di essere sciolto in una parte di latte tiepido, fatelo). Intiepidite leggermente il latte, poi unitelo all’olio e profumatelo con la scorza di limone grattugiata. Versate gli ingredienti liquidi su quelli asciutti a amalgamate con cura, poi coprite l’impasto e fatelo riposare almeno un’ora in un luogo caldo e riparato (o nel forno scaldato al minimo e poi spento), almeno fino a quando raddoppierà di volume.

Riprendete l’impasto, dividetelo in pezzi e lavoratene un po’ per volta stendendolo con un mattarello in modo da formare dei cerchi (dovranno essere molto grandi se volete brioche grandi ma non esagerate, considerate che raddoppieranno ancora di volume con la seconda lievitazione!). Tagliate i cerchi in modo da ottenere tanti spicchi con i lati lunghi (a forma di triangolo isoscele). Se volete farcite le brioches spalmando uno strato sottile di marmellata o con qualche pezzetto di cioccolato alla base (io l’ho fatto la prima volta ma poi ho deciso che preferisco tagliarle e farcirle dopo cottura) poi arrotolate i triangoli partendo dalla base verso la punta e piegate leggermente i lati dei cornetti che otterrete, per avere la forma tipica delle brioche. Disponetele delicatamente su una teglia con carta forno, ben distanziate, copritele e fatele lievitare ancora due ore almeno, dovranno raddoppiare di volume. Spennellatele con un po’ di latte se volete e poi infornate a 175° C per circa 10-15 minuti (dipende dalla dimensione) mettendo anche una ciotolina con dell’acqua sul fondo del forno, che vi aiuterà a mantenerle morbide evitando che si secchino.

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Le brioche si conservano per qualche giorno in un sacchetto ben chiuso, possono essere surgelate e poi lasciate scongelare (per esempio la sera per la mattina) o potete riscaldarle direttamente in un padellino con un coperchio se sono molto piccole. Torneranno morbide e fragranti!

7 Commenti a “Le mie brioches vegan”

  • Cavolo sembrano davvero fantastiche! E’ da un po’ di tempo che ho iniziato a diminuire le quantità di ‘grano’ e derivati anche se non sono celiaca, e sinceramente ne ho tratto molti benefici 🙂 le tue ricette sono sempre un’ispirazione!

    Follemente Fashion: Biscotti vegani e senza glutine con solo due ingredienti!

    • GcomeCarolina:

      Ciao Eleonora, grazie mille! Questa ricetta allora è proprio in linea con la tua volontà di utilizzare farine alternative, spero che ti piaccia 🙂

  • DarthA:

    Ciao! Ero proprio curiosa di provare questa ricetta, ma l’ impasto non è proprio lievitato, sarà stata colpa del lievito madre in polvere?
    Che peccato 🙁

    • GcomeCarolina:

      Ciao! Sei la seconda che mi scrive che ha provato a usare il lievito madre, all’altra ragazza sono lievitati ma non sono venuti molto morbidi. Sono onesta, io non uso il lievito madre e faccio fatica a dirti se le proporzioni possono essere le stesse, dipende anche dal tipo di farina che usi. Forse con una farina integrale il lievito madre non ha sufficiente forza, magari ne serve di più? Sto ipotizzando perché, appunto, non sono un’esperta e potrei dire delle cavolate. Ad esempio, per dire, sulla lievitazione incide anche il clima, la temperatura. L’impasto non è proprio cresciuto neanche con la prima lievitazione? Avevi già usato il lievito madre in polvere per altri lievitati? Cercherò di informarmi un pochino, abbiate pazienza se non so aiutarvi più di così 🙂

  • DarthA:

    Ho usato tutta farina di tipo 2 e ho utilizzato due lieviti madre in polvere differenti (ho fatto due tentativi) attenendomi alle quantità indicate nelle confezioni rispetto al peso della farina. Certo il lievito di birra avrebbe dato una bella sferzata alla lievitazione, ma non sono più abituata ad usarlo e temo sempre che il sapore sia troppo forte in queste quantità. Grazie della disponibilità 🙂

  • Pamela:

    Ciao a tutte , ho appena fatto questa ricetta e anche a me non sono lievitate 😌 Sicura che una bustina di lievito di birra è sufficiente ?! Mannaggia

    • GcomeCarolina:

      Ciao Pamela, sicura! Le ho fatte tante volte e anche altre persone le hanno rifatte senza problemi..i lievitati hanno mille variabili ma hai seguito la ricetta o hai fatto delle modifiche?

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