Un vademecum poco serio e un’idea fresca e dolce con yogurt e mirtilli

Ieri vi ho lasciati così, senza ricetta, senza post. Non son cose che si fanno. E’ che in programma avevo quel famoso post pieno di pensieri che poi ho deciso di non pubblicare, almeno per ora. So che la cosa non deve necessariamente interessarvi però insomma ho un blog, qualcosa devo raccontarvi. Poi io lo so che non sono mai stata una trascinatrice, quindi con queste tre righe avrò già perso per strada un bel po’ di gente. E’ così che va.

Per cercare di rimediare al buco che ho lasciato ieri, pensa che ti ripensa, ho deciso di preparare un post che forse non servirà a nessuno. Le premesse non sono delle migliori, mi rendo conto, è che lo so che siete tutti iper-mega-super-informati e che ne sapete a pacchi sul vegetarianesimo e tutto quello che ci gira intorno. Io però, che sono una blogger ignorante – nel senso che ignoro un sacco di cose (ma sto studiando eh) – da quando ho cominciato quest’avventura ho imparato un po’, ho parlato con gente che ne sa, ho letto, ho chiesto. Ho cercato insomma di colmare delle lacune. Ci sono ancora dei crateri enormi, veri e propri buchi neri nella mia cultura in proposito, ma ci stiamo lavorando, abbiate fede.

E allora alcune cose che ho imparato le condivido con voi – sicuramente c’è chi è pronto a smentirmi ma sono qui per questo – ma non è che io possa definirmi una guru del settore dunque scatenate pure l’inferno nei commenti. Insomma se scrivo delle robe non vere, magari perché le ho capite male, perché mi hanno raccontato delle baggianate e io credo sempre a tutti, perché non mi sono informata abbastanza eccetera eccetera eccetera, ditemelo (se pensate che stia mettendo le mani avanti, è proprio così).

Facciamo finta che sia un vademecum (cominciamo con un paio di punti, non esageriamo eh), ma non una roba troppo seria. Io vi allungo la mano e vi do qualche dritta, chi vuole la afferri chi non vuole mi cammini pure a fianco, o davanti, o dietro, o faccia un’altra strada. Se mi state leggendo state già facendo molto, vi vorrò bene sempre e comunque.

PS: se non ve ne frega niente del mio vademecum poco serio e volete solo la ricetta dei ghiaccioli vegan allo yogurt e mirtilli cliccate su “continua” e poi andate alla fine del post, non mi offendo 😉

1. Semi di lino: se avete comprato un sacchettino di preziosissimi semi di lino e li state usando in quantità industriali dentro ogni vostra ricetta così, nature, aprendo la confezione e versandoli nel piatto, sappiate che non state assimilando molto. Al massimo state facendo qualcosa per “favorire il transito intestinale”, come dicono quelli seri. Diciamo pure che potete prendere i 10 euro che avete speso per comprarli e mangiarli al posto dei semi di lino, l’effetto è più o meno lo stesso. Magari prima tagliateli a pezzettini che si va meglio.

Il fatto è che sti semi hanno un involucro duro come il ferro dunque per godere delle loro proprietà dovete tritarli prima di mangiarli ma farlo al momento perché poi irrancidiscono. Al massimo potete tritarne pochi per volta, metterli in un contenitore in vetro a chiusura ermetica e tenerli in frigo un paio di giorni, non di più. Idem per l’olio, anche quello va tenuto in frigorifero.

2. Bacche di goji: avete speso altri 10-15-20 euro per un sacchettino trasparente di bacche di goji e adesso le portate con voi e le esponete sulla scrivania perché tutti passando vi chiedano cos’avete lì? State lì a guardare attraverso il sacchetto quanto sono belle e rosse pensando che si, è una spesa ma guarda come sono carine, ne è valsa la pena? Bad news: le bacche temono la luce e si ossidano, la prossima volta se decidete di spendere sta cifra cercatele in una confezione opaca chiusa ermeticamente, altrimenti addio antiossidanti. Non solo, sceglietele biologiche e controllate, la presenza di aflatossine e muffe potrebbe non essere una bella sorpresa per il vostro corpo. Certo, potete continuare a tenerle sulla scrivania in esposizione.

3. Bacche di goji_2: leggete le indicazioni sull’utilizzo e le quantità, non fatevi fuori un sacchetto intero in due giorni. Attenzione se siete allergici alle solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate), sono della stessa famiglia, o se state assumendo farmaci anticoagulanti. Evitatele insomma se avete particolari problemi di salute, eventualmente chiedete prima di assumerle il parere di uno specialista.

E non abbattetevi se dopo averle messe in ammollo e aver bevuto l’acqua e aver mangiato le bacche reidratate siete rimasti delusi. Non richiudete il sacchetto per lasciarle lì in eterno pensando “io c’ho provato”. Mangiatele così, essiccate, come spuntino o aggiunte a yogurt, latte, frutta, insalate. Sono dolci e leggermente aspre sul finale, davvero gradevoli.

4. Semi di chia: i semi di chia sono davvero facili da usare, potete metterli nei dolci o nel pane ad esempio oppure potete mangiarli crudi aggiungendoli alla frutta, all’insalata, allo yogurt. Sono croccanti e non hanno un sapore invadente, quindi sono molto versatili. Non tentate di tritarli perché sono duri come il marmo (comunque se ci riuscite fatemi sapere come avete fatto). Occhio però! Se li aggiungete a un composto liquido (esempio allo yogurt, al latte, al succo a quello che volete) nel giro di poco tempo assorbiranno l’acqua e formeranno una gelatina, un gel che fa bene all’intestino – come dicono quelli seri di cui sopra, alla voce “semi di lino” – ma che rende il composto viscido. Se leggete online ve lo venderanno come porridge. Ora, io il porridge non l’ho mai mangiato quindi posso solo tacere, ma sta roba gelatinosa non s’affronta. Del mio problema con le gelatine già vi ho detto perciò di sicuro non sono la persona più imparziale del mondo, ma tant’è. Il mio consiglio è di buttarli nella vostra colazione all’ultimo minuto per non dare loro il tempo di creare questo gel malefico e di fiondarvi sullo yogurt come se non ci fosse domani.

5. Semi di chia_2: Anche in questo caso non esagerate con le dosi, informatevi bene su quando e come assumerli e fate attenzione in particolare se soffrite di pressione bassa.

Ma sul “quando” ho qualcosa da dirvi anch’io…attenzione alla scelta del momento adatto per l’utilizzo dei semi di chia! Se avete un incontro di lavoro importante o una serata galante metteteli al bando, l’effetto dente cariato multiplo è garantito…certo poi però non ordinate una pizza con la rucola 😉

Bene, per oggi ho finito, ma sappiate che le liste mi stanno piacendo dunque potrei decidere di ripetere l’esperimento – ehi vi vedo lì a urlare noooo ti prego! Le ovvietà sono una mia specialità a quanto pare ma non è detto che in questa marea di parole scritte a caso non sia riuscita anche a dirvi qualcosa di  vagamente utile. Perché come dicevamo chiacchierando di vegetarianesimo&co io e la mia amica Buby, ci sono delle cose banali che però non sono così chiare, non tutti le sanno e basterebbe davvero poco per sfruttare al meglio quei 10 euri invece che mangiarseli in pausa pranzo fra due fette di pane pensando di essere dei veri fichi.

Ora però non posso lasciarvi senza ricetta. No dai, questa non è proprio una ricetta, perché le dosi non le ho, però per fare i ghiaccioli vegan di yogurt e mirtilli si fa così: sbattete bene lo yogurt di soia (bianco o limone o quello che volete), aggiungete un po’ di mirtilli e frullate. Unite succo di lime o limone, menta spezzettata e, se necessario (sarà necessario soprattutto se avete scelto lo yogurt bianco non dolcificato), aggiungete dell’acero o del malto secondo i vostri gusti, senza esagerare. Mescolate bene il tutto, poi unite i mirtilli interi rimasti e riempite gli stampini da gelato – oppure dei bicchieri in cui infilerete dei cucchiaini o dei bastoncini appena il tutto comincerà a solidificare. Mettete in freezer per qualche ora e tirateli fuori 5 minuti prima di mangiarli.

Un modo diverso e rinfrescante per mangiare yogurt e mirtilli 😉

 

4 Commenti a “Un vademecum poco serio e un’idea fresca e dolce con yogurt e mirtilli”

  • Ciao Giulia, ti devo subito smentire: questo post è trascinante, non scontato e pure divertente! Aspetto i tuoi prossimi elenchi perchè questo è stato molto utile 🙂 tra l’altro non sapevo che le bacche di goji fossero sensibili alla luce: le tengo al riparo nella credenza della cucina, ma la prossima volta preferirò quelle con la confezione opaca 🙂 per quanto riguarda i semi di chia, invece, mi sa che prima o poi il porridge lo provo…vediamo com’è 🙂 questi ghiaccioli/gelati mi ispirano un sacco, gustosi e semplici! Grazie, a presto

    • GcomeCarolina:

      Manuela grazie! Chiacchierando qua e là mi sono resa conto che alcune informazioni importanti non sono diffuse opportunamente, così ho pensato di raccontarvi alcune delle mie “scoperte”. Mi domando ad esempio perché sulle confezioni delle varie bacche/semi ecc non scrivono come conservarle e come consumarle? perché se non mi metto io a cercare online o non sbatto la testa contro il muro parlando con qualcuno che mi dice “ma come, non lo sai?” finisco per spendere soldi a palate senza sfruttare i benefici di quello che compro?
      Fammi sapere per il porridge, mi raccomando!

  • Non mi ricordo se l’ho già detto da qualche parte ma sei la mia food blogger preferita, tenuto conto che rientri tra le pochissime di cui leggo il blog 😀

    “le bacche temono la luce e si ossidano, la prossima volta se decidete di spendere sta cifra cercatele in una confezione opaca chiusa ermeticamente, altrimenti addio antiossidanti.”
    Tutto verissimo quello che dici l’unico vero problema è che quasi tutti quelli che commercializzano bacche di Goji lo fanno in confezioni più o meno trasparenti! Solo una volta ho avvistato una confezione di bacche non trasparente ed erano carissime (quasi il doppio della norma). Infatti penso seriamente che le bacche di Goji diano beneficio quasi unicamente a chi le vende 🙂

    • GcomeCarolina:

      Roberto mi commenta, e che commento!! Onorata mio caro 😀
      Hai perfettamente ragione, anche io fatico molto a trovarle confezionate correttamente e il prezzo è davvero scoraggiante. Certo è che se decido di volerci credere e di spendere una cifra importante voglio che quello che compro sia fatto come si deve. Sto valutando un acquisto online, il prossimo step sarà a questo punto non più comprare ma vendere bacche di goji…il beneficio è assicurato ;P

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