Primi piatti

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Orzotto al radicchio con liquerizia e pinoli

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Amo l’orzo, mi piace tostato a colazione nel latte e nello yogurt, nelle zuppe con i legumi e nelle insalate tiepide con la bella stagione. E poi lo adoro cotto come un risotto, cremoso e avvolgente, buono appena fatto e perfino il giorno dopo. Amo anche il radicchio (se non ci credete date un’occhiata qui), il mio radicchio tardivo di Treviso che va bene sempre, crudo o cotto, per un’insalata, come contorno o per arricchire un primo piatto. Altre due cose che amo molto sono i pinoli e la liquerizia. Lo so, detto così questo sembra un esercizio di parole in libertà, un elenco senza senso di ingredienti buttati lì che certo non fanno una ricetta. E invece no, siori e siore, io con tutta sta roba c’ho fatto proprio una ricetta. Perché voi non ci crederete ma il radicchio con i pinoli va d’amore e d’accordo e la liquerizia, da aggiungere a piacere, regala al piatto un sapore diverso, sorprendente.  Se non ci credete va bene lo stesso, non mi offendo, ma se avete voglia di sperimentare…io c’ho fatto un orzotto – per l’appunto – vegan mantecato con una cremina segreta… 😉

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Riso basmati al coriandolo e tè con tofu al cocco e carote

Sono una ragazza che si fa prendere la mano. In cucina intendo. Sono una che deve organizzare, ottimizzare, incastrare mille cose in una giornata. Sono sempre stata così, mi piacciono le regole – anche per infrangerle ogni tanto -, mi piace avere un metodo.

Avendo preso un impegno con voi e non essendo questa la mia principale occupazione, ci sono giornate – domeniche di solito – in cui mi trovo con una lista di ricette da preparare, mi prefiggo un obiettivo e cerco di spuntarne il più possibile. Non è sempre facile: serve avere tutto quello che serve in frigo, essere organizzati, avere la Reflex carica, una bella giornata per le foto, i set pronti.

Io poi, proprio perché mi piacciono le regole ma poi devo sgarrare, mi trovo sempre con qualcosa che “avanza” e quindi aggiungo ricette in corsa per utilizzare tutto. Con il tempo ho capito che questa tecnica non funziona benissimo, di solito in giornate così una ricetta fiasco è assicurata. Ma io non riesco a fare diversamente.

Questa ricetta vegan, ad esempio, è nata – sotto una buona stella a quanto pare – in una di quelle domeniche con un po’ di tofu di troppo, una lattina di latte di cocco aperta e un po’ di fantasia. E’ una ricetta semplice che potete preparare in poco tempo e servire come piatto unico anche se, a mio parere, tenere le preparazioni separate e lasciare che siano i commensali a unirle è la soluzione migliore.

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Lasagnetta alla curcuma con zucca gorgonzola e noci

Ho preparato questa lasagnetta seguendo l’istinto e la voglia pazza di fare qualcosa con zucca e gorgonzola. Eh si, ogni tanto cedo anch’io alle voglie, senza star tanto a ragionare. Amo la zucca in ogni modo e mi piace sia in piatti totalmente dolci, abbinata ad altri ingredienti – anche salati – ma con un sapore delicato, sia insieme a contrasti forti, come in questo caso.

Ho steso la pasta immaginandomi il sapore che avrebbe avuto la lasagna, con l’acquolina in bocca, e ho preparato tutto in poco tempo. Fatela questa ricetta se vi piace, non lasciatevi spaventare dalla pasta fresca o dall’idea che la lasagna sia un piatto complesso, lungo, elaborato. Non è che non sia vero, è che questa è una versione semplificata 🙂

Una volta affrontata la paura della pasta fresca – potete ovviare ovviamente facendola fare a qualcun altro, ma volete mettere la soddisfazione? – i passaggi sono davvero pochi e l’unica cosa da cuocere è la zucca. Ecco, a essere onesti la rottura più grande è doversi armare di un coltellaccio per pulire e tagliare a tocchetti la zucca. Ce l’avete un bel ragazzo gentile che vi dia una mano in cucina? Allora il gioco è fatto.

Io vi consiglio di preparare delle monoporzioni proprio perché non è la classica lasagna con la besciamella, ma anche perché quando a tavola ve ne chiederanno un’altra, un’altra e un’altra ancora sarà una vera soddisfazione.

Maschi, preparatevi, la zucca così potrebbe piacere anche a voi! La ricetta è su CosebelleMagazine!

Gnocchetti di ceci con pesto di noci al finocchietto

Della serie “di necessità virtù”. Questa è una di quelle ricette che possono salvarti il pranzo quando il frigorifero piange lacrime amare. Perché – almeno in casa mia – un paio di uova e un pacco di farina di ceci non mancano mai.

E allora succede che un giorno, a pranzo, non c’hai voglia della frittatina di ceci – quella sì che salva la vita sempre! – e ti viene l’idea di provare a fare degli gnocchi. Si però ovviamente tempo non ce n’è per star lì a impastare, arrotolare, tagliare. Ma io sono certa che, come me, c’è anche qualcuno di voi che la sac à poche mica l’ha comprata per fare cupcakes e torte decorate alla Buddy, no no. E’ che a volte è la cosa più comoda da usare. Come in questo caso, per fare gli gnocchi.

Sì ok, non hanno la forma classica degli gnocchi, ricordano vagamente degli spatzle venuti male. Ma – c’è sempre un ma – si preparano in un attimo e restano morbidini, scampato il rischio di portare in tavola tanti sassolini di ceci, belli eh, ma leggermente indigesti.

Perché alla fine torniamo sempre lì, all’annosa domanda: meglio bello o buono?

Mentre ci pensate, fate sti gnocchi va 😉

 

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Ravioli di robiola, basilico e capperi con salsa al pomodoro

L’incubo ottimizzazione è tornato. Sono per l’ennesima volta in una fase della mia vita in cui voglio fare 87mila cose al giorno, tutte bene, tutte velocemente, tutte nuove. Parlo della cucina, ovviamente, ma non solo. Nelle 24 ore che ho disposizione cerco di infilare un po’ di tutto, sfrutto la pausa pranzo per cucinare in ogni giornata di sole – così posso fare anche le foto – preparo impasti la sera per il giorno dopo, butto verdure a caso in forno pensando che quando son fatte mi torneranno utili. Sono quei giorni in cui, inevitabilmente, almeno un paio di cose vanno storte: la torta non lievita, le verdure bruciano, comincia a piovere sul tuo set, ti manca un ingrediente fondamentale e il super ha chiuso, sbagli le dosi di qualcosa che di solito fai a occhi chiusi. Ormai lo so, me la sono messa via, ma non ho rinunciato a fare le mie 87mila cose al giorno. Poi arrivano le 20.00 e io penso “Ma come, già le otto? Ho ancora un sacco di cose da fare”, finisce che mi metto lo smalto alle dieci di sera illuminata solo dalla pallida luce di un’abat-jour e quando mi sveglio con lo stampo delle coperte sulle unghie mi prendo a sberle perché so che la colpa è solo mia, era prevedibile.  E niente ragazzi, ormai c’ho una certa età, è inutile cercare di cambiarmi.

In una di queste giornate lungherrime, una delle mie domeniche tipo, ho fatto la pasta fresca integrale, di farro. Era troppa, sapevo che se l’avessi messa da parte pensando “ci farò qualcosa” sarebbe rimasta lì per sempre. Così ho fissato il frigo per qualche secondo e poi – l’illuminazione – mi sono fatta guidare dall’istinto unendo sapori che amo da tutta una vita: robiola, basilico e capperi, tutto condito con una salsa di pomodori secchi. Roba che mi sarei mangiata così, a cucchiaiate. E invece no, c’ho fatto i ravioli. E che ravioli.

E’ proprio vero che la semplicità paga.

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