Burger polpette & crocchette

Crocchette di riso con cuore filante

crocchette riso erbe provola

Parlavamo della mia passione per il risotto nata in tenera età, passione che va di pari passo con quella per le crocchette di riso nata nello stesso periodo sempre grazie alla stessa cuoca del mio cuore, sempre lei, nonna. Come già ho raccontato era lei la maestra delle crocchette, era lei che quando il risotto “avanzava” preparava questo piatto di recupero che era un piatto da re, una bontà fritta e croccante che rendeva anche la tabellina più difficile da imparare un ricordo lontano. Ci sedevamo a tavola scalpitanti e aspettavamo che il nostro piatto si riempisse di croccantissime palline di riso che quasi sempre avevano un ripieno a sorpresa e che immancabilmente erano accompagnate da un altro piatto adorato da grandi e bambini, le patate fritte, perché quando si frigge vale la pena friggere tutto e perché quando si sgarra è giusto farlo per bene.

Ancora una volta non ho resistito al richiamo dei ricordi (e della gola, anche se le mie crocchette le ho cotte in forno) e vi dico sì, fatelo, versate un po’ di riso in più che male non fa ogni tanto regalarsi un momento di piacere. Questi sono quei piatti senza tempo che ritroviamo con nomi diversi in giro per l’Italia e nel corso della nostra vita, come quando in Sicilia ho addentato la mia arancina con spinaci e mozzarella e non riuscivo più a smettere di sorridere. Che poi non si venga a contraddirmi: le cose semplici sono sempre buonissime! continua >>

Polpette lenticchie e carciofi con timo e maggiorana

Ricetta polpette vegan lenticchie carciofi

Nella mia famiglia è sempre stato normale mangiare le verdure perché nei nostri piatti sono sempre state protagoniste. Non è banale, lo so, visto che ancora oggi è pieno il mondo di persone – molti uomini in particolare, ma non solo – che si cibano prevalentemente di secondi senza mai accompagnarli con un contorno, o che concepiscono i primi piatti solo se sono conditi con il ragù.

Io invece ho avuto la fortuna di scoprire la bontà dei carciofi fin da piccola. Ricordo le serate tutti intorno al tavolo a intingere le “penne” (le foglie, ndr) di carciofi nella vinaigrette o in qualche salsina prelibata che mamma preparava, ricordo la difficoltà nel decidere fino a dove rosicchiare le foglie, ricordo mamma che mi puliva i fondi dal “fieno” (la barbetta, ndr) e quando nel mio piatto rimanevano quei bei pezzetti di polpa cremosa per me era una vera gioia. Ho imparato da lei, osservandola, come pulirli e come cuocerli, ho imparato da lei che servivano i guanti e dell’acqua con il limone per non farli annerire, ho imparato da lei che i fondi già puliti che vendono nelle buste non hanno niente a che con i carciofi fatti in casa e che i carciofini sott’olio non sono come i carciofi freschi spadellati, come molti pensano quando dicono “non mi piacciono i carciofi”.

La prima volta che ho cucinato i carciofi a casa mia è stato tutto un “ah che buoni”, la seconda volta quello che se li era magnati tutti mi ha visto pulirli  eha cambiato la sua frase in “si buoni i carciofi, però…”, la terza al supermercato quando gli ho chiesto “prendo i carciofi?” mi ha risposto “eh ma bisogna pulirli”. Come se lo facesse lui, fra l’altro.

Ma non fate caso a quello che vi dicono, anche perché i carciofi hanno un sacco di proprietà e poche calorie, aiutano a depurare l’organismo stimolando il fegato e non è un caso che siano i protagonisti di una delle ricette che ho creato per Bios Line: le polpette di lenticchie e carciofi con timo e maggiorana sono vegan, facilissime da fare e le trovate online qui.

Insomma, non vi fate abbattere dallo sbattimento (che simpatia!) e comprate i carciofi freschi, belli sodi, compatti, con o senza le spine. Le prime volte magari pulirli sarà una rottura ma presto diventerà automatico, farà parte dei vostri gesti abituali, e anche i più pigri di voi non torneranno mai più ai fondi nelle buste. Garantito!

Burger vegan di ceci e zucca nel panino

Burger-zucca-ceci

Pronti per affrontare l’ultimo giorno lavorativo della settimana? Mi sto rimettendo in piedi dopo una lunga, lunghissima influenza che ha lasciato strascichi di vario genere sul mio corpo (e sul mio umore) oltre ad avermi costretta a una dieta liquida accompagnata qui e là da yogurt e frutta fresca con sua maestà la mia salvatrice: la granola home made (presto una nuova versione online!)

Di solito anche se sto poco bene ho fame, stavolta invece è stata dura. Non avevo fame e men che meno voglia di cucinare, faticavo a stare in piedi, non sentivo i sapori ben distinti, non riuscivo a mettere insieme le idee. Non è un caso infatti che il giorno in cui la febbre ha iniziato a salire fossi reduce di qualche ora ai fornelli e i risultati sono stati tutti – ma tutti eh – da cestinare. Oh ragazzi che ve devo dì, è andata così.

Ora che le giornate di questa imminente primavera pazzerella si fanno più luminose e assolate, ora che sui banchi del mercato frutta e verdura di fine inverno si mescolano ai nuovi arrivi, cerco di ripigliarmi per godermi il momento.

Ma prima che la zucca scompaia per mesi dalla mia cucina non potevo non dedicarle una versione del burger di ceci, dolce ma speziato e super super cremoso. Il vostro panino forse non starà compostissimo, vi avviso, ma leccarsi le dita sarà un piacere, garantito!

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Burger di ceci e patata dolce (nella focaccia)

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Il mio amore per i burger non è un segreto, quello per i panini neanche. Quando burger e panini si incontrano per me è festa vera, gioia smisurata. Da dove nasce questo amore? Non ne ho idea. Anzi, a pensarci bene credo sia nato quando sono stata a dieta rigidissima per motivi di salute: questo no, quello neanche. Ma un pasto – o forse due – della settimana era libero ed è nata la serata panino, che ormai è diventata un’istituzione.

Se poi a casa hai una focaccia di patate che ti aspetta…beh allora sei a cavallo e non puoi non farcirla! Voi cosa dite? Per l’occasione ho preparato i miei burger di ceci – una delle prime ricette che ho postato la trovate qui – in una variante con la patata dolce, una bontà unica super cremosa che si sposa molto bene con il radicchio di Treviso, leggermente amaro, e la maionese vegan che, in questa versione, è diventata un’altra istituzione dopo aver superato la prova “insalata russa per Natale”.

Se vi piacciono i burger o se cercate una soluzione golosa per far mangiare i legumi ai piccoli ma non avete tanto tempo per stare in cucina vi consiglio di prepararli e surgelarli (anche già cotti) singolarmente, per scaldarli ci vorrà un attimo e avrete la cena pronta in un batter d’occhio. Se poi preparate anche un ketchup homemade…(coming soon!)

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Crocchette di broccoli e tofu al finocchietto

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Rieccomi, vi confesso che anche questa ricetta è stata un vano tentativo di convincere la mia metà ad apprezzare i broccoli e la famiglia delle crucifere. Come potete ben immaginare è andata male ma – c’è anche stavolta un ma – le crocchette sono una bomba e si preparano velocissimamente, sono a prova di giornata durissima, garantito.

Io che amo i broccoli lo dico sempre: provate a frullarne uno per rendervi conto di quanta cremosità possa regalare quest’ortaggio ai vostri piatti, che ci condiate una pasta o ci prepariate delle crocchette qualsiasi preparazione avrà una consistenza vellutata irresistibile (per tutti tranne che per chi vive con me sotto questo tetto). Per smorzare un po’ il sapore deciso dei broccoli e renderli più appealing ho profumato le crocchette – vegan, non l’ho ancora detto – con finocchietto e scorza di limone, sapori freschi e intensi che ben si sposano con gli altri ingredienti. Fuori una crosticina croccante e dorata e insieme una salsa allo yogurt – ormai sapete che qui va per la maggiore anche perché è ultra rapida ma voi potete anche preparare una maionese di soia – alle olive taggiasche. Broccoli e olive, non ci credete? Provate, io ormai c’ho preso gusto.

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DIARIO DI UNA VEGETARIANA, il mio libro, è in vendita su ordinazione in libreria, su Amazon oppure da 11 a Treviso, in via Diaz!

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