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Risotto alle erbette

risotto alle erbette

La mia passione per il risotto risale a quando, da bambina, alle elementari, facevo il tempo prolungato e siccome la scuola era a due passi dalla casa di nonna andavo da lei a pranzo. Ho ricordi bellissimi dei miei anni alle elementari, di maestre meravigliose che mi hanno insegnato tantissimo, di compagni scatenati, di canzoni in tutte le lingue e di filastrocche mai dimenticate. Se potessi tornare indietro e scegliere un periodo, certamente sceglierei quello.

Ma torniamo a noi: i pranzi da nonna erano sempre una festa, c’erano i nostri piatti preferiti (dicono nostri perché spesso le cugine – love love love – si ritrovavano insieme da nonna) e c’era anche il dolce, immancabile. Nonna cucinava per noi e insieme cercava di accontentare i desideri di nonno, un uomo di quelli che le mezze misure non le conoscono, un uomo che oggi si appassionava alla pasta al pomodoro e non voleva altro per giorni ma poi all’improvviso s’innamorava della zuppa e non c’erano santi. Il risotto è stato a lungo protagonista di una delle “fasi” di nonno e la nonna ce lo proponeva in tutte le salse, con tutte le verdure del mondo. I due risotti più gettonati erano quello allo zafferano e quello con le zucchine, che poi se avanzavano – metti mai – si trasformavano in buonissimissime crocchette di quelle che vorresti mangiare a quintali.

E’ così che ho capito che il risotto era un piatto versatile adatto a mille variazioni e qualche anno dopo, un po’ più grandicella, ho provato a fare il mio primo risotto sotto la supervisione di mamma, semplicemente imitando quei gesti che avevo imparato a memoria.

Poi, per motivi di gusto e di salute, ho imparato a preparare il risotto a modo mio, senza la cipolla e mantecato con l’olio o con altri mille stratagemmi che lo rendono cremoso (qui trovate un po’ di idee), un risotto ricco di sapore che ha ogni volta protagonisti diversi, a seconda delle stagioni.

Se amate le erbettespinaci, biete, coste, catalogna ecc. – provate a usarle per farci il risotto e preparatevi a un concentrato di gusto. E se il risotto avanza? Toccherà farci delle crocchette….  continua >>

Burger di bieta e miglio in crosta di mais

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Sono giorni un po’ strani questi per me, giorni d’estate che non sembra tale perché le temperature sono così insopportabilmente alte che trascorro le mie giornate in casa, le uscite sono relegate alle prime ore del mattino o a quelle della sera e ogni volta che apro la porta di casa e vengo investita dall’umidità che regna sovrana sulle scale del condominio mi chiedo “devo uscire davvero?”. Ho sempre amato l’estate, alla follia, e quest’anno non me la sto godendo. Niente mare, niente vacanze, niente abbronzatura. Solo nottate in bianco, cervicali doloranti e un pessimo, pessimo umore. Anche in cucina sono un po’ confusa: un giorno impasto con 40° e sforno vassoi di brioche, l’altro preparo ghiaccioli e mi nutro solo di frutta e verdura buttate alla rinfusa in una ciotola. Cucino, ma senza programmazione, senza senso. Forse sto anche un po’ subendo i postumi del trasferimento, abituata a lavorare da sola ma con tante persone intorno ora mi trovo sola per ore, faccio un po’ fatica a gestirlo.

Comunque tornando alla cucina non so cosa sia ma mi è presa la mania dei burger – piccoli o grandi – polpette, crocchette, chiamateli come vi pare. Mi sono abituata a lessare i cereali la mattina presto per non dover accendere i fornelli nelle ore centrali e così cuocio anche le verdure e poi frullo qua e là, preparo dei mappazzoni quando ho un po’ di tempo e li inforno la sera. Mi piacciono molto, i burger. Sono un’alternativa golosa al “solito” piatto di cereali e verdure perché io sono fatta così, vado un po’ a periodi e mi stufo. Magari mangio per mesi una cosa e poi non riesco più ad affrontarla. E per non eliminarla dalla dieta la trasformo, le do un’altra forma e un altro sapore, come si fa con i bimbi per “ingannarli” quando fanno i capricci a tavola.

Anche voi siete capricciosi, ultimamente? E’ tempo di burger.

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Cous cous con crema di bieta asparagi e fave

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In questi giorni di caldo intenso arrivato inaspettatamente la casa è davvero un forno e ogni volta che arriva il momento di preparare qualcosa scatta l’ansia da fornello acceso. Amo cucinare e anche d’estate nessuno mi ha mai fermata, neanche quando c’era da accendere il forno, ma in questi giorni ho elaborato un piano per cercare di sopravvivere. Che ci sia da cucinare per la pausa pranzo, per la gita al mare o il pic nic in montagna, i fornelli si accendono la sera. Ci vuole un po’ di organizzazione mi rendo conto ma si può fare. Quali sono gli ingredienti che ci vengono incontro semplificando un po’ le cose? I cereali, senza dubbio, che potete cucinare in anticipo e condire all’ultimo minuto o mangiare freddi in insalata. Una delle soluzioni più comode è il cous cous che potete scegliere nella versione che preferite, di farro, integrale, d’orzo, di kamut eccetera. Anche le verdure per condirlo possono essere preparate in anticipo, soprattutto se vanno lessate. Con gli ultimi (ahimè) asparagi e le fave ho preparato una versione verde – un colore che ultimamente domina nella mia cucina – del cous cous tutto vegan, con crema di biete, piccantino.

Un ultimo saluto alle verdure primaverili prima di fare spazio alla stagione di pomodori, zucchine, melanzane e peperoni con cui non vedo l’ora di riempire la mia tavola

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Cestini di uvette e pinoli con crema di bieta piccante

Il fascino dei finger food. I finger food non sono solo una moda da aperitivo milanese o un filone che ha travolto la cucina negli ultimi anni, non sono solo “roba da fighetti”, non sono solo estetica.

Almeno non secondo me.

In ogni singolo finger tutti i sapori devono trovare l’equilibrio perfetto, perché potrebbe non esserci una seconda occasione. Come per la piccola pasticceria nei monoporzione salati ci si aspetta di trovare sempre qualcosa di goloso e appagante, perché si tratta di un piccolo assaggio, di un vezzo che ci concediamo all’ora dell’aperitivo e vogliamo che ci lasci completamente soddisfatti.

Se tutto questo non fosse abbastanza per convincervi, fermatevi un attimo a guardarli, i finger food. Non restate incantati vedendo quanta precisione e cura ci sia un bocconcino mignon? Sarà che io starei a fissare per ore anche le vetrine delle pasticcerie e delle cioccolaterie..

Questi cestini vegan sono un po’ dolci e un po’ salati – sì, come il gelato al cioccolato di Pupo – con una crema liscia e piccantina come farcitura. Uno tira l’altro, vi avviso.

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Frittata bieta e patate, banalmente buonissima

Che state dicendo? La frittata è banale? Si, certo, probabilmente avete ragione. Ma la frittata è anche uno di quei piatti che ti salvano la cena dell’ultimo minuto, butti dentro quello che hai e sai che in qualche modo ti riuscirai a nutrire, un’altra volta.

Questa frittata però non solo è un piatto completo e perfettamente bilanciato che contiene carboidrati, proteine e verdura, è anche deliziosamente buona: le patate croccanti fuori e morbide dentro ispessiscono l’impasto e la bieta, leggermente amarognola, crea un ottimo contrasto.

Insomma, se avete in dispensa delle patate che non vedono la luce da giorni e in congelatore una busta di erbette, fategli fare la fine della frittata, sarà un successo!

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