Articoli marcati con tag ‘formaggio’

Insalata con asparagi alla piastra piselli e avocado

insalata asparagi valeriana

Sole, caldo, pioggia, grandine, vento. Una primavera, quella di questo 2020 tutto matto, che sembra quasi un condensato dei nostri stati d’animo in costante mutamento.

In queste settimane credo che ognuno di noi abbia attraversato periodi di grande carica e di energia positiva alternati a momenti di sconforto e di preoccupazione. Fa tutto parte dei giochi e ognuno reagisce all’ignoto a modo suo, non c’è una ricetta perfetta ma di certo serve un po’ di amore per sé stessi per non giudicarsi e darsi la possibilità di esplorare emozioni e sensazioni diverse fra loro, anche all’interno della stessa giornata.

Sarà che l’umore per me ha sempre un riflesso anche sul piatto (mai sull’appetito invece!) ma questa mi sembra la stagione ideale per cominciare a tornare gradatamente e a piccoli passi verso le insalate che, diciamolo, d’inverno non fanno una gran voglia.

Al contrario di chi vede tutto bianco o nero io credo che spesso la via di mezzo possa essere la strada più saggia da seguire, così mi faccio guidare mescolando crudo e cotto dentro piatti che, con un po’ di fantasia, oltre ad essere decisamente golosi diventano anche ottime soluzioni anti spreco.

Così oggi vi propongo un’insalata semplicissima e di stagione che mescola songino e avocado con piselli e asparagi marinati alla piastra. Per rendere tutto un po’ meno verde ho aggiunto un primosale a cubetti che potete tranquillamente sostituire con una caciottina (anche di capra), un quartirolo o una robiola (anche di capra) oppure, perché no, una feta.

Una cascata di semini misti rende tutto più croccante e un condimento fresco ma semplice semplice farà il resto. Quando la smettiamo di dire che le insalate sono noiose? Ovviamente la ricetta è glutenfree.

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Pasta al forno con rapa bianca, olive e pomodori secchi al profumo di limone

Ho imparato che nella vita ci sono cose che credevi lontane dalle tue abitudini, che pensavi non facessero parte della tua routine, che un giorno all’improvviso scopri o riscopri. Ho imparato che nella vita tutto – o quasi – cambia e che spesso siamo noi a metterci dei paletti, a costruire le barricate ai lati della strada che stiamo percorrendo. Le barricate, si sa, ti proteggono, ti assicurano di non cadere neanche se sbandi un po’. Ma ti costringono anche a rimanere dentro un confine predefinito senza poter esplorare i dintorni, senza poter deviare dal percorso che tu stesso – ma a volte anche qualcun altro – hai disegnato per te. Quando ho capito quanto possa essere bello buttare giù quelle barricate e lasciarsi conquistare da qualcosa di nuovo, ho iniziato ad avere voglia di guardare oltre per soddisfare la mia curiosità. Ed è iniziato il mio balletto perenne fra le cose e le situazioni che conosco e mi rassicurano, quelle che disegnano il percorso della strada maestra, e quelle che mi portano a seguire l’istinto uscendo dal percorso previsto, facendo qualche sosta qua e là, guardandomi intorno per stupirmi della bellezza dell’imprevisto e dell’ignoto. Io, la stessa me che per una vita ha combattuto per controllare, evitare e contenere l’incertezza e l’ignoto. Ma ho imparato che nella vita tutto – o quasi – cambia, appunto.

Come il modo in cui affronti e vivi il Natale, come le tradizioni che vengono tuo malgrado sradicate, come il menù che non è più quiche + ravioli + panettone con la crema tutto rigorosamente made by nonna, ma diventa un po’ più un “ognuno porta qualcosa” mentre cerchiamo di ritrovare lo spirito delle feste, quello che a tratti pensi non esista più, un po’ come quel famoso menù.

E allora capita che pensi che in fondo la pasta al forno non sarebbe male, un piatto che mi piace tanto (qui trovate una versione vegan) anche se non è mai stato parte del menù di Natale e neanche delle mie abitudini, preparato sempre troppo poco visto che per me è un po’ una coccola, una ricetta della domenica ricca, golosa e inaspettata.

Come questa pasta al forno – la mia senza glutine – preparata con la rapa bianca e il formaggio che profuma di limone, insaporita con olive e pomodoro secco e completata da una gratinatura speciale.

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Crema di finocchi piselli e sedano al limone

crema finocchi limone vegan

Non so bene spiegarvi quando ho deciso di cominciare a sperimentare con la cucina vegan. Non sono vegana, eppure il passo dalla cucina vegetariana a quella vegana è stato abbastanza breve per me tanto che oggi, spessissimo, preparo ricette vegan. Mi sono abituata a pensare senza derivati animali, a pensare alle sostituzioni, a mettere insieme i piatti cercando di mantenere un equilibrio fra i nutrienti. A chi mi dice sempre che “eh ma ci vuole tanto tempo per mangiare bene/vegan io non ce l’ho” vorrei dire che no, neanche io ce l’ho. Le mie giornate, negli ultimi mesi sono più caotiche che mai, giro come una trottola, passo da un lavoro all’altro, parto presto (prestissimo), rientro tardi. Spesso per cucinare come si deve ho bisogno di sfruttare il weekend, per preparare qualcosa in anticipo, magari anche da surgelare. Ma in generale quello che serve è un po’ di impegno e un po’ di tempo per cambiare schemi mentali, per riorganizzare la dispensa e imparare a pensare alla cucina diversamente. “Eh ma per i legumi ci vuole un sacco di tempo”. Dipende. Le lenticchie non hanno praticamente bisogno di ammollo. L’ammollo si può fare la sera, andare a letto, cambiare l’acqua la mattina e poi pensare a cuocere. Si possono usare le verdure surgelate. Si possono scegliere i vasetti per avere un aiuto in caso di emergenza, in vetro (non le lattine), e sciacquare molto bene i legumi prima di usarli. Insomma ci sono diverse alternative e la cucina vegan davvero potrebbe stupirvi con una grande varietà di sapori, con nuovi ingredienti, consistenze particolari, prodotti fatti davvero bene.

Come il CICIONI, un fermentato (potrei chiamarlo “formaggio” per darvi un riferimento e semplificare, anche se un formaggio non è) messo a punto nientepopodimenoche dalla Chef Daniela Cicioni che seguo da tempo e fa un lavoro eccezionale usando i prodotti della natura creando piatti che sembrano opere d’arte. Ecco perché quando mi hanno chiesto se avessi voglia di assaggiare il suo fermentato a base di anacardi e mandorle non ho resistito. Il CICIONI, a base di frutta secca, viene sottoposto a una fase di fermentazione e poi essiccato. Il risultato è qualcosa di unico che non so assimilare a nulla: la consistenza compatta alla vista ma morbida al tatto, si sbriciola, il sapore è pungente e ben si abbina con note dolci e gusti pieni che sanno smorzare la sua nota acidula finale che in purezza risulta prevalente. È qualcosa di diverso da tutto il resto, non aspettatevi qualcosa di convenzionale ma piuttosto qualcosa di nuovo. Io l’ho aggiunto alla mia crema di finocchi piselli e sedano, come avrei potuto fare con una robiola, ma prossimamente magari sperimenterò anche altri utilizzi.

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Pasta al forno con zucca e formaggio vegan

pasta al forno vegan

Com’è bella la vita che cambia e ti sorprende, sempre, a ogni morso, quando meno te l’aspetti. Com’è bella la vita che proprio quando credevi di averci capito qualcosa, rimescola le carte in tavola e ti fa ripartire da zero. Com’è bella la vita con le sue strade impervie, le sue curve a gomito e i suoi precipizi.

Chissà se è proprio per colpa di quelle strade che ho odiato prendere la patente, imparare a guidare, affrontare una cosa che non sapevo fare. L’ho odiato tantissimo, fortissimo.

Poi sono diventata grande e mi sono resa conto di come quell’esperienza fosse state importante per la mia vita, di come fosse stata solo un esempio banalissimo dei meccanismi della vita. Uno stampo in cui il resto delle mia vita si sarebbe plasmata, allargata, gonfiata, la mia vita sarebbe lievitata dentro quello stampo come un bel muffin al cioccolato perfetto per la colazione.

Ho capito che ancora mille e mille altre volte avrei dovuto affrontare qualcosa di sconosciuto o inaspettato, qualcosa che non sapevo fare e gestire, che sarei stata spaventata e mi sarei abbattuta. Che avrei dovuto sbatterci la testa e affrontarlo, un passo alla volta, con coraggio e determinazione, fra le lacrime e la rabbia per non essere più brava di così. E che poi a un certo punto quel mostro si sarebbe ridimensionato, sarebbe diventato più piccolo e docile, gestibile, avrei potuto prenderlo in mano e provare a farci amicizia. E anche se il ricordo di quei giorni duri sarebbe rimasto per sempre, io avrei saputo conviverci e un giorno avrei potuto raccontare a qualcun altro com’era andata e me.

Com’è bella la vita che cambia e ti fa cambiare ogni giorno, com’è bella la vita che ti sorprende sempre, a ogni boccone.

Così come questa pasta al forno vegan ricca e saporita, ogni boccone differente, ogni morso un po’ di gioia.

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Crocchette di riso con cuore filante

crocchette riso erbe provola

Parlavamo della mia passione per il risotto nata in tenera età, passione che va di pari passo con quella per le crocchette di riso nata nello stesso periodo sempre grazie alla stessa cuoca del mio cuore, sempre lei, nonna. Come già ho raccontato era lei la maestra delle crocchette, era lei che quando il risotto “avanzava” preparava questo piatto di recupero che era un piatto da re, una bontà fritta e croccante che rendeva anche la tabellina più difficile da imparare un ricordo lontano. Ci sedevamo a tavola scalpitanti e aspettavamo che il nostro piatto si riempisse di croccantissime palline di riso che quasi sempre avevano un ripieno a sorpresa e che immancabilmente erano accompagnate da un altro piatto adorato da grandi e bambini, le patate fritte, perché quando si frigge vale la pena friggere tutto e perché quando si sgarra è giusto farlo per bene.

Ancora una volta non ho resistito al richiamo dei ricordi (e della gola, anche se le mie crocchette le ho cotte in forno) e vi dico sì, fatelo, versate un po’ di riso in più che male non fa ogni tanto regalarsi un momento di piacere. Questi sono quei piatti senza tempo che ritroviamo con nomi diversi in giro per l’Italia e nel corso della nostra vita, come quando in Sicilia ho addentato la mia arancina con spinaci e mozzarella e non riuscivo più a smettere di sorridere. Che poi non si venga a contraddirmi: le cose semplici sono sempre buonissime! continua >>

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