Burger polpette & crocchette

Crocchette di riso (come ti recupero il risotto)

Partiamo dicendo che a casa mia gli arancini si sono sempre chiamati “crocchette di riso”. Le crocchette di riso erano un piatto “di recupero” ma soprattutto la coccola che la nonna ci faceva quando andavamo a pranzo da lei, quando avevamo rientro e arrivavamo affamate, sudate, stanche ma spensierate come può essere solo chi fa la seconda elementare.

La nonna faceva il risotto il giorno prima e ne pesava un po’ di più, per noi, ma il giorno dopo lo faceva passare per un caso “ieri mi è avanzato un po’ di risotto e vi ho fatto le crocchette”. Quando dico che cucinare è un atto d’amore, parlo di queste cose, di questi gesti, di questi pensieri. Parlo di mettere il proprio amore e la propria creatività in un piatto per fare felice qualcuno, per prendersene cura.

Quelle crocchette di riso erano una delizia per noi bambine, qualsiasi fosse il gusto del risotto. Ancora oggi quando siamo tutte – nonna, figlie, nipoti – sedute intorno a un tavolo a chiacchierare, a bere tè e inzuppare biscotti, le nominiamo “nonna ti ricordi le crocchette di riso? Mamma dovremmo rifarle, erano da cappottamento” (“da cappottamento” = buonissime, ndr).

Così quando ho fatto il risotto al finocchio ne ho avanzato un poco e mi sono fatta prendere dalla nostalgia, ho aggiunto qualche ingrediente, fatto una doppia panatura e messo le crocchette in forno. Lei, la nonna, le friggeva, ma io non sono abbastanza avvezza alla frittura e avevo paura di rovinare tutto.

Certo, il paragone non regge, ma a ogni morso la nostalgia si fa più lontana e il cuore si riempie di gioia.

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Crocchette di tofu al basilico e quinoa croccante

Torniamo al tanto caro tofu. Quello al naturale, semplice semplice, che trovate al banco frigo. Ecco, quel tofu è il più versatile in assoluto, si presta per varie preparazioni e potete  dovete insaporirlo come più vi piace.

Siccome il basilico del terrazzino è rigoglioso e irresistibilmente profumato,  ho voluto usarlo per caratterizzare il mio tofu che certo aveva bisogno di darsi un po’ di tono…così con una cascata abbondante di foglioline verdi e i borlotti che avevo in congelatore sono riuscita a trasformarlo in meravigliose crocchettone – io mi sono un po’ fatta prendere la mano e le ho fatte belle massicce – super cremose.

Intorno – era da un po’ che ci pensavo ma dovevo sperimentare – al posto della classica panatura con il pangrattato ho usato della quinoa che in forno è diventata bella croccantina e ha aggiunto quel suo sapore di nocciola così buono!!

Esperimento riuscito. E testato con successo da un non vegetariano. Non vegano. Anzi 🙂

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Panino con burger di ricotta e spinaci

Thank God is Friday!

Oggi è venerdì, stasera si esce che ci sono un sacco di chiacchiere fra amiche da recuperare…e allora ho pensato che un bel panino poteva essere la ricetta giusta per chiudere la settimana, perché infondo non c’è niente di meglio che mettersi intorno a un tavolo a sgranocchiare patatine e addentare un bel panino bollente mentre ci si aggiorna sui gossips e si ride beate alla faccia della settimana passata…cosa ne dite?

Questa versione del veggie burger prevede un abbinamento di quelli storici – ricotta e spinaci –, pane di kamut e maionese di soia alla menta. Le chiacchiere e le risate mettetecele voi 😉

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Veggie burger e…ciao fast food

Checchesenedica, il panino è una delle cose più buone al mondo, a mio parere. Se il pane è buono e il ripieno scelto e preparato con cura, un panino non ha niente da invidiare ai piatti gourmet, è capace di dare grosse soddisfazioni, riempie vuoti esistenziali, sopperisce alla carenza d’affetto e regala minuti di gioia. Perché dal primo morso alla raccolta delle ultime briciole leccandosi le dita, di minuti si tratta.

Ma vi dirò di più: sono una convinta sostenitrice del panino fatto in casa, perché ci sono delle accortezze, delle attenzioni, dei dettagli, che molto spesso quando mangi un panino in giro vengono sottovalutati. E poi perché se lo faccio io, so cosa c’è dentro – ma questo è un altro tema da affrontare.

Ora non mi metterò a spiegarvi come un panino vegetariano possa essere altrettanto buono o soddisfacente di un panino “classico”, perché questo preferisco darlo per assodato.

Vi dirò invece che il mio veggie burger si fa in un attimo una volta che avete cotto la zucca, che dentro ci sono tante verdure buone, che la maionese è veg e che se ve lo sparate sul divano davanti alla vostra serie preferita, non avrete rimpianti.

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Burger di ceci e carote. Tipo veggie burger. Incredibile.

Non mangio la carne da un bel po’ e non l’ho mai rimpianta. Non è passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono seduta a un tavolo in compagnia – a orari improbabili per pranzare e dopo una mattinata super intensa dal punto di vista fisico e mentale (leggi power yoga) – e ho ordinato un burger. Un veggie burger. OH MAMMA, CHE BONTÀ. Non ho intenzione di aprire un dibattito sul tema “veg è meglio”, perché veg è semplicemente “diverso”. E diverso non vuol dire – come pensano in tanti ancora – triste, insipido, poco saporito o dietetico. Anzi.

Per crederci, vi invito a provare i burger di cui sotto che, non so come dirvelo, non saranno i primi e mancochemanco gli ultimi. E non sono solo robapervegetariani. NO.

Ma vi dirò di più. Sono anche un ottimo sistema per far ingurgitare ai vostri mariti, fratelli, fidanzati, padri ma anche – e soprattutto – figli, della verdura, dei legumi. Non la solita insalata. La verdura in un burger. Incredibile ma vero. 

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Tofu impanato ai semi di zucca e capperi
Riso rosso con verdure al forno e cicerchie speziate
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