Burger polpette & crocchette

Crocchette di amaranto e piselli con barbabietole allo yogurt

Una ricetta vegan e glutenfree* veloce da preparare con l’amaranto – che ci fa tanto bene ed è super proteico – e i piselli trasformati in crocchettine morbidissime all’interno, deliziose insieme a un’insalata di rape. A pensarci questo piatto è davvero sprint, se come me avete già lessato dei piselli ci vorrà pochissimo per cuocere l’amaranto e preparare l’insalata di rape. La mia mamma quand’ero piccola le preparava spesso e le condiva con una salsina a base di maionese, davvero deliziosa, che io ho cercato di trasformare e alleggerire utilizzando lo yogurt di soia e il limone.

Se avete già provato l’amaranto conoscete la sua consistenza appiccicosa che in questo caso lo rende ideale per mantenere morbido l’interno delle crocchette, ma vi consiglio d servirle ben calde per godere della croccantezza della crostina esterna che si formerà cuocendole in padella.

Visto il sapore deciso dell’amaranto e la delicatezza dei piselli insaporite bene le crocchette con le erbe aromatiche, io ho usato la menta e la melissa ma potete sbizzarrirvi con quelle che amate di più!

*Come sempre raccomando a chi ha problemi di allergie, intolleranze e ai celiaci di verificare che ogni ingrediente utilizzato non contenga tracce di glutine.

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Panino con burger di tofu e quinoa ai pomodori secchi

La mia dichiarazione d’amore per i panini l’ho già fatta più volte. Cenare con un panino home-made fatto con amore per me è una gioia vera, una coccola che mi rende felice come una bambina davanti a una coppa di gelato (no, le caramelle non fanno per me).

Nelle mie giornate libere dalla dieta mi piace viziarmi proprio a suon di pizza e panini, non sempre ho il tempo e modo di prepararli come si deve, ma per mia fortuna condivido la vita con un uomo soprannominato da me stessa medesima “il re dei panini” che negli ultimi 10 anni ha gioito con me a ogni morso 🙂

Non sono una che cerca panini troppo complicati, mi piacciono i sapori semplici e le consistenze contrastanti, le salse leggere e le verdure in abbondanza. Quando riesco però mi cimento in burger vegetariani o vegani di ogni genere o tipo, proprio come in questa ricetta vegan in cui ho unito tofu e quinoa insieme a quei sapori mediterranei a cui non so proprio rinunciare: pomodori secchi e olive nel burger profumato con timo e origano freschi, capperini nella salsa alla senape.

Non lo so se il mio entusiasmo per il risultato sia legato alla gioia di poter fare un pasto fuori dallo schema della dieta godendosi ogni boccone, ma questo panino per me spacca!

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Crocchette di lupini e amaranto con maionese allo zenzero

Quando ho comprato per la prima volta l’amaranto ero sicura che, con tutte le cose belle che avevo letto su di lui (l’amaranto) e con tutte le ricette che c’erano in giro, sarei riuscita a usarlo in modo intelligente senza problemi. Non vi dico quanto sia stata cocente la delusione quando dopo uno, due, tre, mille tentativi ho pensato di gettare la spugna. Il problema non era il sapore, leggermente nocciolato e quindi davvero gradevole, ma la consistenza. Qualsiasi cosa preparassi, qualsiasi ingrediente aggiungessi, il mio amaranto restava gelatinoso, colloso, senza una forma. Io poi ho sempre avuto dei problemi con quelle consistenze, ho sempre avuto dei problemi con la panna cotta che ti propongono in giro, quella che sballonzola nel piatto mentre te la portano al tavolo. NO GRAZIE.

Allora ho provato a farci i pops, a soffiarlo insomma, perché dal Messico mi avevano portato dei buonissimi dolcini di amaranto soffiato. Risultato? Dei bei pallini di amaranto carbonizzato, che di scoppiare non aveva nessuna intenzione.

Eppure ragazzi dai, non potevo mollare.  E non l’ho fatto. Ho perseverato, ho cercato di accendere il cervello (ahhhaahah). E alla fine – anzi all’inizio perché, mio caro amaranto, questo è solo l’inizio – sono nate queste crocchette. Saporite, golose, croccantine fuori e soffici all’interno, di quelle che ne mangeresti una vagonata. Ma infondo io lo sapevo, amaranto mio, che ci saremmo amati. Era solo questione di tempo 🙂

La ricetta vegan e glutenfree delle crocchette è su IlCucchiaio.it.

Crocchette di quinoa e sedano rapa con salsa di liquerizia

Un sapore particolare senza dubbio quello del sedano rapa, un sapore che io amo molto e che adoro abbinato alla liquerizia, come avete avuto modo di vedere anche per la mia crema.

Per questa ricetta vegan e gluten free* prepariamo delle crocchette di quinoa davvero delicate che risulteranno molto morbide all’interno e croccanti all’esterno. La quinoa – per me la mista ma voi scegliete la vostra preferita – serve infatti sia per dare corpo alle crocchette rendendo lavorabile la crema di sedano rapa che per formare all’esterno una panatura che, con la cottura in forno, diventerà scrocchiarella come piace a me.

Se amate gli abbinamenti un po’ azzardati preparate la salsa alla liquerizia come ho fatto io, se invece siete dei tradizionalisti servite le crocchette “al naturale” con un bel contorno.

Sappiate che nonostante la presenza della quinoa il protagonista assoluto della ricetta è il sedano rapa, piuttosto presente, dunque regolatevi secondo i vostri gusti e se non vi ha ancora convinto preparate delle crocchette più tradizionali, tipo queste di patate e zucchine 🙂

*se avete problemi di intolleranze verificate sempre che tutti gli ingredienti che utilizzate siano adatti alla vostra dieta

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Crocchette di riso (come ti recupero il risotto)

Partiamo dicendo che a casa mia gli arancini si sono sempre chiamati “crocchette di riso”. Le crocchette di riso erano un piatto “di recupero” ma soprattutto la coccola che la nonna ci faceva quando andavamo a pranzo da lei, quando avevamo rientro e arrivavamo affamate, sudate, stanche ma spensierate come può essere solo chi fa la seconda elementare.

La nonna faceva il risotto il giorno prima e ne pesava un po’ di più, per noi, ma il giorno dopo lo faceva passare per un caso “ieri mi è avanzato un po’ di risotto e vi ho fatto le crocchette”. Quando dico che cucinare è un atto d’amore, parlo di queste cose, di questi gesti, di questi pensieri. Parlo di mettere il proprio amore e la propria creatività in un piatto per fare felice qualcuno, per prendersene cura.

Quelle crocchette di riso erano una delizia per noi bambine, qualsiasi fosse il gusto del risotto. Ancora oggi quando siamo tutte – nonna, figlie, nipoti – sedute intorno a un tavolo a chiacchierare, a bere tè e inzuppare biscotti, le nominiamo “nonna ti ricordi le crocchette di riso? Mamma dovremmo rifarle, erano da cappottamento” (“da cappottamento” = buonissime, ndr).

Così quando ho fatto il risotto al finocchio ne ho avanzato un poco e mi sono fatta prendere dalla nostalgia, ho aggiunto qualche ingrediente, fatto una doppia panatura e messo le crocchette in forno. Lei, la nonna, le friggeva, ma io non sono abbastanza avvezza alla frittura e avevo paura di rovinare tutto.

Certo, il paragone non regge, ma a ogni morso la nostalgia si fa più lontana e il cuore si riempie di gioia.

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