Dolci al cucchiaio

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Mousse  di avocado al cacao e ciliegie

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A volte ci si deve ingegnare. Capita che un compleanno arrivi così, fra capo e collo, in una settimana densa di impegni lavorativi con temperature ben al di sopra della media che ti impediscono di accendere il forno per salvaguardare la tua vita e quella di chi vive con te (che poi è pure il festeggiato).

Così quel compleanno si avvicina più velocemente del previsto, tu sei in trasferta un giorno si e l’altro pure, non c’è tempo per fare la spesa, non c’è tempo per cucinare. La tua “to do” list è sempre più lunga e per quanto tu t’impegni non riesci mai a spuntare tutte le voci che la compongono. E poi, ogni volta che pensi di alzarti un secondo dalla scrivania – posto che tu riesca a starci una mezza giornata seduta alla scrivania – per andare ad aprire il frigorifero cercando di farti venire un’idea, suona il telefono.

E finisce così, con il giorno X che arriva e tu con te che ti ritrovi…dadadadan…senza dolce. Ma chi mi conosce lo sa che per me UN COMPLEANNO NON PUÒ ESISTERE SENZA UN DOLCE. Che compleanno sarebbe? Non scherziamo. E io sono pronta a tutto, anche a costo di dover mettere una candelina su una fetta di pane e marmellata.

E invece poi, mentre con il fiato corto e l’aria condizionata a palla accendo il gas e scaldo l’acqua per gli gnocchi – desiderio espresso dal festeggiato per il pranzo di compleanno –, butto l’occhio nel cesto della frutta ormai deserto e mi si accende una lampadina: l’avocado. Da lì in poi c’è solo l’immagine di me che mescolo ingredienti, trito, frullo, peso e prendo appunti sul mio quaderno facendo tutto a velocità supersonica. E quando il festeggiato apre la porta di casa sfodero il mio sorriso migliore e fingo di avere tutto sotto controllo: la mousse è in frigorifero, gli attrezzi in lavastoviglie e per le ciliegie sul fuoco…qualcosa m’invento.

L’importante è che nessun compleanno resti senza il suo dolce.

PS: Oggi è il mio turno, buon compleanno a me! Ragazzi non scherziamo, il mio dolce dov’è?!?

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Primavera, dove sei? E’ arrivato Taste&More!

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Dov’è finita la primavera? I cieli grigi e le pioggerelle di questi giorni sembrano più adatte a novembre che a maggio e io sono sempre più impaziente, aspetto il sole, il caldo, il mare.

Sono ancora qui con il fiato corto divisa fra mille cose fatte e da fare, un po’ frastornata e un po’ affaticata. Da molto ormai non entro in cucina senza “scadenze”, per il puro piacere di mettermi ai fornelli. C’è sempre qualche ricetta da preparare o qualcuno da sfamare e mi manca un po’ quel tempo che sceglievo di occupare impastando e spadellando. Ma anche quel tempo tornerà, sono fiduciosa, devo solo riuscire a riprendere dei ritmi umani.

Nel frattempo, eccoci qua con l’appuntamento con il nuovo numero di Taste&More! Ci pensiamo noi a portare un po’ di primavera nelle vostre case con tante ricette fresche e colorate, siete pronti?

Anche stavolta le mie proposte sono due: un’insalata di spinacini con salsa allo yogurt e vinaigrette ai lamponi (light e senza lattosio) e poi un crumble di fragole al cocco e zenzero.

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Se siete curiosi di scoprire le ricette è tempo di sfogliare!

Ricordi di crème brûlée al caffè e anice

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Ci sono ricette che sono piezz’e core, come si dice. Ricette che nascono fra le tue mani in un giorno di pioggia, che sono quasi una scommessa, un tentativo che vuoi fare sfidando le tradizioni, le abitudini e anche un po’ le leggi della cucina. Queste ricette nascono da un sogno che hai in testa e mentre le realizzi sei perfino un po’ in ansia perché ti carichi di aspettative e incroci le dita sperando che il risultato sia quello che hai in mente.

Mi capita spesso quando mi diletto con tentativi – più o meno fallimentari – di pasticceria vegan. Sono cresciuta sentendo dire che la pasticceria è chimica, guai a sgarrare, guai a non seguire alla lettera le ricette. Vero, per i grandi classici della pasticceria c’è una è una sola ricetta, ci sono regole da seguire, passaggi da rispettare, grammature da verificare.

Ma – c’è sempre un ma – se la cucina è quella di casa a volte è bello provare a uscire dagli schemi, tenendo le radici nella tradizione ma insieme affidandosi all’istinto. E semplicemente provare e riprovare, imparare dagli errori e non arrendersi. E a volte serve anche un po’ di follia, come quella volta che ho pensato di ispirarmi alla crème brûlée* per farne un dolce vegan e quasi veniva da ridere anche a me: pazza Giulia.

*Prima che qualcuno mi salti addosso e mi riempia di insulti dicendo che questa non è una crème brûlée, che sono una vegetariana pazza e che devo stare calma ve lo dico io: questa non è una crème brûlée, quella la facciamo tutti con la ricetta tradizionale e stiamo sereni. Semplicemente mi sono lasciata ispirare per creare una crema vegan dolce e profumata racchiusa sotto un guscio croccante di zucchero, mi è piaciuta e non me ne pento. Sono un’eretica vegetariana pazzoide? Forse, ma ricordatevi che non voglio convincere nessuno che questa sia uguale o tanto meno migliore dell’originale. Questa è un’altra cosa. Questa è roba mia e se non vi piace vi rispetto, non la fate che tanto io non mi offendo 🙂 Baci

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Ricotta al forno all’arancia (e cannella)

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Questa è una di quelle ricette deliziose e facili che si fanno sempre troppo poco. Pochi ingredienti e poche mosse per avere un dolce al cucchiaio goloso ma leggero, cremoso e appagante. Protagonista assoluta sempre lei, la mia amatissima ricotta.

Questa ricetta l’avevo preparata molto tempo fa e mai più fatta ma l’ho riscoperta quando mi è venuta voglia di sentire il profumo di arancia e cannella nell’aria…quando ho visto il mio cesto pieno di arance non trattate, con le foglie fresche e la scorza spessa, non ho saputo resistere.

E con le arance ho fatto sia la ricotta al forno che una salsina – uno sciroppo direi – profumato alla cannella.

Poi, a pensarci bene, questa ricotta cotta al forno potrebbe tranquillamente essere servita con una base croccante e trasformarsi in una cheesecake deliziosa (adesso avete capito perché questa ricetta mi piace così tanto? Torniamo sempre lì) ma a me piace un sacco anche così, semplice, senza fronzoli.

Ad ogni modo, con o senza base, la ricetta è su IlCucchiaio.it e ci tengo a dirvi che può essere preparata anche sostituendo lo zucchero (con acero o agave). Se avete già assaggiato la ricotta al forno in giro, sappiate che ovviamente può avere consistenze differenti a seconda della tipologia di ricotta utilizzata, degli ingredienti e della ricetta: io ad esempio non ho voluto usare farina per addensare il composto quindi il risultato è un “tortino” morbido, non asciutto e compatto come potrebbe essere in altre ricette. Sta a voi scegliere la vostra preferita 🙂

Crema di cachi allo zenzero e clementina

So per certo che qualcuno di voi odia i cachi. So di cosa parlo perché anche io, fino a qualche anno fa, non riuscivo a gestire la loro consistenza viscida e gelatinosa. A proposito di questo però devo chiedervi un paio di cose, tipo: siete sicuri che i cachi a cui vi siete approcciati fossero maturi (cioè molli in modo imbarazzante, magari anche implosi e veramente brutti da vedere)? Se vi schifa la consistenza, avete provato a frullarli per trasformarli in crema? Avete mai assaggiato il caco mela (che è tutta un’altra cosa ma è molto buono ed è sodo)?

Ecco giusto un paio di cose buttate lì perché è fondamentale capire che se il caco non è perfettamente maturo, fa cacare (scusateeeee non potevo trattenermiiii, la smetto subito). Però è vero ragazzi, il caco “lega” la lingua, “allappa”, è acido – ditelo come volete, sempre quello di prima è il concetto. Quindi torniamo sempre lì, se è brutto probabilmente è buono. Se è sodo e perfettino lasciate che imbruttisca prima di mangiarlo. Di cachi ce ne sono vari tipi, alcuni hanno dentro bellissime fettine arancioni, altri (quelli che mangio io) sono tutti spappolati. Per questo meglio frullarli e farci una crema da mangiare così o da usare per qualche dolce.

Io stavolta c’ho fatto un dolce al cucchiaio veloce e facilissimo, fresco e leggero: una crema di cachi profumata con zenzero e succo di clementina a cui ho aggiunto dello yogurt greco sempre alle clementine. La mia ricetta – potete facilmente proporla in versione vegan sostituendo il miele con l’agave o il malto e usando yogurt di soia – è su IlCucchiaio.it.

Dai su, non desistete, assaggiate i cachi brutti e magari un giorno scoprirete che non sono poi così male 🙂

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