Dolci al cucchiaio

Gelato vegan al cacao con prugne caramellate 

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La prima volta che ho provato a fare questo “gelato” non riuscivo a credere al risultato: cremoso, morbido, avvolgente e soprattutto senza latticini, senza uova e senza zuccheri aggiunti. E’ stato una bella scoperta, me la sono rigiocata un po’ di volte e poi pigramente ho smesso di mettere le banane in freezer e ho continuato  a mangiarle a colazione, con lo yogurt. Poi è capitato di nuovo: le banane del mio cestino hanno cominciato a scurirsi, sarà il caldo non lo so, però ho capito che non sarei riuscita a mangiarle tutte prima della loro autodistruzione. Ma quando ho chiesto al consorte: “se faccio un banana bread lo mangi?” mi ha guardato con il sopracciglio alzato e la testa di lato mugugnando “mmmmh”.

Così, visto che gli sprechi non mi vanno giù, ho deciso di rimettere quelle banane in congelatore e di aspettare che tornasse caldo davvero (per la cronaca: è tornato). Avevo pure delle prugne nel cestino e così mi sono viziata con una versione golosa del classico gelato vegan, un po’ cioccolatosa ovviamente.

Che dire…per le emergenze, per la carenza d’affetto, per quei giorni in cui “avrei voglia di qualcosa di buono” e Ambrogio non c’è, la soluzione definitiva è questa.

Ah, lo so che siete tutti in vacanza quindi…buone vacanze!

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Crema vegan con cioccolato e anacardi

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Si fa caldo, non avete voglia di cucinare, non avete voglia di fare niente, lo so. Avete voglia solo di cose fresche e light (ahahaha, certo, come no) che si preparino in poco tempo senza accendere forno e fornelli. La verità è che vorreste (o forse io vorrei?) uscire a fare colazione al bar, pranzare al chiosco della spiaggia e cenare in un ristorantino carino. Zero sbattimento, massimo godimento.

Io non sono al mare e non me lo posso permettere ma voi…siete proprio sicuri sicuri di non voler fare nulla?

Ecco che arrivo io a darvi un’ottima ragione per cambiare idea, un’ottima ragione che si chiama crema vegan al cioccolato e anacardi che potrebbe finire ancora prima di essere messa in vasetto. Insomma se siete ancora ancora fra i pazzi che comprano la crema spalmabile al super è ora di cambiare registro, che per fare qualcosa di altrettanto goloso da sé non ci vuole molto. E poi il fatto di doverla fare a casa vi eviterà di averne sempre quintali a disposizione, in attesa del cucchiaino, e la vostra salute vi ringrazierà.

Preparatene poca per volta perché si conserverà solo per qualche giorno, direi per stare tranquilli un settimana al massimo, in frigorifero all’interno di un contenitore a chiusura ermetica. Sempre posto che non sia finita prima, molto prima di finire in quel contenitore. Si perché vi avverto, il massimo della goduria è mangiarla appena fatta o a temperatura ambiente, quando è cremosa e avvolgente (nello scatto sopra la crema appena fatta). Ma – c’è sempre un ma – in questa stagione e con queste temperature vi proibisco di conservarla fuori dal frigorifero, rischiate di doverla buttare e io odio gli sprechi, soprattutto questi! Piuttosto mettetela in piccoli contenitori e mano a mano che la mangiate tiratene fuori uno dal frigorifero una mezz’ora prima di consumarla in modo che torni morbida. Poi vi dirò, non è che fredda e densa sia poi così male (nelle foto di seguito)…

Avete una busta di anacardi, del cioccolato, cacao, olio e qualcosa per dolcificare?

Pronti, partenza, via!

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Mousse  di avocado al cacao e ciliegie

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A volte ci si deve ingegnare. Capita che un compleanno arrivi così, fra capo e collo, in una settimana densa di impegni lavorativi con temperature ben al di sopra della media che ti impediscono di accendere il forno per salvaguardare la tua vita e quella di chi vive con te (che poi è pure il festeggiato).

Così quel compleanno si avvicina più velocemente del previsto, tu sei in trasferta un giorno si e l’altro pure, non c’è tempo per fare la spesa, non c’è tempo per cucinare. La tua “to do” list è sempre più lunga e per quanto tu t’impegni non riesci mai a spuntare tutte le voci che la compongono. E poi, ogni volta che pensi di alzarti un secondo dalla scrivania – posto che tu riesca a starci una mezza giornata seduta alla scrivania – per andare ad aprire il frigorifero cercando di farti venire un’idea, suona il telefono.

E finisce così, con il giorno X che arriva e tu con te che ti ritrovi…dadadadan…senza dolce. Ma chi mi conosce lo sa che per me UN COMPLEANNO NON PUÒ ESISTERE SENZA UN DOLCE. Che compleanno sarebbe? Non scherziamo. E io sono pronta a tutto, anche a costo di dover mettere una candelina su una fetta di pane e marmellata.

E invece poi, mentre con il fiato corto e l’aria condizionata a palla accendo il gas e scaldo l’acqua per gli gnocchi – desiderio espresso dal festeggiato per il pranzo di compleanno –, butto l’occhio nel cesto della frutta ormai deserto e mi si accende una lampadina: l’avocado. Da lì in poi c’è solo l’immagine di me che mescolo ingredienti, trito, frullo, peso e prendo appunti sul mio quaderno facendo tutto a velocità supersonica. E quando il festeggiato apre la porta di casa sfodero il mio sorriso migliore e fingo di avere tutto sotto controllo: la mousse è in frigorifero, gli attrezzi in lavastoviglie e per le ciliegie sul fuoco…qualcosa m’invento.

L’importante è che nessun compleanno resti senza il suo dolce.

PS: Oggi è il mio turno, buon compleanno a me! Ragazzi non scherziamo, il mio dolce dov’è?!?

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Primavera, dove sei? E’ arrivato Taste&More!

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Dov’è finita la primavera? I cieli grigi e le pioggerelle di questi giorni sembrano più adatte a novembre che a maggio e io sono sempre più impaziente, aspetto il sole, il caldo, il mare.

Sono ancora qui con il fiato corto divisa fra mille cose fatte e da fare, un po’ frastornata e un po’ affaticata. Da molto ormai non entro in cucina senza “scadenze”, per il puro piacere di mettermi ai fornelli. C’è sempre qualche ricetta da preparare o qualcuno da sfamare e mi manca un po’ quel tempo che sceglievo di occupare impastando e spadellando. Ma anche quel tempo tornerà, sono fiduciosa, devo solo riuscire a riprendere dei ritmi umani.

Nel frattempo, eccoci qua con l’appuntamento con il nuovo numero di Taste&More! Ci pensiamo noi a portare un po’ di primavera nelle vostre case con tante ricette fresche e colorate, siete pronti?

Anche stavolta le mie proposte sono due: un’insalata di spinacini con salsa allo yogurt e vinaigrette ai lamponi (light e senza lattosio) e poi un crumble di fragole al cocco e zenzero.

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Se siete curiosi di scoprire le ricette è tempo di sfogliare!

Ricordi di crème brûlée al caffè e anice

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Ci sono ricette che sono piezz’e core, come si dice. Ricette che nascono fra le tue mani in un giorno di pioggia, che sono quasi una scommessa, un tentativo che vuoi fare sfidando le tradizioni, le abitudini e anche un po’ le leggi della cucina. Queste ricette nascono da un sogno che hai in testa e mentre le realizzi sei perfino un po’ in ansia perché ti carichi di aspettative e incroci le dita sperando che il risultato sia quello che hai in mente.

Mi capita spesso quando mi diletto con tentativi – più o meno fallimentari – di pasticceria vegan. Sono cresciuta sentendo dire che la pasticceria è chimica, guai a sgarrare, guai a non seguire alla lettera le ricette. Vero, per i grandi classici della pasticceria c’è una è una sola ricetta, ci sono regole da seguire, passaggi da rispettare, grammature da verificare.

Ma – c’è sempre un ma – se la cucina è quella di casa a volte è bello provare a uscire dagli schemi, tenendo le radici nella tradizione ma insieme affidandosi all’istinto. E semplicemente provare e riprovare, imparare dagli errori e non arrendersi. E a volte serve anche un po’ di follia, come quella volta che ho pensato di ispirarmi alla crème brûlée* per farne un dolce vegan e quasi veniva da ridere anche a me: pazza Giulia.

*Prima che qualcuno mi salti addosso e mi riempia di insulti dicendo che questa non è una crème brûlée, che sono una vegetariana pazza e che devo stare calma ve lo dico io: questa non è una crème brûlée, quella la facciamo tutti con la ricetta tradizionale e stiamo sereni. Semplicemente mi sono lasciata ispirare per creare una crema vegan dolce e profumata racchiusa sotto un guscio croccante di zucchero, mi è piaciuta e non me ne pento. Sono un’eretica vegetariana pazzoide? Forse, ma ricordatevi che non voglio convincere nessuno che questa sia uguale o tanto meno migliore dell’originale. Questa è un’altra cosa. Questa è roba mia e se non vi piace vi rispetto, non la fate che tanto io non mi offendo 🙂 Baci

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Quinoa con barbabietola, topinambour e zucca al rosmarino
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